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6 motivi per prendersi un anno sabbatico

L’anno sabbatico è il desiderio e lo spauracchio di molte persone che, nel corso della propria vita, si sono sentite tentate dal volerselo prendere. In realtà, si tratta di un’esperienza talvolta necessaria che, anche solo una volta, potrebbe rivelarsi preziosa.

Che tu sia uno studente o un lavoratore, dare un segnale di pausa alla frenesia della vita di tutti i giorni può darti la possibilità di dedicarti a te stesso per capire fino in fondo quello di cui hai realmente bisogno.

Non tutti sono sicuri circa la strada da voler intraprendere, i momenti di smarrimento capitano a chiunque, e spesso per riuscire ad arrivare alla soluzione occorre mettere in congedo i ritmi ordinari per fare spazio alla riflessione.

Ma quali possono essere concretamente tutti i buoni motivi per prendersi un anno sabbatico? Dai un’occhiata a questo articolo e predisponiti al cambiamento.

Perché prendersi un anno sabbatico può rivelarsi una strategia vincente

Prova a pensarci un attimo e cerca di individuare l’ultima volta in cui hai fatto qualcosa fuori dagli schemi, diversa rispetto alle attività che svolgi tutti i giorni. Probabilmente sei una di quelle persone che ha avuto poche occasioni per vivere una realtà diversa da quella a cui è stato abituato. L’anno sabbatico è proprio ciò che ti serve per mettere ordine nella tua vita e per offrirti la possibilità di valutare le situazioni da un’altra prospettiva.

Ti dedicherai a qualcosa che hai sempre voluto fare

Scommettiamo che, con ogni probabilità, esiste qualcosa nella tua lista delle cose da fare che ancora non hai provato, per mancanza di tempo e volontà; l’anno sabbatico è la parentesi temporale entro cui avrai l’opportunità di metterti alla prova.

Potrai finalmente provare più esperienze contemporaneamente, allargare i tuoi orizzonti viaggiando o semplicemente cimentarti in contesti entro i quali non credevi di poter mai entrare. In questo modo, potrai inoltre scardinare le convinzioni più radicate che hai sviluppato negli anni, anche in termini di pregiudizi, e potrai concederti di realizzare quei desideri che avevi relegato in un angolo remoto del dimenticatoio.

Crescerai in diversi aspetti della tua vita

Quando decidi di optare per un anno sabbatico, la crescita è una conseguenza diretta della tua scelta. Acquisirai una maggiore consapevolezza e una stima di te stesso che non credevi di avere, superando quei confini che per anni ti sei posto.

Nel caso in cui avessi appena terminato la maturità e fossi in quello stadio in cui dovrai decidere cosa fare del tuo futuro, l’anno sabbatico ti darebbe la possibilità di renderti indipendente sotto diversi punti di vista. Ti interfacceresti con la vita adulta e con tutte le incombenze che una persona che vive da sola deve affrontare.

Sia che dovessi decidere di rimanere nei paraggi che di viaggiare dall’altra parte del mondo, imparerai a sviluppare un senso critico senza precedenti e ne uscirai sicuramente più maturo.

Ti schiarirai le idee

Se rientri in quella schiera di persone che si trovano spesso nell’indecisione costante su quello che vogliono realmente fare nella loro vita, questa è l’occasione perfetta per dissipare ogni dubbio.

Cimentarsi in un lavoro in un paese straniero, prendersi del tempo per studiare una lingua che ti è sempre piaciuta, sono tutte operazioni che ti aprirebbero gli occhi facendo luce su cosa ti piace realmente.

Non solo ne usciresti con un curriculum più ricco di esperienza, ma avrai ulteriori strumenti per orientarti nella scelta finale verso un percorso a discapito di un altro. Provare per credere.

Aggiungerai nuove voci al tuo curriculum

A proposito di curriculum, è ovvio che – se impiegherai il tempo che l’anno sabbatico ti mette a disposizione, acquisendo nuove abilità – le tue esperienze subiranno un incremento notevole da aggiungere su carta.

La padronanza linguistica, le tecniche di comunicazione e l’attitudine a lavorare in gruppo sono requisiti sempreverdi per ogni mansione seria che si rispetti.

In questo modo, non solo riuscirai a difenderti bene con la concorrenza in sede di colloquio, ma la tua formazione migliorerà a 360° in primis per te stesso.

Avrai la possibilità di viaggiare senza limiti

L’anno sabbatico è spesso paragonato al viaggio, non solo interiore ma fisico. Non è inusuale, infatti, che chi ha deciso di abbandonarsi a questa esperienza ne abbia pure approfittato per viaggiare a più non posso. Tra una meta e l’altra, senza fermarsi a lungo in una località.

Quante volte avrai sognato di visitare il Giappone, i Paesi Scandinavi, il Sud America, per entrare in contatto diretto con la loro cultura, fare un corso intensivo di cucina del posto o partecipare ad una masterclass di lingua straniera. Ora più che mai potresti farlo.

Affronterai un cambiamento interiore unico

Una volta che impiegherai quei 12 mesi a fare quello che hai sempre desiderato, a prescindere dal luogo in cui passerai più tempo, a cambiare sarai tu. In meglio, senza dubbio.

Se invece decidi di trincerarti nelle tue sicurezze, senza mettere il naso fuori dalla tua comfort zone, è difficile che potrai cogliere un’altra opportunità simile. Anche a migliaia di km di distanza, quando pensi a quello che lascerai, nulla subirà uno stravolgimento significato al di fuori di te. La tua famiglia, i tuoi cari e la tua casa rimarranno dove sono, a rappresentare il vero cambiamento sarai tu.

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Blocco all’Università? Ecco come ritrovare la voglia di studiare

Può succedere a qualunque studente che, durante il percorso di studi, ci si trovi in un momento di “blocco”. I motivi alla base di questa “ritrosia” nei confronti dello studio possono essere tanti e di diversa natura, ma il risultato resta invariato: la procrastinazione degli esami e il fermo della carriera universitaria.

Il primo campanello d’allarme è ravvisabile nella capacità perduta di memorizzazione, a causa di una mancata concentrazione che porta lo studente a ritornare più volte sugli stessi concetti.

Si tratta di un fenomeno in realtà estremamente comune, il cosiddetto “blocco dello studente” che conduce in genere alla decisione drastica di congelare gli esami per provare a dedicarsi a se stessi. Finito quel periodo, però, ritornare sui libri non è un gioco da ragazzi. Quali sono le strategie più corrette?

Le strategie per superare il blocco dello studente

Si definisce “blocco dello studente” quello status in cui la persona avverte di essere saturo a livello mentale, ragion per cui non riesce più a proseguire con gli studi. Ne consegue una compilation di sensazioni difficili con le quali convivere, che portano spesso ad alimentare un senso di colpa infondato. Ecco alcune preziose dritte per superare questa condizione abbandonando le ansie.

Dai libero sfogo alle tue ansie

Chi ha trascorso un simile periodo, può testimoniare che ad invadere la mente – in questo stralcio temporale – sono le preoccupazioni che iniziano ad attaccare la salute psicologica dell’individuo, impedendogli di riuscire a concentrarsi, demotivandolo.

La cosa migliore da fare, che si rivelerà necessaria, è trovarsi un momento della giornata in cui dare libero sfogo alle peggiori frustrazioni. Così facendo, in maniera volontaria, ci si immergerà nelle sensazioni negative per buttarle fuori e lasciarle lì, nei limiti di quello spazio in cui ci si concede di farlo.

Dopo averlo fatto, si potrà tornare alle mansioni ordinarie più leggeri e carichi. Le paure vanno affrontate giorno per giorno, per fare in modo che possano abbandonarci prima del previsto.

Pianifica gradualmente lo studio

Quando ci si sente oberati di cose da fare e ansie a cui dar credito, può risultare utile dar vita ad un piano di studio che possa tenere conto delle energie che si hanno in quel momento preciso della propria vita.

In questo modo, ci si dedicherà allo studio un poco alla volta, senza eccedere e senza sovraccaricarsi di troppe aspettative.

Rientra tra le pianificazioni, quella indispensabile del sonno: ricorda di dormire un range di ore che va dalle 7 alle 9, in modo che – quando ti sveglierai – sarai riposato e non stanco in partenza.

Non è da meno il tempo che dovrai ritagliare per te stesso, oltre al sonno ristoratore, si possono citare: il buon cibo, l’attività fisica, gli hobbies e altre operazioni che rientrano in un discorso routinario in grado di migliorare il tuo umore compromesso.

In generale è sempre buona prassi stabilire un metodo di studio universitario, un approccio che ti accompagnerà sempre durante i tuoi anni di formazione. Il metodo include una serie di passaggi da applicare nelle diverse fasi di studio, dalle lezioni da seguire allo svolgimento dell’esame vero e proprio. Per definire il metodo migliore per te, fai delle prove: in alcuni casi, l’approccio migliore è studiare e ripetere ad alta voce; in altri, l’approccio migliore è fare dei riassunti. Tutto sta nel tuo stile di apprendimento e nella modalità di studio che più si adatta alle tue esigenze.

Infine, non dimenticare di pianificare al dettaglio il tuo studio, costruendo una vera e propria tabella di marcia, con orari e obiettivi da rispettare ogni giorno.

Datti un premio

Una condizione frequente in cui ci si sente invischiati è l’insoddisfazione che talvolta prende il sopravvento, anche e soprattutto quando – a fine giornata, dopo una sessione d studio – si fanno i conti con quello che siamo riusciti a fare o meno.

Impara a premiarti per il lavoro svolto, di qualsiasi entità sia, anche se sei riuscito a studiare solo 5 pagine invece delle 70 che immaginavi di memorizzare in quelle ore. Tutto fa brodo e ogni passo, anche il più piccolo, va tenuto in considerazione.

A ragione, ad ogni traguardo raggiunto, il suggerimento più prezioso è regalarti qualcosa. Non deve essere necessariamente un present materiale, anche una pausa per te stesso in cui decidi di dedicarti alle attività che più ti rilassano, può essere l’ideale. Incontra gli affetti, prendi una bocca d’aria e non dimenticare che la cosa davvero importante è sentirsi appagati.

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Cosa sono gli archetipi junghiani?

Chiunque, almeno una volta nella vita, avrà sentito parlare degli Archetipi Junghiani. Di cosa si tratta?

Facciamo riferimento intanto al loro ideatore, Carl Jung, colui che si allontanò apertamente dalle idee di Freud e dal suo approccio alla psicoanalisi. Noto per le sue idee in netto contrasto rispetto alla tradizione riconosciuta, aveva dato vita a questi 12 archetipi della personalità.

Jung, al fine di creare e spiegare in maniera approfondita questi 12 archetipi, aveva studiato tanto facendo capo ai miti delle culture più disparate.

Ma cosa rappresentano, in realtà, questi archetipi? Si tratta di schemi comportamentali che si associano ad altrettanti modi di essere, rappresentanti l’inconscio collettivo. Scopriamo meglio che cosa intendesse Jung con la sua teoria.

Il significato degli archetipi di Jung

I 12 archetipi a cui si riferisce Jung si trovano in ciascun individuo e reagiscono a tutte le situazioni della vita. La differenza giace nel fatto che in alcune persone questi archetipi possono attivarsi soprattutto durante l’età infantile, in altri ancora – al contrario – nell’età adulta; tutto è associabile al livello d’armonia preesistente nella propria coscienza.

Le forme primarie, legate allo sviluppo della coscienza, che danno vita agli archetipi sono: Innocente, Orfano, Guerriero, Angelo custode, Amante, Cercatore, Distruttore, Creatore, Sovrano, Mago, Saggio, Folle.

L’Innocente

Il primo archetipo è l’Innocente che, da quel che si può intuire, rappresenta la parte fiduciosa dell’individuo, quella che ha i suoi natali nell’infanzia e deriva dalla spensieratezza che guida i primi anni dell’esistenza.

In quanto tale, l’Innocente tende ad avere una predisposizione speranzosa e ottimista, aprendosi al mondo con tenacia e propensione all’apprendimento.

L’Orfano

L’archetipo dell’Orfano è sempre legato all’infanzia e si incarna nel bambino interiore che ha subito dei traumi relativi all’abbandono. Per questo motivo, ha dovuto sviluppare delle doti in extremis per sopravvivere in perfetta autonomia, ragion per cui è pratico e caparbio.

Il Guerriero

Il Guerriero si collega alla figura del genitore normativo; sulla base di questa identità, si rivela forte e coraggioso, in grado di fissarsi degli obiettivi per poi raggiungerli. Presenta spiccate capacità di capo branco e cerca di migliorare il mondo.

L’Angelo custode

L’Angelo custode è indice di generosità e sacrificio, suggerisce all’individuo le strategie per curare il bambino indifeso che custodiamo dentro il nostro essere. Il suo intento pedagogico impartisce il precetto del rispetto verso gli altri.

L’Amante

L’Amante, in quanto tale, è la base fondante dell’Eros che è coinvolto in tutti i legami passionali che prescindono dalla loro tipologia. È guidato da azioni che hanno una potenza viscerale e vivace. Tra le sue caratteristiche permane il dissidio eterno con la parte razionale che vuole disciplinare questo archetipo.

Il Cercatore

Il Cercatore è indice di rinascita, cambiamento e trasformazione. Si lega all’idea della realizzazione, mettendo da parte il passato, creando l’innovazione. Per proseguire nel suo cammino di crescita indipendente, deve sviluppare un forte senso di fiducia personale, per evitare di perdersi senza impegnarsi davvero in nessun obiettivo. Deve inoltre controllare la smania di perfezionismo.

Il Distruttore

Il Distruttore è l’archetipo per eccellenza che si origina in seguito ad un evento traumatico, di dolore molto intenso. Il risultato è la creazione di un gap, un vero e proprio vuoto, che tende ad avere il sopravvento su quello lasciato invece dall’Orfano. È un inno comunque alla rinascita e all’accettazione del dolore.

Il Creatore

Il Creatore ci spinge ad avere coscienza di ciò che rappresentiamo e del ruolo che abbiamo nella creazione della nostra esistenza. Si nutre in bilico tra un senso di timore e di euforia relativi ad un lavoro di ascolto interiore. Per questo, tende a divenire saggio nelle scelte di vita.

Il Sovrano

Il Sovrano rappresenta l’integrità, è androgeno e per questa sua natura si sviluppa dall’unione tra maschile e femminile, tra giovinezza e maturità. Per natura, tende ad avallare la pace e la prosperità, è risolutivo ed è fortemente realistico.

Il Mago

Il Mago ha un significato fondamentale, poiché ci trasmette la correlazione tra quello che abbiamo dentro e quello che esiste al di fuori, nella sintesi di un collegamento necessario. Apre gli occhi su ciò che accade, cogliendone i segni, e persegue lo scopo di acquisire una consapevolezza crescente.

Il Saggio

Il Saggio porta avanti la missione di riuscire a trovare la verità in senso lato, sia che si tratti di se stesso che dell’universo in cui vive. È l’archetipo guidato dalla sicurezza della voce interiore e dalla fermezza che lo porta ad agire accantonando il coinvolgimento. Ha paura dell’inganno e per questa ragione tende ad essere distaccato.

Il Folle

L’archetipo del Folle è colui che pungola il Sovrano quando questi diventa troppo arrogante. Rappresenta l’energia in grado di andare oltre, di esplorare. Ha un approccio sarcastico e irriverente nei confronti della vita; si tratta di una strategia che evita di farlo sprofondare, e grazie al suo modo di fare e alla sua apertura mentale, riesce a ricominciare dopo ogni battuta d’arresto.

Studiare psicologia con Unicusano

Gli archetipi junghiani sono argomento di studio dei corsi universitari in psicologia. Le lauree triennali e magistrali in psicologia a Grosseto sono la scelta ideale per formarti su questi temi. Uno degli aspetti più interessanti della formazione Unicusano risiede nell’innovativa metodologia didattica adottata: la metodologia telematica. Grazie a questo approccio, potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Per informazioni e per iscriverti ai corsi Unicusano, compila il form.

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Studiare 10 ore a settimana: ecco come fare

Una delle abitudini più diffuse tra gli studenti universitari è quella di dedicarsi a sessioni di studio interminabili, senza applicare un vero metodo. Questo porta facilmente a momenti di stress e a non raggiungere i risultati sperati, nonostante il molto tempo trascorso sui libri. Studiare 10 ore a settimana può sembrare un tempo ridotto ma, se praticato con metodo e continuità, può essere sufficiente a raggiungere risultati.

Il segreto principale di uno studio veloce è legato all’aumento della qualità delle poche ore che si trascorreranno sui libri; grazie alle strategie che apprenderai, ti concentrerai sull’obiettivo e potrai dedicare più tempo ai tuoi interessi.

Leggere un capitolo di un libro e nel frattempo rispondere alle notifiche sullo smartphone o trovando altre distrazioni non è propriamente consigliabile. Stesso ragionamento lo si fa se si è soliti ripetere meccanicamente delle definizioni imparate a memoria che, di solito, si dimenticano non appena si esce dall’aula in cui si è sostenuto l’esame. Se non prima.

Ma allora quali strategie bisogna privilegiare per studiare più velocemente?

Studiare poche ore a settimana: le strategie

Ci siamo, hai un esame a cui sottoporti e hai necessità di assimilare i concetti più velocemente perché lo studio matto e disperato di tante ore al giorno non ti gratifica e ti svilisce.

Segui i nostri consigli e congeda il vecchio metodo, è arrivato il momento di dare credito alla qualità a discapito della quantità.

Evita i cicli di studio intensivi

Partiamo dal presupposto che, come abbiamo anticipato, concentrare lo studio in sessioni lunghissime di 10 ore al giorno diventa alla lunga molto stressante e improduttivo.

Per questa ragione, potresti prendere in considerazione l’idea di evitare i cicli di studio intensivi, approcciando allo studio con costanza e pazienza. Ti consigliamo quindi di evitare di ricadere in cicli di studio fissi e intensivi che non aiutano a rilassarsi e fanno arrivare stanchi il giorno dell’esame.

Meglio studiare quando hai un livello sufficiente di concentrazione, per meno ore ma con maggiore produttività.

Non sottolineare tutto

Gran parte degli studenti tende a rileggere più volte lo stesso paragrafo, dopo aver sottolineato i passaggi che ritiene più importanti. Non per tutti però questa tecnica si rivela vincente: anzi, per alcuni diventa addirittura controproducente, poiché il rischio è quello di dirottare la propria attenzione su concetti che sono meno rilevanti di altri.

Nota di merito invece agli schemi e ai diagrammi per andare a riportare e sintetizzare i concetti chiave.

Solo dopo aver capito appieno il testo, sarai in grado di individuare – tra la moltitudine – una parola o una frase che crea il collegamento con il concetto che devi tenere a mente.

Usa le tue parole

La regola da cui non si può prescindere riguarda l’uso di parole proprie per spiegare i concetti che vengono a mano a mano memorizzati.

Non occorre ripetere gli argomenti usando le stesse parole, o al limite i sinonimi, del libro, incluse le forme grammaticali.

Dovrai creare frasi ex novo, facendo in modo di esporre le tematiche a modo proprio e in maniera semplice.

Sbarazzati dello smartphone

La distrazione principale che ti porterà a distogliere l’attenzione dallo studio, è sicuramente il cellulare. Per risolvere questo problema, è preferibile allontanare fisicamente lo smartphone dal proprio raggio visivo o, in alternativa, staccare la connessione internet.

Preferisci lo studio da solo

Se vuoi provare a studiare meno e meglio, è bene almeno all’inizio seguire solo ed esclusivamente i tuoi ritmi, senza assoggettarti a quelli degli altri.

Studiare da soli è la soluzione. Una volta che avrai trovato la “velocità” giusta e la concentrazione che ti serve per gestire l’organizzazione dello studio, potrai valutare di condividere questo momento con gli altri.

Ripassa molto

Lo step più importante è il ripasso, perché motiva e fa stare anche più sereni. La mattina, a mente fresca, con l’ausilio degli schemi, prima di apprendere nuovi concetti potresti ripetere quelli memorizzati il giorno precedente.

Anche in questo caso, dovrai prediligere esposizioni estremamente veloci, concise e chiare per sincerarti di aver interiorizzato davvero le nozioni apprese. Per questa attività, le mappe concettuali e gli schemi possono esserti davvero molto utili; grazie a questi, puoi verificare “a colpo d’occhio” la comprensione di una determinata tematica e facilitare la ripetizione ad alta voce, se fa parte delle tue abitudini di studio.

Su come studiare 10 ore a settimana abbiamo detto tutto; ricapitolando, se vuoi studiare meno e alzare la qualità dello studio, ti consigliamo di:

  • Pianificare con attenzione le sessioni di studio, decidendo una tabella di marcia per gestire i momenti in cui ti troverai sui libri
  • Eliminare ogni distrazione, così da studiare meno ma con maggior produttività
  • Creare schemi e diagrammi per semplificare l’apprendimento
  • Ripassare molto e concentrarti sulla ripetizione con parole tue, che ti assicura di aver interiorizzato i concetti

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Quanto tempo ci vuole per preparare l’esame di microeconomia?

Ti stai chiedendo quanto tempo ci vuole per preparare l’esame di microeconomia? Dare una risposta univoca è complesso, ma proviamo a capire insieme come approcciare a questa prova.

In questo post ti spieghiamo in cosa consiste l’esame di microeconomia, così potrai farti un’idea su cosa dovrai prepararti.

Innanzitutto, sai cos’è la microeconomia?

La Microeconomia è una materia che viene studiata al primo anno del corso di Laurea in Economia. Essa è compresa dal campo dell’Economia Politica.

In questa disciplina si studia ogni aspetto del funzionamento del sistema economico. Attenzione però: non è uguale alla Macroeconomia, dove si studia in generale l’intero sistema economico. Nella microeconomia si va nel particolare, studiando l’individuo e le sue preferenze, i suoi comportamenti.

Ora che abbiamo chiarito questo punto, possiamo procedere.

In quanto tempo preparare l’esame di microeconomia, ecco i nostri suggerimenti

Microeconomia può risultare un esame un po’ ostico da preparare e per questo, rispondere alla domanda “quanto tempo ci vuole per preparare l’esame di microeconomia” può risultare un po’ difficile.

Tuttavia, di seguito ti spieghiamo per bene in cosa consiste l’esame, in modo tale potrai avere le idee più chiare su cosa ti attende.

LEGGI ANCHE >> Come preparare l’esame di statistica?

In cosa consiste l’esame di microeconomia?

L’esame di microeconomia si divide in due parti, la parte teorica e la parte pratica. Noi consigliamo di partire studiando bene la teoria.

Questo perché la parte pratica consiste nello svolgere esercizi applicativi della teoria. Perciò dovrai prima capire concetti e logiche del sistema economico, gli assiomi alla base dei teoremi di comportamento degli operatori e tanti altri argomenti.

È fondamentale non studiare a memoria la teoria, poiché quando andrai a svolgere gli esercizi incontrerai moltissime difficoltà! Perciò meglio studiare i vari concetti.

Cosa è fondamentale studiare e capire?

  • La relazione tra domanda e offerta
  • Cosa sono il prezzo, il reddito, il prezzo di altri beni, le preferenze e le aspettative sul futuro a determinare la domanda individuale
  • Cosa sono il prezzo, il costo dei fattori, la tecnologia e le aspettative del mercato a determinare l’offerta individuale
  • I campi dell’imposizione fiscale

Gli esercizi sono complessi? Dipende dalle tue conoscenze di base, ma comunque la preparazione dell’esame tratta anche l’approccio agli esercizi. Avere delle buone competenze in matematica è sicuramente d’aiuto.

Che basi servono per preparare al meglio l’esame?

Come abbiamo detto poco fa, per riuscire a preparare bene questo esame servono delle buone basi di matematica, ma non solo. Servono anche ottime capacità di calcolo e di logica, oltre che una buona memoria. Questo è per quanto riguarda la parte pratica.

Per la parte teorica invece, occorre avere una buona infarinatura di economia politica. Questo perché nell’esame di microeconomia sono presenti dei concetti che occorre già possedere, e che si ottengono studiando prima economia politica, per l’appunto. Inoltre, è consigliabile sostenere prima l’esame di macroeconomia e poi quello di microeconomia.

Questo vale sia per la teoria che per la pratica. Per tanti esercizi infatti è necessario ci sia una conoscenza della materia.

Proprio come in macroeconomia, serve buona dimestichezza con i grafici. Vengono utilizzati due tipologie di espressioni grafiche. Quelli ad una variabile e quelli a due variabili.

La prima tipologia è quella più semplice ed intuitiva (grafico a torta, istogramma).

La seconda invece sono con sistema delle coordinate. Esercitati in entrambi per ottenere buoni risultati.

In quanto tempo prepararsi per l’esame?

Il tempo di preparazione dell’esame varia molto da studente a studente. Dipende infatti da moltissimi fattori. Ad esempio, se hai seguito tutte le lezioni e preso appunti, se è una materia che ti piace, se la comprendi facilmente, se hai delle conoscenze pregresse.

Ciò che noi consigliamo sempre è di seguire tutte le lezioni, prendere appunti e studiarli di volta in volta. Utilizzando questo metodo, che è il metodo di studio universitario, ti permetterà di memorizzare i concetti più facilmente.

In media, gli studenti si preparano in 4-8 settimane per sostenere questo esame.

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Troppi esami arretrati? Ecco come recuperare

La fine dell’anno è alle porte e tu hai troppi esami arretrati? Nonostante sia chiaramente una situazione “scomoda”, non devi temere. Qualsiasi cosa ti abbia portato a questa situazione, non è mai troppo tardi per recuperare.

Se sei al primo anno, è comprensibile. Il primo anno di università porta con sé un periodo di grandi cambiamenti: ambienti nuovi, persone nuove e talvolta tanto diverse, nuove esperienze e consapevolezze. In questo turbinio di novità, perdere la bussola è più facile di quanto credi e ritrovarti a non dare abbastanza esami durante la sessione è una condizione frequente.

Se invece non sei al primo anno, è comprensibile ugualmente. Il periodo di vita che stai vivendo non è semplice. Anche se lo studio è una delle priorità, essendo un’attività che richiede tempo e concentrazione, non sempre si è produttivi come  si vorrebbe.

In ogni caso, c’è sempre una via di ritorno, basta un po’ di buona volontà e seguire i nostri consigli.

Come recuperare gli esami arretrati: i nostri consigli per rimettersi in pari

Come rimettersi in pari quando si hanno troppi esami arretrati? Noi abbiamo alcuni consigli che ti potranno aiutare a rimetterti in carreggiata al più presto.

A volte un semplice cambio delle abitudini, della routine e della gestione del tempo può davvero fare miracoli. Ma vediamo nel dettaglio.

Cambia metodo di studio se quello che usi non è efficiente

Il metodo di studio è tutto quando si parla di recuperare esami, o affrontare esami in generale. Se non riesci a studiare al meglio, a capire o memorizzare i concetti, spesso è proprio perché il metodo di studio non è adeguato.

Se stai utilizzando lo stesso delle scuole superiori che per te funzionava, magari è ora di cambiare aria e tentare un nuovo approccio. Per quanto possa sembrare assurdo, cambiare la modalità di studio può davvero semplificare la tua vita di studente universitario.

Non esiste un solo modo di approcciare allo studio: la scelta più saggia è quella di testare e capire cosa funziona meglio per te. Ad esempio, per alcuni studenti funziona molto bene la strategia di lettura e ripetizione dei concetti ad alta voce; per altri, invece, funziona meglio fare dei riassunti e studiare su mappe concettuali. Sperimenta il metodo più vicino al tuo stile di apprendimento. Se vedi che il nuovo metodo dà risultati, bene; se qualcosa deve essere cambiato, aggiusta il tiro di volta in volta.

Non trascurare le nuove lezioni per recuperare

Qual è l’errore madornale che ti può portare ad avere ancora più esami arretrati? Recuperare gli esami vecchi, studiando solo per quelli, per poi trascurare lezioni e corsi nel nuovo semestre.

Facendo ciò otterrai un “effetto a catena” difficile da spezzare, per cui ti ritroverai sempre a recuperare esami. Anche in questo caso, la scelta migliore è trovare il giusto equilibrio. Recuperare gli esami arretrati sessione per sessione, ma senza trascurare la preparazione dei nuovi.

Stila un piano di studi realistico con obiettivi precisi

Se vuoi riuscire a recuperare troppi esami arretrati, stilare un piano di studi con obiettivi precisi e realistici è fondamentale.

Gli obiettivi possono essere giornalieri, settimanali e mensili. Un esempio potrebbe essere “studiare tot pagine il giorno x”.

L’importante è che appunto sia preciso, e soprattutto realistico.

Se in media studi 50 pagine in un’ora, e studierai 4 ore, potrai puntare a finire 200 pagine. Perciò non prefiggerti obiettivi troppo alti, che potrebbero demoralizzarti.

Ponili in base alle tue capacità e possibilità.

Dai esami a piccole dosi anziché prepararne troppi e male

Porsi l’obiettivo di dare 8 esami per sessione, preparando troppe materie senza criterio e cercando di incastrare anche altri impegni, è il primo passo per rischiare di sprecare il tuo tempo.

Perciò preferisci preparare pochi esami, ma fatti davvero bene. In questo modo eviterai di perdere tempo prezioso.

Ottimizza il tempo che dedichi allo studio

Molte volte, se non riusciamo a studiare, è perché non utilizziamo al massimo il tempo a disposizione. Se ti poni l’obiettivo di studiare 4 ore al pomeriggio, fai in modo che siano veramente 4, e non 2 effettive. Come?

Ponendo dei confini con te stesso e gli altri in modo tale da essere il più produttivo possibile. Ecco perché dovresti eliminare ogni fonte di distrazione.

Non usare il cellulare e non perderti a fare altro. Se vieni distratto spesso, stabilisci delle regole insieme a chi vive con te. Solo in questo modo riuscirai a dare il massimo.

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Come trovare il primo lavoro come ingegnere?

Come trovare il primo lavoro come ingegnere? Se hai appena concluso un percorso di studi in ingegneria (o stai per farlo), ti starai chiedendo come è possibile trovare il tuo primo lavoro nel settore, anche senza alcuna esperienza vera e propria.

Le opportunità, spesso, sono dietro l’angolo. Ma bisogna prima scorgerle e poi saperle cogliere al volo. Ci sono sicuramente degli approcci e delle tecniche per rendere più appetibile il tuo CV per un’azienda. Anche la lettera di presentazione può fare la differenza. In generale, ci sono diversi fattori da considerare quando ci si approccia ad un primo lavoro. Vediamoli insieme.

Cercare e trovare il primo lavoro come ingegnere: i nostri consigli per i neolaureati di ingegneria

Sei alla ricerca del tuo primo lavoro come ingegnere? In questa guida ti aiuteremo a trovare lavoro come neolaureato in ingegneria. Come?

Con i nostri consigli, passo passo riuscirai a realizzare un cv di successo, farlo arrivare alle aziende che ti interessano e renderti un candidato ideale.

Cura il tuo CV da neolaureato e mantienilo aggiornato

La maggior parte dei neolaureati (di qualsiasi facoltà) vanno completamente nel pallone quando è ora di scrivere il proprio cv e trovare lavoro.

Il cv presenta una sezione dedicata all’esperienza lavorativa, ed è proprio questa sezione a destabilizzare i giovani. “Se ho sempre studiato, e non ho mai lavorato, come faccio a riempire questa sezione? Come faccio a mostrare che so fare qualcosa per davvero?”

Anche se non hai mai avuto un’esperienza professionale vera e propria, in questi anni hai studiato molto ed è proprio questo il tuo punto di forza. Per questo motivo devi valorizzarlo, metterlo in mostra.

Il tuo studio non si è basato solo sulle ore trascorse sui libri, ma anche progetti di gruppo, tesine, ricerche, tirocini e magari anche volontariato ed altre attività extra curriculari.

Qualsiasi cosa tu abbia fatto nella vita ti ha regalato delle abilità nuove e affinato altre. Perciò racconta di queste esperienze e ciò che ti hanno insegnato.

In questo modo, il tuo cv non apparirà scarno, ma anzi entusiasmante. Ricorda che in questo semplice documento, è contenuta la tua esperienza nella totalità, è contenuta la tua persona.

Se noti che non hai fatto alcuna esperienza valorizzante, puoi iniziare ricercando progetti che coinvolgono il tuo settore di ingegneria, così da poter avere un’esperienza dove hai messo in pratica il tuo sapere. Sarà soprattutto un modo per te di capire come funziona il mondo del lavoro.

Nel tempo, mantienilo sempre aggiornato e fatti aiutare da famigliari o amici più grandi o più esperienza per ottimizzarlo sempre di più. Online puoi trovare inoltre tanti spunti per migliorarlo e renderlo perfetto per le aziende.

Valorizza il momento della consegna del CV

Ogni azienda ha un processo di assunzione che varia. Ci sono quelle che assumono solo se si manda la candidatura online, o se si partecipa a un breve quiz. Oppure, ci sono quelle aziende che accettano di buon grado una candidatura di persona. Insomma, ognuna ha un procedimento a sé, e va rispettato. Se trovi una o più compagnie che però non specifica la modalità, puoi sempre decidere di azzardare e portare direttamente tu in ufficio il tuo cv con lettera di presentazione.

La lettera di presentazione deve essere sempre personalizzata a seconda del posto per cui ti candidi. Cerca di studiare il settore, il posto di lavoro, la storia della compagnia e capisci chi stanno cercando. A questo punto, adatta la tua presentazione in base a posto. Ovviamente, non dovrai mentire: rimani sincero, ma valorizza quelle qualità che possiedi e che quell’azienda sta cercando.

Perché ti abbiamo consigliato di portare il cv a mano? Perché è un modo per presentarti e dare già una prima impressione. Ovviamente, quel momento non deve diventare un colloquio di lavoro (a meno che non sia il recruiter a deciderlo) ma giusto un paio di minuti per spiegare perché hai deciso di portare la tua candidatura. Fare un tentativo non costa nulla, a volte si ha molta più fortuna che inviare il cv online. Può capitare che con la casella mail piena di posta la tua passi inosservata.

Crea un profilo LinkedIn di successo

LinkedIn è un social network per creare il proprio curriculum virtuale, fare rete, apprendere nuove skills e trovare offerte di lavoro.

Crea un profilo di successo, fatti vedere e riuscirai ad avere chances in più per trovare il primo lavoro come ingegnere. Puoi iniziare seguendo questi semplici step:

  • Se non hai un profilo, inizia a crearlo. Inserisci le informazioni di base come il nome e il cognome, la tua foto, la tua job title
  • Attenzione particolare alla foto: è bene scegliere uno scatto professionale, evitando le foto con pose eccessivamente giocose o vacanziere
  • Compila la parte relativa al sommario con una breve sintesi delle tue esperienze, delle tue abilità e di quello che stai cercando. In questo spazio è utile essere creativi: puoi associare anche delle foto o una presentazione in PDF
  • Inserisci le tue esperienze professionali e il tuo percorso di studi, specificando gli obiettivi che hai raggiunto
  • Richiedi delle segnalazioni per valorizzare il tuo profilo

A questo punto, nella sezione “Lavoro”, troverai le diverse offerte di lavoro da parte delle aziende; spesso è possibile candidarsi anche direttamente all’interno del social media. Contemporaneamente, può essere utile ampliare la tua rete di contatti e cercare persone influenti nel tuo settore per scambiarvi opinioni e consigli.

Cerca offerte di lavoro nelle agenzie per il lavoro

Cercare lavoro online è utilissimo, ma non basarti solo su quello.

Fai un giro nelle agenzie per il lavoro e fatti conoscere. Le agenzie interinali ricevono spesso offerte di lavoro e guardando dal loro sito non sempre compaiono tutte o le riesci a trovare.

Per questo motivo ti consigliamo di presentarti di persona ogni tanto per sapere se ci sono novità. Questo dipende ovviamente sempre dalla politica interna dell’agenzia.

Un ultimo consiglio: se sei uno studente Unicusano, avrai diritto al Career Service. L’ufficio Career Service dell’Università Niccolò Cusano sostiene l’inserimento dei laureati nel mondo del lavoro, promuovendone la formazione e favorendo il contatto diretto tra i laureandi e laureati dell’Ateneo con le aziende. L’obiettivo è far sì che l’ingresso nel mondo del lavoro possa realizzarsi in piena armonia con le esigenze delle aziende e, a tale scopo, i Coach dell’Università Niccolò Cusano seguono individualmente studenti e laureati, relazionandosi con loro sia in presenza sia in modalità virtuale, con incontri anche in videoconferenza.

Affidarti a degli esperti è sicuramente utile per creare nuovi contatti, partecipare ad eventi di incontro domanda-offerta e potenziare il tuo CV.

Questi sono i primi passi per trovare lavoro come ingegnere: hai già iniziato a metterli in pratica?

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Cosa fare un’ora prima dell’esame?

Che cosa fare un’ora prima dell’esame?

Se hai un esame imminente e ti stai chiedendo quali sono gli atteggiamenti migliori da adottare, allora possiamo aiutarti con qualche suggerimento.

Ci sono studenti e studentesse che soffrono molto lo stress pre esame. Questa apprensione può avere radici diverse, a volte totalmente immotivate, ma che possono influire anche sulla tua stessa prestazione durante la prova.

Ci sono dei modi per alleviare questa sensazione. Di sicuro,  avere una solida preparazione aiuta ad “alleviare” la paura di parlare di tematiche che non si conoscono o di fare scena muta. Tutto questo, però, si prepara prima e non certamente un’ora prima dell’esame. L’ora prima dell’esame, o la mattina, dovrebbe essere un momento dedicato al rilassamento. In questo articolo ti spiegheremo passo passo come dovresti comportarti prima dell’esame per stare al meglio e affrontarlo nel migliore dei modi, con il giusto mindset.

Cosa fare prima dell’esame: ecco le cose da tenere a mente per affrontarlo al meglio senza ansia

Per sapere cosa fare un’ora prima di un esame durante la triennale o la magistrale a Grosseto, ti aiutiamo noi: ci sono cose specifiche che non devi fare per affrontare al meglio l’esame, e altre che invece ti consigliamo di eseguire.

Non si tratta di rituali scaramantici (ma se ne hai qualcuno che pensi ti aiuti, ben venga) ma di atteggiamenti che migliorano le tue prestazioni. Vediamoli insieme.

Allontana lo stress e l’ansia il più possibile

Avere un po’ d’ansia prima dell’esame è assolutamente normale. Sdoganiamo questa falsa speranza per cui si riesce a stare completamente a proprio agio prima di un test.

L’ansia però, si divide in eustress e distress. Il primo è uno stress positivo, costruttivo, che ti permette di non prendere sotto gamba gli eventi e dare il meglio. Si tratta quindi di uno stress che ti motiva.

Il distress invece, è uno stress nocivo, che porta al panico. Si verifica come un’ansia che è impossibile da razionalizzare e diminuire, poiché causa un immaginario con scenari catastrofici, paure più grandi di quello che la realtà presenta.

Quindi, l’eustress è molto utile prima di un esame, poiché permette di dare il meglio delle proprie potenzialità. Se invece percepisci distress, parlane con familiari o amici che sanno calmarti e riportarti con i piedi per terra.

Prova anche alcune tecniche di rilassamento, come la mindfulness, ovvero una meditazione che ti permette di allontanare i pensieri e rimanere focalizzati sul presente tangibile. Attraverso la respirazione controllata, lo stress diminuisce.

Prenditi cura di te

Una delle cose fondamentali è prendersi cura di se stessi. Perciò fai un po’ di attività fisica, una doccia e una sana colazione. Farai il carico di energie e ti sentirai pronto per l’esame.

Questo vale durante l’ora prima dell’esame, ma anche in ogni altro momento che riguarda il tuo studio: è importante evitare le abitudini “distruttive”, come ad esempio le lunghe nottate sui libri a ridosso dell’esame. Sono fondamentali un sonno di qualità, uno stile di vita equilibrato, un’alimentazione ricca di prodotti freschi e nutrienti.

Non perderti in spirali di pensieri che riguardano altri settori della tua vita

Se non hai la mente sgombra e concentrata solo sull’esame, difficilmente riuscirai a dare il meglio.

Perciò, una cosa da fare un’ora prima dell’esame è liberare la tua mente da qualsiasi altro problema che ti sta rubando energie.

Hai problemi con amici, nella tua relazione, o in famiglia che devi risolvere? Hai delle commissioni da fare o altri impegni?

Scrivi tutto su un foglio. Scrivi come ti senti e pensa ad un piano d’azione da mettere in atto alla fine dell’esame.

Facendo questo, la tua mente che sta lavorando no stop sentirà che c’è una soluzione che dovrà mettere in pratica e finirai così per concentrarti maggiormente sul presente.

Rileggi i concetti chiave, ma non ripassare o studiare freneticamente

Ad un’ora dall’esame, ormai quel che è fatto è fatto. Non passare l’ultima ora prima dell’esame a studiare in preda al panico.

La cosa più utile che puoi fare è invece ripassare i concetti chiave.

Riguarda i tuoi appunti e ripassa su quelli, ma senza farti prendere dalla frenesia. Concediti anche del tempo per rilassarti il più possibile e concentrarti esclusivamente sulla prova, su quello che hai studiato e sugli argomenti che più ti fanno sentire a tuo agio.

Questi sono i migliori atteggiamenti da tenere prima di un’esame: hai già provato a metterli in pratica?

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Come migliorare in fisica? I consigli da seguire

Cerchi consigli su come migliorare in fisica? In questa guida ti possiamo aiutare a trovare ciò che cerchi: una serie di suggerimenti per riuscire a ottenere buoni risultati in questa materia che può essere davvero impegnativa per molti studenti e studentesse universitarie.

Approcciare ad una materia come fisica, infatti, può essere una bella sfida, soprattutto se non l’hai mai gestita prima dell’Università. Tuttavia, riorganizzare delle abitudini semplicissime, pianificare meglio, trovare la compagnia adeguata può generare risultati davvero positivi.

Ad esempio, studiando bene la teoria, potresti migliorare notevolmente l’applicazione: saper svolgere solamente gli esercizi significa portarsi avanti delle lacune che saranno difficili da colmare man mano che il tempo passa.

Questi semplici consigli sono facili da attuare, non ti resta che provarli e farci poi sapere come va.

I consigli su come migliorare in fisica

Vuoi sapere come migliorare in fisica? A volte basta davvero poco, ad esempio un cambio delle proprie abitudini, per migliorare le proprie performance. L’importante, è continuare a impegnarsi giorno dopo giorno. Ecco i consigli da seguire.

Prendere sempre appunti durante le lezioni

Prendere appunti durante le lezioni (e seguirle attivamente prima di tutto!) è il primo passo per ottenere ottimi risultati in fisica.

Durante le lezioni, segui il docente, fai domande se qualcosa non è chiaro e prendi appunti. Questi serviranno per fissare i concetti mentre li ascolti, e, a casa, una volta che li riordinerai, ti permetteranno di agevolare il tuo studio.

Ti consigliamo, dopo le lezioni, di rileggere subito i tuoi appunti, per fissare meglio le informazioni e ridurre i tempi di studio.

Un vantaggio dei corsi di laurea dell’Università di Grosseto Unicusano è rappresentato dalla metodologia telematica e dalla possibilità di vedere le lezioni comodamente online: è sufficiente connettersi ad una piattaforma digitale per seguire le lezioni in streaming e interagire con docenti e colleghi di corso.

Studiare giorno per giorno

Una delle prime regole è mai ridursi all’ultimo per studiare, mai procrastinare!

Studiare giorno per giorno, seguendo un piano di studio adeguato, ti permetterà di assimilare meglio i concetti e non rimanere indietro con la mole di studio.

Rimanere indietro ti porterà ad accumulare frustrazione che potresti risparmiarti facilmente ritagliando del tempo ogni giorno per prendere in mano i vari argomenti. Per questo consigliamo di organizzare una sorta di tabella di marcia, un vero e proprio programma di studio che possa agevolarti nell’organizzazione e nella pianificazione. Per farlo, la prima cosa da fare è capire qual è la mole di studio da affrontare, quali sono le date possibili per l’esame e quanto tempo al giorno puoi dedicare allo studio.

Una volta capito questo, suddividi il materiale da studiare per i giorni a tua disposizione, organizzando un programma dettagliato. Ad esempio:

  • Dalle 9 alle 11: studio volume I di fisica – capitoli 1-3
  • Dalle 11 alle 11:15: pausa
  • Dalle 11:15 alle 13: ripasso capitoli 1-3
  • Dalle 13 alle 14:30: pranzo
  • Dalle 14:30 alle 17:00: studio capitoli 3-5
  • Dalle 17 alle 17:15: ripasso capitoli 3-5
  • Dalle 17:15 alle 18: ripasso generale

Elimina tutte le distrazioni per migliorare la produttività

Avere un ambiente di studio privo di distrazioni permette di studiare con più facilità, mantenendo la concentrazione.

Perciò non guardare il cellulare, pulisci la scrivania, non fare cose che puoi fare dopo tranquillamente. Rimani concentrato sui tuoi obiettivi.

Prendi delle pause

Se non hai l’abitudine di staccare di tanto in tanto e prenderti delle pause per svagare la mente, questa abitudine potrà sembrarti assurda.

Studiare ininterrottamente è controproducente. Ti spieghiamo perché: la nostra mente, in media, ha bisogno di una pausa ogni 20 minuti circa, poiché dopo questo tempo, difficilmente riesce ad assimilare i concetti. Specialmente fisica, che è una materia che richiede un’intensa attività cerebrale, deve essere affrontata a step, se non si vuole sovraccaricare la mente.

Prova a pensarci: quante volte ti capita di rimanere sui libri per ore per poi renderti conto ci vagare con la mente o di essere stanco mentalmente?

Questo è un chiaro segno che la tua mente sta chiedendo uno stop.

Pianifica delle pause che spezzino le tue ore di studio per essere più produttivo, così come abbiamo inserito nell’esempio di programmazione che abbiamo riportato in questa guida.

Apprendi al meglio le basi

Apprendere le basi, se già non le padroneggi con disinvoltura, è sicuramente un boost per il tuo rendimento.

Ad esempio, non conoscere bene matematica, o avere delle carenze di qualsiasi genere in questa materia, sarà un grande per il raggiungimento dei risultati a cui tanto ambisci.

Crea o ricerca un buon gruppo di studio

Avere un buon gruppo di studio significa passare delle ore molto più piacevoli sui libri e avere anche modo di confrontarsi con i propri colleghi di corso in caso di difficoltà, ma anche solo per un semplice ripasso.

Perciò è importante creare o cercare i compagni ideali per creare un bel gruppo coeso volenteroso di migliorare in fisica.

Se però ti risulta inefficace studiare insieme ad altre persone, è meglio allontanarsi per evitare di ottenere il contrario degli effetti sperati.

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Quali sono le opinioni su Unicusano?

Conoscere le opinioni degli studenti su un Ateneo è il primo passo per una scelta consapevole. Il passaggio dalle scuole superiori all’Università è sempre un momento delicato, che richiede particolare attenzione e capacità di adattamento ad una nuova realtà e ad un nuovo approccio allo studio. Per questo motivo la scelta dell’Università giusta, così come della Facoltà, è estremamente importante per gettare basi solide per il tuo futuro.

In questa guida abbiamo raccolto per te le recensioni degli studenti riguardo Unicusano; in questo modo potrai farti un’idea rispetto ai servizi offerti dal nostro Ateneo e la qualità della didattica.

Cosa apprezzano di più gli studenti Unicusano?

Ci sono diversi motivi per scegliere Unicusano. Ecco gli aspetti più apprezzati dai nostri studenti:

  • La possibilità di seguire le lezioni online, sfruttando la metodologia telematica
  • La flessibilità organizzativa, che permette anche agli studenti lavoratori di seguire le lezioni in qualunque luogo e in qualunque momento
  • La disponibilità dello staff e l’assistenza didattica sempre disponibile di docenti e tutor
  • Le numerose alternative e specializzazioni offerte dall’Ateneo
  • La possibilità di accedere a stage e tirocini, usufruendo anche del Career Service, un valido aiuto per entrare nel mondo del lavoro

Le recensioni degli studenti Unicusano

La didattica Unicusano è molto apprezzata, sia nella qualità che nella modalità di svolgimento. Ecco cosa ne pensa Simona, ex studentessa della Facoltà di Psicologia:

“La mia opinione sull’Università Niccolò Cusano è eccezionale. Questo nuovo metodo didattico che abbina le lezioni in presenza alla possibilità di studiare su internet, a seconda delle esigenze, è eccezionale. Venivo da un’altra realtà universitaria, traumatizzante, qui mi sono subito trovata a mio agio anche per tanti dettagli che vengono curati alla perfezione: il bar, la mensa con cui posso mangiare dal primo al dolce con cinque euro, la navetta che mi prende alla fermata della metro e mi riaccompagna alla fermata della metro, tutor e segreterie didattiche che risolvono ogni problema di natura burocratica. Insomma, tutto perfetto. Puoi concentrarti solo sullo studio e questo, alla fine, fa la differenza in positivo“.

Ecco l’opinione di Denise, che su Trustpilot scrive:

Ho frequentato sia la triennale in Scienze e tecniche psicologiche che la magistrale in Psicologia Clinica e della riabilitazione. Provengo dall’università pubblica in economia. E’ ad oggi l’unica Università telematica accreditata dal MIUR. Trovo che la modalità di un esame al mese possa veramente aiutare ad organizzare bene lo studio, soprattutto per gli studenti lavoratori. Il materiale è ben calibrato ed in linea con i programmi delle altre università. Personalmente mi sono trovata bene anche per il sostengo tramite mail e i vari gruppi Facebook e whatsapp fatti da studenti e personale Unicusano che contengono sempre informazioni molto utili sia per la preparazione esami che per le eventuali scadenze di presentazione della documentazione per tirocini/tesi ecc. Ho terminato in 3 anni il ciclo di triennale + magistrale lavorando e principalmente grazie alla buona organizzazione ed efficace fruibilità del materiale che viene erogato tramite dispense e videolezioni, il tutto corredato da test di autovalutazione per capire la propria preparazione prima dell’esame. Consigliatissima!

Le opinioni sui Master Unicusano

Oltre ai corsi di laurea, Unicusano offre anche Master di I e II Livello, pensati per migliorare le tue competenze e entrare nel mondo del lavoro.

Una delle recensioni più interessanti sui nostri Master è quella di Marco, che su Trustpilot ha scritto:

Avevo sentito parlare bene di quest’ateneo per i corsi di laurea ma devo dire che sono rimasto positivamente colpito anche dei master. Ho frequentato un Master Online di primo livello in Digital Marketing e ho trovato i contenuti ricchi, aggiornati e mai noiosi. Grazie!

Ecco, invece, l’opinione di Mariano, che su Trustpilot scrive:

Percorso di studi in economia eccellente, sono stati anni molto formativi, ho avuto la possibilità e la fortuna di lavorare e studiare contemporaneamente, sempre seguito dai tutor passo passo. La mia carriera è stata segnata da questa esperienza fondamentale tanto da aver continuato anche con ben due master! Consiglio di valutare il master in business administration, docenti preparati e molto disponibili.

L’università perfetta per i lavoratori

Unicusano è la scelta ideale anche per gli studenti lavoratori. Questo perché, grazie alla metodologia telematica, potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Ecco una recensione di Saveria, che su Trustpilot scrive:

Avevo molte perplessità in merito a questa tipologia di università. Mi sono iscritta solo perché lavorando tutto il giorno non potevo fare altrimenti e mi sono dovuta davvero ricredere. Ottima qualità del servizio reso, competenza e disponibilità di insegnanti e tutor e soprattutto un modo di lavorare estremamente serio. Esperienza che consiglio vivamente per chi vuole laurearsi nella consapevolezza di poter essere assistiti durante tutto il percorso ma senza percorsi facilitati che comunque non servono a nessuno. Ottima università telematica

Se vuoi iscriverti al nostro Ateneo e iniziare un percorso di formazione, compila il form.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. 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Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. 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