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Le 7 lezioni che puoi imparare solamente all’università

L’università, a prescindere dalla facoltà che sceglierai, sarà una vera e propria palestra di vita. Sai che ci sono lezioni che puoi imparare all’università e che ti verranno utili in futuro?

Spesso l’università viene vista solamente come un luogo di transito dove prepararsi per il mondo del lavoro, apprendendo conoscenze puramente tecniche del proprio ambito di studi.

Invece, l’università può essere molto più di questo se sfruttata al massimo.

Questo luogo di transizione è un’opportunità per crescere interiormente, conoscere se stessi, e imparare a interagire con gli altri.

L’università è un luogo di incontro, in cui si viene a contatto con persone e mentalità diverse, ma anche comuni a noi. Viviamo una realtà differente, dove dobbiamo saper gestire in autonomia il nostro tempo e risorse.

Questi sono solo alcuni degli stimoli che ci permettono di imparare ogni giorno qualcosa di più e che potremo sfruttare in futuro. Vediamo cosa ti attende all’università!

7 lezioni che puoi imparare all’università e che ti saranno utili per sempre

Abbiamo radunato 7 lezioni che puoi imparare all’università. 7 lezioni di vita davvero preziose per allenare il cervello che, se saprai cogliere e sfruttare, ti aiuteranno a cavartela in tantissime altre situazioni, sia di vita quotidiana che lavorativa!

Continua a leggere per scoprire quali sono le lezioni che puoi imparare all’università.

LEGGI ANCHE >> Studiare per due esami contemporaneamente: i consigli per farcela

#1 Imparerai a gestire e accettare un fallimento

In questo caso, per fallimento possiamo intendere sia una bocciatura, un esame andato male, la scoperta che non stiamo frequentando la facoltà giusta.

Questi sono tutti intoppi che caratterizzano la vita universitaria e che sono vissuti spesso come fallimenti.

Per quanto questi possano destabilizzare, rimanere ancorati ad essi non aiuterà. Avere una reazione e agire concretamente per cambiare la situazione è l’atteggiamento migliore da adottare in questi casi. Rimanere passivamente a guardare rischia solo di aumentare la tua frustrazione, quando potresti invece lavorare su te stesso e trasformare le debolezze in opportunità.

L’importante è dunque capire come risollevarsi e fare di meglio:

  • si analizza il problema
  • si capisce cosa è andato storto
  • si pensa a possibili soluzioni
  • si mettono in atto

#2 Imparerai a socializzare di più e a confrontarti con le altre persone

L’università è un ambiente estremamente sociale, dove incontrerai ogni giorno persone diverse, con cui confrontarti e scontrarti.

Una delle lezioni da imparare all’università, è quella di riuscire a trovare punti d’incontro e intraprendere nuove amicizie. Costruirsi una rete servirà anche nel mondo del lavoro e servirà per la tua rete sociale.

#3 L’organizzazione è tutto

Sì, perché avrai un carico di lavoro da gestire, il tempo è limitato, tra lezioni di qua e di là, uscite con compagni dell’università ed eventualmente, anche un lavoro part-time.

Riuscire a organizzare e conciliare il tutto può essere un’impresa, ma una volta che trovi il tuo metodo sarai a posto per sempre. Ti consigliamo di prepararti delle vere e proprie tabelle di marcia, soprattutto per lo studio. Se devi preparare più esami, è utile suddividere il programma per settimane e darti degli obiettivi giornalieri su quello che devi studiare. Sapere sempre cosa devi fare durante il giorno ti facilita l’organizzazione anche in caso di attività professionale affiancata allo studio.

#4 Imparerai a lanciarti in nuove esperienze

Ti ritroverai in situazioni nuove ogni giorno, con persone diverse. Probabilmente ti misurerai con persone e contesti completamente nuovi, imparerai materie nuove, dovrai cambiare radicalmente approccio allo studio. Non avere paura del cambiamento. Sfrutta l’occasione per cogliere tutto ciò che ti si presenta come novità e fai esperienze senza timore.

#5 Conoscerai meglio te stesso

Una delle lezioni che imparerai all’università è la consapevolezza di chi sei e ciò che vuoi, proprio perché sarà un periodo in cui metterai in discussione molte cose e ne apprenderai di nuove. Avrai più tempo per dedicarti alla tua crescita personale e professionale, sfiderai i tuoi limiti e potrai lasciarti contaminare da quello che apprenderai.

Sfrutta questo tempo e le occasioni per conoscerti, sarà fondamentale per il tuo futuro.

#6 Imparare a gestire le spese

Specialmente se sei uno studente fuori sede, avrai un budget da gestire mensilmente. Questo ti aiuterà per quando sarai indipendente e dovrai pensare come usare le tue risorse.

#7 Potrai imparare a gestire lo stress e ad essere più produttivo

Strettamente legato al saper organizzare il tutto, gestire lo stress è una prerogativa dello studente universitario medio. Se saprai organizzarti per tempo, pianificando le tue giornate, l’ansia diminuirà. E regola fondamentale: non procrastinare.

Assicurati di sfruttare bene il tempo a disposizione per aumentare la tua produttività. Capisci ciò che ti distrae e cosa invece ti fa entrare nel flow della concentrazione.

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Come diventare dirigente pubblico: studi e possibilità

Ti stai chiedendo come diventare dirigente pubblico?

Le professioni dirigenziali nelle pubbliche amministrazioni al momento sono tra le posizioni lavorative più gettonate. Non è semplice definire un percorso univoco per intraprendere una carriera di questo tipo: molto dipende dall’Ente in cui si vuole entrare e dalle modalità di concorso. Ciò che è certo è che occorrono le competenze e le qualifiche specifiche per poter ricoprire questi incarichi.

Abbiamo creato questa guida per dare un’idea su quale sia il percorso di studi più adatto per entrare in questo settore.

Ti daremo un’idea di ciò che significa lavorare in quest’ambito e tutto ciò che occorre fare per avere le carte in regola per crearsi una buona carriera in questo ambiente.

Dunque, se non sai come diventare dirigente pubblico e vuoi saperne di più, sei nel posto giusto: ti daremo tutte le informazioni di cui hai bisogno per toglierti ogni dubbio.

Ecco come diventare dirigente pubblico e tutto ciò che devi sapere

Questa guida ti servirà per capire più a fondo cosa devi fare per diventare dirigente pubblico e cosa ti aspetta. Vedremo quali sono le mansioni, le funzioni, gli studi da affrontare, le opportunità e molto altro.

Continua a leggere per scoprire come diventare dirigente pubblico.

Chi è e cosa fa il dirigente pubblico

La Pubblica Amministrazione, chiamata anche solo con l’acronimo P.A., identifica l’insieme degli enti pubblici che insieme collaborano per l’amministrazione di uno Stato, attraverso  le funzioni di sua competenza.

Il Dirigente della PA è un impiegato statale che si occupa della dirigenza un ufficio.

Dunque, l’incaricato a questo ruolo è responsabile istituzionalmente:

  • di adottare tutti gli atti e dei provvedimenti amministrativi;
  • della gestione delle risorse umane e del danaro, per lo svolgimento delle varie funzioni di amministrazione.

Sarà dunque l’unico responsabile dell’attività amministrativa e dei relativi risultati.

Ci sono i dirigenti pubblici di prima fascia e quelli di seconda fascia.

I Dirigenti di I fascia sono soggetti cui è attribuita la responsabilità di direzione di un ufficio dirigenziale generale; mentre a quelli di II fascia è attribuita la responsabilità di direzione di un ufficio dirigenziale non generale.

I requisiti per diventare dirigente nella PA

Per sapere come diventare dirigente pubblico occorre tener presente che l’unico modo per poter lavorare in questo settore è attraverso un concorso pubblico. Questi Concorsi Unici Nazionali possono essere indetti dal Ministero della Funzione Pubblica, ma anche una selezione con un carattere più locale.

Però, prima ancora di provare a fare il concorso per lavorare nella PA, devi sapere che hai bisogno di specifici requisiti, ovvero:

  • Essere cittadini italiani o appartenenti all’Unione Europea;
  • Godere dei diritti civili e politici;
  • Possedere il titolo di studio richiesto (di cui parleremo poco più avanti);
  • Essere maggiorenni;
  • Avere una posizione regolare rispetto gli obblighi di leva (per il sesso maschile);
  • Buona condotta e spiccate qualità morali.
  • Inoltre viene richiesta la conoscenza dell’utilizzo del pc, dei software di base e, preferibilmente, di una lingua straniera.

In mancanza di questi requisiti non è possibile accedere al concorso.

Come abbiamo detto, il ruolo di dirigente si suddiviso in due fasce e per poter accedere a una piuttosto che ad un’altra, occorrono prerequisiti differenti, di cui parleremo ora.

Prima di tutto, non si può diventare dirigenti pubblici di prima fascia se non si è avuta esperienza pregressa nella seconda fascia.

Dunque, per poter accedere alla seconda fascia, occorre partecipare al concorso indetto dalle singole amministrazioni o ad un corso-concorso selettivo di formazione bandito dalla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, fatto apposta per dirigenti della PA.

Se poi vorrai diventare dirigente di prima fascia, dovrai prima ricoprire almeno dei ruoli di seconda fascia.

Le competenze

Per quanto riguarda conoscenze e competenze, un dirigente della pubblica amministrazione necessita di avere una buona preparazione in svariati ambiti.

Assicurati di essere a conoscenza di:

  • governance e management pubblico
  • scienze organizzative e gestionali
  • diritto amministrativo
  • norme anticorruzione
  • conoscenza di una seconda lingua

Il percorso di studi

Ora che sai qual è l’iter per diventare dirigente pubblico, focalizziamoci su ciò che occorre fare prima. Per accedere al concorso infatti abbiamo detto che occorre una laurea.

Parliamo dunque del percorso di studi vero e proprio.

Per poter superare il concorso, occorre avere un’adeguata preparazione per la prova. Non esiste un corso di studi fatto apposta per diventare dirigenti della pubblica amministrazione, ma avere conoscenze e competenze sull’economia, sulla legislazione e sulla politica sicuramente aiuterà.

Può essere utile optare per una Laurea in Scienze politiche, in Economia o in Giurisprudenza, per poi eventualmente specializzarti con un Master, a seconda delle necessità formative specifiche. In particolare, il nostro Ateneo offre corsi di laurea triennali e magistrali, afferenti a diverse facoltà. Tra queste, sono presenti percorsi formativi in scienze politiche, economia e giurisprudenza, particolarmente adatti per intraprendere una carriera nel pubblico impiego.

In particolare, l’offerta formativa prevede:

AREA ECONOMICA

  • Corso di Laurea in Economia aziendale e Management (L-18)
  • Laurea Magistrale in Economia Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56)- curriculum Mercati globali e innovazione digitale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56) – curriculum Gestione e professioni d’impresa

AREA GIURIDICA

  • Corso di Laurea in Giurisprudenza (LMG/01)

AREA POLITOLOGICA

  • Corso di Laurea Scienze politiche e relazioni internazionali (L-36)
  • Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionali (LM-52)

Tutti i corsi Unicusano possono essere fruiti attraverso un’innovativa metodologia, che prevede l’erogazione della didattica su una piattaforma telematica. Potrai seguire le lezioni comodamente online, accedendo ad una piattaforma digitale attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

Speriamo di esserti stati utili per trovare la giusta strada per il tuo futuro e aver capito come diventare dirigente pubblico nella PA. Se vuoi iscriverti ad un percorso di studi Unicusano, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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5 motivi per cui potresti NON essere richiamato per un secondo colloquio di lavoro (e come evitarlo)

Il colloquio di lavoro è uno degli aspetti più importanti di un processo di selezione. Se stai cercando un nuovo lavoro, sicuramente ti sarai imbattuto in uno o più di questi incontri, che possono determinare il tuo ingresso all’interno di un nuovo team. Ma come fare a capire se sei piaciuto al tuo interlocutore e quali sono i motivi per cui potrebbe non richiamarti?

Facciamo un esempio concreto. Supponiamo che tu abbia inoltrato ad un’azienda il tuo curriculum vitae 10 giorni fa. L’azienda ti chiama e il responsabile HR fissa con te il primo colloquio. Il processo di selezione aziendale passa per un doppio colloquio: questo è piuttosto comune nelle aziende molto strutturate. Il tuo obiettivo è convincere l’HR che puoi accedere al colloquio successivo e avanzare nel processo selettivo.

In questo frangente, ci sono 5 grandi errori da evitare, se vuoi assolutamente essere richiamato. Vediamo insieme quali sono.

Come essere richiamato al secondo colloquio di lavoro: gli errori da evitare

Devi prepararti al tuo primo colloquio e con la mente sei già proiettato al secondo? Ecco le 5 cose che dovresti evitare per avere più chance di essere richiamato.

LEGGI ANCHE >> Creare un curriculum online: come fare passo dopo passo

#1 – Presentarti in ritardo

Uno degli errori che potrebbe non farti passare al colloquio è quello di presentarti con ritardo al primo appuntamento. Il ritardo al primo colloquio viene percepito negativamente dagli intervistatori, a meno che non abbia una giustificazione estremamente valida e comprovata. Il motivo? L’HR potrebbe pensare che tu sia una persona poco precisa, irresponsabile o potenzialmente ritardatario in ogni giornata lavorativa.

#2 – Scarso entusiasmo

Un altro dei motivi che potrebbe non farti richiamare è quello di mostrare scarso entusiasmo durante il colloquio. Se non sei appassionato o entusiasta del lavoro, il tuo interlocutore lo percepirà. Bastano anche il tono della voce, postura e linguaggio del corpo per capire che sei disinteressato. Se mostri disattenzione, non hai contatto visivo o hai una postura scomposta, l’interlocutore potrebbe percepire un certo distacco e pensare che non sei abbastanza interessato al lavoro.

#3 – Non sapere nulla dell’azienda

Quando ti presenti per un primo colloquio in un’azienda, è importantissimo acquisire quante più informazioni possibili sull’ambiente e la cultura aziendale e sulla tipologia di attività. Una delle domande più comuni in un colloquio riguarda proprio i motivi per cui hai scelto di inoltrare la candidatura per un lavoro in quell’azienda. Non saper rispondere a questa domanda può metterti in cattiva luce con i recruiter e far sfumare le possibilità di avanzare nella selezione.

In questo caso, il consiglio è quello di presentarti all’appuntamento molto preparato sull’azienda, leggendo le sue attività sul sito web o reperendo un company profile.

#4 – Parlare male del tuo vecchio lavoro

Parlare male dei tuoi vecchi colleghi e del tuo capo non è un buon biglietto da visita. Questo perché il tuo interlocutore potrebbe pensare che faresti lo stesso con loro, se qualcosa nel vostro rapporto di lavoro dovesse cambiare. In più, potresti sembrare poco professionale e immaturo. Se il recruiter ti chiede perché vorresti cambiare lavoro, non parlare male del vecchio ambiente, ma focalizza l’attenzione sulle tue ambizioni e sul fatto che desideri trovare una nuova opportunità per mettere alla prova le tue abilità.

#5 – Essere impreparato sulle domande più comuni

“Parlami di te”, “quali sono i tuoi pregi e difetti”, “quali sono le tue abilità più forti”: queste sono solo alcune delle domande più comuni che puoi ricevere ad un colloquio di lavoro. Riflettere fin da prima del colloquio su queste domande e sulle possibili risposte da dare ti aiuterà a non farti cogliere impreparato e ad evitare imbarazzanti silenzi. Preparati una micro presentazione di te stesso, del tuo background e di ciò che può distinguerti rispetto agli altri candidati.

In questo modo desterai interesse e aumenterai le possibilità di essere richiamato.

Sugli errori da evitare e sui motivi che potrebbero spingere un recruiter a non richiamarti abbiamo detto proprio tutto per oggi: ci sono degli errori che hai già commesso almeno una volta?

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Stile OSCOLA: ecco come citare le fonti giuridiche nella tesi

Ci siamo: hai scritto la tua tesi di laurea: è perfetta, con interventi di vari autori per dare forza alle tue argomentazioni e dare autorevolezza. Cosa manca? Le citazioni della tesi di laurea.

Se ti stai per laureare in giurisprudenza, saprai perfettamente che uno degli aspetti fondamentali di una tesi ben scritta riguarda proprio le fonti. Un documento ufficiale come la tesi richiede necessariamente una corretta citazione delle fonti, fondamentale per confutare le argomentazioni contenute nel tuo elaborato. Quello che forse non sai è che esistono diversi modi per scriverle, ognuno con le sue peculiarità. In questa guida vogliamo parlarti dello stile OSCOLA. Iniziamo subito.

Citazioni bibliografiche nella tesi: lo stile OSCOLA

Come ti abbiamo detto, è importante riportare ogni citazione bibliografica quando scrivi la tua tesi di laurea. Esistono diversi modi per poter riportare le varie citazioni bibliografiche tesi, ma ci occuperemo nello specifico delle citazioni bibliografiche di tesi giurisprudenza, le quali in genere richiedono l’utilizzo dello stile OSCOLA. Vediamo prima di tutto cos’è e a cosa serve la citazione bibliografica, per poi entrare nello specifico.

LEGGI ANCHE >> Come fare una presentazione per la tesi di laurea

A cosa servono le citazioni bibliografiche

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida è alla base di tutto il nostro approfondimento: Cos’è una citazione bibliografica? Viene considerata citazione qualsiasi riferimento a un libro, o articolo, pagina web, riviste.

Si tratta della citazione letterale o la parafrasi scritta nella tesi di laurea (in questo caso, ma viene chiaramente applicata anche in altri contesti), e viene accompagnata da una nota autore-titolo. Quest’ultima appare fra parentesi tonde o una nota a piè di pagina o a fine testo.

A cosa servono? Gli scopi delle citazioni sono diversi:

  • Evitare il plagio, ovvero la falsa attribuzione a sé stessi di opere di altri
  • Attribuire il lavoro e le idee alle fonti corrette
  • Permettere al lettore di decidere in autonomia se le citazioni a cui si fa riferimento sono giuste e coerenti e valutare anche la validità del materiale indicato
  • Per dare la possibilità al lettore di reperire la fonte citata dal testo dal testo originale

È necessario pertanto che tu faccia un uso consapevole di queste citazioni, proprio per assolvere al meglio a tutte queste funzioni.

La scelta dello stile citazionale

Per la bibliografia, bisogna usare un unico stile citazionale, che sia coerente e uguale nell’intero testo, chiaro ed esaustivo. I sistemi per scrivere le citazioni, dunque i vari stili, sono differenti a seconda di dove vengono impiegati. Pertanto, varia a seconda degli argomenti di una tesi (scientifica, legale, artistica ecc). Inoltre, varia anche a seconda del tipo di fonte a cui fa riferimento:

  • Libro
  • Rivista
  • Intervista
  • Giornale
  • Sito web

In generale, teniamo conto di due caratteristiche principali quando si parla di stili di citazione. La prima ha a che fare con le modalità di scrittura della fonte nei riferimenti bibliografici del proprio elaborato. La seconda ha a che fare con il Sistema utilizzato per far riferimento alla fonte direttamente nel testo. Ne esistono diversi in Italia e nel mondo e ognuno con caratteristiche specifiche che possono valorizzare il tuo lavoro, a seconda dei contesti che abbiamo menzionato.

Cos’è lo stile OSCOLA

In una tesi di Facoltà giuridica, e in qualsiasi tesi di legge, si utilizza molto frequentemente lo stile OSCOLA.

Cos’è? Lo stile OSCOLA, usato maggiormente in campo giuridico ma non solo, è un sistema di notazione, che comprende il riferimento nella sua completezza la fonte, posizionata nella nota a piè di pagina.

Lo stile OSCOLA è stato creato dall’Oxford University Standard for Citation of Legal Authorities, a cui dà il nome come puoi constatare dalle iniziali.

Le citazioni bibliografiche della tesi in giurisprudenza con stile OSCOLA vengono riportate seguendo questo ordine:

NOME AUTORE COMPLETO | TITOLO DEL LIBRO (IN CORSIVO) | (TITOLO DELLA SERIE, | EDIZIONE, | EDITORE | DATA DI PUBBLICAZIONE) | Il tutto riportato in nota a piè di pagina.

Citazioni in stile OSCOLA: esempi

Facciamo esempi pratici. Vediamone alcune citazioni tesi di laurea e la bibliografia.

ESEMPIO 1. Citazione nelle note a piè di pagina

Secondo la visione di Rodotà “Un innegabile bisogno di diritti, e di diritto, si manifesta ovunque, sfida ogni forma di repressione, innerva la stessa politica”

Partendo da qui, l’opera viene citata a piè di pagina in questo modo:

Stefano Rodotà, Il diritto di avere diritti (Editori Laterza, 2012), pag. 43.

ESEMPIO 2. Citazione nella bibliografia

Lo stesso riferimento può essere citato nella bibliografia finale, in questo modo:

Rodotà Stefano, Il diritto di avere diritti (Editori Laterza, 2012)

ESEMPIO 3. Libro con due autori

Nel caso in cui il libro che devi citare è stato scritto da due autori, puoi riportare entrambi i nomi, separati dalla congiunzione e.

Ad esempio:

  • Nelle note a piè di pagina

Giorgio Marinucci e Emilio Dolcini, Manuale di diritto penale. Parte generale, (Giuffrè Edizioni 2006)

  • Nei riferimenti bibliografici

Marinucci Giorgio e Dolcini Emilio, Manuale di diritto penale. Parte generale, (Giuffrè Edizioni 2006)

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Come risparmiare utilizzando gli sconti per studenti

Come risparmiare utilizzando gli sconti per studenti? Questa è una delle domande più gettonate tra chi è iscritto (o sta per iscriversi) all’Università e sta cercando un modo per ottimizzare le spese quotidiane. 

Soprattutto nel corso degli ultimi anni, per agevolare i giovani universitari, sia aziende che istituzioni hanno previsto una serie di sconti, che toccano diversi aspetti della tua quotidianità, dai mezzi pubblici al divertimento. Cogliere questa opportunità significa, per molti, concedersi qualche sfizio in più, mettere da parte più soldi a fine mese o, semplicemente, risparmiare qualcosa da investire in attività migliori.

Ma come sfruttare questi sconti al massimo e dove trovarli? In questa guida abbiamo raccolto per te alcuni spunti utili per iniziare a risparmiare. Ecco quello che devi sapere.

Usufruire degli sconti studenti: da dove cominciare

Studiare all’Università porta con sé davvero molti benefici interessanti. Accanto alla tua formazione e alla crescita personale e professionale, il tuo status di studente può aprire un’altra porta: quella del risparmio. Ecco come intercettare gli sconti migliori e come usufruirne.

LEGGI ANCHE >> Lista della spesa settimanale: cosa comprare per risparmiare

Cultura: gli sconti studenti per i musei, cinema e teatri

Essere uno studente universitario può farti vivere la cultura…a prezzi agevolati.

La maggior parte dei musei, sia comunali che statali, sia pubblici che privati, prevede un accesso a condizioni agevolate per gli studenti. In taluni casi, l’agevolazione potrebbe essere prevista solamente per gli iscritti a determinate Facoltà, vicine per affinità alla natura del museo. Oppure, in altri casi, l’accesso scontato potrebbe essere riservato solo a particolari giorni e orari.

Ricordiamo sempre che in molti casi potrebbe essere richiesto di dimostrare l’iscrizione ad un corso di studi universitario.

C’è da dire, però, che questa modalità di sconto è molto diffusa e che, in molte città europee, è previsto anche l’accesso gratuito per tutti coloro che hanno un’età inferiore ai 25 anni. In questo caso, consigliamo di leggere bene le indicazioni presenti sul sito web del museo, per capire eventuali sconti o esenzioni.

Gli sconti per studenti sono diffusi anche in cinema e teatri. A volte le strutture organizzano giornate dedicate alla categoria studentesca, fasce orarie specifiche o semplicemente biglietti ridotti a seconda degli spettacoli. Anche in questo caso, è consigliabile fare una telefonata o leggere con attenzione le tariffe presenti sul sito, avendo cura di verificare le eventuali riduzioni o esenzioni.

Gli sconti studenti per lo shopping

Non solo cultura: gli sconti studenti sono promossi da moltissimi store, online e offline. Sono tanti i negozi che propongono acquisti scontati a chi studia, dall’abbigliamento alla cura della persona. Molti negozi offrono uno sconto solamente su determinati articoli o in determinati giorni; altri offrono sconti a percentuale oppure coupon da applicare al carrello finale.

Anche grandi servizi come Amazon e Spotify prevedono agevolazioni per studenti. Ti consigliamo, anche in questo caso, di verificare i termini e le condizioni dell’offerta per scegliere la soluzione più conveniente per te.

Sconti studenti per software

Alcuni software sono preziosissimi sia nel lavoro, sia nello studio. Proprio per questo, molti prevedono agevolazioni per studenti e acquisti a costi più bassi. Un esempio? Microsoft Office ha offerto, negli anni, delle agevolazioni per gli studenti. All’interno dell’area pricing dei siti web sono chiaramente definiti i termini e le condizioni d’acquisto; se hai dubbi, puoi sempre chiedere un consulto ai customer care dedicati.

Sconto studente per i trasporti

La mobilità è un fattore fondamentale per uno studente. Che sia trasporto urbano o extraurbano, che sia un autobus o un treno, sapere di poter contare su un mezzo di trasporto è una certezza per chi studia. La maggior parte delle aziende che si occupano di trasporto prevedono delle agevolazioni per gli studenti e, talvolta, anche per i giovani. In alcuni casi, presentando il libretto universitario o qualunque cosa che attesti l’iscrizione, puoi ricevere direttamente uno sconto sul singolo biglietto o sull’eventuale abbonamento.

Cosa fare per trovare i migliori sconti

Se vuoi risparmiare e trovare sempre nuovi sconti, ti consigliamo di:

  • Verificare sempre le condizioni di vendita di un servizio prima di acquistare. Potresti scoprire che ci sono sconti studenti o tariffe agevolate per i giovani
  • Scaricare app dedicate alla raccolta di coupon o sistemi di scontistica
  • Essere sempre aggiornato sulle iniziative di gratuità che spesso vengono intraprese, ad esempio, dai musei. Potresti seguire il museo che ti interessa sui social media o iscriverti alla newsletter per ricevere sempre in anteprima tutte le notizie utili

Non ti resta che lanciarti alla ricerca delle migliori opportunità!

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Come si usa Excel: la guida completa

Uno degli ostacoli più comuni tra gli studenti riguarda l’utilizzo di un programma utilissimo come Excel. Se sei uno studente di economia o, semplicemente, hai bisogno di un sistema di calcolo rapido, Excel potrebbe diventare davvero il tuo migliore amico.

Partiamo da un presupposto: per imparare Excel è importante impegnarsi a fondo, poiché questo strumento ha davvero tantissime funzionalità, molte dei quali sconosciute ai più. La buona notizia è che non dovrai conoscerle tutte: spesso bastano poche funzioni chiave per usare questo strumento con profitto. In questa guida ti spiegheremo come si usa Excel, quali sono le cose da sapere assolutamente e come approcciare con successo allo strumento, anche se hai scarsa dimestichezza con il pc. Iniziamo subito.

Guida all’utilizzo di Excel per studenti

Excel è un programma utilissimo per creare tabelle, effettuare calcoli, preparare grafici, ordinare e filtrare elenchi, creare tabelle pivot riassuntive per poter analizzare i dati. Tutte queste funzionalità sono fondamentali per chi studia economia, ma anche per chi ha necessità di fare dei calcoli in modo rapido. Vediamo insieme in questa guida tutte le basi per approcciare al meglio a questa piattaforma.

LEGGI ANCHE>> Che cos’è l’economia chiusa

Prendi dimestichezza con lo strumento

La prima cosa da fare se vuoi usare Excel è installarlo sul tuo computer. Se non hai il programma originale, puoi utilizzare la sua versione simile gratuita, OpenOffice Calc.

Una volta fatto questo passaggio, inizia a prendere dimestichezza con lo strumento. Apri il tuo primo foglio di calcolo e osserva il layout e le impostazioni. Una volta che hai dato un’occhiata, inizia facendo delle prove semplici.

Quando avrai aperto il tuo foglio Excel, vedrai davanti a te una struttura a griglia, numerata e composta da righe e colonne. Le righe sono nominate con i numeri e le colonne con le lettere. La cella che corrisponde alla prima riga e la seconda colonna si chiamerà la cella B1, nata dall’intersezione tra la colonna B e la riga 1.

Se desideri allargare/stringere una colonna dovrai posizionare il cursore alla fine della colonna stessa e l’inizio di quella successiva e trascinare il mouse tenendo premuto il tasto sinistro. Per inserire contenuto nelle celle ti basterà cliccare con il tasto sinistro del mouse sulla cella in cui vuoi scrivere, digitare il contenuto che vuoi inserire e premere invio. Queste semplicissime funzionalità sono davvero la base di Excel: prova sul tuo foglio di calcolo a inserire dei valori e ad allargare o stringere una colonna.

I fogli di calcolo

All’interno di un file Excel possono esserci più fogli di calcolo. Ogni foglio di calcolo ha una sua “identità” e presenta una sua griglia: per spostarti tra un foglio e l’altro puoi usare le schede che vedi nella parte bassa del programma. Ugualmente, puoi crearne di nuove semplicemente cliccando sull’opzione “Nuovo”.

Il nome del foglio è indicativo per conoscerne il contenuto: se vuoi modificarlo, ti basterà cliccare sulla linguetta relativa alla scheda e rinominare il file con l’opzione “Rinomina”. Per cambiare l’ordine dei fogli, è sufficiente trascinarli nella posizione in cui vorresti inserirli con il cursore del mouse.

In Excel si possono anche duplicare (o copiare) i fogli di lavoro nello stesso file. Per farlo, ti basterà cliccare  con il pulsante destro del mouse sul nome della scheda nella parte inferiore del foglio e quindi scegliere “Duplica”.

Inserire i dati

Inserire dati in Excel è semplicissimo. Puoi inserire numeri, testo o formule di calcolo in ciascuna cella. La cella in cui ti posizioni per inserire il testo viene definita “cella attiva”. Cliccando sulla cella attiva puoi inserire il contenuto e premere il tasto d’invio. Puoi visualizzare il contenuto della cella anche nella barra della formula posta nella parte alta, sopra alle colonne.

Se desideri creare una tabella, il procedimento standard è piuttosto semplice:

  • Selezionare le celle che vuoi includere nella tabella e clicca su inserisci > tabella
  • Per formattare i dati esistenti come tabella usando lo stile tabella predefinito, puoi cliccare su Home > tabella > formato come tabella

Utilizzare Excel come una calcolatrice

Un sistema molto efficace per usare Excel prevede l’integrazione delle formule e delle funzioni.

  • Le formule di Excel sono delle equazioni che consentono di eseguire operazioni sui valori presenti sul foglio di lavoro di Excel. Si tratta quindi di istruzioni di calcolo che puoi inserire “manualmente”
  • Le funzioni sono, invece, istruzioni precise e definite dallo stesso nome della funzione, come ad esempio MEDIA e SOMMA

Tutte le formule iniziano con un segno di uguale (=). Per le formule semplici, ti basterà digitare il segno di uguale seguito dai valori numerici che si vogliono calcolare e dagli operatori matematici da usare, il segno più (+) per sommare, il segno meno (-) per sottrarre, l’asterisco (*) per moltiplicare e la barra (/) per dividere. Quando si preme INVIO, Excel calcola e visualizza immediatamente il risultato della formula.

Parlando, invece, delle funzioni, SOMMA è una delle più utilizzate in assoluto in Excel. La sintassi della funzione è:

=SOMMA(Num1;Num2…..)

Il modo più semplice per aggiungere una formula SOMMA al foglio di lavoro prevede l’utilizzo della Somma automatica. Per applicarla, seleziona una cella vuota direttamente sopra o sotto l’intervallo che si vuole sommare, accedi all’opzione Home o Formule sulla barra multifunzione e clicca su Somma automatica > Somma. Somma automatica riesce a capire automaticamente l’intervallo da sommare e crea la formula.

Come apprendere i segreti di Excel

Abbiamo visto quali sono le funzioni base di Excel che puoi utilizzare nella tua quotidianità. Se vuoi diventare un vero esperto, però, ci sono degli strumenti pro che puoi considerare, completamente gratuiti:

  • Supporto Microsoft. Il supporto Microsoft è fondamentale per imparare ad usare Excel. Puoi usare la guida Microsoft che trovi online per rivolgere le tue domande, leggere gli approfondimenti e scoprire le funzionalità più avanzate dello strumento. La guida è estremamente completa, ricca di esempi e con tante domande correlate che possono aiutarti a usare Excel passo passo
  • Tutorial su YouTube. Accanto alla guida supporto Microsoft che trovi online, puoi guardare dei video su YouTube che mostrano nel dettaglio l’utilizzo dello strumento. Spesso è possibile trovare dei veri e propri canali dedicati allo strumento, con guide passo passo che ti aiuteranno a prendere dimestichezza con lo strumento

Su come si usa Excel abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che metterti alla prova e iniziare!

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Come superare brillantemente il primo anno all’Università

Ti sei appena iscritto all’Università e sei carico di entusiasmo per questo nuovo percorso? Il primo anno all’Università è uno dei momenti più belli e intensi nella vita di uno studente. Durante questo primo anno, dovrai “dimenticare” tutto ciò a cui sei stato abituato durante il liceo e vivere una nuova quotidianità: diverse materie, diversi approcci, diverse modalità di studio.

Spesso questa “transizione” può dare qualche difficoltà e dimostrarsi più impegnativa del previsto. Ciò che è importante è sapere come affrontarla nel modo giusto e trarne subito tutti i benefici più importanti. In questa guida troverai i nostri consigli per superare brillantemente il primo anno da matricola. Iniziamo subito.

Come vivere il tuo primo anno universitario

Che tu sia iscritto alla facoltà di ingegneria oppure di giurisprudenza, una delle prime cose da sapere quando si inizia l’università riguarda proprio il tuo approccio e la tua mentalità. I grossi carichi di studio e la mole di esami da sostenere potrebbero scoraggiarti: puoi vincere tutto questo se cambi con successo il tuo approccio. Vediamo come lavorare su questa transizione.

#1 – Scegli un approccio attivo

Le lezioni e la presenza dei docenti sono la tua arma di crescita più preziosa. La tua formazione può essere davvero unica e potenziata se tu riesci a tenere un approccio attivo durante le lezioni. Cosa significa? Avere un approccio passivo significa ascoltare senza fare null’altro. Avere un approccio attivo significa prendere appunti, fare domande, interagire con la classe.

Il professore è a tua disposizione per prendersi cura del tuo apprendimento: trattalo con rispetto, ma rivolgigli tutte le domande che consideri utili a farti crescere. Non avere paura di parlare, di chiedere qualcosa che non hai capito o di ripetere un concetto. Insieme a questo, prendi sempre appunti e sviluppa il tuo metodo.

Consigliamo di non prendere appunti “parola per parola”: ciò che dovresti fare è segnare solamente i concetti e le parole chiave più importanti, creando delle associazioni che poi potrai approfondire leggendo di più sui libri di testo. Gli appunti sono una traccia di studio utilissima: non sottovalutarli. Ti aiutano ad approcciare all’argomento già prima di aprire i testi di studio.

#2 – Pianifica lo studio

Per avere successo all’Università, dovrai abituarti a pianificare lo studio. Durante una sessione d’esame, potresti ritrovarti con diverse discipline da affrontare in un periodo di tempo limitato. Per far sì che tu riesca a superare ogni esame, valuta di pianificare con largo anticipo il tuo studio e di organizzarlo nel tempo. Nello specifico:

  1. Prendi in calendario e calcola i giorni che ti separano dalla data dell’esame
  2. Imposta un tetto di ore giornaliere da dedicare allo studio di quella disciplina
  3. Prendi tutto il materiale da studiare (libri, appunti, dispense) e “scomponilo”, assegnando ad ogni giornata una parte di quel materiale
  4. Imposta degli obiettivi di studio a livello micro (giornalieri) e macro (settimanali e mensili)
  5. Dedica sempre una parte della tua giornata di studio al ripasso, ma anche alle pause, per assimilare meglio le informazioni

Ricorda che la costanza è più importante della velocità: studiare poco ogni giorno è la via migliore per prepararti meglio ad un esame. Studiare molte ore solo a ridosso dell’esame potrebbe essere stressante e controproducente.

#3 – Liberati dallo stress

Uno dei fattori che concorrono a farti perdere la motivazione durante il primo anno è lo stress da adattamento. Affrontare un contesto del tutto nuovo potrebbe generarti un po’ di apprensione e uno stato di stress che inficia sulle tue prestazioni accademiche.

Mantenere il tuo benessere psico-fisico deve essere la tua priorità. Ecco qualche consiglio per non trascurare mai questo aspetto:

  • Socializza con i tuoi colleghi di corso. Trova delle nuove amicizie e crea dei gruppi di studio per crescere insieme e condividere gli appunti
  • Prenditi dei momenti di pausa. Un aperitivo con gli amici, una passeggiata, un pomeriggio al cinema: stacca dallo studio e concediti dei momenti da dedicare solamente alle tue passioni e ai tuoi interessi
  • Reagisci con positività anche ad una bocciatura: se un esame non va come avevi preventivato, reagisci con positività. Non lasciarti abbattere, ma vivi questo momento come un’opportunità per migliorare te stesso
  • Cura la tua alimentazione: spesso dimentichiamo quanto sia importante la nostra alimentazione. Se vuoi studiare al meglio, evita un’alimentazione ricca di cibi spazzatura e prediligi frutta e verdura, proteine e qualche carboidrato. Le vitamine rafforzano la tua memoria e migliorano la tua concentrazione

Questi tre grandi consigli ti consentiranno di affrontare al massimo questo primo anno accademico. Se vuoi gestire la tua formazione universitaria laureandoti “a distanza“, l’Università Niccolò Cusano offre Corsi di Laurea Triennali, Magistrali e Master fruibili con l’innovativa metodologia telematica: potrai studiare in qualunque luogo e in qualunque momento, seguendo le lezioni comodamente online.

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Come diventare operatore socio sanitario: studi e possibilità

Come diventare operatore socio sanitario? L’OSS è una delle figure professionali più ricercate sul mercato: si tratta di un esperto che opera nel settore sanitario e in quello sociale, prestando supporto attivo in strutture sanitarie, socio-sanitarie, pubbliche che private, residenziali e semiresidenziali.

Il compito principale di questi professionisti è quello di affiancare il paziente soddisfando i suoi bisogni primari e fornendo assistenza per semplici necessità diagnostiche o terapeutiche. Scegliere di abbracciare questa professione spinge sempre più giovani studenti a specializzarsi con studi di natura sanitaria e sociale. In questa guida ti spiegheremo tutto quello che devi sapere se vuoi lavorare come OSS. Iniziamo subito.

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Chi sono gli Operatori Socio Sanitari (OSS)?

Con la sigla OSS intendiamo designare proprio la figura dell’Operatore Socio Sanitario, professionista che di fatto sostituisce quello che un tempo era l’assistente familiare.

Il centro del lavoro dell’Operatore Socio Sanitario è mettersi al servizio delle esigenze di persone affette da patologie e disabilità di varia natura, assistendole nelle loro azioni quotidiane durante una degenza in strutture ospedaliere pubbliche o private.

L’aiuto offerto dagli OSS può essere igienico-sanitario e relazionale. Un dei principali compiti di questa figura in ambito sanitario è quella di agevolare il contatto tra il personale medico e infermieristico e il paziente e adempiere a tutte quelle responsabilità legate al benessere e alla soddisfazione dei bisogni primari dell’individuo. Si tratta di una professione sempre più richiesta e, per questo motivo, sono nati nel corso degli ultimi anni numerosi corsi che mirano a formare coloro che desiderano diventare OSS fornendo loro tutte le competenze necessarie per svolgere al meglio una tanto delicata mansione.

Le mansioni

Abbiamo detto che, in ambito sanitario, l’OSS collabora con figure come l’infermiere e il medico al fine di garantire il benessere del paziente. In particolare, tra le mansioni più rilevanti segnaliamo:

  • Supporto a pazienti non autosufficienti o allettati nel soddisfare i bisogni naturali, come ad esempio preparazione e somministrazione di pasti, igiene personale, cambio della biancheria, espletamento delle funzioni fisiologiche, deambulazione, uso corretto di presidi, ausili e attrezzature
  • Supporto in attività terapeutiche, come la somministrazione dei farmaci, il riconoscimento di sintomi comuni che il paziente potrebbe presentare, primo soccorso, corretto utilizzo degli apparecchi medicali
  • Mantenimento delle capacità psico-fisiche del paziente
  • Cura dell’igiene ambientale

La formazione per diventare Operatori Socio Sanitari (OSS)

Per potere accedere al corso di formazione previsto dalla legge che disciplina l’ambito sanitario di riferimento, è necessario soddisfare una serie di requisiti, che sono:

  • Maggiore età
  • Almeno un diploma di scuola superiore
  • Cittadinanza italiana o essere uno straniero extracomunitario in regola con il permesso di soggiorno
  • Avere una buona conoscenza della lingua italiana, nel caso di cittadini stranieri
  • Avere una naturale predisposizione per l’assistenza alle persone

Una volta accertata la presenza dei suddetti requisiti, chi desidera diventare OSS dovrà iscriversi ad un corso professionale che vanti il riconoscimento della regione di appartenenza che preveda ore di formazione suddivise in teoria, pratica (tirocini presso una struttura sanitaria) ed esercitazioni di vario genere al fine di verificare il corretto apprendimento delle tecniche necessarie per l’assistenza a pazienti con patologie.

Per quanto riguarda la durata dei corsi OSS, tali percorsi formativi hanno una durata massima di 18 mesi. Questo significa che gli stessi possono essere organizzati in blocchi e tempi diversi in base alla politica dell’ente di formazione ma che, in qualsiasi caso, non possono essere protratti per più di un anno e mezzo.

Per ottenere la qualifica di OSS è necessario al termine del percorso di studi, sostenere un esame; una volta superato. Gli Operatori Socio Sanitari possono trovare impiego presso strutture private come rsa e case di cura e accedere a posizioni in ambito sanitario del settore pubblico.

I master per il personale sanitario

Se hai già un background formativo in ambito sanitario, puoi approfondire la tua formazione e acquisire nuove conoscenze con un Master Unicusano afferente all’area sanitaria.

I Master Unicusano attivi in tutto il territorio nazionale sono fruibili completamente online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L’offerta formativa è in costante aggiornamento e prevede Master di I e II livello, con una didattica studiata e costruita dai massimi esperti del settore.

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Come cambiare lavoro senza stress? La guida completa

Durante il nostro percorso lavorativo, può capitare in qualsiasi momento di voler intraprendere una nuova strada. Capire come cambiare lavoro senza stress è una priorità per tutti coloro che desiderano abbandonare la vecchia professione e lanciarsi in un nuovo progetto di vita. Possono esserci diversi motivi che spingono una persona a voler cambiare lavoro: l’ambiente può non essere stimolante, possono esserci divergenze di vedute o, semplicemente, sono cambiate le ambizioni.

Qualunque sia la motivazione, per molti la ricerca di lavoro può trasformarsi in qualcosa di davvero molto impegnativo da gestire. Che fare quindi? Per superare lo stress da ricerca, ci sono alcuni brevi accorgimenti da seguire. Si tratta di una serie di consigli che, se applicati, possono farti gestire questa transizione con più leggerezza. Ecco tutto quello che dovresti sapere.

La guida al cambio di lavoro

Sei arrivato in un momento della tua vita professionale in cui desideri un cambiamento? Vediamo insieme tutti i fattori da considerare per gestire il cambio di lavoro senza stress.

Fatti le domande giuste

Il primo (e anche più sottovalutato) fattore da tenere in considerazione quando si parla di cambiare lavoro è la tua motivazione e la tua chiarezza su ciò che vorresti fare.

Chiederti cosa vuoi davvero è il primo passaggio per definire obiettivi chiari e cercare il nuovo lavoro con una consapevolezza diversa. Per fare questo, è importante fermarti un attimo e rivolgerti le giuste domande. Prendi carta e penna e metti per iscritto le risposte a queste domande:

  • Qual è la mia mission personale?
  • Quali sono i miei valori?
  • Quali esperienze chiave mi hanno reso la persona che sono oggi?
  • Quali ostacoli mi impediscono di cambiare la mia carriera?
  • Su quali risorse possono contare per trasformare la mia vita professionale?

Rispondere può non essere semplice e le risposte possono cambiare nel tempo. Intanto rispondi senza pensare troppo e visualizza davanti a te la carriera che vorresti intraprendere. Avere un obiettivo chiaro è il primo modo per abbattere lo stress e capire esattamente qual è il tuo punto di arrivo.

Crea relazioni

Se stai cercando un nuovo lavoro, specie se hai deciso di cambiare vita radicalmente, creare delle relazioni e investire su un network di conoscenze può essere utile.

Durante un cambio di carriera, circondarti di persone che condividono i tuoi valori e che, magari, lavorano nel contesto in cui vorresti lavorare tu possono darti una spinta motivazionale in più per lavorare duro. Puoi attingere alle tue conoscenze per chiedere consigli e per farti indicare le migliori aziende che potrebbero essere interessate a persone con una professionalità come la tua.

Vai oltre le tue paure

In condizioni di stress, una delle reazioni più comuni è quella di restare completamente immobilizzati. Paralizzando l’azione, però, rischi di compromettere tutto il tuo percorso di ricerca di lavoro. Spesso un forte stress può indurre ad abbassare la motivazione, ad essere meno perseveranti e a volersi rintanare nella “zona di comfort”.

In questo caso, se la paura di fallire ti blocca, immagina una carriera che ti faccia sentire sempre felice e soddisfatto. Se questa prospettiva è migliore di ciò che hai ora, lavora senza sosta verso il tuo obiettivo e dimentica le tue paure. Basta un piccolo passo per cambiare le cose: rimanere fermo non ti farà conseguire alcun traguardo.

Coltiva le tue aspettative

Gran parte del nostro stress da cambio lavoro deriva da un disallineamento tra la realtà effettiva delle cose e le nostre aspettative. Durante questo tipo di transizione, sviluppiamo una serie di aspettative che, se disattese, possono farci perdere la motivazione e aumentare i livelli di stress.

Per questo è importante avere le giuste aspettative, fissare degli obiettivi e darti dei tempi. È giusto cercare la perfezione nel tuo percorso di carriera, ma dobbiamo anche essere ragionevoli riguardo ai nostri obiettivi e abilità.

Porre troppo in alto l’asticella può farti avere diverse delusioni. Imposta traguardi realistici e datti un tempo massimo per cercare il lavoro giusto. Se, entro quella data, non hai trovato nulla, ricomincia daccapo e rispondi alle domande che ti abbiamo rivolto nel primo paragrafo. Ricordati anche, però, di non essere troppo severo con te stesso qualora non riuscissi a primo tentativo: quando parliamo di aspettative che riguardano noi stessi, siamo tutti i nostri peggiori critici.

A questo punto, non ti resta che metterti in gioco e ricercare il tuo nuovo lavoro senza stress.

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Come diventare assessore comunale: studi e possibilità

Se sei iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche (o stai pensando di farlo), sicuramente ti interesserà capire come diventare assessore comunale e quali sono le strade migliori per entrare in politica.

Abbiamo già parlato di come diventare consigliere comunale e delle competenze necessarie per ricoprire questa carica. In questo articolo vogliamo spiegarti chi è e cosa fa un assessore comunale, come si accede a questa professione e quale percorso di studi potrebbe offrirti le competenze che ti servono per intraprendere questo percorso.

Iniziamo subito.

Come si diventa assessore comunale

Nonostante si possa pensare che sia una figura “recente”, quello dell’assessore è un ruolo che esiste fin dall’epoca romana; nell’antica Roma, l’assessore era colui che affiancava un qualsiasi superiore per coadiuvarlo in tutte le sue funzioni. Allo stesso modo, dal punto di vista giuridico, l’assessore era il consigliere designato del giudice.

Ad oggi, l’assessore è un componente dell’organo esecutivo dei vari enti territoriali quali possono essere le giunte regionali, le giunte provinciali e le giunte comunali. Ci sono delle varianti tra le diverse tipologie di enti e, per questo, ci concentreremo sugli assessori comunali.

Come funziona la nomina degli assessori

Nei comuni con più di 15.000 abitanti, la nomina degli assessori avviene al di fuori dei componenti del consiglio comunale; al contrario, per comuni con una popolazione inferiore alle 15.000 unità questa possibilità deve essere sancita dallo statuto. Lo statuto determina anche il numero di assessori, che comunque non può essere superiore a un terzo (arrotondato) del numero dei consiglieri comunali o provinciali.

Per poter essere eletto, l’assessore comunale non deve avere carichi penali. Ha inoltre la facoltà di sovrapporre competenze professionali al suo ruolo.

Cosa fa l’assessore

In parole semplici, all’assessore viene affidata una “delega” per un determinato settore dell’attività amministrativa dell’ente. Sulla base di questa delega ricevuta, l’assessore potrà esprimere opinioni e relazioni in merito ai bisogni del Comune stesso, facendo capo a quel complesso di uffici che nella prassi prende il nome di assessorato.

Gli studi

Per diventare assessore e entrare in politica, è utile avere delle conoscenze in ambito politico, economico e giuridico. Per questo la Laurea in Scienze Politiche Unicusano rappresenta la soluzione ideale per te. Accedendo al corso, potrai acquisire le basi che ti servono per intraprendere una carriera politica, affrontando tematiche legate all’economia, alla linguistica, alla giurisprudenza e alle scienze politiche.

In più, il nostro Ateneo si differenzia per la possibilità di laurearti online: potrai seguire le lezioni da Grosseto e dintorni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Per iscriverti, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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