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Stile OSCOLA: ecco come citare le fonti giuridiche nella tesi

Ci siamo: hai scritto la tua tesi di laurea: è perfetta, con interventi di vari autori per dare forza alle tue argomentazioni e dare autorevolezza. Cosa manca? Le citazioni della tesi di laurea.

Se ti stai per laureare in giurisprudenza, saprai perfettamente che uno degli aspetti fondamentali di una tesi ben scritta riguarda proprio le fonti. Un documento ufficiale come la tesi richiede necessariamente una corretta citazione delle fonti, fondamentale per confutare le argomentazioni contenute nel tuo elaborato. Quello che forse non sai è che esistono diversi modi per scriverle, ognuno con le sue peculiarità. In questa guida vogliamo parlarti dello stile OSCOLA. Iniziamo subito.

Citazioni bibliografiche nella tesi: lo stile OSCOLA

Come ti abbiamo detto, è importante riportare ogni citazione bibliografica quando scrivi la tua tesi di laurea. Esistono diversi modi per poter riportare le varie citazioni bibliografiche tesi, ma ci occuperemo nello specifico delle citazioni bibliografiche di tesi giurisprudenza, le quali in genere richiedono l’utilizzo dello stile OSCOLA. Vediamo prima di tutto cos’è e a cosa serve la citazione bibliografica, per poi entrare nello specifico.

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A cosa servono le citazioni bibliografiche

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida è alla base di tutto il nostro approfondimento: Cos’è una citazione bibliografica? Viene considerata citazione qualsiasi riferimento a un libro, o articolo, pagina web, riviste.

Si tratta della citazione letterale o la parafrasi scritta nella tesi di laurea (in questo caso, ma viene chiaramente applicata anche in altri contesti), e viene accompagnata da una nota autore-titolo. Quest’ultima appare fra parentesi tonde o una nota a piè di pagina o a fine testo.

A cosa servono? Gli scopi delle citazioni sono diversi:

  • Evitare il plagio, ovvero la falsa attribuzione a sé stessi di opere di altri
  • Attribuire il lavoro e le idee alle fonti corrette
  • Permettere al lettore di decidere in autonomia se le citazioni a cui si fa riferimento sono giuste e coerenti e valutare anche la validità del materiale indicato
  • Per dare la possibilità al lettore di reperire la fonte citata dal testo dal testo originale

È necessario pertanto che tu faccia un uso consapevole di queste citazioni, proprio per assolvere al meglio a tutte queste funzioni.

La scelta dello stile citazionale

Per la bibliografia, bisogna usare un unico stile citazionale, che sia coerente e uguale nell’intero testo, chiaro ed esaustivo. I sistemi per scrivere le citazioni, dunque i vari stili, sono differenti a seconda di dove vengono impiegati. Pertanto, varia a seconda degli argomenti di una tesi (scientifica, legale, artistica ecc). Inoltre, varia anche a seconda del tipo di fonte a cui fa riferimento:

  • Libro
  • Rivista
  • Intervista
  • Giornale
  • Sito web

In generale, teniamo conto di due caratteristiche principali quando si parla di stili di citazione. La prima ha a che fare con le modalità di scrittura della fonte nei riferimenti bibliografici del proprio elaborato. La seconda ha a che fare con il Sistema utilizzato per far riferimento alla fonte direttamente nel testo. Ne esistono diversi in Italia e nel mondo e ognuno con caratteristiche specifiche che possono valorizzare il tuo lavoro, a seconda dei contesti che abbiamo menzionato.

Cos’è lo stile OSCOLA

In una tesi di Facoltà giuridica, e in qualsiasi tesi di legge, si utilizza molto frequentemente lo stile OSCOLA.

Cos’è? Lo stile OSCOLA, usato maggiormente in campo giuridico ma non solo, è un sistema di notazione, che comprende il riferimento nella sua completezza la fonte, posizionata nella nota a piè di pagina.

Lo stile OSCOLA è stato creato dall’Oxford University Standard for Citation of Legal Authorities, a cui dà il nome come puoi constatare dalle iniziali.

Le citazioni bibliografiche della tesi in giurisprudenza con stile OSCOLA vengono riportate seguendo questo ordine:

NOME AUTORE COMPLETO | TITOLO DEL LIBRO (IN CORSIVO) | (TITOLO DELLA SERIE, | EDIZIONE, | EDITORE | DATA DI PUBBLICAZIONE) | Il tutto riportato in nota a piè di pagina.

Citazioni in stile OSCOLA: esempi

Facciamo esempi pratici. Vediamone alcune citazioni tesi di laurea e la bibliografia.

ESEMPIO 1. Citazione nelle note a piè di pagina

Secondo la visione di Rodotà “Un innegabile bisogno di diritti, e di diritto, si manifesta ovunque, sfida ogni forma di repressione, innerva la stessa politica”

Partendo da qui, l’opera viene citata a piè di pagina in questo modo:

Stefano Rodotà, Il diritto di avere diritti (Editori Laterza, 2012), pag. 43.

ESEMPIO 2. Citazione nella bibliografia

Lo stesso riferimento può essere citato nella bibliografia finale, in questo modo:

Rodotà Stefano, Il diritto di avere diritti (Editori Laterza, 2012)

ESEMPIO 3. Libro con due autori

Nel caso in cui il libro che devi citare è stato scritto da due autori, puoi riportare entrambi i nomi, separati dalla congiunzione e.

Ad esempio:

  • Nelle note a piè di pagina

Giorgio Marinucci e Emilio Dolcini, Manuale di diritto penale. Parte generale, (Giuffrè Edizioni 2006)

  • Nei riferimenti bibliografici

Marinucci Giorgio e Dolcini Emilio, Manuale di diritto penale. Parte generale, (Giuffrè Edizioni 2006)

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Come risparmiare utilizzando gli sconti per studenti

Come risparmiare utilizzando gli sconti per studenti? Questa è una delle domande più gettonate tra chi è iscritto (o sta per iscriversi) all’Università e sta cercando un modo per ottimizzare le spese quotidiane. 

Soprattutto nel corso degli ultimi anni, per agevolare i giovani universitari, sia aziende che istituzioni hanno previsto una serie di sconti, che toccano diversi aspetti della tua quotidianità, dai mezzi pubblici al divertimento. Cogliere questa opportunità significa, per molti, concedersi qualche sfizio in più, mettere da parte più soldi a fine mese o, semplicemente, risparmiare qualcosa da investire in attività migliori.

Ma come sfruttare questi sconti al massimo e dove trovarli? In questa guida abbiamo raccolto per te alcuni spunti utili per iniziare a risparmiare. Ecco quello che devi sapere.

Usufruire degli sconti studenti: da dove cominciare

Studiare all’Università porta con sé davvero molti benefici interessanti. Accanto alla tua formazione e alla crescita personale e professionale, il tuo status di studente può aprire un’altra porta: quella del risparmio. Ecco come intercettare gli sconti migliori e come usufruirne.

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Cultura: gli sconti studenti per i musei, cinema e teatri

Essere uno studente universitario può farti vivere la cultura…a prezzi agevolati.

La maggior parte dei musei, sia comunali che statali, sia pubblici che privati, prevede un accesso a condizioni agevolate per gli studenti. In taluni casi, l’agevolazione potrebbe essere prevista solamente per gli iscritti a determinate Facoltà, vicine per affinità alla natura del museo. Oppure, in altri casi, l’accesso scontato potrebbe essere riservato solo a particolari giorni e orari.

Ricordiamo sempre che in molti casi potrebbe essere richiesto di dimostrare l’iscrizione ad un corso di studi universitario.

C’è da dire, però, che questa modalità di sconto è molto diffusa e che, in molte città europee, è previsto anche l’accesso gratuito per tutti coloro che hanno un’età inferiore ai 25 anni. In questo caso, consigliamo di leggere bene le indicazioni presenti sul sito web del museo, per capire eventuali sconti o esenzioni.

Gli sconti per studenti sono diffusi anche in cinema e teatri. A volte le strutture organizzano giornate dedicate alla categoria studentesca, fasce orarie specifiche o semplicemente biglietti ridotti a seconda degli spettacoli. Anche in questo caso, è consigliabile fare una telefonata o leggere con attenzione le tariffe presenti sul sito, avendo cura di verificare le eventuali riduzioni o esenzioni.

Gli sconti studenti per lo shopping

Non solo cultura: gli sconti studenti sono promossi da moltissimi store, online e offline. Sono tanti i negozi che propongono acquisti scontati a chi studia, dall’abbigliamento alla cura della persona. Molti negozi offrono uno sconto solamente su determinati articoli o in determinati giorni; altri offrono sconti a percentuale oppure coupon da applicare al carrello finale.

Anche grandi servizi come Amazon e Spotify prevedono agevolazioni per studenti. Ti consigliamo, anche in questo caso, di verificare i termini e le condizioni dell’offerta per scegliere la soluzione più conveniente per te.

Sconti studenti per software

Alcuni software sono preziosissimi sia nel lavoro, sia nello studio. Proprio per questo, molti prevedono agevolazioni per studenti e acquisti a costi più bassi. Un esempio? Microsoft Office ha offerto, negli anni, delle agevolazioni per gli studenti. All’interno dell’area pricing dei siti web sono chiaramente definiti i termini e le condizioni d’acquisto; se hai dubbi, puoi sempre chiedere un consulto ai customer care dedicati.

Sconto studente per i trasporti

La mobilità è un fattore fondamentale per uno studente. Che sia trasporto urbano o extraurbano, che sia un autobus o un treno, sapere di poter contare su un mezzo di trasporto è una certezza per chi studia. La maggior parte delle aziende che si occupano di trasporto prevedono delle agevolazioni per gli studenti e, talvolta, anche per i giovani. In alcuni casi, presentando il libretto universitario o qualunque cosa che attesti l’iscrizione, puoi ricevere direttamente uno sconto sul singolo biglietto o sull’eventuale abbonamento.

Cosa fare per trovare i migliori sconti

Se vuoi risparmiare e trovare sempre nuovi sconti, ti consigliamo di:

  • Verificare sempre le condizioni di vendita di un servizio prima di acquistare. Potresti scoprire che ci sono sconti studenti o tariffe agevolate per i giovani
  • Scaricare app dedicate alla raccolta di coupon o sistemi di scontistica
  • Essere sempre aggiornato sulle iniziative di gratuità che spesso vengono intraprese, ad esempio, dai musei. Potresti seguire il museo che ti interessa sui social media o iscriverti alla newsletter per ricevere sempre in anteprima tutte le notizie utili

Non ti resta che lanciarti alla ricerca delle migliori opportunità!

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Come si usa Excel: la guida completa

Uno degli ostacoli più comuni tra gli studenti riguarda l’utilizzo di un programma utilissimo come Excel. Se sei uno studente di economia o, semplicemente, hai bisogno di un sistema di calcolo rapido, Excel potrebbe diventare davvero il tuo migliore amico.

Partiamo da un presupposto: per imparare Excel è importante impegnarsi a fondo, poiché questo strumento ha davvero tantissime funzionalità, molte dei quali sconosciute ai più. La buona notizia è che non dovrai conoscerle tutte: spesso bastano poche funzioni chiave per usare questo strumento con profitto. In questa guida ti spiegheremo come si usa Excel, quali sono le cose da sapere assolutamente e come approcciare con successo allo strumento, anche se hai scarsa dimestichezza con il pc. Iniziamo subito.

Guida all’utilizzo di Excel per studenti

Excel è un programma utilissimo per creare tabelle, effettuare calcoli, preparare grafici, ordinare e filtrare elenchi, creare tabelle pivot riassuntive per poter analizzare i dati. Tutte queste funzionalità sono fondamentali per chi studia economia, ma anche per chi ha necessità di fare dei calcoli in modo rapido. Vediamo insieme in questa guida tutte le basi per approcciare al meglio a questa piattaforma.

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Prendi dimestichezza con lo strumento

La prima cosa da fare se vuoi usare Excel è installarlo sul tuo computer. Se non hai il programma originale, puoi utilizzare la sua versione simile gratuita, OpenOffice Calc.

Una volta fatto questo passaggio, inizia a prendere dimestichezza con lo strumento. Apri il tuo primo foglio di calcolo e osserva il layout e le impostazioni. Una volta che hai dato un’occhiata, inizia facendo delle prove semplici.

Quando avrai aperto il tuo foglio Excel, vedrai davanti a te una struttura a griglia, numerata e composta da righe e colonne. Le righe sono nominate con i numeri e le colonne con le lettere. La cella che corrisponde alla prima riga e la seconda colonna si chiamerà la cella B1, nata dall’intersezione tra la colonna B e la riga 1.

Se desideri allargare/stringere una colonna dovrai posizionare il cursore alla fine della colonna stessa e l’inizio di quella successiva e trascinare il mouse tenendo premuto il tasto sinistro. Per inserire contenuto nelle celle ti basterà cliccare con il tasto sinistro del mouse sulla cella in cui vuoi scrivere, digitare il contenuto che vuoi inserire e premere invio. Queste semplicissime funzionalità sono davvero la base di Excel: prova sul tuo foglio di calcolo a inserire dei valori e ad allargare o stringere una colonna.

I fogli di calcolo

All’interno di un file Excel possono esserci più fogli di calcolo. Ogni foglio di calcolo ha una sua “identità” e presenta una sua griglia: per spostarti tra un foglio e l’altro puoi usare le schede che vedi nella parte bassa del programma. Ugualmente, puoi crearne di nuove semplicemente cliccando sull’opzione “Nuovo”.

Il nome del foglio è indicativo per conoscerne il contenuto: se vuoi modificarlo, ti basterà cliccare sulla linguetta relativa alla scheda e rinominare il file con l’opzione “Rinomina”. Per cambiare l’ordine dei fogli, è sufficiente trascinarli nella posizione in cui vorresti inserirli con il cursore del mouse.

In Excel si possono anche duplicare (o copiare) i fogli di lavoro nello stesso file. Per farlo, ti basterà cliccare  con il pulsante destro del mouse sul nome della scheda nella parte inferiore del foglio e quindi scegliere “Duplica”.

Inserire i dati

Inserire dati in Excel è semplicissimo. Puoi inserire numeri, testo o formule di calcolo in ciascuna cella. La cella in cui ti posizioni per inserire il testo viene definita “cella attiva”. Cliccando sulla cella attiva puoi inserire il contenuto e premere il tasto d’invio. Puoi visualizzare il contenuto della cella anche nella barra della formula posta nella parte alta, sopra alle colonne.

Se desideri creare una tabella, il procedimento standard è piuttosto semplice:

  • Selezionare le celle che vuoi includere nella tabella e clicca su inserisci > tabella
  • Per formattare i dati esistenti come tabella usando lo stile tabella predefinito, puoi cliccare su Home > tabella > formato come tabella

Utilizzare Excel come una calcolatrice

Un sistema molto efficace per usare Excel prevede l’integrazione delle formule e delle funzioni.

  • Le formule di Excel sono delle equazioni che consentono di eseguire operazioni sui valori presenti sul foglio di lavoro di Excel. Si tratta quindi di istruzioni di calcolo che puoi inserire “manualmente”
  • Le funzioni sono, invece, istruzioni precise e definite dallo stesso nome della funzione, come ad esempio MEDIA e SOMMA

Tutte le formule iniziano con un segno di uguale (=). Per le formule semplici, ti basterà digitare il segno di uguale seguito dai valori numerici che si vogliono calcolare e dagli operatori matematici da usare, il segno più (+) per sommare, il segno meno (-) per sottrarre, l’asterisco (*) per moltiplicare e la barra (/) per dividere. Quando si preme INVIO, Excel calcola e visualizza immediatamente il risultato della formula.

Parlando, invece, delle funzioni, SOMMA è una delle più utilizzate in assoluto in Excel. La sintassi della funzione è:

=SOMMA(Num1;Num2…..)

Il modo più semplice per aggiungere una formula SOMMA al foglio di lavoro prevede l’utilizzo della Somma automatica. Per applicarla, seleziona una cella vuota direttamente sopra o sotto l’intervallo che si vuole sommare, accedi all’opzione Home o Formule sulla barra multifunzione e clicca su Somma automatica > Somma. Somma automatica riesce a capire automaticamente l’intervallo da sommare e crea la formula.

Come apprendere i segreti di Excel

Abbiamo visto quali sono le funzioni base di Excel che puoi utilizzare nella tua quotidianità. Se vuoi diventare un vero esperto, però, ci sono degli strumenti pro che puoi considerare, completamente gratuiti:

  • Supporto Microsoft. Il supporto Microsoft è fondamentale per imparare ad usare Excel. Puoi usare la guida Microsoft che trovi online per rivolgere le tue domande, leggere gli approfondimenti e scoprire le funzionalità più avanzate dello strumento. La guida è estremamente completa, ricca di esempi e con tante domande correlate che possono aiutarti a usare Excel passo passo
  • Tutorial su YouTube. Accanto alla guida supporto Microsoft che trovi online, puoi guardare dei video su YouTube che mostrano nel dettaglio l’utilizzo dello strumento. Spesso è possibile trovare dei veri e propri canali dedicati allo strumento, con guide passo passo che ti aiuteranno a prendere dimestichezza con lo strumento

Su come si usa Excel abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che metterti alla prova e iniziare!

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Come superare brillantemente il primo anno all’Università

Ti sei appena iscritto all’Università e sei carico di entusiasmo per questo nuovo percorso? Il primo anno all’Università è uno dei momenti più belli e intensi nella vita di uno studente. Durante questo primo anno, dovrai “dimenticare” tutto ciò a cui sei stato abituato durante il liceo e vivere una nuova quotidianità: diverse materie, diversi approcci, diverse modalità di studio.

Spesso questa “transizione” può dare qualche difficoltà e dimostrarsi più impegnativa del previsto. Ciò che è importante è sapere come affrontarla nel modo giusto e trarne subito tutti i benefici più importanti. In questa guida troverai i nostri consigli per superare brillantemente il primo anno da matricola. Iniziamo subito.

Come vivere il tuo primo anno universitario

Che tu sia iscritto alla facoltà di ingegneria oppure di giurisprudenza, una delle prime cose da sapere quando si inizia l’università riguarda proprio il tuo approccio e la tua mentalità. I grossi carichi di studio e la mole di esami da sostenere potrebbero scoraggiarti: puoi vincere tutto questo se cambi con successo il tuo approccio. Vediamo come lavorare su questa transizione.

#1 – Scegli un approccio attivo

Le lezioni e la presenza dei docenti sono la tua arma di crescita più preziosa. La tua formazione può essere davvero unica e potenziata se tu riesci a tenere un approccio attivo durante le lezioni. Cosa significa? Avere un approccio passivo significa ascoltare senza fare null’altro. Avere un approccio attivo significa prendere appunti, fare domande, interagire con la classe.

Il professore è a tua disposizione per prendersi cura del tuo apprendimento: trattalo con rispetto, ma rivolgigli tutte le domande che consideri utili a farti crescere. Non avere paura di parlare, di chiedere qualcosa che non hai capito o di ripetere un concetto. Insieme a questo, prendi sempre appunti e sviluppa il tuo metodo.

Consigliamo di non prendere appunti “parola per parola”: ciò che dovresti fare è segnare solamente i concetti e le parole chiave più importanti, creando delle associazioni che poi potrai approfondire leggendo di più sui libri di testo. Gli appunti sono una traccia di studio utilissima: non sottovalutarli. Ti aiutano ad approcciare all’argomento già prima di aprire i testi di studio.

#2 – Pianifica lo studio

Per avere successo all’Università, dovrai abituarti a pianificare lo studio. Durante una sessione d’esame, potresti ritrovarti con diverse discipline da affrontare in un periodo di tempo limitato. Per far sì che tu riesca a superare ogni esame, valuta di pianificare con largo anticipo il tuo studio e di organizzarlo nel tempo. Nello specifico:

  1. Prendi in calendario e calcola i giorni che ti separano dalla data dell’esame
  2. Imposta un tetto di ore giornaliere da dedicare allo studio di quella disciplina
  3. Prendi tutto il materiale da studiare (libri, appunti, dispense) e “scomponilo”, assegnando ad ogni giornata una parte di quel materiale
  4. Imposta degli obiettivi di studio a livello micro (giornalieri) e macro (settimanali e mensili)
  5. Dedica sempre una parte della tua giornata di studio al ripasso, ma anche alle pause, per assimilare meglio le informazioni

Ricorda che la costanza è più importante della velocità: studiare poco ogni giorno è la via migliore per prepararti meglio ad un esame. Studiare molte ore solo a ridosso dell’esame potrebbe essere stressante e controproducente.

#3 – Liberati dallo stress

Uno dei fattori che concorrono a farti perdere la motivazione durante il primo anno è lo stress da adattamento. Affrontare un contesto del tutto nuovo potrebbe generarti un po’ di apprensione e uno stato di stress che inficia sulle tue prestazioni accademiche.

Mantenere il tuo benessere psico-fisico deve essere la tua priorità. Ecco qualche consiglio per non trascurare mai questo aspetto:

  • Socializza con i tuoi colleghi di corso. Trova delle nuove amicizie e crea dei gruppi di studio per crescere insieme e condividere gli appunti
  • Prenditi dei momenti di pausa. Un aperitivo con gli amici, una passeggiata, un pomeriggio al cinema: stacca dallo studio e concediti dei momenti da dedicare solamente alle tue passioni e ai tuoi interessi
  • Reagisci con positività anche ad una bocciatura: se un esame non va come avevi preventivato, reagisci con positività. Non lasciarti abbattere, ma vivi questo momento come un’opportunità per migliorare te stesso
  • Cura la tua alimentazione: spesso dimentichiamo quanto sia importante la nostra alimentazione. Se vuoi studiare al meglio, evita un’alimentazione ricca di cibi spazzatura e prediligi frutta e verdura, proteine e qualche carboidrato. Le vitamine rafforzano la tua memoria e migliorano la tua concentrazione

Questi tre grandi consigli ti consentiranno di affrontare al massimo questo primo anno accademico. Se vuoi gestire la tua formazione universitaria laureandoti “a distanza“, l’Università Niccolò Cusano offre Corsi di Laurea Triennali, Magistrali e Master fruibili con l’innovativa metodologia telematica: potrai studiare in qualunque luogo e in qualunque momento, seguendo le lezioni comodamente online.

Per saperne di più sulla nostra offerta formativa, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come diventare operatore socio sanitario: studi e possibilità

Come diventare operatore socio sanitario? L’OSS è una delle figure professionali più ricercate sul mercato: si tratta di un esperto che opera nel settore sanitario e in quello sociale, prestando supporto attivo in strutture sanitarie, socio-sanitarie, pubbliche che private, residenziali e semiresidenziali.

Il compito principale di questi professionisti è quello di affiancare il paziente soddisfando i suoi bisogni primari e fornendo assistenza per semplici necessità diagnostiche o terapeutiche. Scegliere di abbracciare questa professione spinge sempre più giovani studenti a specializzarsi con studi di natura sanitaria e sociale. In questa guida ti spiegheremo tutto quello che devi sapere se vuoi lavorare come OSS. Iniziamo subito.

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Chi sono gli Operatori Socio Sanitari (OSS)?

Con la sigla OSS intendiamo designare proprio la figura dell’Operatore Socio Sanitario, professionista che di fatto sostituisce quello che un tempo era l’assistente familiare.

Il centro del lavoro dell’Operatore Socio Sanitario è mettersi al servizio delle esigenze di persone affette da patologie e disabilità di varia natura, assistendole nelle loro azioni quotidiane durante una degenza in strutture ospedaliere pubbliche o private.

L’aiuto offerto dagli OSS può essere igienico-sanitario e relazionale. Un dei principali compiti di questa figura in ambito sanitario è quella di agevolare il contatto tra il personale medico e infermieristico e il paziente e adempiere a tutte quelle responsabilità legate al benessere e alla soddisfazione dei bisogni primari dell’individuo. Si tratta di una professione sempre più richiesta e, per questo motivo, sono nati nel corso degli ultimi anni numerosi corsi che mirano a formare coloro che desiderano diventare OSS fornendo loro tutte le competenze necessarie per svolgere al meglio una tanto delicata mansione.

Le mansioni

Abbiamo detto che, in ambito sanitario, l’OSS collabora con figure come l’infermiere e il medico al fine di garantire il benessere del paziente. In particolare, tra le mansioni più rilevanti segnaliamo:

  • Supporto a pazienti non autosufficienti o allettati nel soddisfare i bisogni naturali, come ad esempio preparazione e somministrazione di pasti, igiene personale, cambio della biancheria, espletamento delle funzioni fisiologiche, deambulazione, uso corretto di presidi, ausili e attrezzature
  • Supporto in attività terapeutiche, come la somministrazione dei farmaci, il riconoscimento di sintomi comuni che il paziente potrebbe presentare, primo soccorso, corretto utilizzo degli apparecchi medicali
  • Mantenimento delle capacità psico-fisiche del paziente
  • Cura dell’igiene ambientale

La formazione per diventare Operatori Socio Sanitari (OSS)

Per potere accedere al corso di formazione previsto dalla legge che disciplina l’ambito sanitario di riferimento, è necessario soddisfare una serie di requisiti, che sono:

  • Maggiore età
  • Almeno un diploma di scuola superiore
  • Cittadinanza italiana o essere uno straniero extracomunitario in regola con il permesso di soggiorno
  • Avere una buona conoscenza della lingua italiana, nel caso di cittadini stranieri
  • Avere una naturale predisposizione per l’assistenza alle persone

Una volta accertata la presenza dei suddetti requisiti, chi desidera diventare OSS dovrà iscriversi ad un corso professionale che vanti il riconoscimento della regione di appartenenza che preveda ore di formazione suddivise in teoria, pratica (tirocini presso una struttura sanitaria) ed esercitazioni di vario genere al fine di verificare il corretto apprendimento delle tecniche necessarie per l’assistenza a pazienti con patologie.

Per quanto riguarda la durata dei corsi OSS, tali percorsi formativi hanno una durata massima di 18 mesi. Questo significa che gli stessi possono essere organizzati in blocchi e tempi diversi in base alla politica dell’ente di formazione ma che, in qualsiasi caso, non possono essere protratti per più di un anno e mezzo.

Per ottenere la qualifica di OSS è necessario al termine del percorso di studi, sostenere un esame; una volta superato. Gli Operatori Socio Sanitari possono trovare impiego presso strutture private come rsa e case di cura e accedere a posizioni in ambito sanitario del settore pubblico.

I master per il personale sanitario

Se hai già un background formativo in ambito sanitario, puoi approfondire la tua formazione e acquisire nuove conoscenze con un Master Unicusano afferente all’area sanitaria.

I Master Unicusano attivi in tutto il territorio nazionale sono fruibili completamente online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. L’offerta formativa è in costante aggiornamento e prevede Master di I e II livello, con una didattica studiata e costruita dai massimi esperti del settore.

Per iscriverti ai nostri Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come cambiare lavoro senza stress? La guida completa

Durante il nostro percorso lavorativo, può capitare in qualsiasi momento di voler intraprendere una nuova strada. Capire come cambiare lavoro senza stress è una priorità per tutti coloro che desiderano abbandonare la vecchia professione e lanciarsi in un nuovo progetto di vita. Possono esserci diversi motivi che spingono una persona a voler cambiare lavoro: l’ambiente può non essere stimolante, possono esserci divergenze di vedute o, semplicemente, sono cambiate le ambizioni.

Qualunque sia la motivazione, per molti la ricerca di lavoro può trasformarsi in qualcosa di davvero molto impegnativo da gestire. Che fare quindi? Per superare lo stress da ricerca, ci sono alcuni brevi accorgimenti da seguire. Si tratta di una serie di consigli che, se applicati, possono farti gestire questa transizione con più leggerezza. Ecco tutto quello che dovresti sapere.

La guida al cambio di lavoro

Sei arrivato in un momento della tua vita professionale in cui desideri un cambiamento? Vediamo insieme tutti i fattori da considerare per gestire il cambio di lavoro senza stress.

Fatti le domande giuste

Il primo (e anche più sottovalutato) fattore da tenere in considerazione quando si parla di cambiare lavoro è la tua motivazione e la tua chiarezza su ciò che vorresti fare.

Chiederti cosa vuoi davvero è il primo passaggio per definire obiettivi chiari e cercare il nuovo lavoro con una consapevolezza diversa. Per fare questo, è importante fermarti un attimo e rivolgerti le giuste domande. Prendi carta e penna e metti per iscritto le risposte a queste domande:

  • Qual è la mia mission personale?
  • Quali sono i miei valori?
  • Quali esperienze chiave mi hanno reso la persona che sono oggi?
  • Quali ostacoli mi impediscono di cambiare la mia carriera?
  • Su quali risorse possono contare per trasformare la mia vita professionale?

Rispondere può non essere semplice e le risposte possono cambiare nel tempo. Intanto rispondi senza pensare troppo e visualizza davanti a te la carriera che vorresti intraprendere. Avere un obiettivo chiaro è il primo modo per abbattere lo stress e capire esattamente qual è il tuo punto di arrivo.

Crea relazioni

Se stai cercando un nuovo lavoro, specie se hai deciso di cambiare vita radicalmente, creare delle relazioni e investire su un network di conoscenze può essere utile.

Durante un cambio di carriera, circondarti di persone che condividono i tuoi valori e che, magari, lavorano nel contesto in cui vorresti lavorare tu possono darti una spinta motivazionale in più per lavorare duro. Puoi attingere alle tue conoscenze per chiedere consigli e per farti indicare le migliori aziende che potrebbero essere interessate a persone con una professionalità come la tua.

Vai oltre le tue paure

In condizioni di stress, una delle reazioni più comuni è quella di restare completamente immobilizzati. Paralizzando l’azione, però, rischi di compromettere tutto il tuo percorso di ricerca di lavoro. Spesso un forte stress può indurre ad abbassare la motivazione, ad essere meno perseveranti e a volersi rintanare nella “zona di comfort”.

In questo caso, se la paura di fallire ti blocca, immagina una carriera che ti faccia sentire sempre felice e soddisfatto. Se questa prospettiva è migliore di ciò che hai ora, lavora senza sosta verso il tuo obiettivo e dimentica le tue paure. Basta un piccolo passo per cambiare le cose: rimanere fermo non ti farà conseguire alcun traguardo.

Coltiva le tue aspettative

Gran parte del nostro stress da cambio lavoro deriva da un disallineamento tra la realtà effettiva delle cose e le nostre aspettative. Durante questo tipo di transizione, sviluppiamo una serie di aspettative che, se disattese, possono farci perdere la motivazione e aumentare i livelli di stress.

Per questo è importante avere le giuste aspettative, fissare degli obiettivi e darti dei tempi. È giusto cercare la perfezione nel tuo percorso di carriera, ma dobbiamo anche essere ragionevoli riguardo ai nostri obiettivi e abilità.

Porre troppo in alto l’asticella può farti avere diverse delusioni. Imposta traguardi realistici e datti un tempo massimo per cercare il lavoro giusto. Se, entro quella data, non hai trovato nulla, ricomincia daccapo e rispondi alle domande che ti abbiamo rivolto nel primo paragrafo. Ricordati anche, però, di non essere troppo severo con te stesso qualora non riuscissi a primo tentativo: quando parliamo di aspettative che riguardano noi stessi, siamo tutti i nostri peggiori critici.

A questo punto, non ti resta che metterti in gioco e ricercare il tuo nuovo lavoro senza stress.

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Come diventare assessore comunale: studi e possibilità

Se sei iscritto alla Facoltà di Scienze Politiche (o stai pensando di farlo), sicuramente ti interesserà capire come diventare assessore comunale e quali sono le strade migliori per entrare in politica.

Abbiamo già parlato di come diventare consigliere comunale e delle competenze necessarie per ricoprire questa carica. In questo articolo vogliamo spiegarti chi è e cosa fa un assessore comunale, come si accede a questa professione e quale percorso di studi potrebbe offrirti le competenze che ti servono per intraprendere questo percorso.

Iniziamo subito.

Come si diventa assessore comunale

Nonostante si possa pensare che sia una figura “recente”, quello dell’assessore è un ruolo che esiste fin dall’epoca romana; nell’antica Roma, l’assessore era colui che affiancava un qualsiasi superiore per coadiuvarlo in tutte le sue funzioni. Allo stesso modo, dal punto di vista giuridico, l’assessore era il consigliere designato del giudice.

Ad oggi, l’assessore è un componente dell’organo esecutivo dei vari enti territoriali quali possono essere le giunte regionali, le giunte provinciali e le giunte comunali. Ci sono delle varianti tra le diverse tipologie di enti e, per questo, ci concentreremo sugli assessori comunali.

Come funziona la nomina degli assessori

Nei comuni con più di 15.000 abitanti, la nomina degli assessori avviene al di fuori dei componenti del consiglio comunale; al contrario, per comuni con una popolazione inferiore alle 15.000 unità questa possibilità deve essere sancita dallo statuto. Lo statuto determina anche il numero di assessori, che comunque non può essere superiore a un terzo (arrotondato) del numero dei consiglieri comunali o provinciali.

Per poter essere eletto, l’assessore comunale non deve avere carichi penali. Ha inoltre la facoltà di sovrapporre competenze professionali al suo ruolo.

Cosa fa l’assessore

In parole semplici, all’assessore viene affidata una “delega” per un determinato settore dell’attività amministrativa dell’ente. Sulla base di questa delega ricevuta, l’assessore potrà esprimere opinioni e relazioni in merito ai bisogni del Comune stesso, facendo capo a quel complesso di uffici che nella prassi prende il nome di assessorato.

Gli studi

Per diventare assessore e entrare in politica, è utile avere delle conoscenze in ambito politico, economico e giuridico. Per questo la Laurea in Scienze Politiche Unicusano rappresenta la soluzione ideale per te. Accedendo al corso, potrai acquisire le basi che ti servono per intraprendere una carriera politica, affrontando tematiche legate all’economia, alla linguistica, alla giurisprudenza e alle scienze politiche.

In più, il nostro Ateneo si differenzia per la possibilità di laurearti online: potrai seguire le lezioni da Grosseto e dintorni comodamente online, accedendo ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Per iscriverti, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come fare un giardino zen in casa: i consigli da seguire

Sono sempre più le persone che decidono di avvicinarsi alla meditazione. Se sei uno studente, la meditazione può offrirti numerosi benefici, come ad esempio migliorare la memoria e la concentrazione e, allo stesso tempo, abbattere lo stress.

I giardini zen nascono proprio come luoghi di benessere, pace e armonia, in cui dedicarti al tuo equilibrio psico-fisico. Questi spazi appartengono alla tradizione giapponese e sono spesso chiamati “paesaggi in miniatura”, perché le loro componenti rappresentano aspetti della natura.

In particolare, ogni giardino zen presenta degli elementi specifici: questi sono, ad esempio, la distesa di ghiaia bianca, che rappresenta le onde dell’oceano, oltre alle pietre più grandi e sporgenti che rappresentano le montagne. Ciascun elemento della progettazione richiama la natura, offrendo alla tua mente un’occasione per alleviare lo stress. Se stai pensando a come fare un giardino zen in casa, continua nella lettura: ecco alcuni consigli che dovresti seguire per iniziare.

Come progettare un giardino zen domestico

Il vero giardino giapponese ha radici spirituali profonde: la sua funzione non è solamente estetica, ma nasconde un significato ben definito, che infonde pace e armonia. In ogni giardino zen ci sono degli elementi naturali, come acqua, rocce e punti verdi. In questa guida dell’Università di Grosseto Niccolò Cusano ti spiegheremo da dove cominciare per allestirne uno in casa tua.

Cos’è e a che serve il giardino zen?

Abbiamo detto che il giardino zen è uno spazio dedicato alla ricerca dell’armonia e al benessere.

Ciascun giardino zen ha degli elementi imprescindibili, che rispecchiano elementi naturali. Tra questi ci sono sabbia e pietre, che rispecchiano la stabilità che ogni individuo può raggiungere attraverso la riflessione e la meditazione. Di significato opposto è l’acqua, che invece rappresenta l’instabilità e tutto ciò che nella vita è mutevole.

Da dove iniziare per fare il giardino zen in casa?

Iniziamo col dire che non è semplice progettare un vero giardino zen “all’orientale”. Possiamo però pensare ad allestire uno spazio che lo ricordi molto, seguendo alcuni principi.

  • La prima cosa da fare riguarda la progettazione: qui dovrai individuare tutti gli elementi di cui avrai bisogno per realizzare un giardino zen in casa. Tieni in considerazione che ci sono diversi stili di giardino giapponese; il “giardino secco” è il più famoso e anche il più semplice a cui ispirarsi
  • Il giardino secco è un giardino molto minimal, sia nelle forme sia negli elementi. Dovrai procurarti granito bianco, che ricoprirà l’intera superficie. Su questa superficie potrai creare linee armoniose e ondulate
  • Dovrai poi scegliere le pietre da collocare sul giardino. Le pietre sono simbolo di stabilità: ricordati di ancorarle a terra per rievocare ancora di più questo significato
  • Usa poi delle piante verdi come muschi, licheni e felci
  • L’acqua può essere rappresentata anche con della ghiaia, in assenza di un impianto idraulico e di risorse per progettarlo.

Il tuo giardino zen è pronto: non ti resta che prenderti cura della tua piccola oasi di benessere domestico.

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Cos’è e cosa regola il Codice Deontologico del Servizio Sociale?

Sei un assistente sociale e stai cercando informazioni sul Codice Deontologico che regola questa professione? Come saprai, quello dell’assistente sociale è un lavoro di grande responsabilità: si tratta, infatti, di un professionista che offre ad individui, gruppi e famiglie in condizioni di difficoltà il suo supporto per migliorare attivamente la condizione di partenza.

Sulla base di questo, la deontologia è particolarmente importante, proprio perché parliamo di una professione al servizio delle persone. Il Codice Deontologico del Servizio Sociale racchiude le esigenze etiche della professione, offrendo un valido supporto per lo specialista nella scelta del comportamento da seguire.

Per saperne di più sul contenuto, continua nella lettura.

Deontologia dell’assistente sociale: cosa sapere

Sono molti gli interrogativi che gli assistenti sociali si pongono pensando alle proprie responsabilità professionali. Il Codice Deontologico serve proprio per supportare lo specialista nella risoluzione di questi interrogativi. Ecco che cos’è e cosa regola il Codice Deontologico del Servizio Sociale.

LEGGI ANCHE >> Come diventare assistente sociale

Cos’è il Codice Deontologico?

Il Codice Deontologico sancisce le responsabilità professionali dell’assistente sociale nell’ambito delle sue funzioni. La professione di Assistente Sociale prevede l’iscrizione ad un apposito Ordine, il Consiglio nazionale dell’ordine degli assistenti sociali, in sigla Cnoas. il Cnoas ha divulgato questo Codice per fornire criteri e linee guida al fine di affrontare con consapevolezza i dilemmi etici e deontologici del professionista ed essere più efficace nel lavoro.

I contenuti

I contenuti del Codice Deontologico toccano diverse aree. In particolare, la struttura del Codice prevede:

  • Titolo I ‐ Definizione e potestà disciplinare
  • Titolo II ‐ Principi
  • Titolo III – Responsabilità nei confronti della persona cliente utente
  • Titolo IV – Responsabilità nei confronti della società
  • Titolo V – Responsabilità nei confronti di altri colleghi e professionisti
  • Titolo VI – Responsabilità nei confronti dell’organizzazione di lavoro
  • Titolo VII – Responsabilità nei confronti della professione

In ciascuna parte sono evidenziate le linee di comportamento da adottare nel rispetto della professione, risolvendo dilemmi etici e morali.

La formazione per assistenti sociali

Unicusano offre agli specialisti del settore numerosi Master di I e II Livello, utili per ampliare le conoscenze e acquisire una specializzazione su diverse macrotematiche.

Per conoscere l’offerta formativa dei Master Unicusano destinati agli assistenti sociali, consulta la pagina Master Universitari del nostro sito web.

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Come impostare la formattazione della tesi?

La formattazione della tesi di laurea è uno degli argomenti pi importanti da considerare durante la redazione. Saper impaginare correttamente il tuo elaborato ha quasi la stessa rilevanza del contenuto: questo perché una buona formattazione aumenta la leggibilità e rende il testo godibile.

Se sei un laureando alle prese con la tua prima tesi di laurea, ti sarai chiesto almeno una volta:

  • Quale carattere usare?
  • Ogni quanto inserire il grassetto o i corsivi?
  • Come impostare gli spazi e le interlinee?

Ecco alcuni consigli su come gestire con successo la formattazione della tesi.

Consigli per formattare la tesi di laurea

Scrivere la tesi è il momento più importante per la vita di uno studente: si tratta, infatti, di un nuovo punto di inizio, che sancisce l’ingresso nel mondo del lavoro. Accanto alla scrittura, c’è anche un altro aspetto da considerare: l’impaginazione. Ecco come procedere al meglio.

LEGGI ANCHE >> Come scrivere una tesi sperimentale

Carattere per la tesi di laurea

Quale carattere utilizzare per la tesi? Qualora non ci siano specifiche indicazioni da parte dell’Ateneo, la regola fondamentale è utilizzare un font che sia leggibile.

Tra i caratteri più utilizzati per la tesi, figurano i “classici” Times New Roman e Arial. Anche caratteri come il Calibri, il Palatino e l’Helvetica. Ti sconsigliamo tassativamente tutti i font molto articolati, che appesantiscono l’occhio del lettore disturbando la lettura della tua tesi.

Circa grassetti e corsivi, è bene utilizzarli con parsimonia e stabilire un registro da seguire sempre: ad esempio, puoi scegliere di usare il corsivo solamente per i termini in un’altra lingua.

Per quanto riguarda la dimensione del carattere, ti consigliamo di mettere in risalto i titoli con un 16pt, i sottotitoli con 14pt e il corpo del testo con una dimensione di 11-12pt.

Importante: il colore del carattere è rigorosamente nero; lo sfondo è bianco.

Margini e interlinee della tesi

Oltre al carattere, anche l’interlinea, ossia lo spazio fra una riga e la sottostante ha un peso specifico rilevante. L’interlinea più utilizzata nella tesi è 1,5 o comunque mai più di 2.

Riguardo, invece, i margini, ecco quelli standard da impostare:

  • Margine superiore: 2,5 o 3 cm
  • Margine inferiore: 2,5 o 3 cm
  • Margine destro: 3 cm
  • Margine sinistro: 3 cm

Un ultimo consiglio: ricordati anche di giustificare il testo dei capitoli. In particolare, il testo, le note e la bibliografia possono essere giustificati attraverso l’apposita funzione “giustifica”. Evita invece di giustificare i titoli.

Su come formattare una tesi abbiamo detto tutto: non ti resta che completare il tuo elaborato e concludere con successo il tuo percorso di studi.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

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