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Come preparare un concorso pubblico: gli step per superarlo

Come preparare un concorso pubblico? Beh, questa è sicuramente una domanda interessante se hai intenzione di intraprendere una professione che richiede il superamento di un concorso.

Molto spesso i concorsi pubblici prevedono una serie di prove che servono per valutare la preparazione del candidato e la sua familiarità con le materie attinenti al tipo di qualifica richiesta. Le prove possono essere di varia natura, dai test attitudinali alle prove scritte ed orali.

Per superare un concorso pubblico servono tanto impegno e una preparazione impeccabile. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come prepararsi per un concorso statale, quali sono le accortezze da conoscere e come studiare efficacemente per raggiungere il tuo obiettivo.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come superare un concorso pubblico

Sogni di vincere un concorso pubblico per intraprendere la professione che desideri? Continua nella lettura di questa guida: nei prossimi paragrafi ti daremo tutti i consigli di cui hai bisogno per raggiungere il traguardo sperato.

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Cos’è un concorso pubblico

Prima di capire come prepararsi per il concorso pubblico, diamo una definizione di questa attività, così da chiarirne subito gli aspetti caratterizzanti.

Per concorsi pubblici intendiamo delle “gare” di accesso lavorativo banditi da Ministeri, Università, Regioni, Comuni ed enti locali. L’obiettivo è quello di individuare il candidato più attinente ad un’occupazione specifica.

Dal lato di chi cerca lavoro, invece, l’impegno consiste nel ricercare il concorso più adatto ai propri studi e alle proprie competenze.

I bandi dei concorsi pubblici vengono pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, sul Bollettino Ufficiale (per i concorsi Regionali) e su siti e riviste specializzate.

In ogni bando sono contenute una serie di indicazioni che chiariscono al potenziale candidato tutti i requisiti per accedere alla selezione, le modalità d’esame e le tempistiche per presentare la domanda di partecipazione.

#1 – I concorsi non sono tutti uguali

Il punto di partenza di cui parlare in questa guida riguarda la natura dei concorsi pubblici. Ebbene, come sai, i concorsi non sono tutti uguali: le prove possono essere diverse, possono esserci più prove da superare e gli argomenti da trattare sono estremamente vasti.

La prima cosa da fare per capire in che modo prepararti è conoscere con esattezza tutte le prove da superare. Chiediti:

  • Quante sono le prove da superare?
  • Quali sono le modalità della prova (scritta/orale)?
  • Quanto tempo hai a disposizione per la prova?
  • Qual è l’ordine delle prove da superare?
  • Quali sono gli argomenti da studiare?

Una volta che avrai chiarito questi parametri, potrai organizzare un piano di studio coerente con gli obiettivi che ti sei posto. Per accedere ad informazioni specifiche sul concorso a cui vorresti partecipare, leggi con attenzione il bando. Proprio nel bando troverai informazioni come:

  • La tipologia di figura professionale richiesta
  • I requisiti necessari per poter partecipare
  • I titoli che assicurano un punteggio aggiuntivo
  • Le modalità e i termini di presentazione della domanda di partecipazione
  • Le modalità di svolgimento delle prove selettive previste
  • I criteri di valutazione le modalità di assunzione dei vincitori

#2 – Pianifica lo studio

Se vuoi capire come preparare un concorso pubblico, dovrai partire dalla pianificazione del tuo studio. Sappiamo bene quanto sia impegnativo e complicato passare un concorso; a maggior ragione, prepararsi adeguatamente è l’unico modo per ottenere ciò che ti aspetti.

Organizza efficacemente il tuo tempo: il modo migliore per studiare davvero è farlo con metodo, pianificando lo studio. Chiediti quanti giorni hai a disposizione prima di svolgere la prova di concorso e poi pensa alle ore di studio giornaliere che potrai dedicare alla tua preparazione.

Un’attenzione particolare va al materiale d’esame: su cosa dovrai prepararti? Scomponi il materiale in piccoli pezzi e organizza un vero e proprio calendario di studio, dove per ogni giorno prevederai lo studio di determinate parti di programma.

Facendo un esempio concreto, se il manuale che hai scelto per studiare è composto da 300 pagine e hai a disposizione 30 giorni, dovrai studiare 10 pagine di quel manuale ogni giorno. Considera anche che dovrai dedicare qualche giorno al ripasso.

#3 – Fai i test di simulazione

Pianificare lo studio non basta per vincere un concorso statale. Un aspetto molto importante sta proprio nel testare le conoscenze che hai acquisito con lo studio. Come?

Cimentandoti nelle simulazioni dei test di concorso. Allenati ad affrontare quella tipologia di prova e acquisisci familiarità con il format. Studiare senza mettersi mai alla prova non ti permette di capire se, effettivamente, il tuo livello di preparazione è adeguato per svolgere al meglio quella determinata prova.

Il consiglio è quello di studiare e fare test di pari passo: se ti rendi conto che le tue performance nei test non sono all’altezza, riprendi i libri e approfondisci lo studio di quel determinato argomento.

#4 – Scegli bene il materiale di studio

In base al concorso pubblico che vuoi sostenere, le materie da affrontare cambiano notevolmente. Quali testi utilizzare per studiare?

Ci sono ormai diverse case editrici specializzate proprio nella vendita di testi per la preparazione ai concorsi pubblici: tutto sta nello scegliere il libro più adatto alle tue esigenze.

Per scegliere il libro migliore, vai in libreria e dai un’occhiata ai vari volumi. Leggi le recensioni online e confronta i libri per capire qual è quello migliore per te. Anche comprare più di un testo potrebbe essere una strategia vincente, specialmente se non si ha una solida cultura nelle materie del concorso.

Precisiamo anche che a volte, nel bando ufficiale, vengono indicati direttamente i testi specifici da usare durante lo studio.

#5 – Testa la tua preparazione sulle materie giuridiche

Le materie giuridiche sono un vero e proprio jolly nei concorsi pubblici. Seppur a diversi livelli, queste vengono richieste praticamente sempre e questo potrebbe essere uno svantaggio per chi non ha nel suo background una formazione di questo tipo.

Tuttavia, anche se non hai una formazione giuridica, non spaventarti e attivati subito per comprendere a fondo i concetti richiesti nel bando. In generale, diritto costituzionale, diritto amministrativo e diritto civile sono discipline molto gettonate nei concorsi.

Se, invece, provieni da studi giuridici, non prendere mai sotto gamba le tematiche affrontate nei test: sottovalutare la prova potrebbe essere un errore che ti distoglie dal raggiungimento dell’obiettivo finale.

#6 – Ripassa il tuo inglese

Un altro aspetto da considerare nella tua preparazione per un concorso pubblico è la conoscenza dell’inglese. Rispolvera il tuo inglese ripassando le basi grammaticali e le regole principali. Allenati sulla parte scritta e sulla parte orale facendo un po’ di conversazione.

Su come preparare un concorso abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che metterti sui libri e impegnarti al massimo per raggiungere il tuo traguardo.

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Come farsi assumere in azienda: 7 consigli utili

Se sei alla ricerca di un lavoro, sapere come farsi assumere in azienda è sicuramente una delle tue priorità.

Entrare nel mondo del lavoro non è semplice e richiede una serie di accorgimenti che possono aiutarti davvero molto a rendere più agevole questa transizione.

Dopo un percorso di studi impegnativo, è arrivato per te il momento di lanciarti in questa nuova avventura e di acquisire tutti gli strumenti necessari per lavorare nell’azienda dei tuoi sogni. In questa guida dell’Università Niccolò Cusano abbiamo raccolto per te proprio quegli strumenti, concretizzandoli in sette consigli da seguire per superare un colloquio e iniziare a lavorare.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come iniziare a lavorare ed essere assunto

La ricerca del lavoro ideale richiede grande impegno e spirito di osservazione. Avere una guida che ti permetta di trasformare un colloquio in un successo è quello che ci vuole per facilitare questa ricerca.

Vediamo ora i sette consigli da conoscere per superare un colloquio di lavoro ed essere assunto.

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#1 – Investi sul tuo CV

Prima di capire come farsi assumere in azienda, è bene capire come ottenere un colloquio nell’azienda dei tuoi sogni e catturare l’interesse del comparto risorse umane.

Sicuramente il tuo curriculum vitae gioca un ruolo determinante in questo processo. Cura il tuo CV inserendo tutte le informazioni che possono far balzare all’occhio la tua candidatura. Presenta un CV aggiornato e compilato in ogni sua sezione, avendo cura di personalizzarlo in base all’azienda per cui inoltri la tua candidatura.

Per ciò che concerne il formato, preparane diverse versioni da utilizzare a seconda dei contesti e delle richieste.

  • Prepara un CV europeo Europass per le occasioni più formali
  • Prepara un CV più snello per organizzare al meglio le informazioni
  • Prepara un CV più creativo come quello infografico o un video CV per le occasioni in cui è richiesto qualcosa di più originale e di non convenzionale

#2 – Arriva preparato sull’azienda al colloquio

Uno degli errori più frequenti di chi aspira ad essere il candidato ideale è quello di arrivare al colloquio senza conoscere nulla dell’azienda.

Di cosa si occupa nello specifico l’azienda in cui vorresti lavorare? Quanti dipendenti ha? Quali sono i suoi valori? Raccogli tutte queste informazioni cercandole sul web.

In questo modo dimostrerai di conoscere approfonditamente l’azienda e di esserti candidato proprio perché ne condividi i valori e la mission.

#3 – Spiega perché saresti indispensabile

Un passaggio importante per farsi assumere subito in un’azienda consiste nell’illustrare le ragioni per le quali saresti la persona perfetta a ricoprire il ruolo ricercato.

Per prima cosa, leggi con attenzione la job description: cerca di capire esattamente cosa stanno cercando e cosa si aspettano dal candidato ideale. Fai luce sulle tue skills principali e, durante il colloquio, falle emergere rimarcando le tue esperienze precedenti.

L’obiettivo è far capire al tuo interlocutore che saresti la persona perfetta per ricoprire quel ruolo vacante all’interno del team; ad esempio, se nella job description viene richiesta estrema empatia, spiega in che modo hai acquisito questa dote, magari mettendo in luce esperienze significative nel campo del volontariato.

#4 – Dì quello che sai fare rapportato a fatti concreti

Dire che sei bravo ad utilizzare determinati strumenti o ad applicare delle metodologie non basta. Dimostra i tuoi risultati e racconta di come hai fatto a raggiungerli mettendo in campo le tue abilità.

Ad esempio, se durante il colloquio ti viene chiesto cosa sai fare meglio, non limitarti a dare una risposta secca, ma argomenta spiegando in che modo questa tua abilità ti ha aiutato nelle tue precedenti esperienze professionali.

Facendo un esempio concreto, se hai ottime doti comunicative, non limitarti solamente a spiegarlo o a scriverlo nel CV. Dì piuttosto che le tue ottime doti comunicative hanno permesso all’azienda per cui hai lavorato in precedenza di incrementare del 70% la percentuale di contratti medi portati a chiusura.

#5 – Sii (davvero) te stesso

Anche se sembra un consiglio scontato, molto spesso quando facciamo un colloquio di lavoro tendiamo a mostrare degli aspetti di noi che non corrispondono proprio alla realtà.

Essere se stessi, invece, è sempre la soluzione ideale soprattutto quando si parla di lavoro. Oltre alle esperienze professionali e ai titoli di studio, cerca di far emergere la tua personalità e i tratti del tuo carattere che più ti rispecchiano.

Parla delle tue passioni, dei tuoi interessi e del modo in cui trascorri il tuo tempo libero. Spesso una passione può dire molto di te e del tuo carattere: non nasconderla e menzionala ad esempio nella tua lettera di presentazione da associare al CV.

#6 – Prepara le risposte alle possibili domande

Durante un colloquio di lavoro ti verranno poste una serie di domande, utili per testare la tua affinità con l’azienda e con la posizione da ricoprire. Ce ne sono alcune davvero gettonatissime, a cui ti consigliamo di preparare una possibile risposta per non farti cogliere impreparato.

Ecco quali sono:

  • Parlami di te: questa è una delle domande più banali, ma anche più insidiose. Non è facile riassumere chi sei e cosa fai in poche parole. Preparati una piccola presentazione di un minuto in cui parli di ciò che fai, mettendo in luce gli aspetti che caratterizzano il tuo lavoro. Esalta le tue qualità e i risultati raggiunti e fai trapelare la tua motivazione a lavorare per l’azienda
  • Qual è il tuo punto debole?: un grande classico che richiede una risposta sincera. Esponi un tuo difetto nel lavoro e cerca subito di controbilanciare parlando poi dei tuoi pregi e delle opportunità che sei in grado di creare
  • Perché vorresti cambiare lavoro?: anche questa domanda è molto frequente ad un colloquio e presuppone una risposta che illustri i fattori che ti hanno spinto a cercare altrove. Non parlare mai male del tuo ex capo o dell’azienda per cui hai lavorato in precedenza: il tuo interlocutore potrebbe pensare che faresti la stessa cosa con l’azienda che rappresenta. Parla piuttosto di quello che non ti è piaciuto nella tua precedente esperienza: potrebbe essere, ad esempio, la distribuzione dell’orario di lavoro, l’ambiente in generale o il desiderio di crescita.

#7 – Cura la tua reputazione

Questo è un consiglio estemporaneo, che prescinde dall’andamento positivo o negativo di un colloquio. Se vuoi farti notare e, di conseguenza, farti assumere ed essere cercato dalle aziende, cura la tua reputazione e mostra le tue abilità.

Come? Ad esempio, iscrivendoti su piattaforme di social networking come LinkedIn, il social dedicato al mondo professionale. Su LinkedIn puoi creare facilmente un profilo che funge come CV, ma anche condividere aggiornamenti di stato, foto e articoli. L’interazione con professionisti del tuo stesso settore ti aiuterà ad emergere e a mostrare ciò che sai fare meglio, costruendo la tua identità digitale.

Cura la tua immagine per far sì che siano le aziende a contattarti e non viceversa.

Su come farsi assumere, per oggi, abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e iniziare una nuova avventura professionale.

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Come diventare assistente sociale: studi e possibilità

Curioso di scoprire come diventare assistente sociale? In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come intraprendere questa professione, dal percorso di studi da fare alle competenze da acquisire.

L’assistente sociale è una figura chiave in diversi contesti: la sua funzione è quella di operare al servizio della comunità, occupandosi in particolare di minori, gruppi o famiglie in particolare stato di difficoltà per prevenire e ridurre disagi e problematiche.

Come potrai intuire, si tratta di una professione affascinante ma anche molto complessa, che richiede competenze e attitudini ben specifiche. Vediamo ora quali sono i passaggi da fare per lavorare in questo mondo.

Ecco come si diventa assistenti sociali in Italia

La tua ambizione è lavorare nei servizi sociali? Continua nella lettura e scopri quali sono i percorsi accademici su cui investire, le competenze da acquisire e l’iter per entrare in questo mondo.

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Chi è e cosa fa l’assistente sociale?

La prima domanda a cui vogliamo rispondere in questa guida riguarda proprio il ruolo e le mansioni di un assistente sociale.

Come abbiamo accennato, questo professionista lavora nel sistema sociale curando in particolare:

  • Affiancamento per pratiche di adozione, affido e pre-affido;
  • Supporto alla cura della salute mentale e tossicodipendenza;
  • Gestione di situazioni problematiche familiari e minori a rischio;
  • Riduzione della dispersione scolastica;
  • Tutela e inserimento degli immigrati nel contesto sociale

In generale, possiamo distinguere due tipologie di assistente sociale:

  • Assistente Sociale
  • Assistente Sociale Specialista

Il secondo professionista differisce dal primo perché assume anche ruoli dirigenziali, coordinando l’attività di assistenza.

Dove lavora l’assistente sociale?

Questo professionista può lavorare, ad esempio, negli Ospedali, nelle Aziende Sanitarie Locali ASL, Enti locali e del terzo settore, Servizi di ricerca.

La professione è formalmente riconosciuta dallo Stato Italiano ed è stata ordinata con la legge 23 marzo 1993, n. 84.

Iscrizione all’Albo

La registrazione all’Albo è obbligatoria per poter svolgere la professione dell’Assistente Sociale, sia che si eserciti come dipendente, come liberi professionisti o anche solo come volontari.

Ne consegue, dunque, che dopo aver concluso il percorso accademico, dovrai necessariamente iscriverti all’albo per poter operare. I requisiti di accesso alla prova d’esame sono diversi a seconda della sezione dell’Albo a cui si accede:

  • Sezione A – Assistente sociale specialista: per accedere alla prova è necessaria la laurea magistrale nella classe LM-87 – Servizio sociale e politiche sociali (D.M. 270/2004), equiparata alla precedente laurea specialistica nella classe 57/S – Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali (DM 509/1999)
  • Sezione B – Assistente Sociale: in tal caso, è necessaria la laurea nella classe L-39 – Servizio Sociale (DM 270/2004), equiparata alla precedente laurea nella classe 6 – Scienze del servizio sociale (DM 509/1999).

L’esame di Stato per Assistenti Sociali

Se ti stai chiedendo come diventare assistente sociale, abbiamo detto che l’esame è un passaggio necessario per l’iscrizione all’Albo.

In generale, l’esame prevede due prove scritte e una prova orale. Per la sezione B è prevista anche una prova pratica che consiste nell’analisi, nella discussione e nella formulazione di proposte di soluzione di un caso.

Si può accedere all’orale solamente se si supera lo scritto. Il superamento dell’esame consente di iscriversi all’Albo Professionale della Regione di residenza o lavoro.

Le prove nel dettaglio variano a seconda della sezione dell’Albo per cui si concorre.

Prove Sezione A

Se vuoi diventare assistente sociale specialista, le prove d’esame vertono su questi argomenti.

La prima prova scritta tratta temi come:

  • Teoria e metodi di pianificazione, organizzazione e gestione dei servizi sociali
  • Metodologie di ricerca nei servizi e nelle politiche sociali
  • Metodologie di analisi valutativa e di supervisione di servizi e di politiche dell’assistente sociale

La seconda prova scritta tratta invece:

  • Analisi valutativa di un caso di programmazione e gestione di servizi sociali
  • Discussione e formulazione di piani o programmi per il raggiungimento di obiettivi strategici, definiti dalla commissione esaminatrice

Infine, la prova orale verte su una discussione dello scritto e su tematiche come legislazione e deontologia professionale.

Prove Sezione B

Per l’iscrizione a questa sezione dell’Albo, la prima prova scritta affronta queste tematiche:

  • Aspetti teorici e applicativi delle discipline dell’area di servizio sociale
  • Principi, fondamenti, metodi, tecniche professionali del servizio sociale, del rilevamento e del trattamento di situazioni di disagio sociale

La seconda prova scritta, invece, affronta tematiche come:

  • Principi di politica sociale
  • Principi e metodi di organizzazione e offerta di servizi sociali

La parte orale verte su una discussione dello scritto e su deontologia professionale e legislazione.

La formazione: Master Unicusano per Assistenti Sociali

Per lavorare come assistente sociale servono competenze e abilità molto specifiche, acquisibili mediante un solido percorso di studi.

L’assistente sociale deve:

  • Essere capace di ascoltare i bisogni degli altri e prevenire ed affrontare il disagio
  • Avere ottime conoscenze nel campo delle politiche sociali e della legislazione in generale
  • Avere conoscenze di psicologia sociale e sociologia
  • Capire come fare indagini sociali, economiche e familiari nei contesti in cui è richiesto il suo supporto
  • Organizzare la rete assistenziale e avere attitudini comunicative e problem solving

Per costruire e rafforzare tutte queste abilità, abbiamo la soluzione ideale per te: il Master di II Livello in Management dei Servizi Sociali

Obiettivi e benefici del Master

Il Master ha come obiettivo principale quello di di sviluppare competenze e professionalità di tipo manageriale che siano in grado di operare, a 360 gradi, nel delicato settore dei servizi e delle politiche sociali e socio-sanitarie.

Il fine ultimo è dunque quello di garantire, ai propri discenti, un percorso formativo multidisciplinare, finalizzato a formare professionalità, altamente specializzate, nei settori della progettazione, organizzazione, gestione e innovazione dei servizi sociali e che siano in grado di comprendere e gestire i servizi sociali nel pieno rispetto dei principi del welfare sociale.

I destinatari di questo Master di secondo livello sono:

  • Laureati o neolaureati interessati a sviluppare una professionalità nel campo dei servizi sociali e nel terzo settore
  • Professionisti che ricoprono ruoli di direzione all’interno di istituzioni pubbliche e private operanti nel settore dei servizi sociali e socio sanitari

Tra gli argomenti principali affrontati nel Master:

  • Il Welfare: modelli e politiche
  • Gestione e progettazione dei servizi sociali e sociosanitari
  • Gestione delle risorse umane nei servizi sociali
  • Rapporti, interdipendenze e collaborazioni nell’area sociale e socio sanitaria: i network
  • Monitoraggio e rilevamento della qualità dei servizi sociali e socio-sanitari
  • Servizi sociali e socio sanitari: gli strumenti di comunicazione

La didattica del Master, curata dai massimi esperti del settore, viene erogata attraverso la modalità telematica. Ciò significa che potrai seguire le lezioni comodamente da casa tua: tutto ciò di cui hai bisogno è un device e una connessione internet.

La nostra piattaforma di e-learning è attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7: in questo modo potrai organizzare al meglio la tua giornata e seguire le lezioni anche conciliandole con un’attività professionale.

Su come diventare assistente sociale abbiamo detto tutto, per oggi: se vuoi specializzarti e dare una marcia in più alla tua carriera, iscriviti al nostro Master.

Per iscriverti, compila il form o chiama il numero 0689320000

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Studiare online a Grosseto: le proposte per la tua formazione

La scelta del percorso di studi universitario può essere molto impegnativa: proprio per questa ragione, dovrai avere le idee molto chiare per scegliere l’Università più vicina alle tue esigenze.

Studiare online a Grosseto è un’ottima possibilità a cui potresti accedere, grazie all’Università telematica. Ma di cosa stiamo parlando, nello specifico? In questa guida ti spiegheremo cos’è un’Università online, come funziona e perché dovresti sceglierla per la tua formazione.

Che tu sia un neodiplomato o un lavoratore che ambisce ad una promozione, le soluzioni offerte dall’Università Niccolò Cusano sono molteplici e adatte per essere fruite completamente da remoto, nei tempi che preferisci.

Se sei pronto, iniziamo subito a vedere come funziona la metodologia didattica telematica.

Ecco cos’è e come funziona l’Università telematica

Se stai pensando di iscriverti ad un corso di laurea per la prima volta oppure riprendere i tuoi studi, ciò che abbiamo da dirti nei prossimi paragrafi potrebbe davvero interessarti.

Con l’avvento delle nuove tecnologie, i mezzi di comunicazione rendono molto più semplici alcuni processi; tra questi, anche quello della fruizione delle lezioni che, grazie al sistema e-learning, possono essere viste direttamente da casa tua. Ecco perché studiare online è non solo possibile, ma anche conveniente.

Vediamo ora tutto quello che devi sapere se hai deciso di studiare online a Grosseto.

LEGGI ANCHE >> Studiare per due esami contemporaneamente: i consigli per farcela

Perché scegliere l’Università online?

La prima domanda che ti sarai posto leggendo questa guida è: perché dovrei scegliere un’Università telematica?

Beh, le ragioni per compiere questa scelta sono diverse, così come i vantaggi a cui potresti accedere. Ecco i principali:

  • Migliore gestione del tempo: con lo studio online, tutto ciò che dovrai fare per seguire le lezioni è procurarti un device e una buona connessione ad internet. Non dovrai preoccuparti di seguire le lezioni in un luogo fisico: tutto è a portata di click. Questo migliora indubbiamente la gestione delle tue giornate e elimina i tempi morti per gli spostamenti casa-università
  • Abbattimento dei costi di trasferta: studiare online è anche più economico, perché puoi farlo comodamente da casa senza investire denaro negli spostamenti e nel mantenimento in un’altra città. Potrai laurearti o specializzarti con un Master direttamente a Grosseto
  • Possibilità di lavorare e studiare contemporaneamente: se sei un lavoratore che sogna di laurearsi oppure di specializzarsi per ottenere un’occupazione migliore, l’Università telematica è la scelta migliore. Perché? Beh, perché seguendo le lezioni su una piattaforma online attiva 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, potrai decidere in autonomia quanto tempo dedicare allo studio e quanto al lavoro. Con una buona programmazione, riuscirai a conciliare perfettamente entrambe le cose, senza rinunce.

Per chi è adatta la modalità telematica?

Se stai pensando di studiare online a Grosseto e ti stai chiedendo se hai le caratteristiche giuste per iscriverti ai nostri corsi, sappi che la nostra offerta formativa si adatta perfettamente a ogni esigenza. Chiunque può iscriversi ai nostri Corsi di laurea o Master, a qualunque età e con qualunque obiettivo. Ad esempio, l’Università è perfetta per:

  • Neodiplomati che stanno decidendo sul loro futuro professionale e hanno deciso di investire in un percorso formativo completo come la laurea
  • Lavoratori che non vogliono rinunciare alla possibilità di arricchire il proprio bagaglio culturale con un percorso di laurea
  • Professionisti che vogliono affinare le loro competenze con una specializzazione post-laurea
  • Lavoratori che vogliono ottenere una promozione sul lavoro acquisendo nuove competenze, oppure che desiderano cambiare ambito di occupazione e rimettersi in gioco

Come funzionano i corsi online Unicusano?

Oltre ad avere un grande campus universitario a Roma per i corsi in presenza, l’Unicusano sfrutta la metodologia telematica per l’erogazione della formazione. Ma in cosa consiste, esattamente, questa metodologia?

Come specificato nel sito web Unicusano.it, la “metodologia telematica” prevede che lo studente connettendosi alla piattaforma telematica segua le lezioni video previste dal suo piano di studi (didattica erogativa e didattica interattiva) e riceva un servizio di assistenza telematica continuativa (didattica di supporto o tutoraggio).

Per gli iscritti alla modalità online ci sono degli obblighi da rispettare, come:

  • La frequenza delle lezioni-video previste per ogni esame connettendosi alla piattaforma telematica, mediante le password di accesso fornite dall’Università (didattica erogativa);
  • Lo svolgimento del test di autovalutazione previsto alla fine di ogni modulo che compone l’esame; si precisa che le domande del test hanno il fine di accertare la preparazione dello studente sugli argomenti trattati, di conseguenza l’omesso svolgimento del test non consente l’accesso al modulo di studio successivo (didattica interattiva);
  • Lo svolgimento delle domande di verifica (compito di verifica) somministrate dal professore prima dell’esame (didattica interattiva).

Oltre agli obblighi, ci sono anche altri benefici a cui lo studente può accedere:

  • Il ricevimento del professore (2 ore per 2 volte al mese*), presso l’Ateneo/in videoconferenza;
  • L’assistenza continuativa del corpo docente e dei tutor disponibili in piattaforma e con i quali lo studente potrà comunicare mediante la chat, il forum e la messaggistica (didattica di supporto o tutoraggio).

L’offerta formativa Unicusano per studiare a Grosseto

Se stai cercando un corso di laurea a Grosseto online, così come un Master, sei nel posto giusto: ti spiegheremo subito le possibilità offerte dal nostro Ateneo per studiare nella tua città sfruttando l’innovativa modalità telematica.

Corsi di laurea online

I corsi di laurea online Unicusano sono legati a sei aree formative. Ecco la nostra attuale offerta di lauree telematiche per te:

Area Economica

  • Corso di Laurea in Economia aziendale e Management (L-18)
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze economiche (LM-56)

Area Giuridica

  • Corso di Laurea in Giurisprudenza (LMG/01)

Area Psicologica

  • Corso di Laurea in Psicologia, Scienze e Tecniche psicologiche (L-24)
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia (LM-51) – curriculum Psicologia clinica e della Riabilitazione
  • Corso di Laurea Magistrale in Psicologia (LM-51) – curriculum Psicologia del Lavoro e delle Organizzazioni

Area Ingegneristica

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Strutture
  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (L-7) – curriculum Edilizia
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (LM-23)
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Agroindustriale
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Biomedico
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Gestionale
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Elettronico
  • Corso di Laurea in Ingegneria Industriale (L-9) – curriculum Meccanico
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (LM-29)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Produzione e Gestione
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Automotive
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (LM-33) – curriculum Progettazione

Area Politologica

  • Corso di Laurea Scienze politiche e relazioni internazionali (L-36)
  • Corso di Laurea Magistrale in Relazioni internazionali (LM-52)

Area Formazione

  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Cognitivo Funzionale
  • Corso di Laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione (L-19) – curriculum Pedagogico Sociale
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Socio-Giuridico
  • Corso di Laurea Magistrale in Scienze Pedagogiche (LM-85) – curriculum Psico-Educativo

Master online Unicusano

Se desideri una specializzazione post laurea, i Master Unicusano rappresentano la soluzione ideale. La nostra offerta è in continua espansione: crediamo nell’innovazione e nella crescita costante, per questo vogliamo offrirti sempre il meglio per la tua formazione.

I Master universitari attivi fanno riferimento a queste aree:

  • Area Economico Giuridica
  • Area Formazione e Mondo Scuola
  • Area Psicologica
  • Area Forze Armate
  • Area Politologica
  • Area Medico Sanitaria
  • Area Ingegneristica

Su come studiare online a Grosseto abbiamo detto tutto, per oggi. Per iscriverti ai nostri corsi di laurea o master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come scrivere la tesi di laurea in scienze dell’educazione

Sei in procinto di completare il tuo percorso di studi universitario e ti stai chiedendo come scrivere la tesi di laurea in scienze dell’educazione? Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come si scrive una tesi passo dopo passo, dalla scelta dell’argomento alla costruzione della tua bibliografia.

In questo caso, il nostro focus è sulle tesi per la laurea in scienze dell’educazione; per questo specifico percorso di studi, infatti, ci sono diversi accorgimenti da seguire per rendere perfetto il tuo lavoro.

Sappiamo bene quanto la tesi di laurea sia importante nella vita di uno studente: questa rappresenta la fine del percorso accademico e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova avventura professionale. Per rendere indimenticabile questo momento, c’è bisogno di una tesi di laurea curata nei minimi dettagli, che sia anche un biglietto da visita per la tua futura occupazione lavorativa. Siediti e mettiti comodo: ti spiegheremo da dove iniziare nei prossimi paragrafi di questa guida.

Ecco come si scrive la tesi di laurea in scienze dell’educazione

La tesi di laurea rappresenta un’occasione formativa unica per te: è proprio durante la redazione della tesi che potrai testare tutto ciò che hai appreso durante il tuo percorso di studi, mettendo in pratica le tue competenze e le tue abilità. Vediamo ora tutti i passaggi da seguire per la stesura del tuo elaborato finale.

LEGGI ANCHE – Presentazione in powerpoint della tesi: ecco come realizzarla

Da dove iniziare per scrivere la tesi?

La prima cosa che dobbiamo dire in questa guida riguarda proprio l’iter da seguire per prepararti alla tua tesi in scienze dell’educazione. Abbiamo detto che la tesi non è un documento come tutti gli altri; ne consegue che, per scriverla, c’è bisogno di seguire uno schema di orientamento. Ecco qui le fasi preliminari per la stesura di una tesi:

  • La scelta della disciplina: la prima cosa da fare è la scelta dell’argomento da trattare. Sulla base degli esami previsti dal tuo piano di studi, dovrai individuare una materia di tuo particolare interesse che prenderai come traccia da seguire per la stesura del tuo elaborato finale. Per scegliere l’argomento, basati su criteri come la motivazione, l’interesse, la volontà di approfondimento di determinati settori di studio o di esperienze di pratica sul «campo», tenendo conto anche di eventuali opportunità professionali o della tua volontà di proseguire gli studi nella Laurea Magistrale. Se sei indecisa, fai un brainstorming e cerca di capire quale argomento è il migliore per le tue necessità;
  • La scelta del Relatore: una volta individuato l’argomento da trattare, dovrai rivolgerti al docente di quella disciplina,  verificando la sua disponibilità nel seguirti come relatore della tesi. Il tuo relatore sarà il tuo punto di riferimento per la stesura del tuo elaborato e ti aiuterà a costruire la struttura della tua tesi, a scegliere le fonti e così via;
  • Lo schema della tesi: ora è il momento di fare uno schema di massima che racchiude tutti i punti da trattare nella tua tesi. Individua l’argomento centrale e dividilo in micro argomenti, che costituiranno i diversi capitoli e paragrafi del tuo elaborato;
  • La scelta delle fonti: le fonti della tesi di laurea sono l’aspetto più importante da cui partire. Inizia costruendo una prima bibliografia sull’argomento che intendi trattare, chiedendo aiuto anche al tuo relatore. Una buona base di partenza per la tua bibliografia è data anche dalle fonti consultate dagli studiosi all’interno dei loro lavori più autorevoli: leggi la bibliografia dei manuali più importanti e cerca di capire quali sono i documenti da consultare assolutamente.

La struttura della tesi in scienze dell’educazione

Se vuoi laurearti in scienze della formazione e dell’educazione, puoi scegliere di lavorare su due tipologie di tesi di laurea:

  • Tesi compilativa: in questa tipologia di tesi, l’intento è quello di fornire un punto di vista alternativo su un dato argomento, confrontando la letteratura presente sul tema;
  • Tesi sperimentale o di ricerca: in questa tipologia di tesi, invece, si cerca di dimostrare un particolare punto di vista attraverso l’approccio sperimentale, dunque facendo esperimenti e raccogliendo dati statistici.

A prescindere dalla tipologia di tesi che sceglierai, in ogni elaborato finale sono presenti questi elementi:

  • Il frontespizio, che contiene il titolo e l’eventuale sottotitolo della tesi. Il titolo è fondamentale per comunicare a chi legge ciò di cui parli nel tuo elaborato: scegli un titolo chiaro, che faccia comprendere immediatamente l’argomento. Nonostante sia la prima cosa che si legge, ti consigliamo di scriverlo per ultimo, così che tu possa avere una visione d’insieme dei contenuti della tesi e scegliere un titolo maggiormente rappresentativo;
  • L’indice dei contenuti, che racchiude una sorta di mappa della tua tesi. Se vuoi sapere come scrivere una tesi in scienze dell’educazione, realizzare un buon indice è la chiave di tutto: scrivi con chiarezza gli argomenti trattati, associati alla numerazione delle pagine;
  • L’abstract (facoltativo), ossia una sorta di riassunto di quanto trattato nella tesi;
  • L’introduzione, una parte che illustra al lettore ciò che troverà nella tesi. Di solito nell’introduzione si motiva la scelta dell’argomento e si parla della metodologia di ricerca, delle principali difficoltà riscontrate e delle domande più frequenti sul tema a cui dare una risposta;
  • Il corpo del testo, il vero “cuore” della tesi, composto da capitoli e, talvolta, suddivisi in paragrafi;
  • La conclusione, che risponde alle domande poste nell’introduzione e offre spunti e visioni relativi alla materia trattata;
  • La bibliografia e la sitografia, ossia la raccolta delle fonti consultate per la redazione della tesi. Scrivi sempre tutte le fonti che consulti, siano esse scritte (documenti, libri, articoli di giornale, riviste) oppure digitali;
  • Eventuali ringraziamenti.

Esempi di tesi triennale in scienze dell’educazione

Ci sono tantissimi esempi di tesi triennale in scienze dell’educazione sul web. Ti consigliamo di leggere qualche tesi di laurea dei tuoi colleghi, per capire in che modo è stata strutturata e chiarirti meglio l’approccio da tenere per la stesura del tuo elaborato finale. Ad esempio, tra le tesi di laurea in scienze dell’educazione, possiamo citare quelle relative a tematiche come:

  • Disturbi alimentari in giovane età: anoressia e bulimia
  • Lo sviluppo della competenza emotiva nell’infanzia
  • L’apprendimento delle lingue straniere durante l’infanzia
  • Laboratori educativi come strumenti formativi e riabilitativi
  • Letteratura per l’infanzia e sostegno alla genitorialità

Studiare scienze dell’educazione all’Unicusano

Laurearti in scienze dell’educazione e intraprendere una professione nel settore è il tuo sogno? Realizzalo con i corsi di laurea dell’area formazione dell’Università Niccolò Cusano.

I corsi di laurea presenti nella nostra offerta formativa sono:

La didattica dei nostri corsi di laurea è fruita online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Se desideri un percorso di specializzazione post laurea, puoi dare un’occhiata anche ai nostri Master.

Su come scrivere una tesi di laurea in scienze dell’educazione abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che metterti a lavoro e costruire il tuo elaborato finale facendo tesoro dei nostri consigli. Per iscriverti ad una Laurea Magistrale Unicusano o ad un Master, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Come vincere le paure? 5 consigli per superare una fobia

Come vincere le paure? Beh, la paura è una delle emozioni più potenti ed immobilizzanti che conosciamo: quando abbiamo paura, infatti, gli effetti si sentono sia sulla mente che sul corpo. La paura può creare forti segnali di risposta quando siamo in situazioni che percepiamo come pericolose, come ad esempio un incendio. La paura, però, agisce anche in situazioni che sono oggettivamente meno pericolose, ma che ci mettono davanti a delle sfide: può trattarsi di un esame universitario, di un discorso in pubblico o di un nuovo lavoro.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come vincere l’ansia e la paura attraverso cinque consigli utili per ritrovare la tua serenità. Iniziamo subito.

Ecco come sconfiggere ansia e paure

Quando parliamo di ansia, facciamo riferimento ad alcuni tipi di paura che di solito hanno a che fare con il pensiero di una minaccia o con qualcosa che potrebbe andar male in futuro. La paura e l’ansia possono durare per un breve periodo e poi passare, ma possono anche durare molto più a lungo e bloccare la tua capacità di prendere decisioni. Per questo motivo capire come superare la paura è fondamentale per migliorare non solo la tua carriera accademica, ma anche la qualità della tua vita.

Se vivi spesso situazioni che tendono a farti cadere in uno stato di ansia e preoccupazioni, sei nel posto giusto: nei prossimi paragrafi di questa guida ti spiegheremo come imparare a sentirti meno pauroso e ad affrontare la paura in modo che non influisca sulle tue decisioni.

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1 – Consapevolezza

Se vuoi capire come vincere le fobie e le tue paure, il primo passo da fare è essere consapevole di ciò che ti rende preoccupato e, soprattutto, di avere qualcosa che ti preoccupa. Spesso il nostro cervello “reagisce” agli stimoli che non riusciamo a controllare cercando di soffocarli o, addirittura, negandoli.

Prima di poter iniziare a superare la paura, devi essere consapevole che le tue paure stanno causando disagi nella tua vita. Tu non sei le tue paure: non identificarti con queste, ma portale fuori dal tuo essere e impara a riconoscerle.

Fai un elenco delle cose che ti mettono più paura o che ti fanno cadere in uno stato di forte stress: in relazione alla tua vita da studente universitario, queste potrebbero essere lo svolgimento di un esame, la discussione di una tesi, la presentazione di un progetto. Cerca di capire quali sono gli aspetti che più ti fanno paura e agisci sulle cause. Chiediti, ad esempio:

  • Ho paura perché non mi sento all’altezza?
  • C’è qualcosa che, più di ogni altra, mi pone in uno stato di stress?
  • In che modo posso superare questo disagio?
  • Come posso reagire ai sintomi della paura?

Insomma, analizza le tue paure, scrivile su un foglio e annota tutto ciò che ti allontana dai tuoi obiettivi. Essere consapevoli delle tue reazioni è il primo passo per imparare a domarle.

2 – Esercita la gratitudine

Spesso le cause delle tue paure risiedono in una profonda insicurezza: avere una scarsa autostima ti impedisce di raggiungere i tuoi obiettivi e impatta negativamente sulle tue performance.

Ogni volta che senti che la paura si sta impossessando della tua mente, pensa a tutto ciò per cui dovresti ringraziare te stesso. Se hai paura di parlare in pubblico, sii grato dell’opportunità di comunicare con così tante persone che sono lì per ascoltare ciò che hai da dire. Sforzati di ribaltare punto di vista e non essere troppo severo con te stesso: datti il giusto tempo per metabolizzare e per affrontare le tue paure.

Crea un quaderno della gratitudine: ogni giorno, scrivi almeno tre cose per cui pensi di dover essere grato a te stesso. Ti aiuterà ad essere più sicuro di te e a rafforzare la percezione positiva di te stesso.

3 – Controlla la tua immaginazione

Abbiamo detto che la paura è un sentimento immobilizzante che spesso si presenta al solo pensiero di qualcosa che sta per accadere.

La paura e l’ansia prosperano quando immaginiamo il peggio: abbiamo sviluppato l’immaginazione per essere in grado di proiettarci nel futuro in modo da poter pianificare in anticipo ciò che ci accadrà. Un effetto collaterale di questo processo, però, è proprio l’eventualità di immaginare che le cose non vadano come ci aspettiamo.

Se la tua immaginazione agisce ciclicamente in questo modo, rischi di ritrovarti in uno stato di ansia cronico, dove i cattivi pensieri hanno sempre la meglio su di te. Ecco cosa potresti fare:

  • Siediti e respira profondamente;
  • Immagina di vedere te stesso nella situazione di cui hai paura, ma immaginati calmo, composto, rilassato e soddisfatti, perché tutto sta andando nel verso giusto.

Questo semplice esercizio serve per ricondizionare la tua mente e per farti sentire più ottimista nei confronti del futuro.

4 – Usa il cervello “pensante”

Quando precipitiamo in uno stato d’ansia, essere lucidi è estremamente difficile. Per riprendere il controllo, devi imparare a usare parti del “cervello pensante”, che abbasserà la tua emotività.

Il modo più semplice per farlo è usare i numeri. Ordina la tua paura su una scala da 1 a 10, dove 1 rappresenta la minima intensità e 10 la massima intensità. Quando ti senti ansioso, chiedi a te stesso: “In quale numero della scala della paura mi trovo in questo momento? Sono un 3o un 7?” Solo facendo questo noterai che l’ansia si abbasserà, perché attiverai il cervello pensante e cercherai di razionalizzare la tua paura.

Ridimensionare la tua paura è la cosa migliore da fare per essere più disteso e riprendere il controllo: rendere la tua fobia completamente inoffensiva è ciò a cui dovresti ambire.

5 – Sperimenta il metodo AWARE

Se vuoi capire come vincere le paure, uno schema da sperimentare è il cosiddetto “modello AWARE”. Di cosa stiamo parlando, esattamente? Si tratta di un sistema molto semplice e veloce per riprendere il controllo, basato proprio su un acronimo inglese. Vediamo cosa rappresenta ciascuna lettera nel dettaglio:

  • A: Accetta l’ansia. La consapevolezza e l’accettazione sono il primo passo per affrontare ciò che ti fa paura;
  • W: Fermati e guarda l’ansia. Osserva i tuoi sintomi e non abbandonarti al loro controllo. Quando li percepisci, inizia a respirare profondamente e sforzati di rimanere calmo;
  • A:  questa A sta per “Azione”. Quando noti la paura, continua a parlare o comportarti come se nulla fosse. Questo invia un potente segnale alla tua mente inconscia che la sua risposta eccessivamente drammatica non è in realtà necessaria perché nulla di insolito sta succedendo;
  • R: Ripeti i passaggi precedenti nella tua mente se necessario;
  • E : Aspettatati il meglio e impara a pensare positivo. Impara a riconoscere la consapevolezza che puoi controllare la paura molto più di quanto pensavi possibile.

Su come superare le paure abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che sperimentare questi 5 approcci e cambiare al tua vita ritrovando la tua serenità.

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I 10 libri sull’autostima che dovresti leggere

Sei alla ricerca di un po’ di incoraggiamento e di un sistema per recuperare fiducia in te stesso? Beh, i libri sull’autostima vengono sicuramente in tuo aiuto. Avere una buona autostima è fondamentale per mantenere alti i livelli di motivazione: se credi in te stesso e nelle tue potenzialità, infatti, sarà più semplice per te superare agilmente le difficoltà ed essere sempre determinato.

L’autostima è la capacità di ciascuno di noi di valutare e apprezzare se stesso e le proprie azioni. Si tratta di una sorta di analisi delle nostre abilità, che facciamo rapportando le nostre prestazioni a quelle del mondo circostante. Ciò che tendiamo a non considerare, però, è che la percezione che abbiamo di noi è spesso errata: un errore tipico è di sottodimensionare le nostre capacità e sovrastimare quelle degli altri.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano abbiamo raccolto per te i 10 libri sull’autostima che dovresti assolutamente leggere, per credere di più in te stesso e raggiungere i tuoi obiettivi. Se sei pronto, iniziamo subito con la nostra top ten.

La top ten dei libri sulla fiducia in se stessi da leggere

Migliorare la percezione che abbiamo di noi stessi è importante per essere soddisfatti di ciò che si ha. Apprezzare ciò che siamo ci aiuta a mantenere il focus e a raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati, nello studio e nella vita. Se il tuo problema è la mancanza di autostima, ci sono tantissime cose che potresti fare per cambiare la situazione: anche leggere un libro può aiutare a imparare a guardarti con occhi diversi.

Ecco 10 lezioni sull’autostima che dovresti leggere per capire come ritrovare la fiducia ed essere soddisfatto.

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I sei pilastri dell’autostima – Nathaniel Branden

Apriamo questa top ten con I sei pilastri dell’autostima di Nathaniel Branden. Questo libro è il risultato di una vita di pratica clinica e di ricerche e ha come obiettivo quello di dimostrare  l’importanza della stima di sé per la nostra salute psicologica, i successi personali, la felicità e le relazioni positive.

Nel libro sono illustrati i sei pilastri dell’autostima: il vivere consapevolmente, l’accettazione, la responsabilità e la sicurezza di sé, il porsi degli scopi e l’integrità personale. Un vero e proprio percorso, compreso di esercizi, per migliorare la tua autostima fin da subito.

Il segreto è credere in se stessi – Brian Tracy

Passiamo ora ad un libro scritto da uno dei più grandi esponenti mondiali del coaching: Brian Tracy. A partire dallo studio di persone di successo, del loro modo di pensare e di comportarsi,  l’autore spiega come sviluppare l’autostima, come incrementarla e preservarla. Come? Attraverso consigli, suggerimenti e piccoli passi da compiere per scoprire le proprie risorse e potenzialità e credere in ciò che si vuole diventare.

Lezioni di autostima – Raffaele Morelli

In questo libro, Raffaele Morelli ha raccolto una serie di preziosi consigli per recuperare l’autostima, un problema molto più diffuso di quanto immagini. Le idee dell’autore sono divise in sette lezioni, sette messaggi chiave su cui riflettere. Nel libro sono presenti anche brani di conversazione con dei pazienti, proprio perché, essendo un problema diffuso, le obiezioni riscontrate sono comune in molti casi e potresti rispecchiarti anche tu.

Per concludere, il saggio regala anche dieci consigli di saggezza tratti dalle parole di maestri antichi o contemporanei, più qualche esercizio da fare per mettersi alla prova fin da subito.

Più forte dei no. Corso intensivo di fiducia in sé stessi – Jia Jiang

Più forte dei no: questo è il messaggio che l’autrice ha voluto dare in questo libro. Tutto è nato quando, trasferitasi negli USA dalla Cina, Jia inizia ad incamerare rifiuti professionali. Quando però riceve il primo rifiuto, precipita nell’insicurezza e non ha più il coraggio di prendere l’iniziativa.

Jia Jiang capisce allora che l’ostacolo maggiore alla realizzazione del suo sogno non è il no ricevuto, ma la paura del rifiuto e decide di imparare a gestirla. Parte così il suo esperimento, della durata di 100 giorni, in cui sceglie di sottoporsi ad un rifiuto al giorno. Si tratta di sfide molto singolari dal quale, però, oltre ai no l’autrice trae anche interessanti lezioni (e qualche si). Da leggere assolutamente.

Se sembra impossibile allora si può fare – Bebe Vio

Un libro sull’autostima scritto da una delle sportive più amate d’Italia: la giovanissima Beatrice “Bebe” Vio. In questo libro, Bebe si racconta e spiega che il modo di essere le ha permesso non solo di superare difficoltà apparentemente insormontabili, ma anche di raggiungere eccezionali traguardi sportivi.

Un libro ricco di vita vissuta, di aneddoti e di episodi in cui Bebe affronta ogni genere di ostacolo utilizzando strumenti e risorse che ciascuno di noi ha a disposizione, ma che spesso non sa di avere. Da leggere per avere un punto di vista davvero alternativo e capire che spesso, per superare un ostacolo, basta volerlo davvero.

Come ottenere il meglio da sé e dagli altri – Tony Robbins

Veniamo ora ad uno dei libri sull’autostima più belli scritti da un grande esponente del coaching: Tony Robbins. Come ottenere il meglio da sé e dagli altri non è solo un libro: si tratta di una vera e propria raccolta di strumenti pratici, perfetti per renderti capace di iniziative concrete nonostante le tue paure. Un saggio per mettere in evidenza la capacità di fare tutto ciò che occorre per avere successo, un potere che è dentro di noi ed è quanto mai concreto.

Corso rapido di autostima per vivere meglio – Olivier Hauck

Il libro del Dottor Hauck è un saggio indulgente verso le nostre debolezze: un vero concentrato di suggerimenti utili per prevedere e superare le difficoltà iniziali, le insicurezze, le battute d’arresto, i momenti di entusiasmo e quelli di afflizione, percorrendo una strada per recuperare finalmente la fiducia in sé stessi e una vita più piena.

Diversi le questioni posti dall’autore al suo lettore; sicuramente, per superare la sfiducia in se stessi, sono necessari una profonda accettazione di sé, il superamento della paura del giudizio altrui e prendere coscienza dei propri valori e dei propri pensieri.

Un libro da leggere assolutamente per crescere e avere più autostima.

Mi vado bene? Autostima e assertività – Michele Giannantonio

“Mi vado bene?” è un manuale di auto aiuto che offre al lettore spunti di riflessione e suggerimenti per capire in profondità le proprie potenzialità e riconoscere i comportamenti più efficaci per ottenere il meglio dalle relazioni con gli altri.

Il manuale è ricco di esempi e di attività pratiche che insegnano a riconoscere gli atteggiamenti sbagliati e i pensieri limitanti che possono disturbare le nostre relazioni sociali, scritto con un linguaggio estremamente semplice e chiaro.

Le persone sensibili hanno una marcia in più – Rolf Sellin

Spesso una scarsa autostima nasconde una grande sensibilità. Se, da una parte, può essere vista come un pregio, spesso viene vissuto come un grande disagio. Se quello che ti viene detto più spesso è “Devi sempre essere così emotivo?”, questo libro è quello che fa per te.

Un vero e proprio manuale per renderti conto della tua unicità e per superare l’insicurezza vivendo meglio.

12 regole per la vita. Un antidoto al caos – Jordan Peterson

Chiudiamo la nostra top ten con il libro dello psicologo clinico Jordan Peterson. Nel libro l’autore propone i dodici principi pratici profondi su come vivere una vita ricca di senso, portando come esempio alcuni episodi della sua vita, ma anche lezioni dai miti e dalle storie più antiche dell’umanità.

Sui libri sull’autostima abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che correre in libreria e scegliere i titoli migliori per te.

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Presentazione in Powerpoint della tesi: ecco come realizzarla

Vorresti preparare una presentazione in Powerpoint della tesi di laurea? Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come fare una presentazione utilizzando Power point, un programma del pacchetto Office che ti consente di realizzare slide creative.

Il giorno della discussione della tesi di laurea è uno dei più belli nella vita di uno studente: è proprio durante questa giornata che illustrerai alla Commissione d’esame il tuo elaborato, frutto dell’impegno e della dedizione di anni.

Per poter presentare al meglio la tua tesi, preparare delle slide è la soluzione ideale; per realizzarle, puoi utilizzare uno dei programmi più noti in assoluto, Power Point. Vediamo ora come realizzare una perfetta presentazione.

Ecco come fare le slide per accompagnare la tesi di laurea

Le slide sono la parte più importante di una presentazione di successo. Creare una buona preparazione ti permetterà di acquisire più sicurezza e di comunicare al meglio il messaggio ai tuoi interlocutori. Vediamo ora tutto ciò che devi sapere su come preparare una presentazione con Powerpoint della tesi.

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1 – Prendi dimestichezza con il programma

Il primo passo da fare quando si realizzano slide per accompagnare la tua tesi è prendere dimestichezza con il programma che utilizzerai, in questo caso Powerpoint. Si tratta di un programma incluso nel pacchetto Office che permette di creare facilmente presentazioni per illustrare qualunque cosa, dalla tesi di laurea alle discussioni di lavoro.

Per poter costruire le tue slide, dovrai prendere dimestichezza con gli strumenti e i comandi del programma: cerca di capire dove sono e come usarli.

In generale, Powerpoint ha una barra multifunzione posizionata lungo la parte superiore della finestra dell’applicazione, che contiene la maggior parte dei comandi. Sono disponibili una serie di tab che, a loro volta, consentono l’accesso a delle risorse correlate.

Prima di progettare la tua presentazione in PowerPoint, dedica un po’ di tempo all’esplorazione di questi strumenti. Questa fase esplorativa ti sarà utile per:

  • Capire quali strumenti sono disponibili e dove sono disposti all’interno del programma
  • Sviluppare nuove idee lasciandoti ispirare dalle funzionalità del programma
  • Procedere più velocemente nella costruzione della presentazione

Oltre alla classica barra degli strumenti, Powerpoint ti consente di averne una ad accesso rapido con tutte le funzionalità che utilizzi più spesso: prendi in considerazione l’idea di usarla per velocizzare il processo creativo.

2 – Cura la leggibilità

Quando realizzi la tua presentazione Powerpoint della tesi, dovresti concentrare buona parte della tua energia sulla leggibilità delle tue slide. Cosa intendiamo con leggibilità? Vogliamo dire di creare dei file utili, che riescano a comunicare il messaggio in modo chiaro ed efficace. In questi casi, meglio scrivere poche informazioni e mantenere uno stile minimal: in fondo, le slide servono solamente per guidare il discorso, ma sarai tu che gli dovrai dare una forma.

Pensa ad un sistema visivo semplice per le tue diapositive: utilizza pochi colori e caratteri, in modo che il tuo pubblico non sia distratto da immagini troppo complesse. Scegliere gli stessi due colori e inserirli in ogni slide ti aiuterà a creare una coerenza visiva e a non stancare chi legge.

Quando scegli i colori, considera in generale ciò che risulta essere più leggibile: meglio utilizzare uno sfondo chiaro e scrivere con un colore scuro e non il contrario. Ricorda che le persone devono concentrarsi sul contenuto: il tuo compito è limitare al minimo tutte le azioni supplementari per elaborare gli input visivi.

Quindi:

  • Prediligi sfondi chiari e non usare più di due colori
  • Utilizza sempre gli stessi colori nelle slide per creare una coerenza visiva
  • Inserisci il logo dell’Università nelle slide
  • Scegli due font molto leggibili (ad esempio, Alias o Lato) per le tue slide

Puoi scegliere questi elementi accedendo alla barra degli strumenti Powerpoint.

3 – Inserisci immagini

Abbiamo appena parlato di quanto la leggibilità delle tue slide sia un fattore importante da considerare. Per “spezzare” la presentazione e catturare l’attenzione di chi ascolta, potresti inserire delle immagini.

Le foto hanno una funzione chiarificatrice: queste “mettono a fuoco” il succo del discorso e sono utili per mantenere l’attenzione durante la conversazione. Puoi inserire una foto scegliendo la visualizzazione a schermo intero da sola oppure posizionare il testo su una diapositiva e utilizzare la foto come sfondo.

In quest’ultimo caso, assicurati che ciò che scrivi sulla foto sia sempre leggibile. Come inserire un’immagine nella tua presentazione Powerpoint? Se vuoi inserire la foto come sfondo:

  • Clicca con il pulsante destro del mouse sulla diapositiva desiderata e scegli Formato sfondo
  • Nel riquadro Formato sfondo scegli Riempimento a immagine o trama
  • In Inserisci immagine da, scegli da dove prendere l’immagine
  • Per regolare la luminosità relativa dell’immagine, scorri la barra Trasparenza verso destra
  • Per applicare l’immagine di sfondo a tutte le diapositive della presentazione, scegli Applica a tutte. In caso contrario, è sufficiente chiudere il riquadro Formato sfondo.

Per inserire un’immagine in una diapositiva, il procedimento è ancora più semplice. Nota bene: possono esserci delle differenze tra Windows e Mac e, cambiando le versioni del programma, queste indicazioni potrebbero subire variazioni.

  • Clicca nel punto della diapositiva in cui desideri inserire l’immagine
  • Nel gruppo Immagini della scheda Inserisci, fai clic su Immagini
  • Nella finestra di dialogo visualizzata individua l’immagine da inserire, selezionala e quindi clicca su Inserisci.

4 – Un concetto = Una diapositiva

La struttura del Powerpoint della tesi è estremamente importante da curare. Abbiamo detto che essere chiari e “minimal” nella presentazione è importante: proprio per questo ti consigliamo di associare ad ogni concetto una sua diapositiva.

Che significa? Significa evitare di inserire nella stessa slide argomenti diversi, per non confondere chi ascolta. Per avere un discorso di laurea efficace, posiziona una sola idea per ogni slide, in modo da minimizzare la possibilità di distrazione da parte del tuo pubblico.

Per assicurarti di aderire a questa linea di pensiero, crea un titolo per ogni tua diapositiva. Mentre realizzi la tua presentazione in Powerpoint per la tesi, dunque, assicurati che le informazioni che includi siano allineate con il titolo nella parte superiore della pagina.

Per aggiungere testo ad una diapositiva, il procedimento è molto semplice:

  • Nel gruppo Inserisci della scheda Home fai clic su Casella di testo
  • Nella diapositiva, fai clic nel punto in cui desideri aggiungere la casella di testo
  • Digita o incolla il testo nella casella di testo

Nella slide finale della presentazione in Powerpoint, inserisci sempre un ringraziamento e i tuoi contatti.

Su come realizzare i tuoi modelli di Powerpoint per la tesi abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che metterti a lavoro e creare le slide che accompagneranno il discorso più importante della tua vita da studente.

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App per pagare le bollette: ecco quelle da provare assolutamente

Nella tua vita da studente universitario, ti sarà sicuramente capitato di dover pagare le utenze della tua abitazione. Per rendere questo processo più semplice e veloce, la tecnologia ci viene in aiuto: le app per pagare le bollette sono la soluzione ideale.

Ci sono, infatti, diversi modi per pagare le bollette direttamente con il tuo dispositivo mobile, sia tablet che smartphone. Oggi passiamo gran parte del nostro tempo al telefono e, proprio per questo, le aziende fornitrici di energia e le banche hanno sviluppato dei sistemi per effettuare comodamente da casa le proprie transazioni.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come pagare una bolletta tramite app e quali sistemi utilizzare per effettuare transazioni in modo facile e veloce sfruttando solamente il tuo smartphone. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come effettuare pagamenti in modo semplice e veloce usando lo smartphone

Fino a qualche tempo fa, pagare con lo smartphone poteva sembrare un’idea rivoluzionaria. Oggi tutto questo è una realtà ormai consolidata: in pochi click è possibile inviare o ricevere denaro, controllare il tuo saldo e pagare le bollette.

Saldare le tue bollette online è conveniente perché ti consente di risparmiare tempo e di avere sotto controllo tutte le tue spese.

Vediamo ora quali sistemi sfruttare per effettuare un pagamento con il tuo dispositivo mobile.

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Scegliere l’app giusta per te

Perché pagare con lo smartphone? Beh, i vantaggi sono moltissimi: anzitutto, la comodità di poter pagare in qualunque momento; c’è poi il notevole risparmio di tempo, che avresti altrimenti impiegato in fila negli uffici preposti.

Per pagare le utenze luce e gas con un’app, dovrai:

  • Visitare il sito del fornitore con cui hai il contratto
  • Andare in un apposito store per il download delle app come Google Play per sistemi Android o sull’Apple Store se possiedi un sistema iOS come iPhone. Dopo l’attivazione di un contratto per un’utenza domestica o aziendale, il cliente può scaricare l’App gratuitamente sullo smartphone o sul tablet.

Probabilmente, prima di avere accesso all’app, dovrai registrarti all’apposita Area Clienti sul sito del tuo gestore energetico. Creando il tuo account personale, potrai accedere facilmente con username e password strettamente riservate. Dopo questo passaggio potrai accedere, in pochi click, a tutte le comodità dell’applicazione, effettuando richieste direttamente da casa tua e pagando le utenze.

Avere l’app ti sarà utile per:

  • Controllare i consumi e tenerli sempre sotto controllo, a portata di smartphone
  • Visualizzare le bollette, sia quelle appena emesse sia le precedenti
  • Pagare le bollette, con carta di credito o PayPal a seconda dell’app e del gestore
  • Modificare alcuni dati contrattuali, come il numero di telefono o la mail
  • Inviare l’autolettura dei contatori di luce e gas

Vediamo ora quali sono le principali app per pagare le bollette dei più grandi gestori energetici.

App Eni Gas e Luce

Per pagare una bolletta online, se il tuo gestore del gas metano è Eni, puoi accedere comodamente all’applicazione. Eni gas e luce offre infatti un’app per gestire in ogni momento, ovunque ti trovi, le tue bollette e le tue forniture di energia con Eni.

Oltre a richiedere la domiciliazione bancaria, è possibile effettuare pagamenti direttamente dall’app utilizzando la tua carta di credito.

I benefit concessi dall’app sono diversi: ad esempio, puoi inviare l’autolettura gas, per avere una bolletta sempre precisa e calcolata solo sui tuoi consumi reali.

Per l’utilizzo di questa applicazione, ti basterà accedere con le stesse credenziali che già utilizzi per l’area personale My Eni sul portale Eni gas e luce. Se non hai un account, potrai crearlo direttamente con l’app.

App di Enel Energia

Se sei un cliente luce e gas di Enel Energia, puoi usufruire dell’app messa a disposizione dei clienti dal colosso energetico. L’app Enel Energia è utile per:

  • Visualizzare tutte le tue bollette e pagarle
  • Gestire i tuoi contratti luce e gas
  • Tenere sotto controllo i tuoi consumi, verificando l’andamento dei consumi e i dettagli delle voci di costo
  • Contattare direttamente il servizio clienti per qualunque dubbio o necessità

App Iberdrola Clienti

Sei sei un cliente Iberdrola, potrai accedere comodamente alla tua app per pagare le bollette di questo gestore. Come funziona? Molto semplice: con l’applicazione potrai consultare le tue bollette online, scaricarle in formato PDF e pagarle. Non solo: con l’app potrai attivare la bolletta online aiutando l’ambiente, gestire facilmente il tuo contratto gas e il contratto energia elettrica e tenere sempre sotto controllo le utenze.

App Sorgenia

Un’altra applicazione per il pagamento di bollette online è MySorgenia, l’app riservata ai clienti della società Sorgenia.

L’App ti consente di accedere ad una serie di funzionalità e informazioni; ad esempio, potrai visualizzare: l’analisi dei propri punti in fornitura, lo stato di attivazione, dell’offerta associata al punto e dei diagrammi di consumo, la comunicazione dell’autolettura, la visualizzazione e download delle ultime fatture e dei dati clienti.

App Ascotrade

Anche Ascotrade mette a disposizione dei suoi clienti un’applicazione comoda e funzionale per pagare le bollette. Con l’app potrai:

  • Monitorare l’andamento dei consumi
  • Verificare i dati dei contratti
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Non solo bollette: ecco 3 app per pagare con il telefono

Le bollette non sono l’unica cosa che puoi pagare con il tuo smartphone. Ad oggi, il telefono è una risorsa importante anche per pagare qualunque cosa, per fare la spesa e trasferire comodamente denaro.

Ecco 3 esempi:

  • Satispay: questa app per pagare con lo smartphone, sviluppata in Italia, è disponibile per i sistemi operativi iOS, Android e Windows. Attivare Satispay è semplicissimo: ti basterà registrarti fornendo il tuo documento d’identità, il codice IBAN del conto corrente e il codice fiscale. Le funzionalità dell’app sono diverse: potrai scambiare soldi con i tuoi amici o familiari, fare acquisti online o pagare nei negozi convenzionati;
  • Apple Pay: sistema di pagamenti contactless sviluppato da Apple per i suoi dispositivi mobili (iPhone, iPad, Apple Watch), che sfrutta il Wallet (una sorta di portafogli virtuale) e la tecnologia NFC (per mettere in contatto lo smartphone con i POS compatibili) per pagamenti sicuri e veloci;
  • PayPal: si tratta di un servizio che ti permette di pagare comodamente online senza svelare le coordinate del proprio conto in banca o il numero della propria carta di credito. Come fare? Paypal ti permette di associare al tuo account una carta di credito, una prepagata o un conto corrente. Con questo servizio, potrai pagare ma anche ricevere denaro.

Sulle app per pagare con lo smartphone e per saldare le bollette abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che approfittare della tecnologia per risparmiare tempo e spostare denaro direttamente dal divano di casa tua.

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Come diventare un buon oratore: 7 trucchi da conoscere

Come diventare un buon oratore? Siamo certi che, almeno una volta, ti sarai posto questa domanda mentre pensavi a come presentare al meglio un progetto di lavoro o a come porti davanti ad un professore per un esame orale.

Beh, il mondo dell’arte oratoria è assai complesso e ricco di sfumature: sicuramente, saper parlare bene in pubblico è una skill utile sia per il tuo percorso accademico, sia per quello professionale. Ci sono molte situazioni in cui potresti aver bisogno di esporre qualcosa ad un pubblico, dalla discussione della tesi di laurea alla presentazione di un project work.

Per molte persone, la paura di parlare in pubblico è un blocco difficile da superare, ma niente paura: in questa guida abbiamo raccolto per te 7 trucchi per migliorare le tue doti di public speaking e diventare un vero specialista. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come sfruttare le tecniche di oratoria per migliorare la tua comunicazione

Ci sono persone che, quando ricevono un microfono e gli viene chiesto di fare un brindisi o un discorso, sono super entusiaste; altre, invece, preferirebbero decisamente darsela a gambe e scappare il più lontano possibile. Che ti piaccia o meno, la possibilità di parlare in pubblico è un evento molto frequente che devi saper gestire al meglio per fare bella figura.

Ecco tutto quello che devi sapere su come migliorare l’oratoria ed essere un bravo comunicatore.

LEGGI ANCHE – Paura di esibirsi in pubblico: che cos’è e come superarla

1 – Studia bene il tuo pubblico

La maggior parte degli aspiranti oratori commette un errore frequentissimo, ossia quello di concentrarsi su se stessi e su quello che devono dire. In realtà, per imparare a parlare bene in pubblico dovresti iniziare proprio da lì, dal tuo pubblico.

Chi sono le persone che ti ascolteranno? Cosa si aspettano da te e che bisogno vogliono soddisfare ascoltandoti? Dove vanno per passare il tempo? E quando sono in giro, di cosa parlano? Quali sono le loro speranze, le loro paure e i loro sogni?

Impegnati per dare tutte queste risposte sul tuo pubblico: senza queste informazioni, difficilmente riuscirai a catturare la loro attenzione e a colpire nel segno.

2 – Che tipo di oratore sei?

Probabilmente, se ti stai chiedendo come diventare un buon oratore, avrai già alle spalle qualche esperienza di public speaking o, comunque, avrai ascoltato qualcun altro parlare.

Beh, sappi che ci sono tanti tipi di oratori pubblici, ognuno con una personalità specifica. Ti sei chiesto che tipo di oratore sei?

  • Ambisci ad essere un oratore principale o vorresti intervenire in un contesto più ampio?
  • Sei un ricercatore, un professionista o uno scienziato che vuole fare una presentazione?
  • Stai cercando di motivare, ispirare, informare o persuadere?
  • Sei divertente o più rigido? Le altre persone sono d’accordo sul fatto che tu sia divertente?

Scoprire il tipo di personalità degli oratori (e anche analizzare la tua personalità) ti aiuterà a capire come impostare il tuo discorso e a diventare un oratore di successo.

3 – Lascia andare le emozioni

Prima di parlare in pubblico, è normale sentirsi un po’ agitati e nervosi. Anche i più grandi estroversi possono sentirsi un po’ tesi, soprattutto in una situazione come questa.

Il trucco, in questo caso, non è cercare di sopprimere queste sensazioni, ma imparare a riconoscerle e accettarle. Essere nervosi non è una debolezza, ma si tratta di un sentimento del tutto normale in una circostanza del genere. Lascia che questo non ti impediscano di parlare con sicurezza e vedila come una parte naturale del processo di parlare in pubblico.

4 – Preparati con anticipo

Una delle qualità del buon oratore è quella di conoscere molto bene l’argomento di cui parla e, di conseguenza, saper fugare ogni dubbio della platea.

Ma come fare per acquisire una piena padronanza del discorso da trasmettere al tuo pubblico? Pianificare in anticipo è il segreto.

Prenditi il ​​tempo per capire il modo migliore per adattare il tuo messaggio al tuo pubblico: quale approccio manterrà l’attenzione degli ascoltatori e ti permetterà di entrare in empatia con la platea? Pensa a una forte introduzione che catturerà l’attenzione degli ascoltatori e costruisci una conclusione che lasci loro degli spunti di riflessione.

Pianificare in anticipo e pensare ai punti da trattare se, ad esempio, devi presentare un progetto di lavoro è ancora una parte fondamentale da fare per sentirti più sicuro durante l’esposizione.

5 – Non imparare a memoria il discorso

Se vuoi scoprire come diventare un buon oratore, un ottimo trucco da seguire è quello di non imparare il discorso a memoria. Ti sconsigliamo questa pratica per diversi motivi: principalmente la memorizzazione “parola per parola” tende a mostrarsi come artefatta agli occhi del pubblico. Un errore fatale è quello leggere il tuo discorso da un foglio. Evita di leggere un “copione”: questo ti farà sembrare più competente e sicuro perché dimostra che conosci davvero il tema.

Per capire davvero come gestire la presentazione, invece di memorizzare i contenuti, concentrati sui concetti.

Studia bene i concetti cardine da esporre, creando punti elenco dei contenuti, delle storie, dei dati e dei suggerimenti chiave che vuoi toccare in ogni parte della presentazione. Esprimi il tutto con naturalezza e non fossilizzarti sul ricordo di tutti i passaggi: se dimentichi qualcosa, c’è sempre il punto successivo da poter trattare.

Avere una struttura più flessibile ti dà anche la possibilità di rivedere alcuni punti in divenire, valutando anche la risposta del pubblico.

6 – Punta sul coinvolgimento

Spesso, soprattutto se si è alle prime esperienze, coinvolgere il pubblico e renderlo davvero interessato a ciò che si sta dicendo risulta difficile. Durante le tue presentazioni, giocati la carta del coinvolgimento e punta ad uno scambio di opinione: chiedi al tuo pubblico di ripetere i messaggi chiave del tuo discorso e rivolgi loro delle domande.

Ciò mantiene il pubblico coinvolto, ma soprattutto dà loro gli strumenti per memorizzare ciò che dici.  Mentre pianifichi il tuo discorso, pensa a dove puoi coinvolgere il pubblico e quali strumenti puoi utilizzare per coinvolgerli nella presentazione in modo da creare un dialogo fra voi.

7 – Attenzione alla comunicazione non verbale

La comunicazione non verbale ha un ruolo centrale in un discorso: proprio per questo, dovrai impegnarti a lanciare i segnali giusti al tuo pubblico.

Assumere una buona postura aiuta anche a sostenere la tua voce. Piantare i piedi a terra e distribuire il peso in modo uniforme tra loro ti aiuta a controllare il respiro. Il volume della tua voce deve essere abbastanza forte da essere udito.

Incrociare le gambe o le braccia potrebbe essere interpretato come un segno di chiusura nei confronti del pubblico. Guarda il tuo pubblico negli occhi e trasmettigli tutte le emozioni che provi. Se sei nervoso, dillo e fai una battuta per esorcizzare: alle persone piace la spontaneità.

Insomma, la chiave del successo per essere un buon oratore, anche se sembra scontato è fare tanta pratica. Oltre alla pratica e all’esercizio, è importante rimanere se stessi: fingere e indossare una maschera, a lungo andare, rischia di essere un boomerang.

Su come diventare un buon oratore abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e dare una marcia in più alle tue presentazioni all’Università o a lavoro.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. 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Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. 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