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Libri sul ’68: ecco i 10 da leggere assolutamente

Sei un appassionato di storia e stai cercando i migliori libri sul ’68 da leggere?

Sei nel posto giusto: in questa guida parleremo delle rivoluzioni del ’68, della controcultura e dei libri e romanzi scritti o ispirati da quegli anni.

Con il termine Sessantotto (o movimento del Sessantotto) andiamo a designare quel fenomeno socio-culturale avvenuto negli anni a cavallo del 1968, dove i grandi movimenti di massa socialmente eterogenei avviarono una contestazione generale contro i pregiudizi socio-politici. Lo svolgersi degli eventi in un lasso temporale molto ristretto contribuì a identificare il movimento col nome dell’anno in cui esso si manifestò in modo più attivo.

Per molti il ’68 è stato una grande opportunità, per altri il trionfo del conformismo di massa. Ma quali sono i saggi sul ’68 che raccontano qualcosa in più su quel periodo così complicato da analizzare? Scopriamolo insieme nei prossimi paragrafi.

Una selezione di libri che parlano del ’68

Quali sono i migliori libri sul Sessantotto che dovresti leggere? Quali sono state le caratteristiche di questo periodo storico? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

LEGGI ANCHE – Letteratura italiana contemporanea: scrittori e opere importanti da conoscere

saggi sul 68

Saggistica e narrativa sul ’68: la nostra top ten

Come abbiamo detto, il Sessantotto è stato un anno di contestazione generale, in Italia ma anche all’estero. Ecco 10 libri che possono aiutarti a capire meglio questo fenomeno.

Che cosa resta del ’68 – Paolo Pombeni

Apriamo la nostra top ten con un libro di Paolo Pombeni, Che cosa resta del ’68. 

Nel libro vengono affrontate diverse tematiche,  dal lavoro alla politica, passando per la Chiesa e il ruolo della donna. Si tratta di una vera e propria analisi di come il mondo cambiò in quei tempi. Un saggio da leggere per capire più da vicino certe dinamiche e costruirsi un’idea di quanto i moti del ’68 abbiano effettivamente rivoluzionato anche il nostro presente.

Biografia del Sessantotto – Giuseppe Carlo Marino

Biografia del Sessantotto è uno dei testi imperdibili sull’argomento. Lo scrittore affronta il tema con un approccio storico-sociologico, ricostruendo un ritratto della gioventù che diede vita alla stagione più intensa della politica italiana del dopoguerra.

All’interno del saggio l’autore pone l’accento sulla gioventù sessantottina, i “figli della guerra” e del primo dopoguerra, cresciuti all’ombra dell’eredità della Resistenza, delle contraddizioni della “pacificazione nazionale” e del “miracolo italiano”.

Il ’68 raccontato a mio figlio. Cosa volevamo fare, cosa non abbiamo fatto – Leonello Zaquini

Uno dei libri più belli da non perdere è questo racconto di Leonello Zaquini, Il ’68 raccontato a mio figlio. L’autore del libro, nel ’68, era studente del Politecnico a Torino e partecipava ad occupazioni di sedi universitarie e collegi.

In questo testo, Zaquini ha voluto raccontare cosa è stato il ’68, rivendicando con orgoglio il suo ruolo per dimostrare alle nuove generazioni non soltanto che gli ideali erano giusti, ma che su molte battaglie il movimento trionfò.

Nel libro è presente anche una sezione dedicata agli slogan più famosi del tempo.

Il 68. Contro l’universita-Il Sessantotto tra rivoluzione e restaurazione – Guido Viale

Nel saggio di Guido Viale il Sessantotto viene affrontato con un’ottica globale, menzionando fatti, luoghi e personaggi che ne furono protagonisti e ne determinarono le scelte, ricostruendone la storia e raccontandone la genesi dalle occupazioni universitarie del 1967 fino al percorso che ne seguì lungo tutto il decennio 1968-1978.

Sono tanti gli argomenti toccati da Guido Viale: la Primavera di Praga, l’internazionalismo, le università occupate. Una ricostruzione e un’analisi politica su quegli anni che merita sicuramente una lettura.

L’orda d’oro. 1968-1977: la grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale – Nanni Balestrini

“L’orda d’oro” rappresenta una preziosa ricostruzione di 10 anni di storia.  Pubblicato per la prima volta nel 1988, è uno “strumento della memoria” che raccoglie documenti e interventi legati ad un decennio rivoluzionario.

Un testo sicuramente utile per comprendere la realtà attuale, creare connessioni con il nostro passato più recente ed evidenziare le radici della contemporaneità.

Underground italiana. Gli anni gioiosamente ribelli della controcultura – Matteo Guarnaccia

Tra i libri sul 68 da segnalare, sicuramente rientra Underground italiana. Gli anni gioiosamente ribelli della controcultura di Matteo Guarnaccia.

Il testo non pone il focus solamente sul Sessantotto, ma su tutti gli anni della controcultura italiani, raccontati dal punto di vista di chi li ha vissuti.

’68. Ce n’est qu’un début… Storie di un mondo in rivolta – Paolo Brogi

Un’altra preziosa testimonianza degli anni della contestazione è quella di Paolo Brogi che, nel suo saggio, tratta diversi aspetti della rivoluzione sociale del ’68, introducendo documenti e testimonianze inedite.

Le più grandi città del mondo cadono sotto la lente di Brogi, da Roma a Berlino, passando per New York, Parigi, Tokyo, Milano, Chicago, Trento, Pisa, Torino, Belgrado.

Molti gli eventi narrati nel testo, dalle occupazioni nelle scuole e nei licei alle rivolte operaie. Un quadro del Sessantotto da leggere e da vivere.

La rancura – Romano Luperini

Tra i romanzi italiani sul ’68, quello di Romano Luperini è uno dei più belli e intensi da leggere. Nel romanzo entrano in contatto tre generazioni di padri e di figli, le cui storie si intrecciano in modo inossidabile.

Il padre è Luigi Lupi, maestro elementare, che dopo l’8 settembre combatte in Istria alla guida di una formazione partigiana.

Il figlio è Valerio, docente universitario e militante comunista che partecipa al Sessantotto e al tentativo di creare in Italia un partito rivoluzionario negli anni di piombo. Il figlio del figlio, Marcello, è un quarantenne che, da Londra,  ritorna in Italia negli anni di Berlusconi e del “Grande fratello” per vendere la casa paterna nella campagna toscana.

Il 68 giorno per giorno – Roberto Raja

Quello di Raja è un saggio sul 1968 molto particolare, che contiene due sezioni, il “prima” e il “dopo”, che racconta tutte le conseguenze di quell’anno.

Si tratta di un libro di storia con ottimi spunti, utile come strumento per capire e costruirsi uno schema oggettivo di fatti in base ai quali, con la distanza del tempo, poter elaborare dentro di sé un’idea su come quel periodo della nostra storia ha modificato per sempre il nostro modo di pensare.

Andare per i luoghi del 68 – Toni Capuozzo

Concludiamo la nostra top ten di libri sulla rivoluzione del ’68 con un testo di Toni Capuozzo, Andare per i luoghi del 68.

II ’68 ha generato nuovi modi di fare politica tra autogestioni e assemblearismo, di stare insieme nelle comuni o nelle famiglie aperte, di viaggiare tra nomadismo e misticismo. Non solo idee, però: il Sessantotto è fatto anche di luoghi, particolarmente preziosi per ricostruire quanto accaduto in quel periodo.

Tra i luoghi ripercorsi da Capuozzo, Venezia e Porto Marghera, Firenze, Trento e Sociologia, Milano e la Zanzara, Roma e Valle Giulia, Torino e la Fiat.

Abbiamo visto quali sono i 10 testi che raccontano meglio il 1968 e gli anni della controcultura, con tutte le loro sfaccettature. Sono stati anni difficili, che hanno rivoluzionato la cultura e la società e di cui ancora oggi, a 50 anni di distanza, ne sentiamo ancora la presenza. Non ti resta che scegliere i libri che più ti piacciono e dedicarti alla lettura.

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Metodo scientifico sperimentale: origini, definizione, caratteristiche

Il metodo scientifico sperimentale è un vero e proprio pilastro afferente al mondo della scienza. Se sei uno studente di un corso di laurea ingegneristico, ti sarai sicuramente già imbattuto nello studio del cosiddetto “metodo galileiano”, che ha rivoluzionato la scienza moderna.

Ma che cosa intendiamo esattamente per metodo sperimentale? Si tratta della modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile.

Questo approccio segue un iter ben definito che consiste, da una parte, nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare; dall’altra, nell’analisi matematica e rigorosa di questi dati, associando cioè degli esperimenti.

Anche se la paternità del metodo è stata universalmente riconosciuta a Galileo Galilei, si hanno tracce di un simile approccio anche in epoche precedenti, come il Medioevo.

Vediamo ora tutte le caratteristiche del metodo scientifico e le fasi da cui è composto.

Quello che devi sapere sul metodo galileiano

Che cos’è il metodo scientifico sperimentale e perché è importante conoscerlo? Continua nella lettura: ti spiegheremo tutto nei prossimi paragrafi di questa guida.

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metodo galileiano

Metodo sperimentale: una definizione

Come abbiamo accennato, il metodo scientifico consiste nella raccolta di dati tramite l’osservazione e l’esperimento al fine di formulare ipotesi e teorie.

Si tratta della modalità con cui la scienza indaga sulla realtà ed è il metodo più affermato nel processo di definizione della conoscenza.

La concezione attuale di metodo scientifico si deve a Galileo Galilei che per primo afferma l’importanza della sperimentazione empirica e della dimostrazione matematica per spiegare qualsiasi fenomeno naturale osservabile nella realtà empirica.

C’è da dire, che dai tempi di Galileo ad oggi la scienza ha compiuto grandi passi, evolvendosi ed articolandosi in discipline sempre più complesse, rendendo difficile definire un percorso metodologico applicabile nei diversi secoli e nei diversi campi.

Sull’espressione metodo scientifico sperimentale ci sono diverse definizioni, che possono cambiare a seconda dei concetti di riferimento. Su tali sfumature di significato il dibattito è ancora attivo e sono molti gli scienziati che si sono pronunciati nel tempo.

  1. Il metodo scientifico può essere, infatti, concepito come l’insieme dei criteri (teorici ma anche operativi) sulla base dei quali un risultato, teorico o sperimentale, può essere considerato effettivamente scientifico e deve essere accettato come tale dagli altri scienziati e in generale dallo stato;
  2. D’altro canto, lo stesso metodo può essere riferibile all’iter effettivamente seguito per ottenere il risultato, identificandosi con la pratica dello scienziato e dell’attività di ricerca.

Questo dibattito porta a non avere una definizione davvero univoca del metodo scientifico sperimentale applicabile a tutte le discipline. Ma vediamo ora un po’ di storia e di evoluzione di questo approccio.

Storia

Se è vero che la paternità del metodo sperimentale è stata universalmente attribuita a Galileo, dobbiamo anche dire che ve ne sono tracce anche in tempi più remoti. 

Ad esempio, già nell’antico Egitto ci sono tracce di un primitivo”metodo scientifico”, nello specifico in ambito medico: nelle descrizioni di interventi di chirurgia vengono infatti descritti anamnesi, diagnosi, terapia e chirurgica dedicata, dalla preparazione del paziente, alla strumentazione, alla tecnica operatoria, fino al decorso post-operatorio.

Anche Leonardo da Vinci diede un contributo alla scoperta del metodo scientifico: ne sono esempi concreti i suoi studi sull’anatomia umana e le sue invenzioni ingegneristiche.

A Galileo, universalmente noto come l’inventore dell’approccio sperimentale, va attribuito il merito di aver combinato esperimenti e formalizzazione teorica, dando peso ai risultati ottenuti. Bisogna sottolineare, infatti, che nello studio dei fenomeni non ci si deve limitare all’osservazione ma si devono ricercare le connessioni (leggi) facendo anche uso della matematica.

Metodo scientifico: fasi

Come abbiamo anticipato, il metodo scientifico sperimentale di Galileo segue un iter ben preciso, suddivisibile in queste fasi:

  1. Osservazione del fenomeno: in questa fase il fenomeno naturale viene osservato con occhio critico. Ciò significa che si dovranno scindere i fatti essenziali dagli elementi di disturbo;
  2. Scelta delle grandezze: grazie all’osservazione, vengono determinate le grandezze fisiche interessate dal fenomeno, da impiegare per la sua analisi. In fisica, una grandezza è tutto ciò che può avere una determinazione quantitativa;
  3. Formulazione di ipotesi: alla luce dell’analisi effettuata del fenomeno, si procede alla formulazione di ipotesi che ne spieghino il funzionamento;
  4. Esperimento per la verifica delle ipotesi: il cuore dell’approccio sperimentale risiede proprio nell’esperimento. Grazie a questo, si verificano le ipotesi formulate così da provarne la validità, riproducendo in laboratorio il fenomeno che queste intendono spiegare. Se i risultati non sono soddisfacenti, l’iter riprende dalla formulazione di nuove ipotesi;
  5. Formulazione della legge: se le ipotesi formulate trovano riscontro nell’esperimento, si procede nella costruzioni di leggi in grado di illustrare il fenomeno osservato.

Osservazioni e ipotesi

Secondo il metodo galileiano, per approcciare ad un fenomeno è necessario inizialmente effettuare osservazioni per giungere a formulare ipotesi.

Ma che cosa si intende per osservazioni e perché è così importante tornare su questo punto? Ci sono diverse tipologie di osservazioni, che si distinguono anche dalle ipotesi. In sintesi:

  • Le osservazioni qualitative si fanno ricorrendo semplicemente ai nostri sensi;
  • Le osservazione quantitative si effettuano attraverso misurazioni per le quali sono indispensabili strumenti di misura;
  • Le ipotesi sono supposizioni che tendono a spiegare ciò di cui non si ha conoscenza certa e che perciò devono essere confermate da altre prove.

Conoscere la scienza: corsi di laurea Unicusano

Come abbiamo detto, il metodo scientifico sperimentale viene studiato e applicato in diverse discipline ed è un tema affrontato nei Corsi di Laurea dell’Area Ingegneristica dell’Università Niccolò Cusano.

Se sogni di diventare un ingegnere, ecco le proposte formative della nostra università:

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (triennale – classe L-7)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (biennale – classe LM-23)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale – classe LM-29)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (biennale – classe LM-33)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Agroindustriale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Biomedica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Gestionale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Elettronica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Meccanica (triennale – classe L-9)

A seconda dell’indirizzo scelto, cambiano gli obiettivi formativi e le discipline studiate, pur avendo delle basi in comune imprescindibili di materie come fisica, chimica e matematica.

I nostri corsi di laurea sono fruibili interamente online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. La didattica comprende materiale FAD e esercitazioni in itinere, costantemente aggiornati e utili al raggiungimento degli obiettivi formativi dello studente.

Al termine di ciascun ciclo di studi, è prevista una prova finale consistente nell’esposizione e discussione davanti alla Commissione di Laurea di una relazione scritta o un elaborato progettuale il cui argomento, scelto dallo studente, sia coerente con gli obiettivi formativi del Corso di Studio.

Il punteggio finale è assegnato tenendo conto del curriculum dello studente e della prova finale. La votazione è in centodecimi. Il conferimento della lode richiede il giudizio unanime della Commissione.

Per iscriverti ai nostri Corsi di Laurea, contattaci subito o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Letteratura italiana contemporanea: scrittori e opere importanti da conoscere

Ami leggere e sei curioso di sapere qualcosa in più sulla letteratura italiana contemporanea?

Sei nel posto giusto: in questa guida parleremo della storia della letteratura contemporanea del nostro Paese, mettendo in evidenza le principali correnti Novecentesche e gli autori che hanno reso grande la cultura italiana.

Dalla poesia al romanzo, la nostra letteratura ha prodotto tantissime opere dalla bellezza inestimabile, grandi classici che ancora oggi conquistano lettori di tutte le età. Da Pier Paolo Pasolini a Umberto Eco, vediamo subito quali sono le opere migliori da leggere, le correnti da conoscere e anche tutti gli altri scrittori che dovrebbero avere un posto nella tua libreria.

Al termine della guida, troverai anche cinque poeti contemporanei da leggere assolutamente.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Scrittori italiani contemporanei e libri da leggere assolutamente

Quali sono gli autori della letteratura italiana che dovresti conoscere? Quali i libri da tenere tassativamente nella tua libreria? A queste (e molte altre) domande risponderemo nel corso dei prossimi paragrafi di questa guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

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10 scrittori italiani da conoscere

scrittori italiani

Apriamo la nostra guida dedicata alla letteratura italiana contemporanea con 10 scrittori che hanno dato un contributo più che significativo alla nostra cultura. Si tratta di grandi personalità che hanno prodotto opere dal valore inestimabile, che attraggono lettori anche stranieri.

Ecco la nostra top ten:

  • Pier Paolo Pasolini: Intellettuale poliedrico e figura di spicco del Novecento italiano. Nato a Bologna nel 1922 e scomparso ad Ostia nel 1975, ha lasciato una grande eredità culturale al nostro paese: è stato poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista, romanziere, linguista, traduttore e saggista. Tra i romanzi più significativi, sicuramente Ragazzi di vita, che racconta la vita difficile dei giovani del sottoproletariato della Capitale;
  • Leonardo Sciascia: scrittore, giornalista, saggista, politico, critico d’arte, poeta, drammaturgo e insegnante, Sciascia è universalmente considerato come una delle figure più importanti nel panorama della letteratura italiana contemporanea. Tra le sue opere più belle, sicuramente Il giorno della civetta, uno dei grandi classici del Novecento letterario nazionale;
  • Italo Calvino: intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, è stato uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento. Molti i campi d’interesse toccati dal suo percorso letterario sono meditati e raccontati attraverso capolavori quali la trilogia de I nostri antenati, Marcovaldo, Le cosmicomiche, Se una notte d’inverno un viaggiatore, uniti dal filo conduttore della riflessione sulla storia e la società contemporanea.
  • Oriana Fallaci: scrittrice e giornalista, nata a Firenze nel 1929, prese parte molto giovane alla Resistenza. Fu la prima donna italiana inviata speciale al fronte e dopo la strage alle Twin Towers e gli attentati del ’11 settembre 2011 assunse delle posizioni molto decise e discusse contro l’Islam. All’epoca dei fatti la Fallaci viveva a New York. I suoi libri hanno venduto intorno ai venti milioni di copie in tutto il mondo;
  • Umberto Eco: altra personalità poliedrica della cultura italiana. Eco è stato semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, accademico e bibliofilo italiano. Oltre alla vastissima produzione di saggi, Eco ha scritto romanzi di grande successo, come Il nome della rosa, da cui è stato tratto anche un film;
  • Andrea Camilleri:  nato a Porto Empedocle, Camilleri è sicuramente tra gli scrittori italiani viventi più prolifici. Noto soprattutto per aver ideato il personaggio del Commissario Salvo Montalbano, che ha ispirato buona parte della produzione letteraria di Camilleri;
  • Alessandro Baricco: Scrittore e saggista, nonché critico musicale e conduttore televisivo italiano, è stato il vincitore del prestigioso riconoscimento letterario internazionale Premio Viareggio Rèpaci nel 1993. Autore di saggi, romanzi, racconti e sceneggiature di successo;
  • Gianrico Carofiglio: scrittore ed ex magistrato, Carofiglio ha introdotto in Italia il filone del thriller legale, dando vita ad una serie di opere che hanno venduto cinque milioni di copie e sono state tradotte in ventotto lingue;
  • Margaret Mazzantini: nata a Dublino nel 1961, la Mazzantini è una delle scrittrici italiane contemporanee più apprezzate. Ha ricevuto moltissimi riconoscimenti prestigiosi nella sua carriera: con il romanzo Non ti muovere ha vinto, tra gli altri, il Premio Strega, il Premio Rapallo-Carige e il Premio Grinzane Cavour;
  • Valerio Massimo Manfredi: nato a Castelfranco Emilia nel 1942, è scrittore, storico e conduttore televisivo italiano. A Manfredi dobbiamo la “riscoperta” della cultura classico-medievale del mondo antico greco-romano.

10 libri da leggere

Passiamo ora alla narrativa italiana contemporanea da leggere assolutamente con una top ten dedicata ai libri da avere assolutamente nella tua libreria:

  • Il nome della Rosa – Umberto Eco: il primo romanzo di Eco è un giallo storico e deduttivo che ha riscosso talmente tanto successo da vendere oltre 50 milioni di copie in 30 anni ed essere stato tradotto in 40 lingue;
  • Una vita violenta – Pier Paolo Pasolini: oltre al già segnalato Ragazzi di vita, consigliamo la lettura di quest’opera di Pasolini che, con la sua crudezza, riesce a penetrare nella mente del lettore;
  • Il barone rampante – Italo Calvino: una delle opere più significative dello scrittore, entrata di diritto tra i grandi classici della letteratura contemporanea. Al centro della trama, la vita di Cosimo Piovasco di Rondò, il barone che ha scelto di vivere tutta la sua vita sugli alberi;
  • A ciascuno il suo – Leonardo Sciascia: un romanzo poliziesco da leggere davvero tutto d’un fiato, ambientato in un piccolo borgo siciliano;
  • Un uomo – Oriana Fallaci: un romanzo molto toccante che racconta la storia di Alekos Panagulis, simbolo della resistenza greca alla tirannide e uomo che la scrittrice amò;
  • Romanzi del Commissario Montalbano – Andrea Camilleri: selezionarne uno solo sarebbe un vero delitto. Per questo ti consigliamo la lettura di tutti i romanzi di Camilleri dedicati al celebre commissario, protagonista anche di una serie TV di grande successo;
  • Oceano Mare – Alessandro Baricco: un romanzo con una trama non lineare e poco prevedibile, in grado di trasmettere una serie di emozioni ambientate in luogo magico e poetico: il mare;
  • Romanzi dell’avvocato Guido Guerrieri – Gianrico Carofiglio: come per Camilleri, anche in questo caso non scegliamo un solo romanzo, ma ti consigliamo la lettura dell’intera serie dedicata alle avventure dell’avvocato Guerrieri, simbolo del legal thriller in Italia;
  • Nessuno si salva da solo – Margaret Mazzantini: un’opera davvero toccante, dove la scrittrice tocca temi delicati che hanno a che fare con il rapporto di coppia e l’anoressia;
  • Trilogia di Ulisse – Valerio Massimo Manfredi: chiudiamo la nostra top ten con una splendida trilogia dello storico emiliano, che narra la storia e le vicende del celebre eroe.

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Poesia italiana: 5 consigli di lettura

Chiudiamo la nostra guida dedicata alla letteratura italiana contemporanea con 5 poeti italiani del Novecento da leggere assolutamente:

  • Eugenio Montale;
  • Alda Merini;
  • Giovanni Raboni;
  • Giancarlo Majorino;
  • Elio Pagliarani.

Sicuramente la lettura di romanzi e poesie riuscirà a fornirti tantissimi strumenti in più per affinare le tue doti di scrittura. Ora non ti resta che scegliere le opere che preferisci e iniziare a dedicarti alla lettura nei momenti di pausa dallo studio: siamo certi che riuscirai a trascorrere un break davvero splendido.

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Note a piè di pagina nella tesi: cosa sono e come si scrivono

Devi scrivere il tuo elaborato finale e non sai come utilizzare le note a piè di pagina nella tesi?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo come scrivere le note nella tesi e come collocarle all’interno del tuo elaborato, illustrandoti passo dopo passo questo iter.

La prova finale di ogni laureando è una delle sfide più grandi dell’intero percorso di studi: la discussione dell’elaborato finale non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per entrare nel mondo lavorativo e sfruttare tutte le competenze apprese durante gli ultimi anni.

La redazione di una tesi di laurea prevede delle specifiche linee guida da seguire: questa tipologia di scritto è, infatti, composto da più parti, da conoscere assolutamente per lavorare nel modo giusto.

Vediamo ora a cosa servono le note a piè di pagina e cosa sono.

Ecco come fare le note a piè di pagina

Se ti sei chiesto già tante volte come scrivere una tesi e come collocare al suo interno le note, continua nella lettura: ecco i consigli dell’Università Niccolò Cusano per concludere alla grande il tuo percorso di studi.

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Prima di iniziare: tesi di laurea e struttura

Prima di vedere nel dettaglio cosa sono le note a piè di pagina nella tesi, cerchiamo di capire come è strutturato un elaborato finale e perché ciascun elemento è fondamentale per la sua stesura.

Un elaborato finale si compone generalmente di questi elementi:

  • Introduzione alla tesi
  • Indice della tesi
  • Corpo del testo
  • Conclusione
  • Bibliografia e sitografia tesi
  • Eventuali appendici

In questo quadro, le note si possono inserire in diversi contesti, proprio perché ne esistono diverse tipologie che vedremo nei prossimi paragrafi.

Cos’è una nota a piè di pagina

Arriviamo ora al cuore della nostra guida e cerchiamo di dare una definizione di note a piè di pagina nella tesi e esempi relativi a questo elemento.

In ambito editoriale, si definisce nota:

Un breve testo, avente in genere funzione esplicativa. Quando è posizionata in fondo a una pagina di un libro o di un documento viene chiamata nota a piè di pagina o nota in calce

Dunque possiamo dire che la nota può ottemperare a queste funzioni:

  • Spiegare nel dettaglio un concetto accennato nel testo;
  • Esplicare il significato o la traduzione di un termine o di un’espressione;
  • Rimandare ad approfondimenti del testo;
  • Dare delle informazioni propedeutiche per il lettore.

Ad ogni modo, ciò che deve essere chiaro è che le informazioni contenute nelle note non sono prioritarie. Esse infatti hanno il compito di aggiungere spiegazioni accessorie rispetto al tema principale del discorso.

Vediamo ora quali tipologie di note potresti inserire nel tuo lavoro di ricerca.

Tipologie di note

scrivere la tesi di laurea

Il mondo delle note è piuttosto vasto e racchiude al suo interno diverse implicazioni. In generale, possiamo imbatterci in tre tipi di note:

  1. Note a piè di pagina, di semplice impatto visivo per il lettore, che contengono generalmente riferimenti bibliografici essenziali, brevi osservazioni o chiarimenti propedeutici alla comprensione dell’elaborato;
  2. Note a fine capitolo, situate per l’appunto in una pagina ad hoc al termine di ogni capitolo. Fanno riferimento ad informazioni utili da approfondire per il lettore, richiamando ad esempio a fonti bibliografiche;
  3. Note a fine libro, tendenzialmente più corpose e poste alla fine dell’elaborato. Queste note contengono osservazioni tematiche con riscontri ampi, che si possono integrare con approfondimenti mirati in appendice.

Nello specifico, le note a piè di pagina nella tesi sono uno strumento potentissimo per facilitare la lettura, ma solo se utilizzate con giudizio. Ti consigliamo, infatti, di non abusarne ma di farne un uso ponderato, proprio per non fargli perdere la loro funzione originale di arricchimento testuale.

Come si scrivono

Passiamo ora alla parte più operativa di questa guida e vediamo come si scrivono le note a piè di pagina nella tesi di laurea.

Se le note contengono riferimenti bibliografici, i testi devono essere citati seguendo questo schema:

  • Nome dell’autore (è sufficiente l’iniziale del nome puntata)
  • Cognome dell’autore scritto per esteso
  • Titolo e sottotitolo dell’opera scritti in corsivo
  • Città, editore e anno di pubblicazione
  • Eventuali pagine di riferimento di quella edizione in cui trovare il passaggio correlato alla nota

Vediamo qualche esempio:

F. Bulegato, I musei d’impresa. Dalle arti industriali al design, Roma, Carocci, 2008

G. Corbetta, Le aziende familiari. Strategie per il lungo periodo, Milano, Egea, 2010

Nel caso di più autori, ecco qualche esempio di nota a piè di pagina:

D.Brunetti, T. Ferrero, Archivi d’Impresa in Piemonte, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2013

AA.VV., Musei del gusto. Mappa della memoria enogastronomica, Pescara, Carsa Edizioni, 2007

La sigla AA.VV. sta per autori vari. A proposito di abbreviazioni, vedremo quali sono le più comuni nel prossimo paragrafo.

Se devi citare un articolo di una rivista, le informazioni da inserire sempre sono:

  • Cognome e nome puntato dell’autore dell’articolo
  • Titolo dell’articolo in corsivo
  • Titolo della rivista tra virgolette e preceduto da “in” (scritto in corsivo)
  • Annualità (indicata con “a.” e in numeri romani) e numero della rivista (indicato con n. e in numeri arabi, in grassetto)
  • Data di pubblicazione
  • Intervallo delle pagine consultate

Ecco un esempio:

R. Bonadei, Heritage: tra storia e dibattito politico. Una parola e le molte che la abitano, in “Rivista del Museo Civico Scientifico Naturale E. Caffi di Bergamo”, n. 22, 2003, pp. 91-96

Abbreviazioni e sigle

Entriamo ora nel mondo delle abbreviazioni più comuni utilizzate nelle note:

  • Cfr. è l’abbreviazione della parola latina confer, ovvero confronta. Sta ad indicare ulteriori materiali o idee che possono fornire informazioni o argomenti simili o differenti;
  • Vd. significa “vedi”. In inglese si usa v.;
  • Ibidem è un avverbio latino che significa “nello stesso luogo”. Viene utilizzato per citare un’opera già citata in precedenza e veicola il significato della frase “nella stessa opera (sopra citata)”, solitamente è seguita dal numero della pagina (o altra indicazione per trovare la citazione). Dunque, se devi citare la stessa opera e le stesse pagine nello stesso contesto puoi usare Ibidem;
  • Ivi è un avverbio che significa “In quel luogo”. Viene impiegato per rinviare a una fonte già citata in precedenza. Quindi se nella stessa pagina dobbiamo citare la stessa opera ma pagine differenti possiamo usare Ivi + pagg. XYZ

Consigli per scrivere note perfette

Ora che abbiamo visto quali sono le tipologie di note più diffuse e come si scrivono le note a piè di pagina nella tesi, chiudiamo con alcuni consigli preziosi per la produzione del tuo lavoro di ricerca:

  • Non numerare a mano le tue note: questo perché, durante la scrittura, può capitare di aggiungere o rimuovere parti del testo compromettendo la numerazione fedele originale. Utilizza l’opzione specifica del tuo programma di scrittura e ricordati che le note a piè di pagina devono essere sempre associate ad un numero univoco all’interno del testo;
  • Riporta le citazioni in modo pulito, soprattutto se devi mettere in evidenza aspetti bibliografici. Cerca di non essere eccessivamente prolisso;
  • Non scrivere troppe note: va bene approfondire, ma non esagerare con la produzione di note, altrimenti perderanno valore;
  • Attenzione al font: usa un carattere più piccolo per le tue note, ma che sia leggibile da parte del fruitore.

Sul mondo delle note ti abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che scrivere il tuo elaborato finale e goderti il raggiungimento di questo importante traguardo.

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Teorie quantistiche: definizione, caratteristiche ed evoluzione

Parlare di teorie quantistiche ci porta subito nel mondo della fisica, una delle materie più interessanti che i giovani studenti dei corsi di laurea in Ingegneria trovano nel loro piano formativo.

Definire la meccanica quantistica in parole semplici non è così immediato: la funzione di questa guida è proprio quella di spiegarti, passo dopo passo, che cosa intendiamo per fisica quantistica e quali sono gli elementi oggetto di studio di questa teoria.

La cosiddetta teoria dei quanti è una teoria che i suoi stessi creatori non capivano a fondo, ma che si è rivelata in grado di spiegare il comportamento della materia nel mondo microscopico.

Pronto a scoprire di più? Continua nella lettura.

Quello che devi sapere sulla teoria dei quanti

Che cos’è la costante di Planck? Come nasce la fisica quantistica? A questi (e molti altri) quesiti risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida.

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teoria dei quanti

Fisica quantistica: cos’è

Apriamo la nostra guida con un approfondimento sulla fisica quantistica, spiegata in modo semplice. Di cosa stiamo parlando, dunque, quando menzioniamo l’universo delle teorie quantistiche?

Per fisica quantistica (detta anche teoria dei quanti) intendiamo quella teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni, viste sia come fenomeni ondulatori sia come fenomeni particellari (dualismo onda-particella).

Proprio su questo dualismo onda-particella le teorie quantistiche portano un punto d’innovazione rispetto alla fisica classica e le relative teorie sviluppate fino al XIX secolo nella descrizione degli atomi e delle molecole.

La relazione fra natura ondulatoria e corpuscolare delle particelle e della radiazione è enunciata nel principio di complementarità e formalizzata nel principio di indeterminazione di Heisenberg, ma di questo parleremo nei prossimi paragrafi.

La meccanica quantistica è la base di molte altre branche della fisica moderna come la fisica atomica, la fisica della materia condensata, la fisica nucleare e subnucleare e la fisica delle particelle.

La costante di Planck

Uno dei concetti di base della fisica quantistica è proprio la quantizzazione. Perché, quindi, parliamo di teoria dei quanti?

Nel mondo microscopico, le quantità fisiche come l’energia non possono essere scambiate in modo “continuo”,  ma attraverso “pacchetti” detti “quanti”.

Questo è ciò che emerge dagli studi del fisico tedesco Max Planck, noto proprio per aver elaborato quella che conosciamo come costante di Planck. Per lo studioso tedesco, una particella carica oscillante alla frequenza ʋ è in grado di scambiare energia con l’ambiente solo in forma di pacchetti di grandezza:

E = hʋ

La costante h, detta oggi costante di Planck, vale 6,626 × 10–34 J · s. Se l’atomo in oscillazione cede all’ambiente una quantità di energia E, si rivelerà una radiazione di frequenza ʋ = E/h.

Questa teoria è stata confutata dall’effetto fotoelettrico, illustrato da Albert Einstein, di cui parleremo nei prossimi paragrafi.

I principi della meccanica quantistica: il dualismo onda-particella

Abbiamo detto che il tratto innovativo delle teorie quantistiche è proprio quello che riguarda il cosiddetto dualismo onda-particella, che rivede le concezioni della fisica classica di stampo newtoniano.

Infatti, la fisica classica fino al XIX secolo era divisa in due corpi di leggi: quelle di Newton, che descrivono i moti e la dinamica dei corpi meccanici, e quelle di Maxwell, che descrivono l’andamento e i vincoli a cui sono soggetti i campi elettromagnetici come la luce e le onde radio. A lungo si era dibattuto sulla natura della luce e alcune evidenze sperimentali, come l’esperimento di Young.

Per dimostrare che la luce si propagava per onde, Young intraprese un esperimento: un fascio di raggi luminosi colpiva uno schermo in cui erano presenti due fori, o fenditure, molto piccoli, che diventavano due sorgenti omogenee. A questo punto mise uno schermo che raccoglieva la luce proveniente dai due fori e vide nettamente delle frange chiare e scure, molto simili alle onde del mare provenienti da due sorgenti diverse. Questo fenomeno non si può spiegare con la teoria corpuscolare, ma con la teoria ondulatoria.

Si tratta di un esperimento molto importante, che verrà ripreso anche da Richard Feynman.

A partire da questi risultati, Bohr capì che la natura della materia e della radiazione non doveva essere ripensata solo in termini esclusivi o di un’onda o di una particella, ma sia l’elettrone che il fotone sono al tempo stesso sia un corpuscolo sia un’onda.

Il pensiero espresso da Bohr prende il nome di principio di complementarità, che indica che descrizione completa dei fenomeni che avvengono a scale atomiche richiede proprietà che appartengono sia alle onde che alle particelle.

L’effetto fotoelettrico di Einstein

Parlando di teorie quantistiche, non possiamo non menzionare l’effetto fotoelettrico teorizzato da Albert Einstein.

Per effetto fotoelettrico intendiamo quel fenomeno che si manifesta con l’emissione di particelle elettricamente cariche da parte di un corpo esposto a onde luminose o a radiazioni elettromagnetiche di varia frequenza: gli elettroni vengono emessi dalla superficie di un conduttore metallico (o da un gas) in seguito all’assorbimento dell’energia trasportata dalla luce incidente sulla superficie stessa.

In parole povere, questo effetto ci dice che colpendo un metallo con un giusto tipo di luce, possiamo produrre elettricità. L’effetto fotoelettrico è stato formulato nel 1905 da Einstein ed è oggi alla base del funzionamento dei pannelli fotovoltaici.

Ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, riassumendo il tutto in questi punti:

  • Siamo nel 1905: seguendo il principio elaborato da Planck, Albert Einstein propose che la radiazione elettromagnetica fosse costituita da particelle, che più tardi furono chiamate fotoni. Ciascun fotone si può considerare come un pacchetto di energia; quest’ultima dipende dalla frequenza della radiazione e corrisponde a E = hʋ;
  • È bene sottolineare che l’intensità della radiazione indica il numero di fotoni presenti, e che l’espressione E = hʋ misura l’energia di ciascun singolo fotone.

Per spiegare l’effetto fotoelettrico dobbiamo pensare alla radiazione elettromagnetica come a un insieme di fotoni. Se l’energia del fotone non raggiunge quella necessaria ad allontanare un elettrone dal metallo, l’elettrone non sarà espulso, quale che sia l’intensità della radiazione. Se, invece, l’energia del fotone, hʋ, è maggiore, allora sarà espulso un elettrone, indipendentemente dall’intensità della radiazione.

Studiare la fisica: corsi di laurea Unicusano

Le teorie quantistiche ti hanno affascinato e non vedi l’ora di tuffarti nel mondo della fisica generale? I corsi di laurea dell’area ingegneristica dell’Università Niccolò Cusano prevedono insegnamenti di fisica generale, fondamentali per gli studenti che desiderano lavorare in questo mondo.

I nostri corsi di laurea dell’area ingegneristica prevedono molteplici specializzazioni:

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (triennale – classe L-7)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (biennale – classe LM-23)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale – classe LM-29)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (biennale – classe LM-33)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Agroindustriale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Biomedica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Gestionale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Elettronica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Meccanica (triennale – classe L-9)

La didattica dei corsi, curata dai migliori specialisti del settore, è costantemente aggiornata ed erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Se il mondo della meccanica quantistica ti affascina e vorresti studiare fisica, iscriviti ai nostri corsi: contattaci subito o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Frasi sul lavoro di squadra: ecco le migliori da leggere e dedicare

Le frasi sul lavoro di squadra  rappresentano un’ottima fonte motivazionale, soprattutto quando sei a contatto con un team per motivi professionali ma anche accademici.

Il lavoro di gruppo può essere davvero molto stimolante e, soprattutto, utile per espandere i propri orizzonti, confrontarsi e accrescere il proprio bagaglio di competenze. Possiamo definire lavoro di gruppo quel processo nel corso del quale più persone collaborano per raggiungere un obiettivo.

La forma di lavoro in team è molto utilizzata in contesti professionali, ma anche universitari: pensa, ad esempio, alla costruzione di un piano di sviluppo che prevede l’integrazione di più competenze diverse tra loro.

Ma quali sono le parole più belle ispirate al lavoro di squadra in azienda e in tutte le sue sfaccettature? Scopriamolo insieme in questa raccolta di aforismi sul lavoro dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano di Grosseto.

La raccolta dei migliori aforismi sul lavoro di gruppo

L’idea alla base del team work è che il tutto sia migliore della somma delle parti. Come rafforzare questo concetto? Ecco le parole più belle che ti aiuteranno ad essere sempre motivato nei confronti di una squadra.

frasi sul successo

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Frasi sull’unione di gruppo

Apriamo la nostra raccolta di frasi sul lavoro di squadra con le più belle frasi sul successo derivante dalla forza del gruppo. Si tratta di frasi celebri, talvolta pronunciate da personalità importanti, che ti daranno una marcia in più quando ti troverai a collaborare con colleghi di lavoro o di università.

Ecco le frasi che abbiamo scelto:

  • “Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto” – John Donne
  • “Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante” – Proverbio del Burkina Faso
  • “Lavorare insieme significa vincere insieme.” – Anonimo
  • “Il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo” – Anonimo
  • “Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile” – Anonimo
  • “Molte mani rendono il lavoro leggero” – John Heywood
  • “Un team di successo batte con un solo cuore” – Anonimo
  • “Essendo specializzato in matematica, credevo che tutto fosse uguale alla somma delle sue parti, finché non ho cominciato a lavorare con le squadre. Poi, quando divenni allenatore, capii che il tutto non è mai la somma delle sue parti – è maggiore o minore, a seconda di come riescono a collaborare i suoi membri” – Chuck Noll, ex allenatore dei Pittsburgh Steelers
  • “Non importa quanto un uomo possa fare, non importa quanto coinvolgente la sua personalità possa essere, egli non farà molta strada negli affari se non sarà in grado di lavorare con gli altri” – John Craig
  • “Indipendentemente dalle differenze, il lavoro di squadra può essere riassunto in cinque brevi parole: Noi crediamo in un altro” – Anonimo
  • “Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi; io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente” – Al Pacino in Oliver Stone, Ogni maledetta domenica
  • “L’interdipendenza è la filosofia di vita della squadra, del team, del l’organizzazione. Essere interdipendenti significa riconoscere che fa piacere essere amati e gratificati, anche se non si cade in de-pressione se questo manca; significa essere consapevoli del valore delle proprie idee, ma anche di quelle di altri, che possono da-re origine a creature uniche e meravigliose; vuoi dire sentirsi liberi di condividere se stessi con gli altri senza sentirsi minaccia-ti, aprendo il cuore e le potenzialità alle persone che sono state scelte come compagni di strada” – Roberto Re

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Aforismi sulla collaborazione

Proseguiamo la nostra raccolta di frasi sul lavoro di squadra con una sezione dedicata alle più belle frasi sulla forza della collaborazione. Avere un’indole collaborativa è fondamentale per trarre maggior successo dal lavoro di gruppo. Vediamo quali sono le più belle massime sull’argomento:

  • “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo” – Henry Ford
  • “L’educazione dovrebbe inculcare l’idea che l’umanità è una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione” – Bertrand Russell
  • “Nella lunga storia del genere umano (e anche del genere animale) hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare ed a improvvisare con più efficacia” – Charles Darwin
  • “Quando si collabora, i successi intellettuali di una persona stimolano la passione e l’entusiasmo degli altri collaboratori” – Alexander Von Humboldt
  • “Più lavori, più la gente ti vede lavorare e più ha voglia di collaborare con te, e viceversa” – Stephen Root
  • “Nella mia vasta esperienza di vita, negli incontri con parecchi grandi personaggi, non ho mai conosciuto nessuno, per quanto famoso e realizzato fosse, che non lavorasse meglio e non rendesse di più in un’atmosfera di approvazione piuttosto che di critica” – Charles Michael Schwar
  • “Solo insieme possiamo raggiungere ciò che ciascuno di noi cerca di raggiungere” – Karl Jaspers
  • “Trattate bene gli altri, trattateli da uguali, e coinvolgeteli nel lavoro di squadra. Esiste un solo sistema fondamentale per creare un posto di lavoro all’insegna della dignità: umanizzare l’organizzazione” – Dale Carnegie
  • “La cosa bella del lavoro di squadra è che hai sempre qualcuno dalla tua parte” – Margaret Carty
  • “La vita è, per sua natura, fortemente interdipendente. Cercare di ottenere il massimo dell’efficacia attraverso l’indipendenza è come cercare di giocare a tennis con una mazza da golf: lo strumento non è adeguato” – Stephen Covey

Frasi su raggiungere un obiettivo

In questa parte della nostra guida dedicata alle frasi sul lavoro di squadra riporteremo le parole più belle sul raggiungimento di un obiettivo. Raggiungere un traguardo è il massimo successo del lavoro in team: per questo abbiamo selezionato questi aforismi che ti ricorderanno sempre la soddisfazione di arrivare insieme agli altri dove desideri.

  • “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” – Lucio Anneo Seneca
  • “Un obiettivo è un sogno con un punto d’arrivo” – Duke Ellington
  • “È meraviglioso come la forza degli obiettivi così come l’audacia e l’energia della volontà, siano risvegliate dalla garanzia che stiamo compiendo il nostro dovere” – Walter Scott
  • “Successo non è solo ciò che realizzi nella tua vita, ma anche ciò che ispiri nella vita degli altri” – Anonimo
  • “Ci sono tre qualità che ogni individuo deve avere per raggiungere il successo: la pazienza di un monaco, il coraggio di un guerriero, l’immaginazione di un bambino” – Sharad Vivek Sagar
  • “Il successo arriva quando l’opportunità incontra la preparazione” – Zig Ziglar
  • “La gente pensa che in cima non ci sia abbastanza spazio. Tendono a pensare come a una sorta di Everest. Il mio messaggio è che c’è un sacco di spazio in cima” – Margareth Thatcher
  • “Se vuoi aver successo nella vita, fai della perseveranza il tuo migliore amico, dell’esperienza il tuo saggio consigliere, della cautela il tuo fratello maggiore e della speranza il tuo angelo custode” – Joseph Addison
  • “I sogni più ridicoli e più folli sono stati talvolta causa di successi straordinari” – Marchese di Vauvenargues
  • “Chiunque voglia riuscire in un’impresa deve essere disposto a bruciare le navi o tagliare i ponti per impedirsi ogni possibilità di tornare sui suoi passi. Solo comportandosi così può essere certo di conservare lo stato mentale detto “ardente desiderio di riuscire”, che è un principio essenziale del successo” – Napoleon Hill
  • “Prendete un’idea. Pensate, sognate su di essa. Lasciate che il cervello, i muscoli, i nervi, ogni parte del vostro corpo sia pieno di questa idea e isolatevi da tutto il resto. Questa è la strada per il successo” – Swami Vivekananda

Hai già selezionato le frasi sul lavoro di squadra che ti piacciono di più?

Siamo certi che, grazie a queste parole, troverai la carica per affrontare lavori di gruppo e le più avvincenti sfide che i nostri corsi di laurea e master ti riservano.

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Ringraziamenti tesi originali: ecco come (e a chi) scriverli

Fare dei ringraziamenti tesi originali è l’aspirazione di ogni laureando. La tesi di laurea è un traguardo importantissimo nella vita di uno studente, conquistato con anni di studi, pazienza e dedizione.

Quale occasione migliore della tesi per ringraziare tutte le persone che, in questo percorso, ti sono state vicine? In questa guida ti spiegheremo che cosa sono le dediche per la tesi e come scrivere i ringraziamenti sulla tesi di laurea rivolti a parenti, amici e professori.

La tesi di laurea è un elaborato complesso, che prevede il rispetto di una struttura di un certo tipo. All’interno di questa struttura c’è una parte dedicata proprio ai ringraziamenti, dove potrai esprimere tutta la tua riconoscenza per questo traguardo.

Se sei pronto, scopriamo subito come scrivere ringraziamenti tesi originali in poche mosse.

Come scrivere un ringraziamento e una dedica per tesi di laurea perfetti

Come si fa a scrivere dei ringraziamenti formali? Quali sono i segreti per dediche intense e commoventi? A questi e molti altri quesiti risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida.

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Che cos’è una tesi

Prima di entrare nel vivo della nostra guida sui ringraziamenti per la tesi, cerchiamo di rispondere ad una domanda fondamentale: che cos’è la tesi di laurea?

Secondo l’Enciclopedia Treccani, possiamo definire tesi di laurea:

Un testo argomentativo scritto che un candidato presenta e discute davanti a una commissione di docenti alla fine di un corso di laurea universitario. La tesi si fonda su un’enunciazione, su un’affermazione, relativa a un argomento filosofico, scientifico o artistico, la cui validità si cerca di dimostrare con determinate argomentazioni.

Da qui deduciamo che una tesi di laurea non è altro che un lavoro di ricerca, condotto dallo studente, su un tema a sua scelta concordato con un relatore, volto a rispondere a specifiche domande.

Capire questo passaggio è fondamentale per capire come e soprattutto dove posizionare le dediche per tesi di laurea, che sono incluse nella particolare struttura di questo elaborato. Ne parliamo meglio nel prossimo paragrafo.

Dediche per tesi: ecco come (e dove) scriverle

dedica tesi di laurea

Ora che abbiamo detto che cos’è una tesi, cerchiamo di capire quali sono i passaggi fondamentali per scrivere ringraziamenti tesi per genitori, fidanzato o amici e, soprattutto, dove collocarli.

Una struttura tipo della tesi di laurea include questi elementi:

  • Frontespizio della tesi;
  • Introduzione tesi;
  • Indice della tesi;
  • Corpo del testo;
  • Conclusione della tesi;
  • Bibliografia e sitografia;
  • Appendici;
  • Ringraziamenti tesi.

Come puoi vedere, i ringraziamenti per la tesi sono solitamente inseriti nell’ultima parte del tuo elaborato, anche se in alcuni casi sono presenti subito dopo l’introduzione.

In generale, per la redazione di una dedica sulla tua tesi, puoi seguire uno di questi due filoni:

  1. Ringraziare solamente chi ti ha sostenuto nella realizzazione della tesi, indicando le persone senza le quali non saresti riuscito a dare valore al tuo elaborato;
  2. Ringraziare anche coloro che ti sono stati accanto sostenendoti psicologicamente nel tuo percorso di studi.

Se sogni di scrivere ringraziamenti tesi originali da rivolgere a chi ami, ti consigliamo di iniziare mettendo in pratica questi consigli:

  • I ringraziamenti non devono essere troppo prolissi: in questa fase, è bene tirar fuori tutte le tue capacità di sintesi e non dilungarti troppo nelle dediche. Una pagina della tesi può bastare;
  • Pensa con attenzione alle persone (o ai gruppi di persone) da ringraziare, mettendo in evidenza il modo in cui queste persone sono state presenti nella tua vita universitaria, aiutandoti a conseguire questi traguardi;
  • Appunta su un quaderno questi nomi e cerca di inserirli con un filo logico all’interno della pagina dei ringraziamenti

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Esempi ringraziamenti tesi

Passiamo ora a dei veri e propri esempi di ringraziamenti tesi originali, da cui prendere spunto per la costruzione delle tue dediche. Vediamo anzitutto quali sono le persone che potresti ringraziare e che tipo di pensiero potresti associare ad ognuna di queste. Iniziamo subito.

Ringraziamenti tesi ai genitori

I ringraziamenti di laurea alla famiglia sono decisamente molto comuni nelle tesi. La famiglia e, in particolare, i genitori, ricoprono spesso il ruolo di confidenti e motivatori, spingendoci a dare sempre il meglio per raggiungere grandi traguardi.

Oltre al sostegno meramente economico, i genitori così come i fratelli, danno conforto e aiutano a superare i momenti difficili. Per fare dei ringraziamenti tesi ai genitori, potresti scrivere un pensiero come:

Le prime persone a cui devo dire grazie per questo traguardo sono i miei genitori, fonte di sostegno e di coraggio, che mi hanno trasmesso la passione per lo studio e la voglia di raggiungere questo traguardo più di qualsiasi altra cosa. Senza mia madre e mio padre, non avrei avuto la possibilità di studiare e di scrivere questo elaborato.

Ringraziamenti tesi di laurea al relatore

Scrivere dei ringraziamenti tesi originali rivolti al relatore è molto comune. Quella del relatore è una figura importante, che rappresenta una sorta di guida per uno studente.

Il tuo relatore è colui che hai scelto per condividere questo importante traguardo, un punto di riferimento per domande, dubbi o consigli per la creazione del tuo elaborato.

Per una dedica tesi rivolta al relatore, potresti scrivere:

Vorrei ringraziare il prof. Bianchi, relatore di questa tesi di laurea, per il supporto che mi ha fornito per la stesura di questa tesi e per le enormi conoscenze che ha messo a mia disposizione. Grazie a lui ho avuto modo di superare me stesso, acquisendo un prezioso bagaglio di conoscenze che mi aiuteranno nella vita e nel lavoro.

Ringraziamenti simpatici per gli amici

Veniamo ora alle dediche per gli amici e per i colleghi di corso, le persone che più di tutte sono in grado di strappare un sorriso anche nei momenti più complicati.

Condividere il momento della tesi con gli amici è un segno di grande stima e rispetto, che dimostra la tua riconoscenza nei confronti di chi ti ha sostenuto in questi anni di studio, condividendo con te le pause studio e incitandoti a fare sempre di più.

Un esempio di dedica potrebbe essere:

Dedico questo mio traguardo ai miei amici e ai colleghi di corso, le persone con cui ho condiviso attimi di gioia e di tristezza, ma che nonostante tutto sono rimasti accanto a me in questi anni di Università e nei mesi della tesi di laurea. Senza i miei amici, sarebbe stato tutto più cupo: grazie per avermi trasmesso entusiasmo e coraggio.

Ringraziamenti tesi al fidanzato

Chiudiamo questa guida sui ringraziamenti tesi originali con una dedica per il fidanzato (o fidanzata), Anche il fidanzato, così come gli amici, è un punto di riferimento importante, soprattutto nei momenti più difficili e di forte stress.

Per ringraziare il tuo fidanzato, potresti scrivere:

Un grazie speciale a Marco, la persona che più di tutte è stata capace di capirmi e di sostenermi nei momenti difficili. Grazie a Marco ho avuto il coraggio di sperimentare nuove idee, di mettermi in gioco e di capire che, in fondo, gli ostacoli esistono per essere superati.

Hai trovato le idee che cercavi per i tuoi ringraziamenti tesi più belli?

Siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano, riuscirai a scrivere dediche perfette che renderanno ancora più emozionante il giorno della discussione della tua tesi.

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Cos’è la fisica e cosa studia? Ecco tutto quello che devi sapere

Cos’è la fisica? È questa una delle domande più diffuse tra gli studenti (o aspiranti) dei corsi di laurea dell’area ingegneristica.

La fisica, infatti, è tra le scienze che ogni ingegnere si appresta a studiare ed è fondamentale per la comprensione di molte altre materie.

Per fisica intendiamo la scienza della natura nel senso più ampio. Infatti, il termine “fisica” deriva dal neutro plurale latino physica, che sta per”natura”, “cose naturali”.

L’obiettivo che si pone la fisica è quello di studiare i fenomeni naturali, intesi come gli eventi che possano essere descritti, ovvero quantificati, attraverso grandezze fisiche opportune, al fine di stabilire principi e leggi che regolano le interazioni tra le grandezze stesse e rendano conto delle loro reciproche variazioni.

Ma quali sono le risorse di cui la fisica dispone per assolvere alla sua funzione e di cosa parliamo nello specifico? Scopriamo subito in questa guida che cos’è e cosa studia la fisica. 

Che cos’è e cosa studia la fisica

Dalla definizione di fisica classica alle metodologie applicate, ecco una serie di informazioni utili per gli studenti per capire meglio che cos’è la fisica e a cosa serve.

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Definizione di fisica

definizione di fisica

La prima domanda che ci siamo posti in questa guida è: che cos’è la fisica? Come abbiamo accennato, la fisica è la scienza che studia i fenomeni naturali, al fine di descriverli misurandone le proprietà (o grandezze) e stabilendo tra queste relazioni matematiche (leggi).

Nota anche come la regina delle scienze, originariamente branca della filosofia, la fisica è stata chiamata almeno fino al XVIII secolo filosofia naturale.

L’evoluzione della materia è stata sancita da Galileo Galilei, che ha introdotto il metodo scientifico. Grazie a questa innovazione, la fisica si è sviluppata talmente tanto da conquistarsi la sua autorevolezza, staccandosi dalla filosofia per distinzioni rigide sul metodo di indagine.

Il metodo scientifico

Tutto ciò che viene studiato dalla fisica passa attraverso il metodo scientifico,detto anche sperimentale. Che cos’è il metodo scientifico? Si tratta di un metodo in grado di fornire allo scienziato risposte concrete, oggettive e misurabili ad un quesito.

La struttura del metodo sperimentale segue un iter di questo tipo:

  • Osservazione diretta di un fenomeno, raccolta di informazioni e dati utili, ricerca delle cause dello stesso;
  • Formulazione di un’ipotesi, ossia una possibile risposta alle domande che lo scienziato si è posto;
  • Effettuare degli esperimenti per verificare se l’ipotesi formulata è corretta o meno;
  • Trarre delle conclusioni dagli esperimenti condotti. In altre parole, se l’ipotesi è corretta, lo scienziato può formulare una legge che sia in grado di spiegare il fenomeno esaminato. In caso contrario, invece, lo scienziato deve formulare una nuova ipotesi.

Elementi di fisica

Gli elementi cardine della fisica possono essere identificati con i concetti di grandezza fisica e misura.

Che cos’è una grandezza fisica? Le grandezze fisiche rappresentano ciò che è misurabile secondo criteri concordati (è stabilito per ciascuna grandezza un metodo di misura e un’unità di misura). Le misure sono il risultato degli esperimenti.

Solitamente, le leggi fisiche sono espresse come relazioni matematiche fra grandezze, verificate attraverso misure. I fisici studiano quindi in generale il comportamento e le interazioni della materia attraverso lo spazio e il tempo.

Di cosa si occupa la fisica

Ora che abbiamo visto che cos’è la fisica, cerchiamo di capire che cosa studia nello specifico. Quando abbiamo dato una definizione di fisica, abbiamo già detto che questa si occupa di indagare i fenomeni naturali.

Avendo ora fornito più informazioni su questa scienza, possiamo dire che la fisica:

  • Studia i fenomeni naturali, che possono essere la luce o l’energia contenuta nella materia;
  • Parla di grandezze, vale a dire le quantità che possono essere misurate con degli strumenti strumenti;
  • Cerca di formulare delle leggi, cioè delle relazioni tra queste grandezze (per esempio tra la massa e l’energia) espresse mediante formule matematiche;
  • Si serve del metodo sperimentale per verificare o smentire le ipotesi.

Branche della fisica

Abbiamo visto che cos’è la fisica, cosa studia e di quale metodo si serve. Parliamo ora di un altro aspetto importante: i rami della fisica.

Le parti della fisica o, per meglio dire, le sue declinazioni sono diverse e toccano molte aree. Ci sono molte branche della fisica e più classificazioni possibili di questa scienza.

Vediamole insieme.

Iniziamo col dire che la fisica rappresenta la prima disciplina scientifica nella storia della scienza da cui nascerà nel XVIII secolo la chimica.

Nel XVIII e XIX secolo nascono e si sviluppano poi teorie come la termodinamica e l’elettromagnetismo.

Facendo una prima classificazione a livello storico, possiamo scindere:

  • Fisica classica che comprende la meccanica classica, la termodinamica e l’elettromagnetismo fino alla fine del XIX secolo;
  • Fisica moderna dall’inizio del XX secolo a partire dalla teoria della relatività, la meccanica quantistica e tutte le altre teorie fisiche della seconda metà del Novecento.

Con la scoperta della fisica quantistica, la fisica ha poi visto nascere ulteriori ramificazioni come la fisica atomica, la fisica dello stato solido, l’astrofisica, la fisica delle particelle.

Che cos’è la fisica quantistica

Dedichiamo un paragrafo particolare per rispondere ad una delle domande più frequenti tra gli studenti che si avvicinano alla fisica: che cos’è la fisica quantistica?

La fisica quantistica o teoria dei quanti descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni, con particolare riguardo ai fenomeni caratteristici della scala di lunghezza o di energia atomica e subatomica.

Si tratta di una branca della fisica piuttosto complessa, ma molto importante perché ha contribuito alla nascita della fisica moderna.

Rami della fisica: un elenco

Vediamo ora che cos’è la fisica e come si declina in tutte le sue principali ramificazioni, riassumibili in questo specchietto:

  • Fisica matematica: si tratta della disciplina scientifica che si occupa delle applicazioni della matematica ai problemi della fisica;
  • Fisica atomica: è il ramo della fisica che studia l’atomo nella sua interezza, comprendendo nucleo ed elettroni;
  • Fisica della materia condensata o fisica della materia: studia le proprietà dei solidi, sia elettroniche, che meccaniche, ottiche e magnetiche;
  • Fisica nucleare e sub-nucleare: si concentra sullo studio del nucleo atomico nei suoi costituenti protoni e neutroni e le loro interazioni;
  • Fisica delle particelle elementari: è legata all’indagine sui costituenti fondamentali e le interazioni fondamentali della materia;
  • Astrofisica: branca della fisica che studia gli oggetti di cui è composto l’universo, come le stelle, i pianeti, le galassie e i buchi neri;
  • Fisica cibernetica: legata alla meccatronica e all’intelligenza artificiale;
  • Fisica medica: riguarda le applicazioni della fisica alla medicina e alla radioprotezione;
  • Geofisica: studia i fenomeni fisici della Terra. Si divide ulteriormente in diverse branche, come la sismologia e il geomagnetismo.

Studiare fisica: corsi di laurea Unicusano

Ora che hai le idee più chiare su che cos’è la fisica, sei pronto per conoscere da vicino i corsi di laurea dell’area ingegneristica dell’Università Niccolò Cusano.

I nostri corsi di laurea per diventare ingegnere prevedono diversi indirizzi, ma in tutti è comune lo studio dei principi della fisica, fondamentali per apprendere tutte le materie indicate nel percorso formativo.

Per conoscere meglio la nostra offerta formativa e iscriverti ai nostri corsi di laurea, contattaci o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Creare un curriculum online: come fare passo dopo passo

Creare un curriculum online è il primo passo per gettarti nella ricerca di un posto di lavoro. Il curriculum vitae è, a tutti gli effetti, il tuo biglietto da visita: grazie ad esso potrai mettere in luce te stesso, le tue competenze e le tue capacità, valorizzando ogni esperienza.

Come fare un curriculum perfetto e in grado di catturare l’attenzione dei selezionatori? In questa guida parleremo della struttura e del contenuto di un CV, delle informazioni da inserire e del formato grafico che può avere, così da aiutarti nella compilazione di questo documento.

Iniziamo subito.

Quello che devi sapere su come creare un curriculum vitae perfetto

Dal modello curriculum vitae da compilare al CV europass, ecco una serie di informazioni utili per la compilazione del curriculum perfetto.

Che cos’è un CV e a cosa serve?

Come abbiamo detto, il curriculum vitae è un aspetto fondamentale della ricerca del lavoro. Si tratta, infatti, della prima interazione che avrai con l’Azienda in cui vorresti lavorare. Ma che cos’è esattamente un CV?

Il curriculum vitae – o CV, nella sua forma abbreviata – è una presentazione di te stesso, delle tue esperienze e delle tue competenze. È una specie di mini biografia, il tuo biglietto da visita per colpire il selezionatore e indurlo a chiedere un colloquio conoscitivo.

La buona prassi vuole che al curriculum sia accompagnata una lettera di presentazione, che mette in luce aspetti di te non specificati nel CV, come le tue passioni e le tue aspettative professionali e di vita.

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Tipologie e modelli di curriculum vitae

curriculum vitae

Se vuoi creare un curriculum online, è importante che tu sappia che esistono diverse tipologie di curriculum, ognuna con i suoi pro e i suoi contro.

Puoi scegliere di compilare:

  • Curriculum vitae europeo: si tratta della forma di CV più diffusa e standardizzata, molto facile da compilare e da leggere;
  • Curriculum creativo: perfetto se ti candidi per lavori in cui la creatività è al centro, è perfetto per descrivere te stesso e dare un tocco unico al tuo CV;
  • Video curriculum: è una presentazione di te stesso e delle tue competenze in formato video, della durata di due-tre minuti.

Qualunque sia la tipologia di curriculum che sceglierai, ci sono delle informazioni che devi assolutamente riportare, che vedremo nel dettaglio nel prossimo paragrafo.

Per creare un curriculum online, di qualsiasi tipologia, assicurati che questo risponda a principi come:

  • Chiarezza espositiva: il tuo CV deve essere scritto in modo chiaro e non deve dare adito a fraintendimenti;
  • Sintesi: la capacità di sintesi è molto apprezzata dalle aziende. Presenta un CV lungo al massimo un paio di pagine;
  • Fluidità: utilizza parole semplici e utilizza la formattazione del testo per favorire la leggibilità. Scegli un font (carattere) che non appesantisce la vista come l’Arial e il Calibri e opta per dimensioni del testo medie.

Struttura di un curriculum

Vediamo ora la struttura di un curriculum vitae da compilare e stampare. Qualunque sia la tipologia di CV che sceglierai, è importante che al suo interno ci siano informazioni come:

  • Dati anagrafici: fondamentali per identificarti. Scrivi sempre nome, cognome, indirizzo, telefono, luogo di nascita, stato civile;
  • Istruzione: in questa parte dovrai indicare tutti i tuoi titoli di studio, ordinati cronologicamente. Se lo desideri, puoi inserire il tema della tua tesi di laurea e il voto di laurea;
  • Esperienze professionali: qui dovrai parlare delle tue esperienze lavorative, dalla più recente alla più vecchia. Indica sempre in modo chiaro il tuo ruolo in ciascuna azienda e specifica obiettivi e responsabilità.  Scrivi anche eventuali conoscenze ed esperienze acquisite. Se sei alla prima esperienza di lavoro, indica eventuali progetti di lavoro o stage svolti durante la tua carriera accademica all’Università Niccolò Cusano;
  • Conoscenza lingue straniere: scrivi nel CV se conosci altre lingue oltre all’italiano, indicando il livello di padronanza relativamente a comprensione del testo, conversazione, traduzione;
  • Conoscenze informatiche: si tratta di tutte quelle competenze legate all’utilizzo delle nuove tecnologie, che diventano particolarmente importanti per lavori ad alto impiego di tecnologia. Indica, ad esempio, se conosci linguaggi di programmazione, particolari software o programmi grafici o gestionali;
  • Capacità relazionali: nella parte dedicata alle soft skills, indica brevemente le tue doti relazionali e interpersonali, come la capacità di lavorare in team, la tendenza alla leadership, l’autonomia e la flessibilità. Puoi approfondire questo aspetto nella lettera di presentazione da allegare al CV;
  • Interessi extra professionali, come particolari interessi o hobby. Non sottovalutare questa parte: spesso gli hobby possono rivelare molto di te e della tua personalità, mettendo in luce aspetti che possono essere preziosi in un’azienda;
  • Aspirazioni professionali, come i tuoi progetti per il futuro e le tue ambizioni. Sfrutta bene questo aspetto per far capire al selezionatore di essere motivato.

Software e app per creare un CV online

Ad oggi per creare un curriculum online ti basta visitare il sito web ufficiale del curriculum vitae gratis formato Europass e riempire gli spazi dove richiesto. Per un CV più creativo, puoi utilizzare Canva, un semplice e intuitivo software di progettazione grafica gratuito.

Vediamo ora qualche app per creare il tuo CV in modo semplice e veloce:

  • Curriculum Vitae App (per Android e per iOS): è un’applicazione che permette di creare il curriculum direttamente dal tuo cellulare. Grazie all’app potrai modificare le sezioni del tuo CV e personalizzare i documenti, anche rivedendo le versioni create in precedenza;
  • CV Maker (per Android): app per creare un curriculum online per dare vita al tuo documento in pochissimi minuti. Ti basterà scegliere la veste grafica e personalizzare il file con tutte le informazioni che preferisci. Dopo averlo creato, è possibile creare un curriculum vitae in PDF scaricabile;
  • Facile Curriculum Vitae (per Android e per iOS): anche in questo caso, puoi dare vita al tuo CV in pochissimi click, anche dal tuo dispositivo iOS. Il prodotto finale può essere esportato in PDF, così da essere stampato.

Consigli per il tuo CV

Chiudiamo la nostra guida su come creare un curriculum online con qualche consiglio per rendere davvero efficace questo strumento e convincere il selezionatore a fissare un colloquio con te. Ecco qui:

  • Sii chiaro ed esaustivo, senza risultare presuntuoso e troppo prolisso;
  • Scrivi i tuoi recapiti e assicurati che siano corretti: è importante che tu sia raggiungibile, quindi fornisci il numero di telefono che usi più spesso e la tua migliore mail;
  • Inserisci una foto professionale: se scegli di allegare una foto al tuo CV, scegli una foto con uno sfondo neutro. Anche sorridente va bene, ma non inserire una foto di te durante le vacanze;
  • Allega il link al tuo profilo LinkedIn: conosci già LinkedIn? Si tratta del social media dedicato al mondo professionale dove, in pochi minuti, puoi creare un vero e proprio CV online. Apri il tuo profilo su LinkedIn e sfruttalo per creare relazioni, diventare autorevole nel tuo settore e candidarti per offerte di lavoro;
  • Correggi gli errori ortografici: presentare un CV poco curato e con errori ortografici e di sintassi è il peggior errore che tu possa fare. Ricontrolla sempre il testo prima di inviarlo;
  • Allega la lettera di presentazione: invia sempre una lettera di presentazione allegata al CV, che racconti chi sei, quali sono le tue passioni, le tue aspirazioni e cosa ti spinge a voler lavorare per l’azienda che offre il posto di lavoro.

Hai le idee più chiare su come creare un curriculum online?

Siamo certi che, grazie ai consigli dell’Università Niccolò Cusano riuscirai a compilare un CV perfetto in grado di attirare l’attenzione dei selezionatori.

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Tesi sperimentale: che cos’è e come si scrive

Scrivere una tesi sperimentale è un lavoro duro e faticoso, ma che può darti tante soddisfazioni. La tesi di laurea, come sai, rappresenta il coronamento di un percorso: non un punto di arrivo, ma l’inizio di nuove opportunità ed esperienze nel mondo professionale.

La scelta dell’argomento della tesi e della natura della stessa può non essere semplice: se hai sentito parlare di tesi di laurea sperimentale, avrai sicuramente bisogno di ricevere informazioni in più e consigli preziosi per la stesura del tuo lavoro.

Vediamo ora come scrivere una tesi sperimentale, che cos’è, come strutturarla e in cosa si differenzia dalla tesi compilativa.

Ecco come si scrive una tesi di laurea sperimentale

Dagli esempi di introduzioni tesi alla struttura del tuo elaborato, vediamo subito i consigli dell’Università Niccolò Cusano su come fare una tesi di laurea di natura sperimentale.

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Tesi sperimentale o compilativa: le differenze

Prima di vedere come scrivere una tesi di laurea, cerchiamo di dare una definizione di questo importante lavoro e delle differenze tra tesi compilativa e sperimentale.

Anzitutto, per tesi di laurea intendiamo una produzione che ha come oggetto tematiche e interessi che hai avuto modo di alimentare durante il ciclo di studi, raggiungendo una consapevolezza metodologica adatta al contesto.

In generale, possiamo distinguere la tesi di laurea in due grandi tipologie:

  • Tesi compilativa
  • Tesi sperimentale

Quali sono le differenze tra le due? La tesi sperimentale è una tesi di ricerca, in cui si svolge un lavoro orientato alla dimostrazione di un’idea legata ad un determinato argomento.

La tesi compilativa, invece, consiste nell’approfondire un certo topic, raccogliendo le informazioni, confrontando e valutando le fonti e presentandone un riassunto in chiave innovativa, che porti alla luce elementi differenti.

Nonostante le differenze,  la tesi sperimentale include una parte di lavoro compilativo, perché la ricerca si basa sullo studio e l’analisi del materiale e degli studi già esistenti, anche se l’obiettivo rimane quello di svolgere dei lavori in autonomia. Queste attività consistono in indagini qualitative e quantitative, sondaggi, esperimenti, campionamenti, analisi di laboratorio o progetti, da presentare nella tesi per confutare (o smentire) una determinata idea.

Questa tipologia di tesi è generalmente diffusa in contesti scientifici: pensa, ad esempio, alla tesi sperimentale ingegneria o la tesi sperimentale economia. Tuttavia, non è raro trovare anche una tesi sperimentale in psicologia o in discipline umanistiche.

Struttura della tesi

Come abbiamo detto, la tesi di laurea sperimentale consiste in un vero e proprio lavoro di ricerca, che vuole fornire un nuovo punto di vista o far emergere degli aspetti originali e innovativi di un argomento.

La struttura di questo tipo di tesi è questa:

  • Introduzione, in cui spieghi in poche parole l’oggetto della tua tesi, cosa c’è nel tuo lavoro di ricerca e quali sono gli obiettivi e le metodologie che ti hanno guidato;
  • Indice dei contenuti;
  • Corpo del testo, con le indagini e le ricerche che hai condotto;
  • Conclusione, in cui fai un recap di tutto ciò che hai trattato nella tua ricerca e fornisci spunti utili sul tema;
  • Bibliografia e sitografia, in cui racchiudi le fonti consultate per il tuo elaborato.

Un aspetto particolarmente importante da trattare sin dall’introduzione è la metodologia di ricerca: è importante chiarire come hai fatto a condurre il tuo lavoro e quali strumenti hai impiegato.

L’indice della tesi, invece, rappresenta una sorta di scheletro, un punto di partenza importante per costruire, passo dopo passo, i tuoi contenuti. Ti consigliamo di buttare giù un indice sommario prima della stesura del tuo lavoro, che fungerà da scaletta.

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Come fare una tesi di laurea: consigli utili

Veniamo ora alla parte cruciale di questa guida, ossia tutti i consigli e le strategie utili per scrivere una tesi sperimentale perfetta.

come si scrive una tesi

Iniziamo subito:

  • Scegli con attenzione l’argomento della tesi: la scelta dell’argomento è, in assoluto, l’aspetto principale del tuo elaborato. Sceglilo con cura e intraprendi un percorso che rispetti le tue passioni e, allo stesso tempo, sia in grado di valorizzare le tue conoscenze e capacità;
  • Definisci subito gli obiettivi: avere un punto d’arrivo è fondamentale per capire da dove partire. Quali saranno le domande di ricerca a cui darai una risposta? Chiarisci questo aspetto e scrivi le domande in un brainstorming, cercando di raccogliere quante più idee possibili;
  • Cura la struttura: non dimenticare che la tesi di laurea è un documento importante, nella forma e nel contenuto. Costruisci una struttura ricalcando quella che ti abbiamo suggerito nel paragrafo precedente, senza escludere nessun aspetto;
  • Scrivi un buon titolo: hai mai giudicato un libro dalla copertina? Magari no, ma ad ogni modo il titolo riveste un ruolo cruciale nelle tesi di laurea. Deve raccontare, in pochissimi caratteri, il cuore del tuo lavoro e, al contempo, invogliare alla lettura;
  • Inserisci metodi, strumenti e risultati: chiarisci sempre quali sono le metodologie di ricerca che hai applicato, quali strumenti hai utilizzato, perché li hai scelti e cosa hanno prodotto. In una tesi sperimentale è fondamentale definire l’esperimento in ogni sua parte, mettendo in luce ogni componente;
  • Includi una discussione dei risultati: nel corpo della tesi deve esserci una discussione dei risultati ottenuti, facendo riferimento alla letteratura in merito, problematiche eventualmente riscontrate e possibilità di ulteriori ricerche collegate in futuro;
  • Scegli bene le tue fonti: le fonti sono alla base di una buona tesi di laurea. Una prima bibliografia di sorta è un punto d’appoggio imprescindibile per la tua tesi. Il tuo relatore saprà sicuramente sostenerti nella ricerca delle fonti più adatte e attendibili. Fai una lista completa dei testi consultati e dei siti web e inseriscili nella sezione “bibliografia e sitografia”
  • Calcola bene i tempi: una volta individuati i testi di cui hai bisogno, assicurati di essere in grado di reperirli in breve tempo, se fanno parte di collezioni speciali e se possono essere acquistati o presi in prestito. Il tempismo, nella tesi di laurea, è tutto.

Le dritte di Umberto Eco

Chiudiamo la nostra guida su come scrivere una tesi sperimentale con i consigli di un grande intellettuale italiano: Umberto Eco. Nel caso non lo sapessi, Umberto Eco ha scritto un preziosissimo manuale, che ti consigliamo di leggere: “Come si fa una tesi di laurea”.

Qui Eco ha racchiuso tanti consigli per scrivere un elaborato finale perfetto, dalla scelta dell’argomento alle conclusioni.

Vediamo ora qualche dritta proveniente dal libro, soffermandoci sulla cosa che desta più preoccupazioni negli studenti: la scelta del giusto argomento. Come fare per scegliere il tema della tua tesi e avere la sicurezza di non pentirtene?

Ecco le 4 regole per la scelta dell’argomento del celebre scrittore italiano:

  1. Che l’argomento risponda agli interessi del candidato (sia collegato aI tipo di esami dati, alle sue letture, al suo mondo politico, culturale o religioso);
  2. Che le fonti a cui ricorrere siano reperibili, vale a dire a portata materiale del candidato;
  3. Che le fonti a cui ricorrere siano maneggiabili, vale a dire a portata culturale del candidato;
  4. Che il quadro metodologico della ricerca sia alla portata dell’esperienza del candidato.

Una volta scelto l’argomento, tracciato l’indice e la prima bibliografia, scrivere la tua tesi sperimentale sarà molto più semplice, se ti atterrai alla scaletta. Siamo certi che, con molto impegno e dedizione, riuscirai a preparare un elaborato finale perfetto.

 

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