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Come vincere le paure? 5 consigli per superare una fobia

Come vincere le paure? Beh, la paura è una delle emozioni più potenti ed immobilizzanti che conosciamo: quando abbiamo paura, infatti, gli effetti si sentono sia sulla mente che sul corpo. La paura può creare forti segnali di risposta quando siamo in situazioni che percepiamo come pericolose, come ad esempio un incendio. La paura, però, agisce anche in situazioni che sono oggettivamente meno pericolose, ma che ci mettono davanti a delle sfide: può trattarsi di un esame universitario, di un discorso in pubblico o di un nuovo lavoro.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come vincere l’ansia e la paura attraverso cinque consigli utili per ritrovare la tua serenità. Iniziamo subito.

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I 10 libri sull’autostima che dovresti leggere

Sei alla ricerca di un po’ di incoraggiamento e di un sistema per recuperare fiducia in te stesso? Beh, i libri sull’autostima vengono sicuramente in tuo aiuto. Avere una buona autostima è fondamentale per mantenere alti i livelli di motivazione: se credi in te stesso e nelle tue potenzialità, infatti, sarà più semplice per te superare agilmente le difficoltà ed essere sempre determinato.

L’autostima è la capacità di ciascuno di noi di valutare e apprezzare se stesso e le proprie azioni. Si tratta di una sorta di analisi delle nostre abilità, che facciamo rapportando le nostre prestazioni a quelle del mondo circostante. Ciò che tendiamo a non considerare, però, è che la percezione che abbiamo di noi è spesso errata: un errore tipico è di sottodimensionare le nostre capacità e sovrastimare quelle degli altri.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano abbiamo raccolto per te i 10 libri sull’autostima che dovresti assolutamente leggere, per credere di più in te stesso e raggiungere i tuoi obiettivi. Se sei pronto, iniziamo subito con la nostra top ten.

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Presentazione in Powerpoint della tesi: ecco come realizzarla

Vorresti preparare una presentazione in Powerpoint della tesi di laurea? Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come fare una presentazione utilizzando Power point, un programma del pacchetto Office che ti consente di realizzare slide creative.

Il giorno della discussione della tesi di laurea è uno dei più belli nella vita di uno studente: è proprio durante questa giornata che illustrerai alla Commissione d’esame il tuo elaborato, frutto dell’impegno e della dedizione di anni.

Per poter presentare al meglio la tua tesi, preparare delle slide è la soluzione ideale; per realizzarle, puoi utilizzare uno dei programmi più noti in assoluto, Power Point. Vediamo ora come realizzare una perfetta presentazione.

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App per pagare le bollette: ecco quelle da provare assolutamente

Nella tua vita da studente universitario, ti sarà sicuramente capitato di dover pagare le utenze della tua abitazione. Per rendere questo processo più semplice e veloce, la tecnologia ci viene in aiuto: le app per pagare le bollette sono la soluzione ideale.

Ci sono, infatti, diversi modi per pagare le bollette direttamente con il tuo dispositivo mobile, sia tablet che smartphone. Oggi passiamo gran parte del nostro tempo al telefono e, proprio per questo, le aziende fornitrici di energia e le banche hanno sviluppato dei sistemi per effettuare comodamente da casa le proprie transazioni.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti spiegheremo come pagare una bolletta tramite app e quali sistemi utilizzare per effettuare transazioni in modo facile e veloce sfruttando solamente il tuo smartphone. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come effettuare pagamenti in modo semplice e veloce usando lo smartphone

Fino a qualche tempo fa, pagare con lo smartphone poteva sembrare un’idea rivoluzionaria. Oggi tutto questo è una realtà ormai consolidata: in pochi click è possibile inviare o ricevere denaro, controllare il tuo saldo e pagare le bollette.

Saldare le tue bollette online è conveniente perché ti consente di risparmiare tempo e di avere sotto controllo tutte le tue spese.

Vediamo ora quali sistemi sfruttare per effettuare un pagamento con il tuo dispositivo mobile.

LEGGI ANCHECome diventare consulente bancario fuori sede: percorso di studi e opportunità

Scegliere l’app giusta per te

Perché pagare con lo smartphone? Beh, i vantaggi sono moltissimi: anzitutto, la comodità di poter pagare in qualunque momento; c’è poi il notevole risparmio di tempo, che avresti altrimenti impiegato in fila negli uffici preposti.

Per pagare le utenze luce e gas con un’app, dovrai:

  • Visitare il sito del fornitore con cui hai il contratto
  • Andare in un apposito store per il download delle app come Google Play per sistemi Android o sull’Apple Store se possiedi un sistema iOS come iPhone. Dopo l’attivazione di un contratto per un’utenza domestica o aziendale, il cliente può scaricare l’App gratuitamente sullo smartphone o sul tablet.

Probabilmente, prima di avere accesso all’app, dovrai registrarti all’apposita Area Clienti sul sito del tuo gestore energetico. Creando il tuo account personale, potrai accedere facilmente con username e password strettamente riservate. Dopo questo passaggio potrai accedere, in pochi click, a tutte le comodità dell’applicazione, effettuando richieste direttamente da casa tua e pagando le utenze.

Avere l’app ti sarà utile per:

  • Controllare i consumi e tenerli sempre sotto controllo, a portata di smartphone
  • Visualizzare le bollette, sia quelle appena emesse sia le precedenti
  • Pagare le bollette, con carta di credito o PayPal a seconda dell’app e del gestore
  • Modificare alcuni dati contrattuali, come il numero di telefono o la mail
  • Inviare l’autolettura dei contatori di luce e gas

Vediamo ora quali sono le principali app per pagare le bollette dei più grandi gestori energetici.

App Eni Gas e Luce

Per pagare una bolletta online, se il tuo gestore del gas metano è Eni, puoi accedere comodamente all’applicazione. Eni gas e luce offre infatti un’app per gestire in ogni momento, ovunque ti trovi, le tue bollette e le tue forniture di energia con Eni.

Oltre a richiedere la domiciliazione bancaria, è possibile effettuare pagamenti direttamente dall’app utilizzando la tua carta di credito.

I benefit concessi dall’app sono diversi: ad esempio, puoi inviare l’autolettura gas, per avere una bolletta sempre precisa e calcolata solo sui tuoi consumi reali.

Per l’utilizzo di questa applicazione, ti basterà accedere con le stesse credenziali che già utilizzi per l’area personale My Eni sul portale Eni gas e luce. Se non hai un account, potrai crearlo direttamente con l’app.

App di Enel Energia

Se sei un cliente luce e gas di Enel Energia, puoi usufruire dell’app messa a disposizione dei clienti dal colosso energetico. L’app Enel Energia è utile per:

  • Visualizzare tutte le tue bollette e pagarle
  • Gestire i tuoi contratti luce e gas
  • Tenere sotto controllo i tuoi consumi, verificando l’andamento dei consumi e i dettagli delle voci di costo
  • Contattare direttamente il servizio clienti per qualunque dubbio o necessità

App Iberdrola Clienti

Sei sei un cliente Iberdrola, potrai accedere comodamente alla tua app per pagare le bollette di questo gestore. Come funziona? Molto semplice: con l’applicazione potrai consultare le tue bollette online, scaricarle in formato PDF e pagarle. Non solo: con l’app potrai attivare la bolletta online aiutando l’ambiente, gestire facilmente il tuo contratto gas e il contratto energia elettrica e tenere sempre sotto controllo le utenze.

App Sorgenia

Un’altra applicazione per il pagamento di bollette online è MySorgenia, l’app riservata ai clienti della società Sorgenia.

L’App ti consente di accedere ad una serie di funzionalità e informazioni; ad esempio, potrai visualizzare: l’analisi dei propri punti in fornitura, lo stato di attivazione, dell’offerta associata al punto e dei diagrammi di consumo, la comunicazione dell’autolettura, la visualizzazione e download delle ultime fatture e dei dati clienti.

App Ascotrade

Anche Ascotrade mette a disposizione dei suoi clienti un’applicazione comoda e funzionale per pagare le bollette. Con l’app potrai:

  • Monitorare l’andamento dei consumi
  • Verificare i dati dei contratti
  • Controlla le tue bollette e la situazione dei pagamenti
  • Pagare le tue bollette con la carta di credito
  • Inviare la lettura del contatore

Per accedere all’pp ti basterà inserire la tua username e password prevista per l’accesso allo stesso sito web. L’app ti permette anche di ricevere informazioni e promozioni ed entrare in contatto con il servizio clienti.

Non solo bollette: ecco 3 app per pagare con il telefono

Le bollette non sono l’unica cosa che puoi pagare con il tuo smartphone. Ad oggi, il telefono è una risorsa importante anche per pagare qualunque cosa, per fare la spesa e trasferire comodamente denaro.

Ecco 3 esempi:

  • Satispay: questa app per pagare con lo smartphone, sviluppata in Italia, è disponibile per i sistemi operativi iOS, Android e Windows. Attivare Satispay è semplicissimo: ti basterà registrarti fornendo il tuo documento d’identità, il codice IBAN del conto corrente e il codice fiscale. Le funzionalità dell’app sono diverse: potrai scambiare soldi con i tuoi amici o familiari, fare acquisti online o pagare nei negozi convenzionati;
  • Apple Pay: sistema di pagamenti contactless sviluppato da Apple per i suoi dispositivi mobili (iPhone, iPad, Apple Watch), che sfrutta il Wallet (una sorta di portafogli virtuale) e la tecnologia NFC (per mettere in contatto lo smartphone con i POS compatibili) per pagamenti sicuri e veloci;
  • PayPal: si tratta di un servizio che ti permette di pagare comodamente online senza svelare le coordinate del proprio conto in banca o il numero della propria carta di credito. Come fare? Paypal ti permette di associare al tuo account una carta di credito, una prepagata o un conto corrente. Con questo servizio, potrai pagare ma anche ricevere denaro.

Sulle app per pagare con lo smartphone e per saldare le bollette abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che approfittare della tecnologia per risparmiare tempo e spostare denaro direttamente dal divano di casa tua.

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Come diventare un buon oratore: 7 trucchi da conoscere

Come diventare un buon oratore? Siamo certi che, almeno una volta, ti sarai posto questa domanda mentre pensavi a come presentare al meglio un progetto di lavoro o a come porti davanti ad un professore per un esame orale.

Beh, il mondo dell’arte oratoria è assai complesso e ricco di sfumature: sicuramente, saper parlare bene in pubblico è una skill utile sia per il tuo percorso accademico, sia per quello professionale. Ci sono molte situazioni in cui potresti aver bisogno di esporre qualcosa ad un pubblico, dalla discussione della tesi di laurea alla presentazione di un project work.

Per molte persone, la paura di parlare in pubblico è un blocco difficile da superare, ma niente paura: in questa guida abbiamo raccolto per te 7 trucchi per migliorare le tue doti di public speaking e diventare un vero specialista. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco come sfruttare le tecniche di oratoria per migliorare la tua comunicazione

Ci sono persone che, quando ricevono un microfono e gli viene chiesto di fare un brindisi o un discorso, sono super entusiaste; altre, invece, preferirebbero decisamente darsela a gambe e scappare il più lontano possibile. Che ti piaccia o meno, la possibilità di parlare in pubblico è un evento molto frequente che devi saper gestire al meglio per fare bella figura.

Ecco tutto quello che devi sapere su come migliorare l’oratoria ed essere un bravo comunicatore.

LEGGI ANCHE – Paura di esibirsi in pubblico: che cos’è e come superarla

1 – Studia bene il tuo pubblico

La maggior parte degli aspiranti oratori commette un errore frequentissimo, ossia quello di concentrarsi su se stessi e su quello che devono dire. In realtà, per imparare a parlare bene in pubblico dovresti iniziare proprio da lì, dal tuo pubblico.

Chi sono le persone che ti ascolteranno? Cosa si aspettano da te e che bisogno vogliono soddisfare ascoltandoti? Dove vanno per passare il tempo? E quando sono in giro, di cosa parlano? Quali sono le loro speranze, le loro paure e i loro sogni?

Impegnati per dare tutte queste risposte sul tuo pubblico: senza queste informazioni, difficilmente riuscirai a catturare la loro attenzione e a colpire nel segno.

2 – Che tipo di oratore sei?

Probabilmente, se ti stai chiedendo come diventare un buon oratore, avrai già alle spalle qualche esperienza di public speaking o, comunque, avrai ascoltato qualcun altro parlare.

Beh, sappi che ci sono tanti tipi di oratori pubblici, ognuno con una personalità specifica. Ti sei chiesto che tipo di oratore sei?

  • Ambisci ad essere un oratore principale o vorresti intervenire in un contesto più ampio?
  • Sei un ricercatore, un professionista o uno scienziato che vuole fare una presentazione?
  • Stai cercando di motivare, ispirare, informare o persuadere?
  • Sei divertente o più rigido? Le altre persone sono d’accordo sul fatto che tu sia divertente?

Scoprire il tipo di personalità degli oratori (e anche analizzare la tua personalità) ti aiuterà a capire come impostare il tuo discorso e a diventare un oratore di successo.

3 – Lascia andare le emozioni

Prima di parlare in pubblico, è normale sentirsi un po’ agitati e nervosi. Anche i più grandi estroversi possono sentirsi un po’ tesi, soprattutto in una situazione come questa.

Il trucco, in questo caso, non è cercare di sopprimere queste sensazioni, ma imparare a riconoscerle e accettarle. Essere nervosi non è una debolezza, ma si tratta di un sentimento del tutto normale in una circostanza del genere. Lascia che questo non ti impediscano di parlare con sicurezza e vedila come una parte naturale del processo di parlare in pubblico.

4 – Preparati con anticipo

Una delle qualità del buon oratore è quella di conoscere molto bene l’argomento di cui parla e, di conseguenza, saper fugare ogni dubbio della platea.

Ma come fare per acquisire una piena padronanza del discorso da trasmettere al tuo pubblico? Pianificare in anticipo è il segreto.

Prenditi il ​​tempo per capire il modo migliore per adattare il tuo messaggio al tuo pubblico: quale approccio manterrà l’attenzione degli ascoltatori e ti permetterà di entrare in empatia con la platea? Pensa a una forte introduzione che catturerà l’attenzione degli ascoltatori e costruisci una conclusione che lasci loro degli spunti di riflessione.

Pianificare in anticipo e pensare ai punti da trattare se, ad esempio, devi presentare un progetto di lavoro è ancora una parte fondamentale da fare per sentirti più sicuro durante l’esposizione.

5 – Non imparare a memoria il discorso

Se vuoi scoprire come diventare un buon oratore, un ottimo trucco da seguire è quello di non imparare il discorso a memoria. Ti sconsigliamo questa pratica per diversi motivi: principalmente la memorizzazione “parola per parola” tende a mostrarsi come artefatta agli occhi del pubblico. Un errore fatale è quello leggere il tuo discorso da un foglio. Evita di leggere un “copione”: questo ti farà sembrare più competente e sicuro perché dimostra che conosci davvero il tema.

Per capire davvero come gestire la presentazione, invece di memorizzare i contenuti, concentrati sui concetti.

Studia bene i concetti cardine da esporre, creando punti elenco dei contenuti, delle storie, dei dati e dei suggerimenti chiave che vuoi toccare in ogni parte della presentazione. Esprimi il tutto con naturalezza e non fossilizzarti sul ricordo di tutti i passaggi: se dimentichi qualcosa, c’è sempre il punto successivo da poter trattare.

Avere una struttura più flessibile ti dà anche la possibilità di rivedere alcuni punti in divenire, valutando anche la risposta del pubblico.

6 – Punta sul coinvolgimento

Spesso, soprattutto se si è alle prime esperienze, coinvolgere il pubblico e renderlo davvero interessato a ciò che si sta dicendo risulta difficile. Durante le tue presentazioni, giocati la carta del coinvolgimento e punta ad uno scambio di opinione: chiedi al tuo pubblico di ripetere i messaggi chiave del tuo discorso e rivolgi loro delle domande.

Ciò mantiene il pubblico coinvolto, ma soprattutto dà loro gli strumenti per memorizzare ciò che dici.  Mentre pianifichi il tuo discorso, pensa a dove puoi coinvolgere il pubblico e quali strumenti puoi utilizzare per coinvolgerli nella presentazione in modo da creare un dialogo fra voi.

7 – Attenzione alla comunicazione non verbale

La comunicazione non verbale ha un ruolo centrale in un discorso: proprio per questo, dovrai impegnarti a lanciare i segnali giusti al tuo pubblico.

Assumere una buona postura aiuta anche a sostenere la tua voce. Piantare i piedi a terra e distribuire il peso in modo uniforme tra loro ti aiuta a controllare il respiro. Il volume della tua voce deve essere abbastanza forte da essere udito.

Incrociare le gambe o le braccia potrebbe essere interpretato come un segno di chiusura nei confronti del pubblico. Guarda il tuo pubblico negli occhi e trasmettigli tutte le emozioni che provi. Se sei nervoso, dillo e fai una battuta per esorcizzare: alle persone piace la spontaneità.

Insomma, la chiave del successo per essere un buon oratore, anche se sembra scontato è fare tanta pratica. Oltre alla pratica e all’esercizio, è importante rimanere se stessi: fingere e indossare una maschera, a lungo andare, rischia di essere un boomerang.

Su come diventare un buon oratore abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e dare una marcia in più alle tue presentazioni all’Università o a lavoro.

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Come diventare consulente bancario fuori sede: percorso di studi e opportunità

Se sei uno studente di economia o vorresti diventarlo, sicuramente ti interesserà sapere come diventare consulente bancario fuori sede e come fare per lavorare con gli istituti di credito.

Ebbene, la figura del consulente finanziario è una delle più ambite dai giovani laureati e anche una delle più ricercate da parte delle banche. Volendo dare una definizione di questa figura professionale, si tratta di un dipendente di una Banca o di una Società che esercita l’offerta di strumenti economici/finanziari e servizi di investimento fuori dalla sede.

Questo professionista è diverso da un consulente di operazioni bancarie e il suo lavoro si svolge fuori dalla struttura. In questa guida ti spiegheremo chi è e cosa fa quello che fino a qualche tempo fa si definiva “promotore finanziario”, dai suoi compiti principali al percorso di studi da intraprendere.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco quello che devi sapere per diventare consulente finanziario

Diventare consulente finanziario è la tua ambizione? Continua a leggere questa guida: ecco i consigli dell’Università Niccolò Cusano per intraprendere questa professione.

LEGGI ANCHEEconomia aperta: definizione e caratteristiche

Consulente vs Promotore finanziario: c’è una differenza?

Se vuoi sapere come diventare consulente bancario fuori sede, la prima cosa che devi sapere è la differenza tra consulente e promotore. In realtà questa differenza è solo nominale: facciamo riferimento alla stessa figura professionale ma, come sancito dalla Legge 208 del 28/12/2015, i promotori si definiscono consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede, rimarcando un aspetto fondamentale di tale mestiere, ossia l’abilitazione a offrire consulenza finanziaria in un luogo esterno alla banca o ad un’istituzione finanziaria.

Secondo la legge, è un consulente finanziario abilitato la persona fisica che, ai sensi della direttiva 2004/39/CE (la c.d. Direttiva MIFID), esercita professionalmente l’offerta fuori sede come dipendente, agente o mandatario.

Per poter esercitare la professione, è necessaria l’iscrizione all’apposito Albo; per l’accesso sono previsti una serie di requisiti di onorabilità e professionalità. Vediamo ora quali sono.

Requisiti per l’esercizio della professione

Abbiamo detto che per l’iscrizione all’Albo sono necessari due tipologie di requisiti:

  • Requisiti di onorabilità
  • Requisiti di professionalità

Fanno parte dei requisiti di onorabilità:

  • Non essere inabilitato, interdetto, fallito o condannato ad una pena che prevede l’interdizione, anche nel caso in cui sia solo temporanea, dai pubblici uffici o la non capacità ad esercitare uffici direttivi (Codice Civile articolo 2382);
  • Non essere stato sottoposto a misure preventive come previsto dalla normativa antimafia, fatta eccezione nel caso in cui si ha la riabilitazione;
  • Non aver subito una condanna con una sentenza irrevocabile, e anche in questo caso fatta eccezione nei casi di riabilitazione.

Parlando, invece, dei requisiti di professionalità, questi possono essere riassunti in:

  • Titolo di studio non inferiore al diploma di scuola media superiore relativo ad un corso di studi di durata quinquennale;
  • Una prova valutativa

Possono accedere all’Albo senza superare la prova valutativa gli agenti di cambio abilitati ufficialmente, i negoziatori abilitati ad esercitare la professione nei mercati regolamentari, i funzionari di banca o anche di un impresa d’investimento e i funzionari di Sim o banche con mansioni di responsabili del controllo interno per almeno tre anni.

Esame per iscrizione all’albo dei consulenti finanziari

Quando abbiamo parlato di come diventare consulente bancario fuori sede, abbiamo detto che per accedere all’Albo c’è bisogno di superare una prova valutativa.

Ecco le caratteristiche generali di questo esame:

  • L’esame dura 85 minuti;
  • Si compone di 60 domande totali a risposta multipla (i quesiti hanno 4 risposte possibili: una corretta e le altre rappresentano dei distrattatori);
  • A 40 domande (28 domande teoriche e 12 domande di pratica) dei 60 quesiti, viene dato un punteggio di 2 punti se si risponde bene e per la restante parte (20 domande di carattere teorico) un solo punto, per un totale di 100 nel caso in cui si risponde bene a tutte;
  • L’esame viene superato nel momento in cui il candidato raggiunge almeno 80 punti.

Le competenze del consulente

Per poter diventare consulente bancario, sono necessarie una serie di competenze sia professionali che trasversali. Alla base di questo lavoro c’è una profonda conoscenza del mondo economico e finanziario, essenziale per poter comprendere e proporre strumenti finanziari per conto della Banca.

Oltre a questo, ottime doti relazionali aiutano il consulente a gestire i contatti con i clienti, insieme alle abilità empatiche e alla capacità di ascolto attivo. Terminano il quadro le abilità di problem solving e quelle di vendita.

Studiare per diventare consulente finanziario: Corso di Laurea Unicusano

Come abbiamo detto, per diventare consulente sono necessarie una serie di competenze, acquisibili attraverso un percorso di studi orientato al mondo dell’economia e della finanza.

A tal proposito, i Corsi di Laurea dell’area economica dell’Università Niccolò Cusano rappresentano la soluzione ideale per te. Questi corsi sono:

Il Corso di Laurea triennale in Economia prevede l’acquisizione di un ventaglio di conoscenze fondamentali nei vari campi dell’economia e della gestione delle aziende pubbliche e private, nonché i metodi e le tecniche quantitative della Matematica per le applicazioni economiche, della Matematica finanziaria e attuariale e della Statistica. La preparazione fornita al laureato in ambito aziendale è arricchita grazie alla previsione di crediti formativi nell’ambito delle materie giuridiche, necessari alla conoscenza del quadro normativo di riferimento all’interno del quale si svolge l’attività aziendale.

Il piano formativo di questo Corso di Laurea è utile per intraprendere una serie di professioni nel ramo economico, non solo quella di consulente finanziario. Parliamo ad esempio di:

  • Contabili
  • Economi e tesorieri
  • Amministratore di stabili e condomini
  • Tecnici dell’organizzazione e della gestione dei fattori produttivi
  • Tecnici della gestione finanziaria
  • Tecnici del lavoro bancario
  • Agenti di borsa e cambio, tecnici dell’intermediazione titoli e professioni assimilate

Dopo la laurea triennale, se lo desideri, puoi proseguire i tuoi studi con il Corso di Laurea Magistrale in Scienze Economiche. Grazie a questo corso, lo studente acquisirà elevate conoscenze per l’analisi e la definizione di politiche economiche e aziendali, riuscendo ad applicare le metodologie della scienza economica e di quella aziendale per analizzare le complessità della società contemporanea e risolvere i problemi economico-sociali in una prospettiva dinamica e globalizzata. Il laureato in Scienze Economiche acquisirà anche un’elevata padronanza degli strumenti statistici e dei principi e istituti dell’ordinamento giuridico indispensabili per lo svolgimento dell’attività economica a livello nazionale, comunitario e internazionale.

La didattica dei nostri Corsi viene erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. Con la formazione a distanza, potrai facilmente coniugare ore di studio e un’eventuale attività professionale.

Su come diventare consulente bancario abbiamo detto tutto, per oggi: per iscriverti ai nostri Corsi di Laurea e fare un passo avanti verso la realizzazione dei tuoi sogni, compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

 

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Come conoscere gente nuova: i consigli da seguire per fare amicizia

Conoscere gente nuova è il modo migliore per allargare i propri orizzonti e arricchire il proprio bagaglio di esperienza. Un problema sociale abbastanza comune è che non siamo sicuri di come fare amicizia e creare una vita sociale per se stessi che sia soddisfacente.

Trovare nuovi amici può sembrare un compito arduo, ma in realtà non è affatto così: ci sono tantissime opportunità per incontrare persone nuove e mettersi in gioco, creando nuovi legami e ampliando le tue prospettive di crescita.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti sveleremo quali sono i migliori consigli su come conoscere nuovi amici e socializzare, sfruttando doti e capacità empatiche per entrare in connessione con gli altri. Se sei pronto, iniziamo subito.

Ecco i suggerimenti migliori su come conoscere nuovi amici e socializzare

A volte incontrare nuovi amici può essere scoraggiante, specialmente quando ti trovi improvvisamente in una nuova città o, per qualunque motivo, ti ritrovi da solo. Fare nuove amicizie può essere facile per alcune persone, ma per altri potrebbe richiedere più lavoro.

Ti diciamo subito di non temere: non servono corsi per socializzare per conoscere qualcuno ed è una situazione molto più diffusa di quanto pensi. Vediamo insieme quali sono le pratiche migliori per conoscere persone nuove.

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Frequenta posti strategici

Il modo migliore per capire come conoscere gente nuova è frequentare posti diversi da quelli che frequenti di solito. Che significa? Vuol dire allargare il tuo giro e frequentare luoghi che sembrano fatti apposta per conoscere nuovi amici.

Ecco le caratteristiche di un buon posto per fare amicizia:

  • Un luogo in cui possono crearsi facilmente situazioni per rompere il ghiaccio e dare alle persone motivi per parlarsi;
  • Un posto che ti consenta di vedere più volte le stesse persone in modo affidabile, in modo da avere la possibilità di metterti a loro agio e di conoscerle gradualmente.;
  • Un luogo in cui tu non abbia una possibilità di cinque minuti per fare una buona impressione;
  • Un posto che ti permetta di incontrare persone che sono simili a te, in termini di hobby e valori.

Questi posti possono essere bar, locali, club, palestre, circoli culturali, biblioteche.

Incontra nuove persone

Come abbiamo detto, per una serie di motivi potresti ritrovarti con una vita sociale che non ti soddisfa pienamente e che vorresti in qualche modo rivedere.

Bene, per fare questo devi incontrare persone completamente nuove. Non avere un accesso semplice a potenziali nuovi amici è una grande barriera per molte persone nella creazione di un circolo sociale.

In generale, se ti stai chiedendo come incontrare gente nuova, ecco alcune pratiche da sperimentare:

  • Coltiva un tuo hobby e inserisciti nelle community di persone che hanno la tua stessa passione: in cui incontrerai naturalmente molte persone con cui hai già qualcosa in comune. Ancora meglio se coinvolge un’attività che facilita la conversazione;
  • Incontra persone attraverso l’Università o il tuo lavoro. Vedendo le stesse facce ogni giorno, conoscerle in modo graduale sarà più semplice anche se hai la barriera della timidezza;
  • Incontra una o due persone con cui creare un legame più stretto e poi conosci i loro amici. In questo modo avrai la possibilità di conoscere ancora più persone,

Chiaramente, come avrai capito, incontrare nuove persone potrebbe richiedere uno sforzo per uscire dalla routine quotidiana. Se la maggior parte dei tuoi hobby sono solitari potresti anche aver bisogno di espandere i tuoi orizzonti e cercare nuove cose da fare per creare occasioni di incontro.

Rafforza i vecchi legami

Sicuramente conoscere gente nuova è importante per allargare i tuoi confini, ma spesso per crearsi nuovi amici in modo più semplice si può partire dalla tua cerchia di conoscenti.

Come fare? Beh, sicuramente questo consiglio non si applica alle persone che si sono recentemente trasferite in una nuova area e non conoscono nessuno, anche se sicuramente ci saranno dei gruppi in cui potrai inserirti facilmente.

Quello che vogliamo dirti è che non devi necessariamente uscire e incontrare dieci estranei per stringere un’amicizia. Spesso è più facile trasformare i contatti che già hai in amici a pieno titolo piuttosto che incontrarne di nuovi. Ci sono probabilmente diverse persone che già conosci e che potrebbero dar vita ad una nuova cerchia sociale.

Parliamo ad esempio di:

  • Conoscenti con cui hai un rapporto cordiale e amichevole, ma che non incontri molto spesso;
  • I tuoi colleghi di lavoro o dell’Università con cui vai d’accordo;
  • Amici di persone che conosci che hai frequentato in passato;
  • Qualcuno che ha mostrato interesse a essere tuo amico, ma non hai mai accettato l’offerta;
  • Amici con cui hai perso i contatti nel tempo che potresti recuperare.

Coltiva le amicizie

Conoscere gente nuova non basta per creare legami: dovrai imparare a coltivarli. Un conto è uscire con qualcuno una volta o solo occasionalmente, un altro conto è coltivare le amicizie e renderle durature nel tempo.

Per trasformare un conoscente in amico, dovrai uscire con lui spesso, restare in contatto, goderti i bei momenti insieme e conoscervi a un livello più profondo. Non avrai la compatibilità per farlo con tutti, ma nel tempo dovresti essere in grado di costruire un rapporto più stretto con alcune delle persone che incontri.

Non arrenderti alle prime difficoltà

Gli eventi per conoscere persone sono utilissimi per allargare la tua cerchia di conoscenze. Tuttavia, a volte può capitare che ti unisci a un club o vieni presentato agli amici dei tuoi amici e l’esperienza sia deludente per te.

Potresti, ad esempio, avere la sensazione di non sviluppare un feeling con nessuno oppure di sentirti, in un certo senso, tagliato fuori dalla conversazione. Non arrenderti alla prima difficoltà e dai a questi gruppi ancora qualche chances.

Spesso il primo incontro può dare delle sensazioni e degli input diversi; per questo ti consigliamo di approfondire la conoscenza e di non precluderti questa opportunità.

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Continua ad allargare la tua cerchia

Se ti unisci a un nuovo gruppo e stringi amicizia con due o tre persone, sicuramente è già un primo traguardo interessante.  Se ti fermi lì, questo è tutto ciò che avrai.

Per conoscere gente nuova serve costanza: se, una volta acquisita un po’ di pratica nel socializzare,  ti vengono in mente nuovi modi per incontrare le persone, avrai un mucchio di amici e conoscenti in più.

Chiaramente non esiste una legge che dica che tutti debbano avere decine e decine di amici con cui uscire e passare del tempo. Molte persone sono perfettamente felici solo con alcune relazioni davvero strette. Se hai solo un paio di amici e decidi di volerne di più, puoi sempre mettere in pratica questi consigli e alimentare la tua rete sociale.

Su come conoscere gente nuova e ampliare le tue conoscenze abbiamo detto tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e sperimentare modi sempre nuovi per socializzare e circondarti di nuove amicizie.

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Tutela della proprietà intellettuale in Italia: quello che c’è da sapere

Che cos’è la tutela della proprietà intellettuale in Italia? Sicuramente ne avrai già sentito parlare, ma spesso le informazioni sulla proprietà intellettuale lasciano spesso spazio a dubbi e perplessità, soprattutto se cerchi nozioni molto specifiche per lavorare in questo mondo.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano ti parleremo della proprietà intellettuale nel diritto privato, dalla sua definizione alle sue aree di influenza.

Per proprietà intellettuale, in diritto, si fa riferimento all’apparato di principi giuridici che mirano a tutelare i frutti dell’inventiva e dell’ingegno umano.

Sulla base di questi principi, la legge conferisce a creatori e inventori un vero e proprio monopolio nello sfruttamento delle loro creazioni/invenzioni e pone nelle loro mani alcuni strumenti legali per tutelarsi da eventuali abusi da parte di soggetti non autorizzati.

Vediamo ora cos’è e come funziona la tutela della proprietà intellettuale nel nostro Paese.

Ecco quello che c’è da sapere sulla proprietà intellettuale

Che cos’è la proprietà intellettuale? Come depositare un brevetto? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi di questa guida.

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Proprietà intellettuale: una definizione

La prima cosa che vogliamo chiarire è la definizione di proprietà intellettuale, un termine che utilizziamo per prodotti, opere o processi che danno a chi li ha ideati un vantaggio competitivo.

Ci sono 3 sottocategorie da considerare:

  • Proprietà industriale, in cui rientrano invenzioni (brevetti), marchi, disegni industriali, nuove varietà di piante e indicazioni geografiche di origine
  • Opere artistiche protette da copyright, in cui rientrano opere letterarie e artistiche, musica, programmi televisivi, software, banche dati, disegni architettonici, creazioni pubblicitarie e prodotti multimediali
  • Strategie commerciali, in cui rientrano segreti commerciali, know-how, impegni di riservatezza o produzione rapida

Come si tutela la proprietà intellettuale

Per proteggere la proprietà intellettuale si applicano i diritti di proprietà intellettuale (DPI) sanciti dall’Organizzazione mondiale della proprietà intellettuale (OMPI).

La forma di tutela varia a seconda del tipo di proprietà intellettuale:

  • Nel caso dei brevetti, questi impediscono a terzi di realizzare, utilizzare o vendere l’invenzione per un certo periodo di tempo, a seconda del suo tipo
  • Nel caso dei marchi, questi tutelano il nome del prodotto, impedendo ad altre aziende di vendere un prodotto con lo stesso nome
  • Nel caso del copyright, questo comunica al pubblico che l’autore vuole controllare la produzione, distribuzione, esposizione o rappresentazione della sua opera. Il diritto d’autore viene riconosciuto automaticamente, senza bisogno di una registrazione formale. Il simbolo del copyright può essere usato da subito.

La legge sul diritto d’autore

Approfondiamo ora la legge sul copyright, che è la n. 633 del 22/04/1941.

Secondo l’articolo 1 l.d.a. (Legge sul diritto d’Autore) ci sono queste categorie creative, nell’ambito delle quali rientrano le opere che possono essere oggetto di tutela:

  • Letteratura
  • Musica
  • Arti figurative
  • Architettura
  • Teatro e cinematografia

Per la legge esistono due tipologie di diritti riconosciuti all’autore dell’opera: diritto morale e diritto patrimoniale. Il diritto morale identifica la paternità dell’opera; è inalienabile e può essere fatto valere dagli eredi. Il diritto patrimoniale include a sua volta una serie di altri diritti come pubblicazione, riproduzione, diffusione, distribuzione, traduzione, elaborazione, noleggio e prestito.

Sicurezza sul web: il Master Unicusano

La tutela della proprietà intellettuale è un concetto che vale anche per i prodotti digitali. Ne parliamo in modo approfondito nel Master I Livello in Sicurezza delle reti informatiche dell’Università Niccolò Cusano.

Il Master si rivolge a tutti coloro che desiderano una formazione a 360° riguardo la sicurezza informatica, al fine di gestire pienamente, dal punto di vista organizzativo e normativo, il processo di sicurezza aziendale e poter attuare piani di intervento volti alla risoluzione delle eventuali minacce causate da un impiego scorretto delle tecnologie informatiche.

Il Master è perfetto per i laureati (almeno di I livello) in Informatica, Ingegneria, Fisica, Matematica, Statistica. Tuttavia, possono candidarsi per la partecipazione anche i possessori di una laurea in altre discipline, i quali abbiano una comprovata esperienza lavorativa pluriennale nel campo dell’informatica.

La didattica del Master, della durata di 1500 ore, viene erogata online in modalità e-learning. Il materiale didattico prevede:

  • Lezioni video e materiale fad appositamente predisposto;
  • Test di verifica di autoapprendimento

Il programma tratta le seguenti discipline:

  • Introduzione – Aspetti teorici ed implementativi dei sistemi operativi di rete – Fondamenti sicurezza dei sistemi e delle transazioni telematiche
  • Area Tecnologica – Sistemi operativi – Reti informatiche – Meccanismi di sicurezza
  • Area Manageriale – Gestione operativa dei sistemi e delle reti informatiche – Sicurezza aziendale – Gestione della sicurezza
  • Area Legale – Normativa di riferimento delle tecnologie informatiche – Legislazione vigente nazionale ed extra-nazionale nell’ambito della sicurezza – Tutela della privacy – Copyright di materiale digitale – Computer forensic

Per approfondire il tema del copyright e della sicurezza e intraprendere un percorso di specializzazione, iscriviti al nostro Master: compila il form o chiama il numero verde 800.98.73.73

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Autocontrollo emotivo: ecco 5 consigli per imparare a gestire le emozioni

Quando parliamo di autocontrollo emotivo facciamo riferimento alla capacità di tenere sotto controllo la nostra parte emotiva disturbante, mantenendo il controllo sulle nostre azioni.

Controllare le emozioni ed evitare che queste ci facciamo perdere la bussola è un’abilità fondamentale da sviluppare: anche se questa è importante per tutti, può essere cruciale per un aspirante imprenditore o chiunque abbia una posizione di leadership. Allo stesso tempo, gestire l’emotività è importante anche per uno studente: pensa, ad esempio, ad una situazione come un esame orale, in cui l’ansia potrebbe avere la meglio, così come durante la presentazione di un progetto.

In questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Grosseto parleremo proprio di come fare per gestire al meglio la tua sfera emotiva e reagire alle situazioni di stress. Iniziamo subito.

Ecco come controllare le emozioni efficacemente

Avere uno scarso autocontrollo emotivo rischia di compromettere la qualità dei tuoi pensieri, la tua capacità di giudizio e il tuo comportamento. Le decisioni avventate che scaturiscono da una reazione emotiva hanno un impatto sulla tua efficacia nel risolvere i problemi e hanno un’influenza sugli altri non indifferente.

Come fare per imparare a gestire le emozioni e a non cadere in balìa di esse? Ecco una serie di consigli utili per migliorare la qualità della tua vita e del tuo lavoro.

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Cos’è l’autocontrollo emotivo?

L’autocontrollo emotivo implica la capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni, mantenendo la propria efficacia anche in situazioni di stress.

Questo però non significa evitare o reprimere le emozioni: si tratta, piuttosto, di un’abilità di controllo, che può essere acquisita ripetendo costantemente certe azioni.

Ci sono delle situazioni in cui può capitare di sentirci sopraffatti dalle emozioni, come se fossero loro a controllare noi e non viceversa. Quando le emozioni annebbiano la nostra mente, tutti gli altri sforzi intellettuali, dalla formulazione di una frase alla risoluzione di un problema, diventano difficili da gestire.

Il blocco delle nostre abilità cognitive ci porta ad agire con impulsività o a fare o dire cose che non pensiamo, rischiando di  danneggiare le relazioni.

Le emozioni fanno parte della nostra vita quotidiana e il modo in cui le sentiamo e le esprimiamo influenza la qualità della nostra vita, ma anche il modo in cui gli altri ci vedono. Se, ad esempio, siamo abituati ad arrabbiarci e a fare un vero dramma quando il nostro partner non risponde al telefono, invece di affrontare la situazione in modo razionale e calmo, questo sicuramente ci predisporrà a rapporti conflittuali.

Per questo è importante saper gestire i pensieri automatici negativi: le nostre reazioni determinano il nostro umore e influiscono sui nostri pensieri.

5 consigli da mettere in pratica ora per il controllo delle emozioni

Se sei costantemente di cattivo umore, se non riesci a gestire lo stress e ti senti sopraffatto, probabilmente dovrai imparare qualche tecnica di autocontrollo emotivo. Eccone alcune da applicare subito.

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1 – Prendi tempo

Il primo consiglio che vogliamo darti per mettere in pratica l’autocontrollo emotivo è quello di provare a rimuovere temporaneamente te stesso dalla situazione che rischia di sopraffarti.

Che cosa significa? Se senti che un’emozione sta prendendo il controllo si di te, ritagliati un intervallo di 20 minuti per creare un  ambiente per te stesso a bassa pressione. Abbiamo detto che le emozioni influenzano il nostro giudizio e la nostra scelta: per questo dissociarti per un momento potrebbe aiutare a farti vivere la cosa sotto un altro punto di vista.

Inoltre, secondo uno studio, sembrerebbe che le emozioni negative generate da una situazione X si applichino anche ad una successiva situazione Y non correlata. Ad esempio, la frustrazione che accumuli nel traffico pesante può tradursi in rabbia quando arrivi in ​​ufficio.

2 – Usa il modello ABCDE

L’ansia e la preoccupazione inibiscono l’autocontrollo emotivo. Avere un po’ di preoccupazione va bene, perché ci aiuta a rimanere vigili sulla nostra attività e può assisterci nella prevenzione di rischi eccessivi. Tuttavia, essere in balia dell’ansia può indebolirci e minare al nostro ottimismo, generando pensieri negativi.

Per gestire le preoccupazioni, prova ad applicare il modello ABCDE sviluppato dal Dr. Martin Seligman, dove:

  • A-Adversity (avversità): il primo passo è quello di identificare le avversità
  • B-Belief (credenza): dovrai poi identificare le convinzioni automatiche che hai quando provi le avversità.
  • C-Consequences (conseguenze): come ti senti dopo aver provato questa convinzione?
  • D-Disputation (disputa): contesta queste credenze automatiche esaminando i fatti della situazione. Chiediti: quali sono le prove concrete che sostengono questa convinzione?
  • E-Energization (energizzazione): elenca i pensieri e le sensazioni che hai ora come risultato dell’analisi e della contestazione dell’interpretazione negativa che hai attribuito ad un’avversità. Ha cambiato il modo in cui ti senti? Ti ha aiutato a vedere la situazione da una prospettiva diversa?

Ripeti questo modello per imparare a gestire i tuoi pensieri automatici negativi e le tue “convinzioni limitanti”, ossia le barriere e i limiti che tu stesso ti poni senza avere un fondamento.

3 – Crea un diario delle emozioni

Una buona abitudine che potresti coltivare per imparare a gestire e a conoscere le tue emozioni è quella di tenere un diario. In questo diario, che sia cartaceo o digitale, dovrai annotare ogni giorno quali forti emozioni hai più spesso, analizzando i passaggi che precedono l’emozione.

Questo ti aiuterà a focalizzare l’attenzione su te stesso, su ciò che senti e pensi, in modo da poter cambiare i tuoi pensieri ed emozioni negative.

4 – Riconosci (e gestisci) ciò che ti fa perdere la pazienza

La mancanza di pazienza è una condizione che può portare facilmente ad un accumulo di stress. Quando perdi la pazienza, potresti prendere decisioni improvvise o avere un atteggiamento sprezzante con le persone di cui potresti pentirti.

Avere pazienza, ovviamente, non significa accettare tutto; quando affronti le persone o le situazioni, però, potresti farlo con più calma.  Conoscere i tuoi personali punti di rottura può aiutarti a sviluppare una maggiore pazienza. Considera di fare una lista delle cose che minano alla tua pazienza e sviluppa strategie per evitare che questi inneschi ti facciano perdere la calma.

Ad esempio, potresti decidere di rimanere in silenzio quando sei sotto stress. Se la tua impazienza deriva da lotte legate alla gestione del tempo, pensa a procurarti alcuni strumenti per aiutarti a mantenere la tua produttività e ridurre lo stress causato dalle pressioni temporali.

5 – Sperimenta tecniche di rilassamento

L’autocontrollo emotivo prevede una serie di comportamenti e anche di consapevolezze che dovrai acquisire nel corso del tempo. Una buona abitudine che potresti prendere quando le emozioni cercano di sopraffare la tua mente è quella di rilassarti. Che sia con la meditazione, lo sport, l’arte o la musica, l’importante è che sia un’attività che ti faccia svagare e che ti renda felice.

Se le emozioni ti fanno perdere il controllo, staccare la spina diventa fondamentale per ritrovare te stesso ed evitare di avere reazioni di cui potresti pentirti.

Su come gestire le emozioni abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ti resta che mettere in pratica i nostri consigli e integrare l’autocontrollo emotivo nella tua vita. Vedrai che, con un po’ di costanza, inizierai a raccogliere i tuoi frutti.

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Film sulla filosofia: ecco i 7 da non perdere assolutamente

Curioso di scoprire quali sono i migliori film sulla filosofia da vedere?

Sei nel posto giusto: in questa guida dell’Università Niccolò Cusano di Grosseto ti racconteremo i film filosofici più belli in assoluto, dai grandi cult che hanno fatto la storia del cinema alle nuove rivelazioni della settima arte.

Il connubio tra cinema e filosofia è spesso ricercato tra i registi e apprezzatissimo dagli studenti: negli anni sono stati prodotti tantissimi film che indagano sul senso della vita, sullo scorrere del tempo, sulla nostra identità.

Vediamo ora quali sono le pellicole più belle che dovresti vedere che affrontano il tema della filosofia.

Ecco i film filosofici più belli da vedere

La filosofia suscita, da sempre, grande attenzione da parte degli studenti: il cinema, attraverso storie e immagini, ha dato una forma alle domande esistenziali che non possiamo fare a meno di porci. Ecco i film profondi che dovresti assolutamente vedere.

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Matrix

Apriamo la nostra guida sui film sulla filosofia con un grande classico: Matrix. Scritto e diretto da Lana ed Andy Wachowski nel 1999, Matrix è forse il film filosofico per eccellenza, che ha lasciato una grande eredità nella cultura di massa.

La trama vede come protagonista il programmatore Thomas Anderson, noto come Neo, che viene contattato da un gruppo di apparenti hacker capitanato da un certo Morpheus. Morpheus spiega a Neo che, in realtà, tutto ciò che vede intorno a lui è puro artificio, una “neurosimulazione interattiva” gestita dalle macchine, che la proiettano perennemente nella mente degli ignari esseri umani.

Con l’aiuto della predizione di un misterioso Oracolo, Neo veste il ruolo dell’Eletto, ossia la persona designata a combattere le macchine e a capire il codice che compone la realtà.

Il film ha vinto molti riconoscimenti, tra cui 4 Oscar, ed è stato scelto nel 2012 per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Cartesius

Passiamo ora ad un film per la televisione di Roberto Rossellini: Cartesius. Questa pellicola è un omaggio al matematico, scienziato e scrittore René Descartes, noto come”padre della filosofia moderna” che ha condotto la sua vita alla ricerca del primato della ragione.

Sicuramente un film da vedere per conoscere la storia di una delle personalità più rilevanti del mondo della scienza.

Arancia Meccanica

Quando parliamo di film sulla filosofia, non possiamo non citare un capolavoro di Stanley Kubrick: Arancia Meccanica.

Questa pellicola del 1971 è ispirata all’omonimo romanzo distopico scritto da Anthony Burgess nel 1962, che immagina una scenario dove la società e soprattutto i giovani sono permeati da un’esasperata violenza.

La trama vede come protagonista Alex che, con i suoi scagnozzi (i drughi) è responsabile di una serie di attività violente e criminose per le quali viene arrestato. Una volta in carcere, Alex viene sottoposto al trattamento rieducativo Ludovico, così chiamato perché la musica in sottofondo è la Nona Sinfonia di Ludwig Van Beethoven. Il programma Ludovico porta i soggetti ad associare la violenza con il malessere fisico, attraverso una serie di stimolazioni.  Dopo aver riacquistato la libertà, Alex si trasforma da vittima a carnefice, fino a diventare uno strumento in mano nel potere. Nel capitolo finale (non incluso in tutte le edizioni del romanzo e neanche nel film) Alex abbandona spontaneamente la violenza e sente il desiderio di creare una famiglia.

Al momento della sua uscita nelle sale, il film destò decisamente scalpore per le scene di violenza e la chiave narrativa iperrealistica. Tuttavia, il capolavoro di Kubrick vanta ben quattro candidature agli Oscar del 1972 come miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura non originale e miglior montaggio.

Il Settimo Sigillo

Tra i film che fanno riflettere da aggiungere in questa guida citiamo senza dubbio Il settimo sigillo, scritto e diretto dallo svedese Ingmar Bergman.

La trama ruota attorno all’incontro tra il cavaliere Antonius Block e la Morte, che lo aspetta su una spiaggia della Scandinavia al ritorno dalle crociate.  Il cavaliere sceglie di sfidare la Morte a scacchi, dando vita alla partita più avvincente della storia del cinema. La partita si svolge nel corso di vari incontri tra Block e la Morte. Durante la partita, Antonius e il suo scudiero Jons, attraversando la Danimarca, incontrano molte persone.

Il punto di svolta e la vera filosofia del film è racchiusa nell’incontro del cavaliere con una famiglia di saltimbanchi, che sembra non accorgersi della tragedia che li circonda, uniti solo dall’amore reciproco e da un sincero rispetto. Questo incontro aiuterà Antonius a ritrovare la fede e l’unione con Dio. Il finale non te lo sveliamo: ti lasciamo godere questo capolavoro.

Blade Runner

Passiamo ora ad uno dei film sulla filosofia più belli legati all’universo della fantascienza: Blade Runner. Questa pellicola del 1982, diretta da Ridley Scott, è liberamente ispirata al romanzo del 1968 Il cacciatore di androidi di Philip K. Dick.

Il film è ambientato in una Los Angeles distopica, dove replicanti dalle stesse sembianze dell’uomo vengono abitualmente fabbricati e utilizzati come forza lavoro nelle colonie extra-terrestri. Tutta la trama si basa attorno a un gruppo di androidi recentemente evasi e nascostisi a Los Angeles, e al poliziotto Rick Deckard, ormai fuori servizio ma che accetta un’ultima missione per dare loro la caccia.

Il film viene considerato tra i capolavori del genere fantascienza e ha subito ben sette revisioni prima di giungere alla versione definitiva della pellicola che conosciamo.

Wittgenstein

Giungiamo ora ad uno dei film filosofici che racconta la storia di un grande filosofo: Wittgenstein. Questa pellicola di Derek Jarman assume più la forma di un’opera teatrale filmata in cui gli attori agiscono in una scenografia minimalista.

In realtà il film non vuole essere una ricostruzione della vita del filosofo, ma una messa in scena del suo pensiero, inserito nel contesto della sua vita. Il dialogo con se stesso passa così attraverso l’intermediazione di un interlocutore immaginario che non è altri che un extraterrestre verde, ingenuo, logico e beffardo.

Sicuramente un film da vedere per capire meglio il pensiero di uno dei filosofi più celebri della storia.

2001: Odissea nello Spazio

Chiudiamo questa guida sui film sulla filosofia con un altro kolossal di Stanley Kubrick, una delle pellicole che hanno rivoluzionato il mondo del cinema.

Pur essendo ambientato nel futuro, il film affronta problematiche antichissime legate all’identità della natura umana, al suo destino, al ruolo della conoscenza e della tecnica.

Il film ha collezionato, negli anni, diversi riconoscimenti: nel 1991 la pellicola è stata giudicata di rilevante significato estetico, culturale e storico, e inserita nella lista di film preservati nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti. Inoltre, l’American Film Institute l’ha inserito al ventiduesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi.

Sui film filosofici abbiamo detto proprio tutto, per oggi: non ci resta che augurarti buona visione.

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Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

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