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Film sugli anni di piombo: ecco quali vedere assolutamente

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Curioso di scoprire quali sono i film sugli anni di piombo che dovresti assolutamente vedere?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti sveleremo le migliori pellicole da vedere che raccontano il periodo difficile degli anni di piombo in Italia, tristemente noto per il clima di incertezza e di paura dovuta essenzialmente alla degenerazione del dibattito politico.

Definiamo anni di piombo quel periodo storico generalmente compreso tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni ottanta del XX secolo. Questo termine deriva proprio da un film, Anni di piombo, uscito nel 1981 e diretto da Margarethe von Trotta, che metteva al centro l’esperienza storica analoga e contemporanea vissuta dalla Germania Ovest.

Sono diversi i film e i registi che hanno cercato di raccontare questo periodo, con chiavi di letture differenti: scopriamole tutte nei prossimi paragrafi della nostra guida.

I film sul terrorismo e sugli anni 70 in Italia e all’estero

Quali sono i migliori film degli anni 70 che raccontano gli anni di piombo da vedere? Siediti e mettiti comodo: ecco le pellicole più interessanti da vedere secondo l’Università Niccolò Cusano.

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Anni di piombo

Iniziamo la nostra carrellata di film sugli anni di piombo con un vero e proprio cult, che si chiama, per l’appunto, Anni di piombo.

Questo film del 1981, di cui facevamo accenno nell’introduzione di questa guida, è diretto da Margarethe von Trotta.

La trama del film è ispirata alla storia delle sorelle Christiane e Gudrun Ensslin: Gudrun era un membro di spicco della “Banda Baader-Meinhof”, trovata morta assieme ai suoi compagni nella prigione di sicurezza di Stammheim nel 1977.

La pellicola ha vinto alcuni riconoscimenti importanti, come il Leone d’oro al miglior film alla 38ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. Un film da vedere sicuramente per comprendere il clima teso di quegli anni non solo in Italia, ma anche all’estero.

Il caso Moro

Passiamo ora ad un film sulle brigate rosse e su Aldo Moro, che ripercorre proprio la storia del rapimento dell’esponente della Democrazia Cristiana morto per mano dei terroristi.

Il caso Moro è un film del 1986 diretto da Giuseppe Ferrara, tratto dal libro del 1982 I giorni dell’ira – Il caso Moro senza censure di Robert Katz, coautore anche della sceneggiatura.

Si tratta del primo film che racconta l’intera vicenda del rapimento di Aldo Moro, con l’interpretazione di Aldo Moro affidata a Gian Maria Volonté. Il film è assolutamente neutrale, gli stati d’animo del presidente sono quelli che si evincono dalle lettere scritte da lui stesso.

La pellicola rappresenta una sorta di rappresentazione a tappe dei 55 giorni del rapimento di Aldo Moro, dalla strage di via Fani fino al rinvenimento del corpo del presidente della Democrazia Cristiana in via Caetani. Mancano nel film tutti i riferimenti a ipotesi formulate negli anni successivi, come ad esempio i presunti contatti tra Stato e organizzazioni criminali per trovare la prigione dello statista.

Romanzo di una strage

Tra i film sugli anni di piombo da vedere, non possiamo non citare Romanzo di una strage, un film del 2012 diretto da Marco Tullio Giordana e liberamente tratto dal libro Il segreto di piazza Fontana di Paolo Cucchiarelli.

Il film è una ricostruzione dell’attentato avvenuto a Milano in piazza Fontana il 12 dicembre 1969, e delle vicende che ne conseguirono. In Romanzo di una strage si parla, ad esempio, delle piste intraprese dalla magistratura al caso creatosi attorno alla morte di Giuseppe Pinelli, tra cui quella del Presidente della corte d’assise Carlo Biotti, avvenuta in circostanze misteriose durante un interrogatorio, e quella conseguente del commissario Luigi Calabresi che conduceva le indagini.

Tra i riconoscimenti ottenuti dal film, ben 16 candidature ai David di Donatello 2012, aggiudicandosene 3.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Passiamo ora ad una celebre pellicola che vede come protagonisti Gian Maria Volonté e Florinda Bolkan: Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.

La trama del film racconta la storia di un capo della polizia criminale che assassina brutalmente la sua amante Augusta Terzi. Convinto di essere ‘al di sopra di ogni sospetto’ grazie al posto che occupa, il poliziotto non si preoccupa neppure di cancellare le tracce del delitto. Allo stesso tempo, egli ottiene la direzione dell’indagine sull’omicidio da lui commesso, dopo aver scoperto l’infedeltà di Augusta con un giovane studente, Antonio Pace, accusato di essere un sovversivo.

Si tratta davvero di una storia avvincente, ricca di riferimenti culturali, da vedere tutta d’un fiato.

Il film ha avuto uno strepitoso successo: è stato vincitore del Grand Prix Speciale della Giuria al 23º Festival di Cannes e del Premio Oscar al miglior film straniero 1971, nonché di una nomination per la migliore sceneggiatura originale agli Oscar dell’anno dopo.

La seconda volta

La seconda volta è uno dei film sui terroristi più belli da vedere. Questo film del 1995 diretto da Mimmo Calopresti, vede come protagonisti Valeria Bruni Tedeschi e Nanni Moretti.

La trama è liberamente ispirato al libro autobiografico Colpo alla nuca di Sergio Lenci. Il protagonista è il professor Alberto Sajevo, che per caso incontra Lisa, la terrorista che dodici anni prima aveva tentato invano di ucciderlo sparandogli un colpo alla testa. Con una condanna a trent’anni, Lisa gode ora di un regime di semilibertà potendo uscire dal penitenziario pur dovendo rientrare ogni sera.

Il professore, incuriosito dalla ragazza, inizia a seguirla e a conquistarsi la sua amicizia. Quando, però, le svela la sua vera identità, il confronto cambia completamente toni. Non ti sveliamo il finale: ti lasciamo alla visione del film.

Una fredda mattina di maggio

Continuiamo il nostro viaggio alla scoperta dei film sugli anni di piombo con Una fredda mattina di maggio, pellicola del 1990 diretto da Vittorio Sindoni, liberamente ispirato all’assassinio del giornalista Walter Tobagi, avvenuto a Milano il 28 maggio 1980.

A fare da sfondo alla vicenda, la Milano degli anni settanta che, in quegli anni, è teatro di scontri di piazza violenti e della presenza delle formazioni di lotta armata. Ruggero Manni, che nel film rappresenta una sorta di alter ego di Walter Tobagi, indaga sulle attività criminali dell’organizzazione, fino al suo omicidio.

Buongiorno, notte

Concludiamo la nostra rassegna di film sul terrorismo e sugli anni di piombo con una pellicola che affronta l’uccisione di Aldo Moro con una chiave di lettura molto particolare: parliamo di Buongiorno, notte.

La trama è tratta dal libro del 1988 Il prigioniero della ex brigatista Anna Laura Braghetti, dove si narra del rapimento, della detenzione e dell’omicidio, da parte delle Brigate Rosse, di Aldo Moro, fatti avvenuti nel 1978.

Il film è strutturato con scene che mostrano la narrazione del romanzo e i documenti televisivi originali dell’epoca, con l’intento di rappresentare il dramma umano dello statista Aldo Moro e il dubbio che si era fatto strada in Chiara, una delle brigatiste.

Il livello narrativo è, dunque, doppio: attraverso gli stralci degli “interrogatori” a cui lo statista fu sottoposto durante la sua detenzione, il film vuole dare una visione diversa di questo drammatico caso di cronaca, mettendo in evidenza la parte più introspettiva dei protagonisti.

La nostra rassegna di film termina qui, per oggi: non ti resta che continuare a seguire gli articoli del nostro blog e goderti la tua pausa dallo studio in compagnia dei tuoi colleghi di corso.

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