informazioni@unicusano.it

800 98 73 73

Come scegliere il titolo della tesi: la guida passo dopo passo

Come scegliere il titolo della tesi di laurea? Questa è sicuramente una delle domande che ti sarai posto più spesso durante la stesura del tuo elaborato finale. In questa guida vogliamo aiutarti a fugare ogni dubbio: qui troverai tanti consigli e spunti utili per trovare il titolo perfetto per la tua tesi.

La scrittura della tesi è un lavoro lungo e laborioso: dalla scelta dell’argomento alla cura della bibliografia, stendere un elaborato finale richiede tempo e tutte le conoscenze acquisite nel corso dei tuoi studi.

La prima cosa da dire riguardo al titolo è assai semplice: non esiste il titolo perfetto. Nel titolo devi essere sintetico e cercare di inserire una definizione del tuo lavoro in poche parole. Chiaramente non è facile, ma ricopre un’importanza cruciale: dietro al titolo si cela l’informazione principale, ossia il contenuto del tuo lavoro, che deve essere interessante e accattivante.

Vediamo ora le linee guida e gli spunti per trovare l’ispirazione per il tuo titolo.

Ecco come scrivere una tesi e trovare il titolo ideale

La scelta del titolo della tesi può essere anche l’ultima delle cose che farai, ma non è affatto un elemento da sottovalutare.Il titolo è una componente importante proprio quanto l’impaginazione della tesi, l’indice, l’introduzione, la struttura, la bibliografia, l’abstract, le conclusioni e così via.

Ecco qualche consiglio su come scegliere il titolo del tuo elaborato finale.

LEGGI ANCHE – Note a piè di pagina nella tesi: cosa sono e come si scrivono

titolo tesi di laurea

Premessa: come si scrive una tesi

Prima di parlare del titolo, facciamo un passo indietro e vediamo quali sono gli elementi che caratterizzano una tesi di laurea.

Conoscere tutti questi elementi è importante per capire in che contesto si inserisce la scelta del titolo. A tal riguardo, ci sono diverse scuole di pensiero: per alcuni il titolo dovrebbe essere la prima cosa che si scrive, per altri, invece l’ultima. Non esiste un pensiero giusto e uno sbagliato, ma sicuramente avere sottomano il tuo elaborato completo può aiutarti a sviluppare più idee per il titolo.

Tornando alla struttura della tesi, ecco gli elementi che la compongono:

  • Introduzione della tesi;
  • Abstract;
  • Corpo del testo;
  • Conclusioni della tesi;
  • Bibliografia della tesi e sitografia;
  • Ringraziamenti tesi;
  • Eventuali appendici.

Chiaramente, ci sono anche altri fattori importanti da considerare, come i caratteri della tesi e l’impaginazione. Ora che abbiamo visto da cosa è composto un elaborato finale, entriamo nel vivo della nostra guida e parliamo di come scegliere il titolo della tesi.

Titolo tesi: da dove iniziare

Come abbiamo detto, i titoli contengono l’informazione principale, devono essere interessanti a prima vista e ricchi di informazioni.

Spesso, in una tesi di laurea, il titolo è composto da una parte principale e una frase secondaria che specifica, chiarisce, orienta meglio rispetto al tema proposto dal titolo principale.

Se desideri perseguire questa via, rendi quanto più possibile chiara la tua scelta differenziando stilisticamente i titoli: ad esempio potresti scrivere il titolo principale in maiuscolo e il sottotitolo in minuscolo.

Una cosa importante da dire è che quasi sicuramente il primo titolo che sceglierai non sarà il definitivo. Per questo motivo, non disperarti troppo se la prima bozza non ti convince.

Ciò accade perché:

  • Puoi confermare il titolo o cambiarlo dopo aver sviluppato la tesi o, perlomeno, la maggior parte del suo contenuto, perché deve esserci una certa coerenza tra i due aspetti. Chiaramente, non potendo sapere che piega prenderà il tuo lavoro finché non lo scrivi, il titolo manterrà il suo carattere di provvisorietà;
  • Non puoi permetterti di bloccare il tuo lavoro di stesura perché non hai ancora un titolo certo. Non lasciarti prendere dalla preoccupazione e procedi pure con la tua tesi.

Una volta individuato il tema, inizia a pensarci. Chiedi consiglio ai tuoi amici: spesso l’apporto delle persone che ci sono vicine riesce ad aprirci orizzonti e prospettive diverse.

Elementi di un buon titolo

Non ci sono regole rigide su come scegliere il titolo della tesi. Diciamo che l’unico fattore da considerae fa riferimento alla lunghezza: ricorda sempre che stiamo parlando di un titolo che, per definizione, non può essere eccessivamente lungo.

Durante l’impaginazione della tesi, presta attenzione a come distribuisci il titolo nello spazio, soprattutto se è corredato anche da un sottotitolo.

Il nostro suggerimento è quello di inserire sia l’argomento generale che il dettaglio della nostra analisi. Come facciamo per inserire entrambe le cose?

  • Il titolo è una sintesi estrema dell’argomento della tua tesi;
  • Il sottotitolo o titolo secondario va ad ampliare il titolo vero e proprio e ad arricchirlo esplicando alcuni aspetti collaterali.

Per mettere in luce questo principio e lavorare su questa strada, un approccio utile consiste nello scrivere prima l’argomento generale e poi l’argomento specifico, separati da “:”.

Facciamo ora un esempio di titolo per la tesi, così che tu possa capire meglio di cosa stiamo parlando. Supponiamo di scrivere una tesi di laurea in giurisprudenza, il cui argomento principale è la legittima difesa. In particolare, quello che vorremmo evidenziare nella tesi sono tutti gli aspetti caratteristici dell’autodifesa, dai vuoti normativi alla peculiarità della legge in materia.

Dunque: 1 – la legittima difesa è l’argomento generale; 2 – gli aspetti caratteristici dell’autodifesa sono l’argomento specifico. Ecco un ipotesi di titolo: “La legittima difesa: caratteristiche e limiti del diritto di autotutela in Italia”.

Tieni sempre in considerazione che non esiste una regola assoluta, ma di certo un suggerimento utile può essere quello di definire il titolo tesi, preoccupandosi di inserire argomento generale e specifico così come abbiamo visto. Facciamo un altro esempio e immaginiamo che l’argomento principale della nostra tesi sia la revisione contabile (argomento generale) e che vogliamo focalizzarci sull’evoluzione storica (argomento specifico) di quest’ultima. Un esempio di titolo tesi potrebbe essere: “Revisione contabile: un’analisi sulla sua evoluzione storica.”

Per trovare il tuo titolo, dedicati ad una seduta di brainstorming: prendi carta e penna, segna il tuo argomento e inizia a buttare giù delle idee. Ricorda sempre che la coerenza fra titolo e contenuto della tesi deve essere assoluta: il primo deve raccontare, in pochissime parole, il secondo.

Cosa non scrivere nel titolo

Ora che abbiamo visto come scegliere il titolo per la tesi, vediamo quali sono le cose da non fare quando si pensa al titolo:

  • Non andare a capo solo con una parola: se è composto da due frasi, vai a capo con la seconda;
  • Non lasciare parole isolate;
  • Non esagerare con la punteggiatura;
  • Alla fine del titolo non va messo il punto. Puoi però inserire un punto interrogativo, se utile e pertinente;
  • Non spezzare le parole a fine riga e evita di andare a capo solo con metà parola.

Ultimo accorgimento:  sviluppare il titolo su due frasi, o comunque in due parti, va benissimo ma ricordati sempre di non esagerare con la lunghezza. Proprio parlando di questo, ricorda la massima di George Stanley McGovern:

«Più lungo è il titolo, meno importante il lavoro»

Il dono della sintesi, specialmente nei titoli, è sempre ben apprezzato.

Su come scegliere il titolo della tesi abbiamo detto proprio tutto per oggi: sappiamo che non è facile ma siamo certi che, grazie ai nostri consigli, riuscirai a trovare spunti creativi utili per arricchire il tuo elaborato finale.

LEGGI ANCHE – Ringraziamenti tesi originali: ecco come (e a chi) scriverli

Commenti disabilitati su Come scegliere il titolo della tesi: la guida passo dopo passo Studiare a Grosseto

Read more

Come aumentare la produttività personale a lavoro: 9 consigli da seguire

Sei alla ricerca di consigli su come aumentare la produttività a lavoro?

Sei nel posto giusto: in questa guida troverai i migliori consigli per essere più produttivo e migliorare le tue performance a lavoro, ma anche nello studio. Trovare la concentrazione e mantenere alti i livelli di motivazione può non essere semplice, soprattutto nei periodi di particolare stress e sovraccarico.

Ottimizzare i tempi e saper gestire le proprie mansioni è fondamentale per godere di un buon equilibrio sul lavoro ed essere soddisfatto dei risultati che ne derivano. Vediamo ora i consigli per aumentare la produttività e raggiungere i tuoi obiettivi massimizzando la resa del tuo tempo professionale.

Ecco come aumentare la propria produttività

La produttività è la combinazione perfetta tra pianificazione intelligente e sforzi concentrati. Restare produttivi al lavoro o a casa può essere una sfida. Ogni volta che finisce la giornata lavorativa o anche di studio, le probabilità che  tu non ti senta soddisfatto di ciò che hai realizzato rischiano di essere elevate. Che fare? Ecco i consigli dell’Università Niccolò Cusano per tornare ad essere produttivo e concentrato sul lavoro.

LEGGI ANCHE – Libri sulla negoziazione: ecco i 5 da leggere assolutamente

Impara a delegare (quando possibile)

Per capire come aumentare la produttività personale sul lavoro, è bene iniziare dalla comprensione delle attività da svolgere. Ci sono delle attività importanti da svolgere con grande attenzione e attività che possono essere rimandate o delegate.

Quando si parla di delega, le due principali resistenze sono rappresentate dalla fiducia e l’introversione. Per ottenere aiuto dagli altri, devi aver fiducia nei tuoi colleghi nell’aiutarti a completare il lavoro. Se scegli di delegare ad un collega, assicurati di fornirgli tutte le risorse di cui ha bisogno, come documenti o fogli di lavoro pertinenti, al fine di raggiungere il miglior risultato.

Se sei troppo introverso per chiedere aiuto, molto probabilmente svolgerai dei compiti da solo e questo, a lungo andare, può toglierti tempo prezioso e aumentare i tuoi livelli di stress. Potresti anche diventare il cavallo da lavoro di qualcun altro perché sei troppo timido per parlare: ti consigliamo quindi di vincere l’introversione e di familiarizzare con i tuoi colleghi per costruire un progetto con degli obiettivi comuni da raggiungere.

Crea to-do list

Come abbiamo detto, per essere più produttivi è importante capire quali sono le attività urgenti e quelle da delegare. Per avere sempre sottomano tutte le attività, crea degli elenchi di cose da fare e monitorali utilizzando programmi come Google Tasks.

Come realizzare una to-do list? Crea un file (o prendi carta e penna) e scrivi al suo interno tutte le attività che pensi di portare avanti durante la giornata. Per non perdere la concentrazione e rischiare di perdere elementi nell’elenco, metti un timer su queste attività e stabilisci un tempo.

Uno degli aspetti più soddisfacenti della creazione di un elenco di cose da fare è quello di eliminare le cose quando sono terminate. Questo perché ti dà un senso di realizzazione e una visualizzazione chiara dei tuoi progressi; per assicurarti che ciò accada però, non darti obiettivi irrealistici o rischierai solo di aumentare la tua frustrazione.

Evita le riunioni inutili

Saper gestire il tempo a lavoro è fondamentale. Se, da una parte,  può essere allettante incontrare quante più persone possibili a beneficio del networking, il tempo che si guadagna dietro alla scrivania è estremamente prezioso. Sapere quali riunioni rifiutare è molto importante. Se il tuo manager desidera una riunione personale, è ovviamente molto importante.

Ci sono anche delle riunioni che possono toglierti solamente tempo utile per lo svolgimento del tuo lavoro. La soluzione? Stabilisci due giorni alla settimana per le riunioni e dedica il resto del tempo ai tuoi compiti principali.

essere produttivo

Stabilisci il momento per rispondere alle mail

Ogni giorno, a lavoro, c’è una buona quantità di tempo speso a scrivere risposte e-mail in modo tempestivo. Se controlli costantemente la tua e-mail, potrebbe significare che hai troppo tempo libero a disposizione e devi lavorare su altre attività.

Le informazioni urgenti tendono ad essere passate attraverso le telefonate anziché tramite e-mail. Se stai spendendo una media di oltre 2 ore al giorno rispondendo alle e-mail, allora dovresti ridistribuire il tempo a disposizione per questa attività.

Il nostro consiglio su come aumentare la produttività a lavoro evitando di rispondere compulsivamente alle mail? Semplice: invece di interrompere ciò che stai facendo per rispondere a una nuova e-mail, dedica un tempo a rispondere alle e-mail in blocco.

Potresti dedicare 15 minuti a questa attività appena arrivi in ufficio e mettere da parte 15 minuti prima di lasciare il lavoro per rispondere alle e-mail.

Segui la “regola dei due minuti”

L’imprenditore Steve Olenski raccomanda di implementare la “regola dei due minuti” per sfruttare al massimo le piccole finestre temporali che hai a lavoro. L’idea è questa: se vedi un’attività o un’azione che sai può essere fatta in due minuti o meno, fallo immediatamente. Secondo Olenski, il completamento del compito richiede in realtà meno tempo del doverci tornare in seguito.

Non essere multitasking

Spesso tendiamo a pensare alla capacità di multitasking come un’abilità importante per aumentare l’efficienza, ma potrebbe essere vero il contrario.

Gli psicologi hanno scoperto che il tentativo di eseguire diverse attività contemporaneamente può causare perdita di tempo e produttività. Invece, prendi l’abitudine di impegnarti in un singolo compito prima di passare al tuo prossimo progetto, magari rispettando la tua to-do list.

Stabilisci i tuoi obiettivi a breve e lungo termine

Oltre al tuo elenco di cose da fare in un giorno, di cui abbiamo parlato nei paragrafi precedenti, è importante creare obiettivi più ambiziosi.

Alcuni obiettivi dovrebbero richiedere fino a 1 settimana per la realizzazione, altri anche 30 giorni, 60 giorni o 90 giorni. Le persone che fissano obiettivi più alti hanno la tendenza ad essere più soddisfatti rispetto a quelli con aspettative inferiori, secondo una ricerca pubblicata nel Journal of Consumer Research.

Uno dei motivi principali per cui le persone falliscono un obiettivo è perché non hanno fissato una scadenza: ricordati sempre di darti un tempo realistico per portare a termine un progetto e raggiungere il traguardo. Gli obiettivi devono essere molto specifici e dovrebbero essere annotati. È bene ricevere feedback sugli obiettivi per perfezionarli. Gli obiettivi dovrebbero essere personali e professionali: appunta il tutto in un foglio e dividi le due aree.

Cura il tuo riposo

Andare a dormire tardi e svegliarti presto può essere dannoso per la tua produttività il giorno successivo. Se sei mezzo sveglio al lavoro, la qualità di ciò che produci potrebbe risentirne. Cerca di riposare per un numero di ore congruo al tuo stile di vita e vicino alle tue necessità. Come disse una volta Benjamin Franklin: “Andare a letto presto e alzarsi presto fa un uomo sano, ricco e saggio”.

Riduci le interferenze

Avere un collega che fa capolino nel tuo ufficio per chattare può sembrare innocuo, ma anche brevi interruzioni generano un cambiamento nel modello di lavoro e un corrispondente calo di produttività. Ridurre al minimo le interruzioni può significare impostare l’orario d’ufficio, tenere la porta chiusa o lavorare da casa per progetti sensibili al fattore tempo.

TV, social media e telefono sono fattori di distrazione da tenere sotto controllo: fai in modo di essere tu a gestirli e non lasciar gestire loro il tuo tempo.

Commenti disabilitati su Come aumentare la produttività personale a lavoro: 9 consigli da seguire Studiare a Grosseto

Read more

Libri sulla negoziazione: ecco i 5 da leggere assolutamente

Curioso di scoprire quali sono i libri sulla negoziazione da leggere assolutamente?

In questa guida ti diremo quali sono i titoli più belli da avere nella tua libreria per affinare la capacità di negoziazione, utile soprattutto nel mondo del business e degli affari.

La negoziazione è un processo che, se gestito con cura e rispetto, diventa uno strumento straordinario per “arrivare” all’altro quando questo sembra più lontano.

Volendo dare una definizione della negoziazione, possiamo dire che si tratta di

Un processo di interazione, di comunicazione profonda per raggiungere un accordo tra due o più parti che hanno qualche interesse in comune e altre che sono in conflitto o semplicemente su posizioni differenti.

Il processo che può dirsi “riuscito” solo quando tutti gli attori coinvolti riescono a convivere con il risultato.

Ma vediamo ora quali sono i libri che possono aiutarti a padroneggiare quest’arte.

I 5 libri che ti insegnano come negoziare

Quali sono i libri sul successo e sulla negoziazione da avere assolutamente? Ecco una carrellata di titoli che ti aiuteranno a migliorare le tue abilità consigliati dall’Università Niccolò Cusano di Grosseto.

LEGGI ANCHE – Letteratura italiana contemporanea: scrittori e opere importanti da conoscere

L’arte del negoziato – Roger Fisher e William Ury

Apriamo la nostra raccolta con un libro sul negoziato famosissimo, di Roger Fisher e William Ury: L’arte del negoziato.

Il presupposto di partenza di questo libro è che il negoziato è il mezzo fondamentale per ottenere dagli altri quello che vogliamo. Questo assunto vale in tutti i campi, dal lavoro all’amore, dalla vita famigliare a quella sociale, dalla semplice spesa quotidiana all’acquisto di un’auto o di una casa .

Insomma, per gli autori, tra i massimi esperti di questa arte, conoscere le tecniche della trattativa è un asso nella manica, un vantaggio nella vita.

Il negoziato emotivo – Roger Fisher e Daniel Shapiro

Un altro testo da leggere è Il negoziato emotivo, di Roger Fisher e Daniel Shapiro. In questo libro sono contenuti i punti chiave su cui concentrarti per capire come padroneggiare l’arte del negoziato: esprimere apprezzamento per le opinioni degli altri, istituire un legame; trasformare l’avversario in un alleato, rispettare l’autonomia negli altri e guadagnare la propria, riconoscere il ruolo degli altri e stabilire il proprio, scegliere una funzione positiva in ogni tipo di negoziato.

I consigli contenuti in questo volume ti saranno utili nel lavoro, ma anche (e soprattutto) nella vita.

La negoziazione. Psicologia della trattativa – Rino Rumiati e Davide Pietroni

In questo volume sono illustrati i meccanismi e le trappole dei processi negoziali, con l’obiettivo di rendere il lettore consapevole delle modalità per massimizzare il rendimento personale e comune degli accodi negoziali.

Questo perché negoziare significa principalmente collaborare con l’interlocutore per creare risorse e rafforzare la relazione. Imparare a negoziare con razionalità ed efficacia è utile per trasformare ogni conflitto in opportunità di sviluppo personale e sociale.

Conflitti e mediazione. Introduzione a una teoria generale – Emanuele Arielli e Giovanni Scotto

Che cos’è un conflitto? Perché si verifica?  Quali sono le strategie per risolvere i conflitti? In questo saggio di Emanuele Arielli e Giovanni Scotto sono contenute le risposte a queste domande, attraverso una serie di studi e un approccio teorico fortemente interdisciplinare.

Questo libro sulla negoziazione è intuitivo e semplice da leggere ed è perfetto anche per chi non ha la minima conoscenza dell’argomento.

Negoziare in modo efficace – Ugo Merlone

Ci sono moltissime situazioni in cui negoziare risulta essere un’arma vincente: si negozia per ottenere le migliori condizioni in una compravendita, trattare la data di consegna di un lavoro, discutere un preventivo con un cliente o un fornitore.

In Negoziare in modo efficace di Ugo Merlone viene evidenziato il fatto che, a differenza del conflitto, la negoziazione è in grado di creare connessioni ed è una competenza chiave negli affari e nella vita personale. Nel volume sono illustrati gli aspetti analitico-razionali e relazionale-emotivi della negoziazione, fornendo gli strumenti e le strategie necessari per giungere ad un accordo che sia accettato da tutte le parti coinvolte e tuteli i propri interessi.

Imparare a negoziare: consigli utili

Ora che abbiamo visto i 5 libri sul negoziato da leggere assolutamente, vediamo qualche consiglio pratico per imparare a padroneggiare questa arte.

Il negoziato inizia quando qualcuno dice di no

Una dei timori più grandi riguarda il sentirsi dire di no. C’è, però, un aspetto da tenere assolutamente in considerazione: non è davvero una negoziazione se chiediamo qualcosa che sappiamo volere anche dal nostro partner contrattuale.

La negoziazione è una conversazione il cui obiettivo è raggiungere un accordo con qualcuno i cui interessi non sono perfettamente in linea con il tuo.

Impara a sussultare

Questa strategia è una delle più sottovalutate, ma straordinariamente efficaci. Per sussulto intendiamo una reazione visibile a un’offerta o un prezzo durante le negoziazioni faccia a faccia.

L’obiettivo di questa tattica è di far sentire le altre persone a disagio per l’offerta che hanno presentato. Se, alla proposta di prezzo di un fornitore, risponderai “Quanto?!” con aria sbalordita, a meno che l’altra persona non sia un negoziatore ben stagionato, risponderà in due modi:

  • Sarà a disagio e cercherà di razionalizzare il suo prezzo;
  • Offrirà una concessione immediata.

Non rispondere alle provocazioni

Molto spesso, in fase di negoziazione, si possono avere degli scatti emotivi, che possono essere di rabbia oppure di ansia e può arrivare a provocarti in modo da farti innervosire e portarti a finire la conversazione.

Quasi mai si tratta di reazioni sincere: per questo motivo devi essere bravo a non rispondere alle provocazioni e possibilmente rimandare la trattativa ad un altro momento.

Gestisci gli ultimatum

Per sollecitare la tua decisione, la tua controparte potrebbe lanciarti un ultimatum.

L’importante in queste situazioni è saper prendere tempo, anche se può sembrare impossibile avere del tempo in più. Ti accorgerai che pur di difendere i loro interessi saranno disposti a lasciarti del tempo in più.

Non cadere nella trappola del buono e cattivo

Una delle tecniche più tradizionali per poter ottenere consenso in un accordo è la Tecnica del Buono e del Cattivo.

La tecnica prevede la presenza di due soggetti, uno Buono e l’altro Cattivo con l’aspetto da duro: il Buono finge di accettare la tua proposta, ma il Cattivo protesta per fare in modo che la proposta accettata venga abbassata di valore, poi il Cattivo esce e il Buono ti chiede di accettare la proposta prima che ritorni il cattivo, in modo da metterti fretta.

Fai capire al Buono e al Cattivo che non cadrai nella loro trappola, che conosci il loro gioco e che non sei disposto a scendere a compromessi: prima di giungere ad un accordo si ragiona e si analizza cosa è più conveniente per entrambi.

Dai risposte sintetiche

Se la persona con cui stai parlando inizia a farti molte domande, lo fa perché vuole raccogliere più informazioni possibili su di te e scoprire quali sono i tuoi punti deboli.

In queste situazioni è bene dare risposte molto sintetiche in modo che il tuo interlocutore sappia il meno possibile di te.

Sui libri sulla negoziazione abbiamo detto proprio tutto: siamo certi che, con questi consigli, riuscirai a migliorare in questa arte e a sviluppare le tue abilità comunicative di contrattazione.

Commenti disabilitati su Libri sulla negoziazione: ecco i 5 da leggere assolutamente Studiare a Grosseto

Read more

Elementi costitutivi dello Stato: ecco quali sono e quello che devi sapere

Se sei uno studente della facoltà di giurisprudenza o vorresti diventarlo, ti sarai sicuramente chiesto quali sono gli elementi costitutivi dello Stato e quali sono le cose che devi sapere su questo tema.

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo che cos’è lo Stato, da quali elementi si compone e quali sono gli aspetti che lo differenziano dal concetto di Nazione.

Per Stato intendiamo un’entità politica sovrana, costituita da un territorio e da una popolazione che lo occupa, da un ordinamento giuridico formato da istituzioni e leggi.

Gli elementi dello Stato sono tre: popolo, territorio e governo. Ma vediamo ora che cosa intendiamo nello specifico con questi tre concetti.

Che cos’è lo Stato e da cosa è composto

Iniziamo ora il nostro viaggio alla scoperta degli elementi che compongono lo Stato e delle varie connotazioni che questo concetto ha avuto nel corso della storia.

LEGGI ANCHE – Libri sul ’68: ecco i 10 da leggere assolutamente

Definizione di Stato

Come abbiamo accennato, lo Stato rappresenta un’entità politica sovrana, costituita da un territorio e da una popolazione che lo occupa, da un ordinamento giuridico formato da istituzioni e leggi.

Questo è composto da:

  • Il territorio, cioè un’area geografica ben definita, su cui si diffonde la sovranità;
  • I cittadini, su cui si esercita la sovranità;
  • Un ordinamento politico e un ordinamento giuridico, che sono l’insieme delle norme giuridiche che regolano la vita dei cittadini all’interno del territorio.

Territorio

Per territorio si intende quello spazio in cui lo Stato esercita la sua sovranità. All’interno del territorio sono inclusi:

  • Terraferma: gran parte del territorio è costituito dalla terra emersa, delimitata da confini naturali o geografici;
  • Mare territoriale: si tratta della porzione di mare adiacente alla costa. Ciascuno Stato delimita in modo arbitrario l’ampiezza del proprio mare territoriale. Nel caso dell’Italia, il valore di riferimento è 12 miglia dalla linea della costa;
  • Spazio aereo;
  • Sottosuolo;
  • Territorio mobile: costituito da navi da guerra e aerei militari, ovunque si trovino.

Popolo

Il popolo è costituito da tutti coloro che hanno la cittadinanza dello Stato (italiana, in questo caso). La differenza tra popolo e popolazione è molto semplice: il primo include solo coloro che hanno la cittadinanza, mentre il secondo include tutti coloro che si trovano sul territorio statale in un determinato momento.

Le persone con una cittadinanza diversa da quella dello Stato sono dette straniere, mentre le persone senza cittadinanza sono definite apolidi.

L’acquisizione della cittadinanza italiana comporta una serie di diritti e di doveri nei confronti dello Stato; questi sono, ad esempio:

  • II godimento dei diritti civili e politici;
  • La protezione diplomatica del proprio paese
  • Non può essere espulso dal proprio stato;
  • Non è ammessa l’estradizione del cittadino

La cittadinanza comporta anche dei doveri che sono fondamentalmente quelli della fedeltà e obbedienza. Nella fattispecie, la cittadinanza è disciplinata dalla legge 5 febbraio 1992, n. 91 – Nuove norme sulla cittadinanza, che dispone che si possa diventare cittadini italiani:

  • Per nascita, in quanto la cittadinanza italiana del padre o della madre determina la cittadinanza italiana del figlio per diritto di nascita. Diventa cittadino italiano per “diritto di luogo” solamente chi nasce da genitori ignoti o apolidi;
  • Per adozione: diventa cittadino italiano lo straniero adottato da un cittadino italiano;
  • Per matrimonio: lo straniero o apolide che sposa un italiano acquista la cittadinanza dopo 6 mesi di residenza sul territorio nazionale o dopo 3 anni di matrimonio;
  • Per naturalizzazione: possono essere naturalizzati stranieri o apolidi che risiedono in Italia da almeno 10 anni o che hanno “reso eminenti servizi all’Italia”.

Sovranità

Per sovranità si intende il potere che ha lo Stato di darsi un’organizzazione politica autonoma. La sovranità si esercita manifestando i tre poteri statali:

  • Potere legislativo, ossia il potere di fare le leggi, in capo al Parlamento;
  • Potere esecutivo, cioè il potere di applicare le leggi, affidate al Governo;
  • Potere giudiziario, ossia il potere di punire chi non rispetta le leggi, affidato alla Magistratura.

Differenza tra Stato e Nazione

Ora che abbiamo visto quali sono gli elementi costitutivi dello Stato, parliamo di un’altra importante distinzione, quella tra il concetto di Stato e quello di Nazione.

Come abbiamo detto, lo Stato consta di un popolo che vive stabilmente su un territorio delimitato da confini ed è governato da un proprio apparato sovrano.

il concetto di Nazione fa riferimento indica un popolo che, superando le antiche divisioni etniche, ha saputo trovare una propria unità sviluppando, nel tempo un patrimonio culturale comune.

In un certo senso, possiamo dire che il concetto di nazione coincide con quello di popolo, che include l’insieme dei soggetti che hanno la stessa cittadinanza ossia che vive entro gli stessi confini territoriali. La Nazione, dunque, è un’entità etnico-culturale.

Origini

Dal punto di vista storico, il concetto di Stato ha iniziato a prendere piede nel Vecchio Continente tra il XIII ed il XIV secolo, soprattutto grazie ad alcuni accadimenti come la guerra dei cent’anni, anche se un primo esempio già possiamo trovarlo in Asia con la nascita dei primi imperi cinesi.

Nello specifico, lo Stato moderno si afferma in Europa tra il XV e il XIX secolo. La sua formazione avviene per via di un progressivo accentramento del potere e della territorialità dell’obbligazione politica. Proprio in quei tempi scompaiono le frammentazioni del sistema feudale in favore di un potere centrale o omogeneo in un determinato territorio, e anche la Chiesa si subordina allo Stato.

Dal punto di vista concettuale, esistono diverse visioni dello Stato:

  1. Stato-comunità, costituito dal popolo, stanziato su un territorio definito, che è organizzato attorno a un potere centrale (comunemente chiamato “Stato-nazione”);
  2. Stato-apparato (o Stato-organizzazione), ossiaquel potere centrale sovrano, stabile nel tempo e impersonale (poiché esiste indipendentemente dalle singole persone che lo fanno funzionare), organizzato in possibili differenti modi, che detiene il monopolio della forza e impone il rispetto di determinate norme nell’ambito di un territorio ben definito;
  3. Stato sovrano, dove lo Stato è superiore a ogni altro soggetto entro i suoi confini. Per essere tale, la sovranità deve manifestarsi come “indipendenza” nei rapporti reciproci; per tale ragione, allora, lo Stato è indipendente e sovrano; sovrano al suo interno, indipendente nei confronti degli altri stati.

Studiare diritto: corso di laurea in giurisprudenza

Studiare diritto è la tua passione più grande? Il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza è la soluzione ideale per te. Grazie al nostro Corso di laurea:

  • Acquisirai una padronanza degli elementi della cultura giuridica di base, nazionale ed europea, anche con tecniche e metodologie casistiche, in rapporto a tematiche utili alla comprensione ed alla valutazione di principi ed istituti di diritto positivo moderno e contemporaneo;
  • Approfondirai le conoscenze storiche utili per valutare gli istituti del diritto positivo moderno anche nella prospettiva dell’evoluzione storica degli stessi; di acquisire capacità di progettazione e stesura di testi giuridici (normativi, negoziali e processuali) adeguatamente argomentati, prodotti anche con l’uso di strumenti informatici;
  • Acquisirai capacità interpretative, di analisi casistica, di qualificazione giuridica, di comprensione, di rappresentazione, di valutazione e di consapevolezza per affrontare problemi interpretativi ed applicativi del diritto positivo.

Il nostro Corso è erogato online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Per iscriverti, compila il nostro form o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Elementi costitutivi dello Stato: ecco quali sono e quello che devi sapere Studiare a Grosseto

Read more

Libri sul ’68: ecco i 10 da leggere assolutamente

Sei un appassionato di storia e stai cercando i migliori libri sul ’68 da leggere?

Sei nel posto giusto: in questa guida parleremo delle rivoluzioni del ’68, della controcultura e dei libri e romanzi scritti o ispirati da quegli anni.

Con il termine Sessantotto (o movimento del Sessantotto) andiamo a designare quel fenomeno socio-culturale avvenuto negli anni a cavallo del 1968, dove i grandi movimenti di massa socialmente eterogenei avviarono una contestazione generale contro i pregiudizi socio-politici. Lo svolgersi degli eventi in un lasso temporale molto ristretto contribuì a identificare il movimento col nome dell’anno in cui esso si manifestò in modo più attivo.

Per molti il ’68 è stato una grande opportunità, per altri il trionfo del conformismo di massa. Ma quali sono i saggi sul ’68 che raccontano qualcosa in più su quel periodo così complicato da analizzare? Scopriamolo insieme nei prossimi paragrafi.

Una selezione di libri che parlano del ’68

Quali sono i migliori libri sul Sessantotto che dovresti leggere? Quali sono state le caratteristiche di questo periodo storico? A queste (e molte altre) domande risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

LEGGI ANCHE – Letteratura italiana contemporanea: scrittori e opere importanti da conoscere

saggi sul 68

Saggistica e narrativa sul ’68: la nostra top ten

Come abbiamo detto, il Sessantotto è stato un anno di contestazione generale, in Italia ma anche all’estero. Ecco 10 libri che possono aiutarti a capire meglio questo fenomeno.

Che cosa resta del ’68 – Paolo Pombeni

Apriamo la nostra top ten con un libro di Paolo Pombeni, Che cosa resta del ’68. 

Nel libro vengono affrontate diverse tematiche,  dal lavoro alla politica, passando per la Chiesa e il ruolo della donna. Si tratta di una vera e propria analisi di come il mondo cambiò in quei tempi. Un saggio da leggere per capire più da vicino certe dinamiche e costruirsi un’idea di quanto i moti del ’68 abbiano effettivamente rivoluzionato anche il nostro presente.

Biografia del Sessantotto – Giuseppe Carlo Marino

Biografia del Sessantotto è uno dei testi imperdibili sull’argomento. Lo scrittore affronta il tema con un approccio storico-sociologico, ricostruendo un ritratto della gioventù che diede vita alla stagione più intensa della politica italiana del dopoguerra.

All’interno del saggio l’autore pone l’accento sulla gioventù sessantottina, i “figli della guerra” e del primo dopoguerra, cresciuti all’ombra dell’eredità della Resistenza, delle contraddizioni della “pacificazione nazionale” e del “miracolo italiano”.

Il ’68 raccontato a mio figlio. Cosa volevamo fare, cosa non abbiamo fatto – Leonello Zaquini

Uno dei libri più belli da non perdere è questo racconto di Leonello Zaquini, Il ’68 raccontato a mio figlio. L’autore del libro, nel ’68, era studente del Politecnico a Torino e partecipava ad occupazioni di sedi universitarie e collegi.

In questo testo, Zaquini ha voluto raccontare cosa è stato il ’68, rivendicando con orgoglio il suo ruolo per dimostrare alle nuove generazioni non soltanto che gli ideali erano giusti, ma che su molte battaglie il movimento trionfò.

Nel libro è presente anche una sezione dedicata agli slogan più famosi del tempo.

Il 68. Contro l’universita-Il Sessantotto tra rivoluzione e restaurazione – Guido Viale

Nel saggio di Guido Viale il Sessantotto viene affrontato con un’ottica globale, menzionando fatti, luoghi e personaggi che ne furono protagonisti e ne determinarono le scelte, ricostruendone la storia e raccontandone la genesi dalle occupazioni universitarie del 1967 fino al percorso che ne seguì lungo tutto il decennio 1968-1978.

Sono tanti gli argomenti toccati da Guido Viale: la Primavera di Praga, l’internazionalismo, le università occupate. Una ricostruzione e un’analisi politica su quegli anni che merita sicuramente una lettura.

L’orda d’oro. 1968-1977: la grande ondata rivoluzionaria e creativa, politica ed esistenziale – Nanni Balestrini

“L’orda d’oro” rappresenta una preziosa ricostruzione di 10 anni di storia.  Pubblicato per la prima volta nel 1988, è uno “strumento della memoria” che raccoglie documenti e interventi legati ad un decennio rivoluzionario.

Un testo sicuramente utile per comprendere la realtà attuale, creare connessioni con il nostro passato più recente ed evidenziare le radici della contemporaneità.

Underground italiana. Gli anni gioiosamente ribelli della controcultura – Matteo Guarnaccia

Tra i libri sul 68 da segnalare, sicuramente rientra Underground italiana. Gli anni gioiosamente ribelli della controcultura di Matteo Guarnaccia.

Il testo non pone il focus solamente sul Sessantotto, ma su tutti gli anni della controcultura italiani, raccontati dal punto di vista di chi li ha vissuti.

’68. Ce n’est qu’un début… Storie di un mondo in rivolta – Paolo Brogi

Un’altra preziosa testimonianza degli anni della contestazione è quella di Paolo Brogi che, nel suo saggio, tratta diversi aspetti della rivoluzione sociale del ’68, introducendo documenti e testimonianze inedite.

Le più grandi città del mondo cadono sotto la lente di Brogi, da Roma a Berlino, passando per New York, Parigi, Tokyo, Milano, Chicago, Trento, Pisa, Torino, Belgrado.

Molti gli eventi narrati nel testo, dalle occupazioni nelle scuole e nei licei alle rivolte operaie. Un quadro del Sessantotto da leggere e da vivere.

La rancura – Romano Luperini

Tra i romanzi italiani sul ’68, quello di Romano Luperini è uno dei più belli e intensi da leggere. Nel romanzo entrano in contatto tre generazioni di padri e di figli, le cui storie si intrecciano in modo inossidabile.

Il padre è Luigi Lupi, maestro elementare, che dopo l’8 settembre combatte in Istria alla guida di una formazione partigiana.

Il figlio è Valerio, docente universitario e militante comunista che partecipa al Sessantotto e al tentativo di creare in Italia un partito rivoluzionario negli anni di piombo. Il figlio del figlio, Marcello, è un quarantenne che, da Londra,  ritorna in Italia negli anni di Berlusconi e del “Grande fratello” per vendere la casa paterna nella campagna toscana.

Il 68 giorno per giorno – Roberto Raja

Quello di Raja è un saggio sul 1968 molto particolare, che contiene due sezioni, il “prima” e il “dopo”, che racconta tutte le conseguenze di quell’anno.

Si tratta di un libro di storia con ottimi spunti, utile come strumento per capire e costruirsi uno schema oggettivo di fatti in base ai quali, con la distanza del tempo, poter elaborare dentro di sé un’idea su come quel periodo della nostra storia ha modificato per sempre il nostro modo di pensare.

Andare per i luoghi del 68 – Toni Capuozzo

Concludiamo la nostra top ten di libri sulla rivoluzione del ’68 con un testo di Toni Capuozzo, Andare per i luoghi del 68.

II ’68 ha generato nuovi modi di fare politica tra autogestioni e assemblearismo, di stare insieme nelle comuni o nelle famiglie aperte, di viaggiare tra nomadismo e misticismo. Non solo idee, però: il Sessantotto è fatto anche di luoghi, particolarmente preziosi per ricostruire quanto accaduto in quel periodo.

Tra i luoghi ripercorsi da Capuozzo, Venezia e Porto Marghera, Firenze, Trento e Sociologia, Milano e la Zanzara, Roma e Valle Giulia, Torino e la Fiat.

Abbiamo visto quali sono i 10 testi che raccontano meglio il 1968 e gli anni della controcultura, con tutte le loro sfaccettature. Sono stati anni difficili, che hanno rivoluzionato la cultura e la società e di cui ancora oggi, a 50 anni di distanza, ne sentiamo ancora la presenza. Non ti resta che scegliere i libri che più ti piacciono e dedicarti alla lettura.

Commenti disabilitati su Libri sul ’68: ecco i 10 da leggere assolutamente Studiare a Grosseto

Read more

Metodo scientifico sperimentale: origini, definizione, caratteristiche

Il metodo scientifico sperimentale è un vero e proprio pilastro afferente al mondo della scienza. Se sei uno studente di un corso di laurea ingegneristico, ti sarai sicuramente già imbattuto nello studio del cosiddetto “metodo galileiano”, che ha rivoluzionato la scienza moderna.

Ma che cosa intendiamo esattamente per metodo sperimentale? Si tratta della modalità tipica con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile.

Questo approccio segue un iter ben definito che consiste, da una parte, nella raccolta di dati empirici sotto la guida delle ipotesi e teorie da vagliare; dall’altra, nell’analisi matematica e rigorosa di questi dati, associando cioè degli esperimenti.

Anche se la paternità del metodo è stata universalmente riconosciuta a Galileo Galilei, si hanno tracce di un simile approccio anche in epoche precedenti, come il Medioevo.

Vediamo ora tutte le caratteristiche del metodo scientifico e le fasi da cui è composto.

Quello che devi sapere sul metodo galileiano

Che cos’è il metodo scientifico sperimentale e perché è importante conoscerlo? Continua nella lettura: ti spiegheremo tutto nei prossimi paragrafi di questa guida.

LEGGI ANCHE – Teorie quantistiche: definizione, caratteristiche ed evoluzione

metodo galileiano

Metodo sperimentale: una definizione

Come abbiamo accennato, il metodo scientifico consiste nella raccolta di dati tramite l’osservazione e l’esperimento al fine di formulare ipotesi e teorie.

Si tratta della modalità con cui la scienza indaga sulla realtà ed è il metodo più affermato nel processo di definizione della conoscenza.

La concezione attuale di metodo scientifico si deve a Galileo Galilei che per primo afferma l’importanza della sperimentazione empirica e della dimostrazione matematica per spiegare qualsiasi fenomeno naturale osservabile nella realtà empirica.

C’è da dire, che dai tempi di Galileo ad oggi la scienza ha compiuto grandi passi, evolvendosi ed articolandosi in discipline sempre più complesse, rendendo difficile definire un percorso metodologico applicabile nei diversi secoli e nei diversi campi.

Sull’espressione metodo scientifico sperimentale ci sono diverse definizioni, che possono cambiare a seconda dei concetti di riferimento. Su tali sfumature di significato il dibattito è ancora attivo e sono molti gli scienziati che si sono pronunciati nel tempo.

  1. Il metodo scientifico può essere, infatti, concepito come l’insieme dei criteri (teorici ma anche operativi) sulla base dei quali un risultato, teorico o sperimentale, può essere considerato effettivamente scientifico e deve essere accettato come tale dagli altri scienziati e in generale dallo stato;
  2. D’altro canto, lo stesso metodo può essere riferibile all’iter effettivamente seguito per ottenere il risultato, identificandosi con la pratica dello scienziato e dell’attività di ricerca.

Questo dibattito porta a non avere una definizione davvero univoca del metodo scientifico sperimentale applicabile a tutte le discipline. Ma vediamo ora un po’ di storia e di evoluzione di questo approccio.

Storia

Se è vero che la paternità del metodo sperimentale è stata universalmente attribuita a Galileo, dobbiamo anche dire che ve ne sono tracce anche in tempi più remoti. 

Ad esempio, già nell’antico Egitto ci sono tracce di un primitivo”metodo scientifico”, nello specifico in ambito medico: nelle descrizioni di interventi di chirurgia vengono infatti descritti anamnesi, diagnosi, terapia e chirurgica dedicata, dalla preparazione del paziente, alla strumentazione, alla tecnica operatoria, fino al decorso post-operatorio.

Anche Leonardo da Vinci diede un contributo alla scoperta del metodo scientifico: ne sono esempi concreti i suoi studi sull’anatomia umana e le sue invenzioni ingegneristiche.

A Galileo, universalmente noto come l’inventore dell’approccio sperimentale, va attribuito il merito di aver combinato esperimenti e formalizzazione teorica, dando peso ai risultati ottenuti. Bisogna sottolineare, infatti, che nello studio dei fenomeni non ci si deve limitare all’osservazione ma si devono ricercare le connessioni (leggi) facendo anche uso della matematica.

Metodo scientifico: fasi

Come abbiamo anticipato, il metodo scientifico sperimentale di Galileo segue un iter ben preciso, suddivisibile in queste fasi:

  1. Osservazione del fenomeno: in questa fase il fenomeno naturale viene osservato con occhio critico. Ciò significa che si dovranno scindere i fatti essenziali dagli elementi di disturbo;
  2. Scelta delle grandezze: grazie all’osservazione, vengono determinate le grandezze fisiche interessate dal fenomeno, da impiegare per la sua analisi. In fisica, una grandezza è tutto ciò che può avere una determinazione quantitativa;
  3. Formulazione di ipotesi: alla luce dell’analisi effettuata del fenomeno, si procede alla formulazione di ipotesi che ne spieghino il funzionamento;
  4. Esperimento per la verifica delle ipotesi: il cuore dell’approccio sperimentale risiede proprio nell’esperimento. Grazie a questo, si verificano le ipotesi formulate così da provarne la validità, riproducendo in laboratorio il fenomeno che queste intendono spiegare. Se i risultati non sono soddisfacenti, l’iter riprende dalla formulazione di nuove ipotesi;
  5. Formulazione della legge: se le ipotesi formulate trovano riscontro nell’esperimento, si procede nella costruzioni di leggi in grado di illustrare il fenomeno osservato.

Osservazioni e ipotesi

Secondo il metodo galileiano, per approcciare ad un fenomeno è necessario inizialmente effettuare osservazioni per giungere a formulare ipotesi.

Ma che cosa si intende per osservazioni e perché è così importante tornare su questo punto? Ci sono diverse tipologie di osservazioni, che si distinguono anche dalle ipotesi. In sintesi:

  • Le osservazioni qualitative si fanno ricorrendo semplicemente ai nostri sensi;
  • Le osservazione quantitative si effettuano attraverso misurazioni per le quali sono indispensabili strumenti di misura;
  • Le ipotesi sono supposizioni che tendono a spiegare ciò di cui non si ha conoscenza certa e che perciò devono essere confermate da altre prove.

Conoscere la scienza: corsi di laurea Unicusano

Come abbiamo detto, il metodo scientifico sperimentale viene studiato e applicato in diverse discipline ed è un tema affrontato nei Corsi di Laurea dell’Area Ingegneristica dell’Università Niccolò Cusano.

Se sogni di diventare un ingegnere, ecco le proposte formative della nostra università:

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (triennale – classe L-7)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (biennale – classe LM-23)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale – classe LM-29)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (biennale – classe LM-33)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Agroindustriale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Biomedica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Gestionale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Elettronica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Meccanica (triennale – classe L-9)

A seconda dell’indirizzo scelto, cambiano gli obiettivi formativi e le discipline studiate, pur avendo delle basi in comune imprescindibili di materie come fisica, chimica e matematica.

I nostri corsi di laurea sono fruibili interamente online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24. La didattica comprende materiale FAD e esercitazioni in itinere, costantemente aggiornati e utili al raggiungimento degli obiettivi formativi dello studente.

Al termine di ciascun ciclo di studi, è prevista una prova finale consistente nell’esposizione e discussione davanti alla Commissione di Laurea di una relazione scritta o un elaborato progettuale il cui argomento, scelto dallo studente, sia coerente con gli obiettivi formativi del Corso di Studio.

Il punteggio finale è assegnato tenendo conto del curriculum dello studente e della prova finale. La votazione è in centodecimi. Il conferimento della lode richiede il giudizio unanime della Commissione.

Per iscriverti ai nostri Corsi di Laurea, contattaci subito o chiama il numero verde 800.98.73.73

Commenti disabilitati su Metodo scientifico sperimentale: origini, definizione, caratteristiche Studiare a Grosseto

Read more

Letteratura italiana contemporanea: scrittori e opere importanti da conoscere

Ami leggere e sei curioso di sapere qualcosa in più sulla letteratura italiana contemporanea?

Sei nel posto giusto: in questa guida parleremo della storia della letteratura contemporanea del nostro Paese, mettendo in evidenza le principali correnti Novecentesche e gli autori che hanno reso grande la cultura italiana.

Dalla poesia al romanzo, la nostra letteratura ha prodotto tantissime opere dalla bellezza inestimabile, grandi classici che ancora oggi conquistano lettori di tutte le età. Da Pier Paolo Pasolini a Umberto Eco, vediamo subito quali sono le opere migliori da leggere, le correnti da conoscere e anche tutti gli altri scrittori che dovrebbero avere un posto nella tua libreria.

Al termine della guida, troverai anche cinque poeti contemporanei da leggere assolutamente.

Se sei pronto, iniziamo subito.

Scrittori italiani contemporanei e libri da leggere assolutamente

Quali sono gli autori della letteratura italiana che dovresti conoscere? Quali i libri da tenere tassativamente nella tua libreria? A queste (e molte altre) domande risponderemo nel corso dei prossimi paragrafi di questa guida dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano.

LEGGI ANCHEDocumentari di storia: ecco le migliori produzioni

10 scrittori italiani da conoscere

scrittori italiani

Apriamo la nostra guida dedicata alla letteratura italiana contemporanea con 10 scrittori che hanno dato un contributo più che significativo alla nostra cultura. Si tratta di grandi personalità che hanno prodotto opere dal valore inestimabile, che attraggono lettori anche stranieri.

Ecco la nostra top ten:

  • Pier Paolo Pasolini: Intellettuale poliedrico e figura di spicco del Novecento italiano. Nato a Bologna nel 1922 e scomparso ad Ostia nel 1975, ha lasciato una grande eredità culturale al nostro paese: è stato poeta, scrittore, regista, sceneggiatore, drammaturgo e giornalista, romanziere, linguista, traduttore e saggista. Tra i romanzi più significativi, sicuramente Ragazzi di vita, che racconta la vita difficile dei giovani del sottoproletariato della Capitale;
  • Leonardo Sciascia: scrittore, giornalista, saggista, politico, critico d’arte, poeta, drammaturgo e insegnante, Sciascia è universalmente considerato come una delle figure più importanti nel panorama della letteratura italiana contemporanea. Tra le sue opere più belle, sicuramente Il giorno della civetta, uno dei grandi classici del Novecento letterario nazionale;
  • Italo Calvino: intellettuale di grande impegno politico, civile e culturale, è stato uno dei narratori italiani più importanti del secondo Novecento. Molti i campi d’interesse toccati dal suo percorso letterario sono meditati e raccontati attraverso capolavori quali la trilogia de I nostri antenati, Marcovaldo, Le cosmicomiche, Se una notte d’inverno un viaggiatore, uniti dal filo conduttore della riflessione sulla storia e la società contemporanea.
  • Oriana Fallaci: scrittrice e giornalista, nata a Firenze nel 1929, prese parte molto giovane alla Resistenza. Fu la prima donna italiana inviata speciale al fronte e dopo la strage alle Twin Towers e gli attentati del ’11 settembre 2011 assunse delle posizioni molto decise e discusse contro l’Islam. All’epoca dei fatti la Fallaci viveva a New York. I suoi libri hanno venduto intorno ai venti milioni di copie in tutto il mondo;
  • Umberto Eco: altra personalità poliedrica della cultura italiana. Eco è stato semiologo, filosofo, scrittore, traduttore, accademico e bibliofilo italiano. Oltre alla vastissima produzione di saggi, Eco ha scritto romanzi di grande successo, come Il nome della rosa, da cui è stato tratto anche un film;
  • Andrea Camilleri:  nato a Porto Empedocle, Camilleri è sicuramente tra gli scrittori italiani viventi più prolifici. Noto soprattutto per aver ideato il personaggio del Commissario Salvo Montalbano, che ha ispirato buona parte della produzione letteraria di Camilleri;
  • Alessandro Baricco: Scrittore e saggista, nonché critico musicale e conduttore televisivo italiano, è stato il vincitore del prestigioso riconoscimento letterario internazionale Premio Viareggio Rèpaci nel 1993. Autore di saggi, romanzi, racconti e sceneggiature di successo;
  • Gianrico Carofiglio: scrittore ed ex magistrato, Carofiglio ha introdotto in Italia il filone del thriller legale, dando vita ad una serie di opere che hanno venduto cinque milioni di copie e sono state tradotte in ventotto lingue;
  • Margaret Mazzantini: nata a Dublino nel 1961, la Mazzantini è una delle scrittrici italiane contemporanee più apprezzate. Ha ricevuto moltissimi riconoscimenti prestigiosi nella sua carriera: con il romanzo Non ti muovere ha vinto, tra gli altri, il Premio Strega, il Premio Rapallo-Carige e il Premio Grinzane Cavour;
  • Valerio Massimo Manfredi: nato a Castelfranco Emilia nel 1942, è scrittore, storico e conduttore televisivo italiano. A Manfredi dobbiamo la “riscoperta” della cultura classico-medievale del mondo antico greco-romano.

10 libri da leggere

Passiamo ora alla narrativa italiana contemporanea da leggere assolutamente con una top ten dedicata ai libri da avere assolutamente nella tua libreria:

  • Il nome della Rosa – Umberto Eco: il primo romanzo di Eco è un giallo storico e deduttivo che ha riscosso talmente tanto successo da vendere oltre 50 milioni di copie in 30 anni ed essere stato tradotto in 40 lingue;
  • Una vita violenta – Pier Paolo Pasolini: oltre al già segnalato Ragazzi di vita, consigliamo la lettura di quest’opera di Pasolini che, con la sua crudezza, riesce a penetrare nella mente del lettore;
  • Il barone rampante – Italo Calvino: una delle opere più significative dello scrittore, entrata di diritto tra i grandi classici della letteratura contemporanea. Al centro della trama, la vita di Cosimo Piovasco di Rondò, il barone che ha scelto di vivere tutta la sua vita sugli alberi;
  • A ciascuno il suo – Leonardo Sciascia: un romanzo poliziesco da leggere davvero tutto d’un fiato, ambientato in un piccolo borgo siciliano;
  • Un uomo – Oriana Fallaci: un romanzo molto toccante che racconta la storia di Alekos Panagulis, simbolo della resistenza greca alla tirannide e uomo che la scrittrice amò;
  • Romanzi del Commissario Montalbano – Andrea Camilleri: selezionarne uno solo sarebbe un vero delitto. Per questo ti consigliamo la lettura di tutti i romanzi di Camilleri dedicati al celebre commissario, protagonista anche di una serie TV di grande successo;
  • Oceano Mare – Alessandro Baricco: un romanzo con una trama non lineare e poco prevedibile, in grado di trasmettere una serie di emozioni ambientate in luogo magico e poetico: il mare;
  • Romanzi dell’avvocato Guido Guerrieri – Gianrico Carofiglio: come per Camilleri, anche in questo caso non scegliamo un solo romanzo, ma ti consigliamo la lettura dell’intera serie dedicata alle avventure dell’avvocato Guerrieri, simbolo del legal thriller in Italia;
  • Nessuno si salva da solo – Margaret Mazzantini: un’opera davvero toccante, dove la scrittrice tocca temi delicati che hanno a che fare con il rapporto di coppia e l’anoressia;
  • Trilogia di Ulisse – Valerio Massimo Manfredi: chiudiamo la nostra top ten con una splendida trilogia dello storico emiliano, che narra la storia e le vicende del celebre eroe.

LEGGI ANCHE10 classici da leggere assolutamente

Poesia italiana: 5 consigli di lettura

Chiudiamo la nostra guida dedicata alla letteratura italiana contemporanea con 5 poeti italiani del Novecento da leggere assolutamente:

  • Eugenio Montale;
  • Alda Merini;
  • Giovanni Raboni;
  • Giancarlo Majorino;
  • Elio Pagliarani.

Sicuramente la lettura di romanzi e poesie riuscirà a fornirti tantissimi strumenti in più per affinare le tue doti di scrittura. Ora non ti resta che scegliere le opere che preferisci e iniziare a dedicarti alla lettura nei momenti di pausa dallo studio: siamo certi che riuscirai a trascorrere un break davvero splendido.

LEGGI ANCHE – Allenare il cervello: ecco come esercitare la mente

Commenti disabilitati su Letteratura italiana contemporanea: scrittori e opere importanti da conoscere Studiare a Grosseto

Read more

Note a piè di pagina nella tesi: cosa sono e come si scrivono

Devi scrivere il tuo elaborato finale e non sai come utilizzare le note a piè di pagina nella tesi?

Sei nel posto giusto: in questa guida ti spiegheremo come scrivere le note nella tesi e come collocarle all’interno del tuo elaborato, illustrandoti passo dopo passo questo iter.

La prova finale di ogni laureando è una delle sfide più grandi dell’intero percorso di studi: la discussione dell’elaborato finale non è un punto d’arrivo, ma un punto di partenza per entrare nel mondo lavorativo e sfruttare tutte le competenze apprese durante gli ultimi anni.

La redazione di una tesi di laurea prevede delle specifiche linee guida da seguire: questa tipologia di scritto è, infatti, composto da più parti, da conoscere assolutamente per lavorare nel modo giusto.

Vediamo ora a cosa servono le note a piè di pagina e cosa sono.

Ecco come fare le note a piè di pagina

Se ti sei chiesto già tante volte come scrivere una tesi e come collocare al suo interno le note, continua nella lettura: ecco i consigli dell’Università Niccolò Cusano per concludere alla grande il tuo percorso di studi.

LEGGI ANCHE – Ringraziamenti tesi originali: ecco come (e a chi) scriverli

Prima di iniziare: tesi di laurea e struttura

Prima di vedere nel dettaglio cosa sono le note a piè di pagina nella tesi, cerchiamo di capire come è strutturato un elaborato finale e perché ciascun elemento è fondamentale per la sua stesura.

Un elaborato finale si compone generalmente di questi elementi:

  • Introduzione alla tesi
  • Indice della tesi
  • Corpo del testo
  • Conclusione
  • Bibliografia e sitografia tesi
  • Eventuali appendici

In questo quadro, le note si possono inserire in diversi contesti, proprio perché ne esistono diverse tipologie che vedremo nei prossimi paragrafi.

Cos’è una nota a piè di pagina

Arriviamo ora al cuore della nostra guida e cerchiamo di dare una definizione di note a piè di pagina nella tesi e esempi relativi a questo elemento.

In ambito editoriale, si definisce nota:

Un breve testo, avente in genere funzione esplicativa. Quando è posizionata in fondo a una pagina di un libro o di un documento viene chiamata nota a piè di pagina o nota in calce

Dunque possiamo dire che la nota può ottemperare a queste funzioni:

  • Spiegare nel dettaglio un concetto accennato nel testo;
  • Esplicare il significato o la traduzione di un termine o di un’espressione;
  • Rimandare ad approfondimenti del testo;
  • Dare delle informazioni propedeutiche per il lettore.

Ad ogni modo, ciò che deve essere chiaro è che le informazioni contenute nelle note non sono prioritarie. Esse infatti hanno il compito di aggiungere spiegazioni accessorie rispetto al tema principale del discorso.

Vediamo ora quali tipologie di note potresti inserire nel tuo lavoro di ricerca.

Tipologie di note

scrivere la tesi di laurea

Il mondo delle note è piuttosto vasto e racchiude al suo interno diverse implicazioni. In generale, possiamo imbatterci in tre tipi di note:

  1. Note a piè di pagina, di semplice impatto visivo per il lettore, che contengono generalmente riferimenti bibliografici essenziali, brevi osservazioni o chiarimenti propedeutici alla comprensione dell’elaborato;
  2. Note a fine capitolo, situate per l’appunto in una pagina ad hoc al termine di ogni capitolo. Fanno riferimento ad informazioni utili da approfondire per il lettore, richiamando ad esempio a fonti bibliografiche;
  3. Note a fine libro, tendenzialmente più corpose e poste alla fine dell’elaborato. Queste note contengono osservazioni tematiche con riscontri ampi, che si possono integrare con approfondimenti mirati in appendice.

Nello specifico, le note a piè di pagina nella tesi sono uno strumento potentissimo per facilitare la lettura, ma solo se utilizzate con giudizio. Ti consigliamo, infatti, di non abusarne ma di farne un uso ponderato, proprio per non fargli perdere la loro funzione originale di arricchimento testuale.

Come si scrivono

Passiamo ora alla parte più operativa di questa guida e vediamo come si scrivono le note a piè di pagina nella tesi di laurea.

Se le note contengono riferimenti bibliografici, i testi devono essere citati seguendo questo schema:

  • Nome dell’autore (è sufficiente l’iniziale del nome puntata)
  • Cognome dell’autore scritto per esteso
  • Titolo e sottotitolo dell’opera scritti in corsivo
  • Città, editore e anno di pubblicazione
  • Eventuali pagine di riferimento di quella edizione in cui trovare il passaggio correlato alla nota

Vediamo qualche esempio:

F. Bulegato, I musei d’impresa. Dalle arti industriali al design, Roma, Carocci, 2008

G. Corbetta, Le aziende familiari. Strategie per il lungo periodo, Milano, Egea, 2010

Nel caso di più autori, ecco qualche esempio di nota a piè di pagina:

D.Brunetti, T. Ferrero, Archivi d’Impresa in Piemonte, Torino, Centro Studi Piemontesi, 2013

AA.VV., Musei del gusto. Mappa della memoria enogastronomica, Pescara, Carsa Edizioni, 2007

La sigla AA.VV. sta per autori vari. A proposito di abbreviazioni, vedremo quali sono le più comuni nel prossimo paragrafo.

Se devi citare un articolo di una rivista, le informazioni da inserire sempre sono:

  • Cognome e nome puntato dell’autore dell’articolo
  • Titolo dell’articolo in corsivo
  • Titolo della rivista tra virgolette e preceduto da “in” (scritto in corsivo)
  • Annualità (indicata con “a.” e in numeri romani) e numero della rivista (indicato con n. e in numeri arabi, in grassetto)
  • Data di pubblicazione
  • Intervallo delle pagine consultate

Ecco un esempio:

R. Bonadei, Heritage: tra storia e dibattito politico. Una parola e le molte che la abitano, in “Rivista del Museo Civico Scientifico Naturale E. Caffi di Bergamo”, n. 22, 2003, pp. 91-96

Abbreviazioni e sigle

Entriamo ora nel mondo delle abbreviazioni più comuni utilizzate nelle note:

  • Cfr. è l’abbreviazione della parola latina confer, ovvero confronta. Sta ad indicare ulteriori materiali o idee che possono fornire informazioni o argomenti simili o differenti;
  • Vd. significa “vedi”. In inglese si usa v.;
  • Ibidem è un avverbio latino che significa “nello stesso luogo”. Viene utilizzato per citare un’opera già citata in precedenza e veicola il significato della frase “nella stessa opera (sopra citata)”, solitamente è seguita dal numero della pagina (o altra indicazione per trovare la citazione). Dunque, se devi citare la stessa opera e le stesse pagine nello stesso contesto puoi usare Ibidem;
  • Ivi è un avverbio che significa “In quel luogo”. Viene impiegato per rinviare a una fonte già citata in precedenza. Quindi se nella stessa pagina dobbiamo citare la stessa opera ma pagine differenti possiamo usare Ivi + pagg. XYZ

Consigli per scrivere note perfette

Ora che abbiamo visto quali sono le tipologie di note più diffuse e come si scrivono le note a piè di pagina nella tesi, chiudiamo con alcuni consigli preziosi per la produzione del tuo lavoro di ricerca:

  • Non numerare a mano le tue note: questo perché, durante la scrittura, può capitare di aggiungere o rimuovere parti del testo compromettendo la numerazione fedele originale. Utilizza l’opzione specifica del tuo programma di scrittura e ricordati che le note a piè di pagina devono essere sempre associate ad un numero univoco all’interno del testo;
  • Riporta le citazioni in modo pulito, soprattutto se devi mettere in evidenza aspetti bibliografici. Cerca di non essere eccessivamente prolisso;
  • Non scrivere troppe note: va bene approfondire, ma non esagerare con la produzione di note, altrimenti perderanno valore;
  • Attenzione al font: usa un carattere più piccolo per le tue note, ma che sia leggibile da parte del fruitore.

Sul mondo delle note ti abbiamo detto proprio tutto: non ti resta che scrivere il tuo elaborato finale e goderti il raggiungimento di questo importante traguardo.

Commenti disabilitati su Note a piè di pagina nella tesi: cosa sono e come si scrivono Studiare a Grosseto

Read more

Teorie quantistiche: definizione, caratteristiche ed evoluzione

Parlare di teorie quantistiche ci porta subito nel mondo della fisica, una delle materie più interessanti che i giovani studenti dei corsi di laurea in Ingegneria trovano nel loro piano formativo.

Definire la meccanica quantistica in parole semplici non è così immediato: la funzione di questa guida è proprio quella di spiegarti, passo dopo passo, che cosa intendiamo per fisica quantistica e quali sono gli elementi oggetto di studio di questa teoria.

La cosiddetta teoria dei quanti è una teoria che i suoi stessi creatori non capivano a fondo, ma che si è rivelata in grado di spiegare il comportamento della materia nel mondo microscopico.

Pronto a scoprire di più? Continua nella lettura.

Quello che devi sapere sulla teoria dei quanti

Che cos’è la costante di Planck? Come nasce la fisica quantistica? A questi (e molti altri) quesiti risponderemo nei prossimi paragrafi della nostra guida.

LEGGI ANCHE – Tesi sperimentale: che cos’è e come si scrive

teoria dei quanti

Fisica quantistica: cos’è

Apriamo la nostra guida con un approfondimento sulla fisica quantistica, spiegata in modo semplice. Di cosa stiamo parlando, dunque, quando menzioniamo l’universo delle teorie quantistiche?

Per fisica quantistica (detta anche teoria dei quanti) intendiamo quella teoria fisica che descrive il comportamento della materia, della radiazione e le reciproche interazioni, viste sia come fenomeni ondulatori sia come fenomeni particellari (dualismo onda-particella).

Proprio su questo dualismo onda-particella le teorie quantistiche portano un punto d’innovazione rispetto alla fisica classica e le relative teorie sviluppate fino al XIX secolo nella descrizione degli atomi e delle molecole.

La relazione fra natura ondulatoria e corpuscolare delle particelle e della radiazione è enunciata nel principio di complementarità e formalizzata nel principio di indeterminazione di Heisenberg, ma di questo parleremo nei prossimi paragrafi.

La meccanica quantistica è la base di molte altre branche della fisica moderna come la fisica atomica, la fisica della materia condensata, la fisica nucleare e subnucleare e la fisica delle particelle.

La costante di Planck

Uno dei concetti di base della fisica quantistica è proprio la quantizzazione. Perché, quindi, parliamo di teoria dei quanti?

Nel mondo microscopico, le quantità fisiche come l’energia non possono essere scambiate in modo “continuo”,  ma attraverso “pacchetti” detti “quanti”.

Questo è ciò che emerge dagli studi del fisico tedesco Max Planck, noto proprio per aver elaborato quella che conosciamo come costante di Planck. Per lo studioso tedesco, una particella carica oscillante alla frequenza ʋ è in grado di scambiare energia con l’ambiente solo in forma di pacchetti di grandezza:

E = hʋ

La costante h, detta oggi costante di Planck, vale 6,626 × 10–34 J · s. Se l’atomo in oscillazione cede all’ambiente una quantità di energia E, si rivelerà una radiazione di frequenza ʋ = E/h.

Questa teoria è stata confutata dall’effetto fotoelettrico, illustrato da Albert Einstein, di cui parleremo nei prossimi paragrafi.

I principi della meccanica quantistica: il dualismo onda-particella

Abbiamo detto che il tratto innovativo delle teorie quantistiche è proprio quello che riguarda il cosiddetto dualismo onda-particella, che rivede le concezioni della fisica classica di stampo newtoniano.

Infatti, la fisica classica fino al XIX secolo era divisa in due corpi di leggi: quelle di Newton, che descrivono i moti e la dinamica dei corpi meccanici, e quelle di Maxwell, che descrivono l’andamento e i vincoli a cui sono soggetti i campi elettromagnetici come la luce e le onde radio. A lungo si era dibattuto sulla natura della luce e alcune evidenze sperimentali, come l’esperimento di Young.

Per dimostrare che la luce si propagava per onde, Young intraprese un esperimento: un fascio di raggi luminosi colpiva uno schermo in cui erano presenti due fori, o fenditure, molto piccoli, che diventavano due sorgenti omogenee. A questo punto mise uno schermo che raccoglieva la luce proveniente dai due fori e vide nettamente delle frange chiare e scure, molto simili alle onde del mare provenienti da due sorgenti diverse. Questo fenomeno non si può spiegare con la teoria corpuscolare, ma con la teoria ondulatoria.

Si tratta di un esperimento molto importante, che verrà ripreso anche da Richard Feynman.

A partire da questi risultati, Bohr capì che la natura della materia e della radiazione non doveva essere ripensata solo in termini esclusivi o di un’onda o di una particella, ma sia l’elettrone che il fotone sono al tempo stesso sia un corpuscolo sia un’onda.

Il pensiero espresso da Bohr prende il nome di principio di complementarità, che indica che descrizione completa dei fenomeni che avvengono a scale atomiche richiede proprietà che appartengono sia alle onde che alle particelle.

L’effetto fotoelettrico di Einstein

Parlando di teorie quantistiche, non possiamo non menzionare l’effetto fotoelettrico teorizzato da Albert Einstein.

Per effetto fotoelettrico intendiamo quel fenomeno che si manifesta con l’emissione di particelle elettricamente cariche da parte di un corpo esposto a onde luminose o a radiazioni elettromagnetiche di varia frequenza: gli elettroni vengono emessi dalla superficie di un conduttore metallico (o da un gas) in seguito all’assorbimento dell’energia trasportata dalla luce incidente sulla superficie stessa.

In parole povere, questo effetto ci dice che colpendo un metallo con un giusto tipo di luce, possiamo produrre elettricità. L’effetto fotoelettrico è stato formulato nel 1905 da Einstein ed è oggi alla base del funzionamento dei pannelli fotovoltaici.

Ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta, riassumendo il tutto in questi punti:

  • Siamo nel 1905: seguendo il principio elaborato da Planck, Albert Einstein propose che la radiazione elettromagnetica fosse costituita da particelle, che più tardi furono chiamate fotoni. Ciascun fotone si può considerare come un pacchetto di energia; quest’ultima dipende dalla frequenza della radiazione e corrisponde a E = hʋ;
  • È bene sottolineare che l’intensità della radiazione indica il numero di fotoni presenti, e che l’espressione E = hʋ misura l’energia di ciascun singolo fotone.

Per spiegare l’effetto fotoelettrico dobbiamo pensare alla radiazione elettromagnetica come a un insieme di fotoni. Se l’energia del fotone non raggiunge quella necessaria ad allontanare un elettrone dal metallo, l’elettrone non sarà espulso, quale che sia l’intensità della radiazione. Se, invece, l’energia del fotone, hʋ, è maggiore, allora sarà espulso un elettrone, indipendentemente dall’intensità della radiazione.

Studiare la fisica: corsi di laurea Unicusano

Le teorie quantistiche ti hanno affascinato e non vedi l’ora di tuffarti nel mondo della fisica generale? I corsi di laurea dell’area ingegneristica dell’Università Niccolò Cusano prevedono insegnamenti di fisica generale, fondamentali per gli studenti che desiderano lavorare in questo mondo.

I nostri corsi di laurea dell’area ingegneristica prevedono molteplici specializzazioni:

  • Corso di Laurea in Ingegneria Civile (triennale – classe L-7)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Civile (biennale – classe LM-23)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Elettronica (biennale – classe LM-29)
  • Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Meccanica (biennale – classe LM-33)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Agroindustriale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Biomedica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Gestionale (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Elettronica (triennale – classe L-9)
  • Corso di laurea in Ingegneria Ind. Meccanica (triennale – classe L-9)

La didattica dei corsi, curata dai migliori specialisti del settore, è costantemente aggiornata ed erogata online, grazie ad una piattaforma di e-learning attiva 24 ore su 24.

Se il mondo della meccanica quantistica ti affascina e vorresti studiare fisica, iscriviti ai nostri corsi: contattaci subito o chiama il numero verde 800.98.73.73

LEGGI ANCHE – Cos’è la fisica e cosa studia? Ecco tutto quello che devi sapere

Commenti disabilitati su Teorie quantistiche: definizione, caratteristiche ed evoluzione Studiare a Grosseto

Read more

Frasi sul lavoro di squadra: ecco le migliori da leggere e dedicare

Le frasi sul lavoro di squadra  rappresentano un’ottima fonte motivazionale, soprattutto quando sei a contatto con un team per motivi professionali ma anche accademici.

Il lavoro di gruppo può essere davvero molto stimolante e, soprattutto, utile per espandere i propri orizzonti, confrontarsi e accrescere il proprio bagaglio di competenze. Possiamo definire lavoro di gruppo quel processo nel corso del quale più persone collaborano per raggiungere un obiettivo.

La forma di lavoro in team è molto utilizzata in contesti professionali, ma anche universitari: pensa, ad esempio, alla costruzione di un piano di sviluppo che prevede l’integrazione di più competenze diverse tra loro.

Ma quali sono le parole più belle ispirate al lavoro di squadra in azienda e in tutte le sue sfaccettature? Scopriamolo insieme in questa raccolta di aforismi sul lavoro dedicata agli studenti dell’Università Niccolò Cusano di Grosseto.

La raccolta dei migliori aforismi sul lavoro di gruppo

L’idea alla base del team work è che il tutto sia migliore della somma delle parti. Come rafforzare questo concetto? Ecco le parole più belle che ti aiuteranno ad essere sempre motivato nei confronti di una squadra.

frasi sul successo

LEGGI ANCHE – Creare un curriculum online: come fare passo passo

Frasi sull’unione di gruppo

Apriamo la nostra raccolta di frasi sul lavoro di squadra con le più belle frasi sul successo derivante dalla forza del gruppo. Si tratta di frasi celebri, talvolta pronunciate da personalità importanti, che ti daranno una marcia in più quando ti troverai a collaborare con colleghi di lavoro o di università.

Ecco le frasi che abbiamo scelto:

  • “Nessun uomo è un’isola, completo in se stesso; ogni uomo è un pezzo del continente, una parte del tutto” – John Donne
  • “Se le formiche si mettono d’accordo, possono spostare un elefante” – Proverbio del Burkina Faso
  • “Lavorare insieme significa vincere insieme.” – Anonimo
  • “Il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo” – Anonimo
  • “Un gruppo di persone che condivide un obiettivo comune può raggiungere l’impossibile” – Anonimo
  • “Molte mani rendono il lavoro leggero” – John Heywood
  • “Un team di successo batte con un solo cuore” – Anonimo
  • “Essendo specializzato in matematica, credevo che tutto fosse uguale alla somma delle sue parti, finché non ho cominciato a lavorare con le squadre. Poi, quando divenni allenatore, capii che il tutto non è mai la somma delle sue parti – è maggiore o minore, a seconda di come riescono a collaborare i suoi membri” – Chuck Noll, ex allenatore dei Pittsburgh Steelers
  • “Non importa quanto un uomo possa fare, non importa quanto coinvolgente la sua personalità possa essere, egli non farà molta strada negli affari se non sarà in grado di lavorare con gli altri” – John Craig
  • “Indipendentemente dalle differenze, il lavoro di squadra può essere riassunto in cinque brevi parole: Noi crediamo in un altro” – Anonimo
  • “Dovete guardare il compagno che avete accanto, guardarlo negli occhi; io scommetto che ci vedrete un uomo determinato a guadagnare terreno con voi, che ci vedrete un uomo che si sacrificherà volentieri per questa squadra, consapevole del fatto che quando sarà il momento voi farete lo stesso per lui. Questo è essere una squadra signori miei. Perciò o noi risorgiamo adesso come collettivo, o saremo annientati individualmente” – Al Pacino in Oliver Stone, Ogni maledetta domenica
  • “L’interdipendenza è la filosofia di vita della squadra, del team, del l’organizzazione. Essere interdipendenti significa riconoscere che fa piacere essere amati e gratificati, anche se non si cade in de-pressione se questo manca; significa essere consapevoli del valore delle proprie idee, ma anche di quelle di altri, che possono da-re origine a creature uniche e meravigliose; vuoi dire sentirsi liberi di condividere se stessi con gli altri senza sentirsi minaccia-ti, aprendo il cuore e le potenzialità alle persone che sono state scelte come compagni di strada” – Roberto Re

LEGGI ANCHE – Citazioni motivazionali: le parole che ti danno la carica

Aforismi sulla collaborazione

Proseguiamo la nostra raccolta di frasi sul lavoro di squadra con una sezione dedicata alle più belle frasi sulla forza della collaborazione. Avere un’indole collaborativa è fondamentale per trarre maggior successo dal lavoro di gruppo. Vediamo quali sono le più belle massime sull’argomento:

  • “Mettersi insieme è un inizio, rimanere insieme è un progresso, lavorare insieme un successo” – Henry Ford
  • “L’educazione dovrebbe inculcare l’idea che l’umanità è una sola famiglia con interessi comuni. Che di conseguenza la collaborazione è più importante della competizione” – Bertrand Russell
  • “Nella lunga storia del genere umano (e anche del genere animale) hanno prevalso coloro che hanno imparato a collaborare ed a improvvisare con più efficacia” – Charles Darwin
  • “Quando si collabora, i successi intellettuali di una persona stimolano la passione e l’entusiasmo degli altri collaboratori” – Alexander Von Humboldt
  • “Più lavori, più la gente ti vede lavorare e più ha voglia di collaborare con te, e viceversa” – Stephen Root
  • “Nella mia vasta esperienza di vita, negli incontri con parecchi grandi personaggi, non ho mai conosciuto nessuno, per quanto famoso e realizzato fosse, che non lavorasse meglio e non rendesse di più in un’atmosfera di approvazione piuttosto che di critica” – Charles Michael Schwar
  • “Solo insieme possiamo raggiungere ciò che ciascuno di noi cerca di raggiungere” – Karl Jaspers
  • “Trattate bene gli altri, trattateli da uguali, e coinvolgeteli nel lavoro di squadra. Esiste un solo sistema fondamentale per creare un posto di lavoro all’insegna della dignità: umanizzare l’organizzazione” – Dale Carnegie
  • “La cosa bella del lavoro di squadra è che hai sempre qualcuno dalla tua parte” – Margaret Carty
  • “La vita è, per sua natura, fortemente interdipendente. Cercare di ottenere il massimo dell’efficacia attraverso l’indipendenza è come cercare di giocare a tennis con una mazza da golf: lo strumento non è adeguato” – Stephen Covey

Frasi su raggiungere un obiettivo

In questa parte della nostra guida dedicata alle frasi sul lavoro di squadra riporteremo le parole più belle sul raggiungimento di un obiettivo. Raggiungere un traguardo è il massimo successo del lavoro in team: per questo abbiamo selezionato questi aforismi che ti ricorderanno sempre la soddisfazione di arrivare insieme agli altri dove desideri.

  • “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare” – Lucio Anneo Seneca
  • “Un obiettivo è un sogno con un punto d’arrivo” – Duke Ellington
  • “È meraviglioso come la forza degli obiettivi così come l’audacia e l’energia della volontà, siano risvegliate dalla garanzia che stiamo compiendo il nostro dovere” – Walter Scott
  • “Successo non è solo ciò che realizzi nella tua vita, ma anche ciò che ispiri nella vita degli altri” – Anonimo
  • “Ci sono tre qualità che ogni individuo deve avere per raggiungere il successo: la pazienza di un monaco, il coraggio di un guerriero, l’immaginazione di un bambino” – Sharad Vivek Sagar
  • “Il successo arriva quando l’opportunità incontra la preparazione” – Zig Ziglar
  • “La gente pensa che in cima non ci sia abbastanza spazio. Tendono a pensare come a una sorta di Everest. Il mio messaggio è che c’è un sacco di spazio in cima” – Margareth Thatcher
  • “Se vuoi aver successo nella vita, fai della perseveranza il tuo migliore amico, dell’esperienza il tuo saggio consigliere, della cautela il tuo fratello maggiore e della speranza il tuo angelo custode” – Joseph Addison
  • “I sogni più ridicoli e più folli sono stati talvolta causa di successi straordinari” – Marchese di Vauvenargues
  • “Chiunque voglia riuscire in un’impresa deve essere disposto a bruciare le navi o tagliare i ponti per impedirsi ogni possibilità di tornare sui suoi passi. Solo comportandosi così può essere certo di conservare lo stato mentale detto “ardente desiderio di riuscire”, che è un principio essenziale del successo” – Napoleon Hill
  • “Prendete un’idea. Pensate, sognate su di essa. Lasciate che il cervello, i muscoli, i nervi, ogni parte del vostro corpo sia pieno di questa idea e isolatevi da tutto il resto. Questa è la strada per il successo” – Swami Vivekananda

Hai già selezionato le frasi sul lavoro di squadra che ti piacciono di più?

Siamo certi che, grazie a queste parole, troverai la carica per affrontare lavori di gruppo e le più avvincenti sfide che i nostri corsi di laurea e master ti riservano.

Commenti disabilitati su Frasi sul lavoro di squadra: ecco le migliori da leggere e dedicare Studiare a Grosseto

Read more

Informativa ai dell’art. 13 del Regolamento (UE) n. 679/2016 c.d. GDPR

Vi informiamo, ai sensi dell’art.13 del Regolamento UE 2016/679 (c.d. Regolamento Generale per la protezione dei dati personali – c.d. GDPR) e del decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196 “Codice in materia di protezione dei dati personali”, che i Vostri dati personali raccolti presso di noi, ovvero altrimenti da noi acquisiti, anche in futuro, saranno oggetto di trattamento da parte nostra in qualità di “Titolare”, anche con l’ausilio di mezzi elettronici e/o automatizzati e sempre nel pieno rispetto della normativa applicabile, per le seguenti finalità del trattamento: attività istituzionali dell'Università, la stessa potrà raccogliere i suoi dati personali, inseriti durante la compilazione dei Form predisposti online e cartacei, potrà pertanto successivamente trattare i suoi dati ai fini dell’instaurazione del rapporto di iscrizione ai corsi di laurea e post laurea, compresa l’attività di orientamento degli studenti per la scelta del percorso universitario; attività di informative promozionali telematiche dei corsi universitari e post-universitari, corsi di specializzazione e simili; attività contabili e amministrative relative alla corretta tenuta delle registrazioni obbligatorie per legge, ovvero all’adempimento di disposizioni delle Autorità pubbliche e degli organismi di vigilanza preposti agli accertamenti. Il Titolare del trattamento e il Responsabile della protezione dei dati personali Titolare del trattamento dei Vostri dati è l’Università Niccolò Cusano – Telematica Roma, con sede in Roma, Via Don Carlo Gnocchi, 3, con Email: privacy@unicusano.it; tramite il https://www.unicusano.it/ è conoscibile l’elenco completo ed aggiornato dei responsabili del trattamento o destinatari. Si informa a tal riguardo che la nostra Università ha provveduto a nominare il proprio Responsabile della protezione dei dati personali (c.d. RPD) l’avvocato Daniela Sasanelli ad ulteriore garanzia dei diritti dell’interessato e come unico punto di contatto con l’Autorità di Controllo, il nostro RPD potrà essere contattato alla seguente email: privacy@unicusano.it Per lo svolgimento di parte delle nostre attività ci rivolgiamo anche a soggetti terzi per l’effettuazione di elaborazioni di dati necessarie per l’esecuzione di particolari compiti e di contratti. I Vostri dati personali potranno, pertanto, essere da noi comunicati a destinatari esterni alla nostra struttura, fermo restando che nessuna diffusione è prevista di tali dati personali a soggetti indeterminati. Tali soggetti verranno nominati responsabile del trattamento. Conferimento dei dati personali e periodo di conservazione degli stessi Il conferimento da parte Vostra dei dati personali, fatta eccezione per quelli previsti da specifiche norme di legge o regolamento, rimane facoltativo. Tuttavia, tali dati personali essendo necessari, oltre che per finalità di legge e/o regolamento, per instaurare il rapporto di iscrizione ai corsi di studio laurea, post laurea e perfezionamento e/o inerente le attività da noi gestite e/o per l’instaurazione del rapporto previdenziale, contrattuale o assicurativo; al fine di dare esecuzione alle relative obbligazioni, il rifiuto di fornirli alla nostra Università potrebbe determinare l’impossibilità di instaurare o dare esecuzione al suddetto rapporto. I vostri dati possono essere conservati oltre il periodo strettamente indispensabile previsto dagli obblighi di legge e comunque al solo fine di fornire ulteriori garanzie a nostri studenti. Diritti dell’interessato, limitazione del trattamento, diritto alla portabilità e diritto di proporre azione innanzi al Garante privacy (c. d reclamo previsto dal regolamento europeo 2016/679/UE) Ai sensi del regolamento europeo sopra citato, Voi avete diritto di essere informati sul nome, la denominazione o la ragione sociale ed il domicilio, la residenza o la sede del titolare e del responsabile del trattamento, e circa le finalità e le modalità dello stesso, nonché di ottenere senza ritardo, a cura del titolare: a) la conferma dell’esistenza o meno di dati personali che Vi riguardano, anche se non ancora registrati, e la comunicazione in forma intelligibile dei medesimi dati e della loro origine, nonché della logica e delle finalità su cui si basa il trattamento: detta richiesta può essere rinnovata, salva l’esigenza per giustificati motivi; b) la cancellazione, la trasformazione in forma anonima o il blocco dei dati eventualmente trattati in violazione di legge, compresi quelli di cui non è necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati; c) l’aggiornamento, la rettificazione, ovvero, qualora Vi abbiate interesse, l’integrazione dei dati; d) l’attestazione che le operazioni di cui ai punti b) e c) sono state portate a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi, eccettuato il caso in cui tale adempimento si riveli impossibile o comporti un impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto al diritto tutelato. Oltre ai diritti sopra elencati in qualità di interessati, nei limiti di quanto previsto dal nuovo regolamento europeo, potrete esercitare i diritti di limitazione del trattamento, di opposizione allo stesso ed il diritto alla portabilità esclusivamente per i dati personali da Voi forniti al titolare secondo l’art. 20 del regolamento citato. La informiamo inoltre che il base al Codice della Privacy e al nuovo regolamento europeo potrete proporre azioni a tutela dei Vostri diritti innanzi al Garante per la protezione dei dati personali, c.d. reclamo previsto dal all’art. 77 del predetto regolamento. Si informa infine che nei limiti nei quali sarà ritenuto applicabile al trattamento dei dati che Vi riguardano potrete esercitare un diritto di revoca del consenso al trattamento dei dati comunicando tale revoca al titolare del trattamento.

I dati personali da Lei inseriti saranno comunicati dall'Università ai propri uffici per iniziative formative mediante l'invio di informative promozionali